danny
Utente di lunga data
Davvero il '68 ha cambiato la scala dei valori, scardinando quelli vecchi e proponendo una realtà liquida?
Non ne sono più tanto sicuro.
Credo che il '68 sia figlio di un cambiamento che era già in atto da anni e che progressivamente ha trasformato la nostra società dal dopoguerra in poi.
Il benessere consumistico ha portato con sé strumenti che pian piano hanno reso meno necessaria l'interazione tra le persone.
La lavatrice ha permesso individualmente di lavare i panni in casa anziché andare insieme ad altre donne al fiume.
Il frigorifero ha permesso di conservare gli alimenti a lungo, anziché partecipare con altri al processo di conservazione.
L'automobile privata ha promosso gli spostamenti individuali.
La televisione ha garantito l'intrattenimento dei nuclei monofamiliari.
I social network ora promuovono la comunicazione, rapida, veloce, senza conseguenze, totalmente individuale, senza necessità di interazioni o spostamenti.
Tutto molto comodo, molto veloce, molto piacevole.
Sono decenni che la nostra società pian piano sta eliminando la necessità di interagire con gli altri.
E questo ha determinato dei cambiamenti anche a livello culturale.
La società ha decretato il suo suicidio promuovendo l'individualità, l'assenza di collegamenti, l'abolizione di un sistema di valori comune.
C'è una pubblicità di un'azienda che organizza villaggi vacanze la cui pubblicità dice "Da noi le famiglie si trovano così bene che si dimenticano di essere in famiglia".
Anche la famiglia sembra essere divenuta qualcosa di troppo, qualcosa che va a inficiare l'individualità e il godimento della stessa.
E' un processo inarrestabile, esattamente è impossibile fermare la morte delle vecchie botteghe a conduzione familiare o individuale a favore dei grandi gruppi che operano nei centri commerciali aperti (ovviamente) tutti i giorni festivi compresi (e chi ha famiglia si arrangi).
L'individuo senza interazioni è privo di memoria.
In Farenheit 451 di Bradbury è un sistema di persone collegate tra loro a mandare a memoria i libri dati alle fiamme.
Oggi i libri sono su Kindle, la cui durata della memoria nel tempo dipende dall'avanzare della tecnologia e il cui possesso è individuale (il libro invece si è sempre potuto prestare e far passare di mano in mano).
Le stesse fotografie nella maggior parte dei casi muoiono col supporto dove sono conservate, spesso banalmente uno smartphone.
Un ragazzo di oggi con difficoltà conosce i grandi attori della commedia italiana e ha vagamente sentito parlare di Totò, mentre vede il bianco e nero solo come un filtro di instagram.
Noi "vecchi" ci sentiamo tali perché tutto quello che abbiamo consumato e che ha rappresentato per noi una parte della nostra vita è superato. La società promuove la velocità. E' il valore moderno più apprezzato. Si lavora velocemente, si consuma velocemente, ci si diverte velocemente, si comunica velocemente. Non si telefona più, basta un messaggio whatsapp.
Una società di individui scollegati tra loro e priva di memoria storica, verso che direzione può evolversi?
Non ne sono più tanto sicuro.
Credo che il '68 sia figlio di un cambiamento che era già in atto da anni e che progressivamente ha trasformato la nostra società dal dopoguerra in poi.
Il benessere consumistico ha portato con sé strumenti che pian piano hanno reso meno necessaria l'interazione tra le persone.
La lavatrice ha permesso individualmente di lavare i panni in casa anziché andare insieme ad altre donne al fiume.
Il frigorifero ha permesso di conservare gli alimenti a lungo, anziché partecipare con altri al processo di conservazione.
L'automobile privata ha promosso gli spostamenti individuali.
La televisione ha garantito l'intrattenimento dei nuclei monofamiliari.
I social network ora promuovono la comunicazione, rapida, veloce, senza conseguenze, totalmente individuale, senza necessità di interazioni o spostamenti.
Tutto molto comodo, molto veloce, molto piacevole.
Sono decenni che la nostra società pian piano sta eliminando la necessità di interagire con gli altri.
E questo ha determinato dei cambiamenti anche a livello culturale.
La società ha decretato il suo suicidio promuovendo l'individualità, l'assenza di collegamenti, l'abolizione di un sistema di valori comune.
C'è una pubblicità di un'azienda che organizza villaggi vacanze la cui pubblicità dice "Da noi le famiglie si trovano così bene che si dimenticano di essere in famiglia".
Anche la famiglia sembra essere divenuta qualcosa di troppo, qualcosa che va a inficiare l'individualità e il godimento della stessa.
E' un processo inarrestabile, esattamente è impossibile fermare la morte delle vecchie botteghe a conduzione familiare o individuale a favore dei grandi gruppi che operano nei centri commerciali aperti (ovviamente) tutti i giorni festivi compresi (e chi ha famiglia si arrangi).
L'individuo senza interazioni è privo di memoria.
In Farenheit 451 di Bradbury è un sistema di persone collegate tra loro a mandare a memoria i libri dati alle fiamme.
Oggi i libri sono su Kindle, la cui durata della memoria nel tempo dipende dall'avanzare della tecnologia e il cui possesso è individuale (il libro invece si è sempre potuto prestare e far passare di mano in mano).
Le stesse fotografie nella maggior parte dei casi muoiono col supporto dove sono conservate, spesso banalmente uno smartphone.
Un ragazzo di oggi con difficoltà conosce i grandi attori della commedia italiana e ha vagamente sentito parlare di Totò, mentre vede il bianco e nero solo come un filtro di instagram.
Noi "vecchi" ci sentiamo tali perché tutto quello che abbiamo consumato e che ha rappresentato per noi una parte della nostra vita è superato. La società promuove la velocità. E' il valore moderno più apprezzato. Si lavora velocemente, si consuma velocemente, ci si diverte velocemente, si comunica velocemente. Non si telefona più, basta un messaggio whatsapp.
Una società di individui scollegati tra loro e priva di memoria storica, verso che direzione può evolversi?
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