L'individuo scollegato

Brunetta

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perplesso

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Dall'osservazione dei bambini noto che vi è una naturale predisposizione alla socializzazione e all'apertura.
Questa viene però frustrata dai genitori, per mancanza di tempo o disponibilità o per volontà di tenere sotto controllo i figli o per ansia o paura nei loro confronti.
L'atteggiamento disinteressato alla socialità esterna alla famiglia, la presenza di genitori che vorrebbero coprire anche il ruolo di amico, spesso anche la tipologia delle punizioni (se non studi non vai a giocare), la paura dei cattivi incontri o di una crescita non gestibile dei bambini demotiva progressivamente i bambini i quali si trovano nell'adolescenza ad aver già sperimentato l'uso di dispositivi alternativi alla socialità diretta, come chat e similari e ad aver appreso un modello di socialità selettiva ed autoescludente.
Questo diventa un modello che viene poi tramandato alle generazioni successive.
se ci saranno
 

danny

Utente di lunga data
E meno male che non si è più costretti a frequentare i vicini di casa! :D

Io ho visto vivere la prossimità con i miei figli. Loro hanno frequentato i bambini vicini di casa e io i loro genitori.
Meno male che con le superiori ci si è liberati! :mexican::mexican:
C'è una scena in "Schindler's list" che sono andato a rivedere dopo essere stato nel cortile dove l'hanno girata.
https://www.youtube.com/watch?v=pQ2lnlZxM9s minuto 3.38
Stanno rastrellando gli ebrei e un bambino scopre una signora nascosta e fischia per chiamare le SS.
Poi si riconoscono. Sono vicini di casa ma soprattutto lei è la mamma di una bambina amica del bimbo.
E lui si offre di nasconderli, pur rischiando la vita con questo gesto.

Una comunità (con i suoi valori condivisi) nasce anche quando si è costretti a frequentare anche chi non si sceglie.
E' più facile imparare a accettarsi, tollerare le diversità, scoprire le somiglianze, aiutarsi.
Io conosco tutti i miei vicini. Con alcuni ho fatto anche le vacanze.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
C'è una scena in "Schindler's list" che sono andato a rivedere dopo essere stato nel cortile dove l'hanno girata.
https://www.youtube.com/watch?v=pQ2lnlZxM9s minuto 3.38
Stanno rastrellando gli ebrei e un bambino scopre una signora nascosta e fischia per chiamare le SS.
Poi si riconoscono. Sono vicini di casa ma soprattutto lei è la mamma di una bambina amica del bimbo.
E lui si offre di nasconderli, pur rischiando la vita con questo gesto.

Una comunità (con i suoi valori condivisi) nasce anche quando si è costretti a frequentare anche chi non si sceglie.
E' più facile imparare a accettarsi, tollerare le diversità, scoprire le somiglianze, aiutarsi.
Io conosco tutti i miei vicini. Con alcuni ho fatto anche le vacanze.
Con alcuni è più facile avere buoni rapporti se non si conoscono :mexican:.
Poi condivido il pensiero che creare occasioni di relazioni di prossimità sia fondamentale per la coesione sociale. Però questo avviene ancora spontaneamente appunto attraverso i bambini e la scuola quando le diversità sono meno percepite, poi è compito della politica creare occasioni su obiettivi e centri di interesse. Altrimenti ogni gruppo famigliare vive la propria vita, già è tanto se ci sono relazioni positive all'interno, e le occasioni di contatto sono prevalentemente di tipo conflittuale.
 

Ms.Razionalità

Utente di lunga data
L'ho fatto anch' io. Ho usato un cad disegnarlo e ho fatto una cosa che parte dal centro per diramardi in tutte le direzioni, viene più compatto e penso anche un po' più chiaro.
Curiosamente l' antenato più antico di cui sono venuto a conoscenza ha lo stesso nome di mio figlio.
Non ho capito come viene :rolleyes:

Io a Milano non avevo più spazio sul fogllio di carta arrivando slo ai miei nonni :rolleyes:
Così ho usato un sito che chiama Ancestry e ti permette di inserire i dati che vuoi e poi stampare quelli che vuoi. Ad esempio puoi inserire tutti i fratelli di tutti ma poi stampare solo la tua linea ascendente...

...
Una comunità (con i suoi valori condivisi) nasce anche quando si è costretti a frequentare anche chi non si sceglie.
E' più facile imparare a accettarsi, tollerare le diversità, scoprire le somiglianze, aiutarsi.
Io conosco tutti i miei vicini. Con alcuni ho fatto anche le vacanze.
L'esempio dei vicini è calzante.
Ho cambiato tante case nei miei 33 anni anni. In termini di nuclei famigliari, ne ho avuti 0, pochi, decine, ora 5. E' la mia prima casa di proprietà, la prima casa "seria" e ho iniziato ad investire in questa "piccola comunità forzata". Il fatto che siano quasi tutti anziani, o che gli anziani siano presenti in ogni nucleo, mi ha permesso di riscoprire e al tempo stesso scombinare le loro dinamiche.

Affascinantissimo gioco relazionale.

Con alcuni è più facile avere buoni rapporti se non si conoscono :mexican:.
Poi condivido il pensiero che creare occasioni di relazioni di prossimità sia fondamentale per la coesione sociale. Però questo avviene ancora spontaneamente appunto attraverso i bambini e la scuola quando le diversità sono meno percepite, poi è compito della politica creare occasioni su obiettivi e centri di interesse. Altrimenti ogni gruppo famigliare vive la propria vita, già è tanto se ci sono relazioni positive all'interno, e le occasioni di contatto sono prevalentemente di tipo conflittuale.
Effettivamente ci sono contesti, condominiale se vogliao rimanere all'esempio di Danny, che sono meno facilitanti. Quando stavo nei casermoni a Milano, abitati da decine di studenti in continuo ricambio, era difficile creare delle narrazioni condivise e stabili nel tempo.

Nei contesti più "stabili", dove anche noi non siamo nomadi, sarebbe bello riscoprire un po' questa rete sociale... anche per evitare di essere ritrovati in casa con i cani alsaziani (cit. Bridget Jones...)

[video=youtube;Go99ptnD_Ig]https://www.youtube.com/watch?v=Go99ptnD_Ig[/video]
 
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danny

Utente di lunga data
Non ho capito come viene :rolleyes:

Io a mano non avevo più spazio sul fogllio di carta arrivando slo ai miei nonni :rolleyes:
Così ho usato un sito che chiama Ancestry e ti permette di inserire i dati che vuoi e poi stampare quelli che vuoi. Ad esempio puoi inserire tutti i fratelli di tutti ma poi stampare solo la tua linea ascendente...



L'esempio dei vicini è calzante.
Ho cambiato tante case nei miei 33 anni anni. In termini di nuclei famigliari, ne ho avuti 0, pochi, decine, ora 5. E' la mia prima casa di proprietà, la prima casa "seria" e ho iniziato ad investire in questa "piccola comunità forzata". Il fatto che siano quasi tutti anziani, o che gli anziani siano presenti in ogni nucleo, mi ha permesso di riscoprire e al tempo stesso scombinare le loro dinamiche.

Affascinantissimo gioco relazionale.



Effettivamente ci sono contesti, condominiale se vogliao rimanere all'esempio di Danny, che sono meno facilitanti. Quando stavo nei casermoni a Milano, abitati da decine di studenti in continuo ricambio, era difficile creare delle narrazioni condivise e stabili nel tempo.

Nei contesti più "stabili", dove anche noi non siamo nomadi, sarebbe bello riscoprire un po' questa rete sociale... anche per evitare di essere ritrovati in casa con i cani alsaziani (cit. Bridget Jones...)

Bella la citazione!
Sono d'accordo.
Casa nostra ha un cortile e due soli piani e non ha ascensore.
Sicuramente rende tutto più facile.
 

Ms.Razionalità

Utente di lunga data
Bella la citazione!
Sono d'accordo.
Casa nostra ha un cortile e due soli piani e non ha ascensore.
Sicuramente rende tutto più facile.
:rotfl:la mia scoordinazionale oculo-manuale mi ha fatto scrivere "mano" per "Milano" :rotfl:
 

Divì

Utente senza meta
Devo ancora leggere tutti i post, ma esordisco così: un mio caro amico, che vive in una comunità di famiglie in provincia di Bergamo, uomo di passione cristiana e impegno civile e sociale, dice sempre che la rovina dell'uomo moderno e della nostra società sono gli appartamenti. Perché appartano :D
 

Brunetta

Utente di lunga data
Devo ancora leggere tutti i post, ma esordisco così: un mio caro amico, che vive in una comunità di famiglie in provincia di Bergamo, uomo di passione cristiana e impegno civile e sociale, dice sempre che la rovina dell'uomo moderno e della nostra società sono gli appartamenti. Perché appartano :D
Però vive in una comunità con un progetto comune.
:rolleyes:
 

danny

Utente di lunga data
Devo ancora leggere tutti i post, ma esordisco così: un mio caro amico, che vive in una comunità di famiglie in provincia di Bergamo, uomo di passione cristiana e impegno civile e sociale, dice sempre che la rovina dell'uomo moderno e della nostra società sono gli appartamenti. Perché appartano :D
Vero!!!
 

Brunetta

Utente di lunga data
È coerente. Odia gli appartamenti.
È facile fare comunità con i simili. In quelle condizioni la prossimità è secondaria e non primaria e casuale.
 
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