"L'Italia non farà interventi militari"

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

Mari'

Utente di lunga data
"L'Italia non farà interventi militari"

IN TUNISIA E IN CIRENAICA

Al via le due missioni umanitarie per la Libia
Frattini: "L'Italia non farà interventi militari"


Il nostro paese allestirà un campo al confine tunisino, occupandosi del rimpatrio di migliaia di cittadini egiziani. "Porteremo anche cibo e medicinali alla popolazione stremata della Cirenaica". Maroni: "Pronti ad un esodo di massa"



ROMA - C'è anche un pacchetto di misure per alleviare la situazione umanitaria nel Nordafrica esconvolto dalle rivolte e la pressione migratoria sulle coste italiane al centro del Consiglio dei ministri tenutosi a Palazzo Chigi. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha anticipato che nelle prossime ore l'Italia porterà aiuti a Bengasi, seconda città libica, e allestirà un campo in Tunisia al confine con la Libia, occupandosi anche del rimpatrio di migliaia di cittadini egiziani.

"Abbiamo deciso due importanti missioni umanitarie. La prima, su richiesta dell'Egitto e della Tunisia, prevede l'aiuto a circa 60mila egiziani che lavoravano in Libia ed ora sono fuggiti in Tunisia. Ci è stato chiesto di assisterli e di fare in modo che possano rientrare in patria sani e salvi. La seconda missione umanitaria si dirigerà in Cirenaica portando cibo e medicinali a una popolazione stremata". E' quanto spiega il ministro degli Esteri, Franco Frattini.

Sulle ipotesi di un'eventuale intervento militare dall'esterno precisa: "è un'ipotesi che ha già sollevato le perplessità della Lega araba. Escludo categoricamente che l'Italia possa partecipare ad un'azione militare in Libia, per ovvi motivi legati al nostro passato coloniale. Al massimo, potremmo dare la disponibilità logistica delle nostre basi, ma anche in questo caso occorre un chiaro mandato internazionale dell'Onu. E, comunque, qualsiasi tipo d'azione deve tener presente il delicato contesto politico e culturale del mondo arabo".

Per coordinare le iniziative in campo umanitario in Libia e fare il punto sugli sviluppi della crisi, il Ministro degli Esteri ha sentito telefonicamente l'alto rappresentante degli Esteri europeo Catherine Ashton e il neo ministro degli Esteri francese Alain Juppè.
Catherine Ashton ha telefonato al titolare della Farnesina anche per sondare la disponibilità italiana ad aiutare logisticamente una eventuale missione dell'Unità di crisi europea, guidata da Agostino Miozzo, a Tripoli. Obiettivo della missione sarebbe una prima ricognizione della situazione della sicurezza dei cittadini europei e di quella umanitaria. Tra i temi affrontati con il rappresentante Ue e il collega francese i vari aspetti della crisi, tra i quali anche la questione della No Fly Zone.

I particolari delle due missioni umanitarie sono stati discussi questa mattina e il reponsabile della Farnesina l'ha spiegata in dettaglio. "Nel giro di 24-48 ore - ha spiegato - sono in grado di partire navi per allestire nella zona di Ras Jejder un campo di assistenza italiano con la collaborazione dell'Acnur (Alto commissariato Onu per i rifugiati) e dell"Oim (Organizzazione internazionale migranti)". "La missione ci è stata richiesta dai governi di Tunisia ed Egitto - dice Frattini - allo stato ci sono 77mila persone in Tunisia, di cui il 70% sono egiziani". "L'Unione Europea sta valutando come partecipare alla missione italiana e sostenerla", ha precisato Frattini che poi ha aggiunto: "Il governo ha stanziato 5 milioni di euro per il primo avvìo della missione. Si utilizzeranno mezzi militari, ma anche una nave traghetto messa a disposizione gratuitamente dalla Grimaldi". Il ministro degli Esteri ha anche precisato che la seconda missione sarà diretta Bengasi e a Misurata.

La missione prevede un campo italiano in territorio tunisino nel quale fornire "pronto intervento di assistenza alimentare, sanitaria, personale a persone depredate di tutti i loro averi" per poi accompagnarli con il supporto terrestre delle forze tunisine con navi e aerei vero Alessandria e Il Cairo. Un'operazione che "riguarda un enorme quantità di persone: fino all'altro ieri avevamo registrato 77mila persone, il 70% egiziani, nella necessità anche di interventi medici di urgenza". Alla missione italiana darà appoggio l'Austria, e "faremo da apripista ad altri paesi che organizzeranno missioni simili: ieri il ministro degli esteri francese Juppè mi ha parlato di una loro idea".

Dal canto suo il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha spiegato che la missione umanitaria avrà il sostegno militare, con l'unico obiettivo di supporto ai civili e di protezione delle strutture che saranno realizzate. La Russa ha anche precisato che la gestione dei campi sarà fatta dalle organizzazioni umanitarie internazionali e dalla polizia tunisina. Dal canto suo il ministro della Sanità Ferruccio Fazio ha aggiunto che L'italia invierà una "task force medica Composta da 5 tecnici sanitari esperti in svariati campi" per sostenere la missione italiana. Inoltre, "se c'è un aumento di migranti siamo pronti a garantire la situazione sanitaria dei campi".

L'Italia è "disponibile" a fornire "mezzi e personale" di polizia per un "maggiore controllo dei porti" della Tunisia da cui partono gli immigrati diretti in Europa, ha spiegato il ministro dell'Interno, Maroni, sottolineando che si tratterebbe di un intervento d'intesa con le autorità di Tunisi, che avrebbe "come conseguenza" quella di "aumentare gli effetti sulla sicurezza, per prevenire l'esodo in massa verso l'Europa".

Intanto l'esodo dal Maghreb non si ferma. Sono 552 i migranti, quasi tutti di nazionalità tunisina, giunti la scorsa notte a Lampedusa. Sono stati alloggiati presso il centro di accoglienza, in attesa di essere trasferiti a Bari e Brindisi. A questo riguardo, Maroni ha spiegato che sono in via di allestimento i centri di prima accoglienza per i profughi in arrivo. Il ministro ha anche detto che l'Italia sta allestendo un piano complessivo qualora si dovessero verificare esodi di massa dai territori sconvolti dalle rivolte anti-Gheddafi. "Abbiamo predisposto anche un 'piano B' - ha spiegato il titolare del Viminale - perchè se dovesse prendere avvio la fuga di massa noi siamo pronti a gestire la prima accoglienza".

(03 marzo 2011)
http://www.repubblica.it/esteri/2011/03/03/news/frattini_tunisi-13120351/?ref=HREA-1


:thinking:


Siamo ancora a El Alamein


Mentre già si parla di un intervento NATO, di no-fly zone e di “missioni umanitarie”, vale la pena di ricordare quello che accadde in Cirenaica durante la II Guerra Mondiale, per avere un’idea dell’importanza strategica che può avere quella striscia di terra che va da Tripoli fino ad Alessandria d’Egitto. Il video che segue è tratto dal documentario “De Nuremberg a Nuremberg” di Frederic Rossif.

http://www.youtube.com/watch?v=cZyRXFZKP80

NOTA: Frederic Rossif è considerato da molti il miglior documentarista del mondo. Fu il primo ad utilizzare materiali di repertorio, che andava personalmente a cercare …


… negli archivi cinematografici di mezzo mondo, per costruire una struttura narrativa completamente nuova, indipendente dalla fonte originaria. Fu anche il primo ad utilizzare la musica come elemento espressivo e non solo di supporto (fu Rossif a “scoprire” compositori come Vangelis o Maurice Jarre), introducendo nel documentario una dimensione lirica mai conosciuta prima.

Rossif divenne famoso con "Mourir a Madrid", un eccezionale documentario sulla guerra civile spagnola (del quale abbiamo pubblicato un estratto, sull'account Youtube purtroppo defunto), con il quale vinse il premio Jean Vigo nel 1963.

Massimo Mazzucco
http://www.luogocomune.net/


... sembra che il tempo non sia passato, tutto si ripete :mad: .
 

Sterminator

Utente di lunga data
IN TUNISIA E IN CIRENAICA

Al via le due missioni umanitarie per la Libia
Frattini: "L'Italia non farà interventi militari"


Il nostro paese allestirà un campo al confine tunisino, occupandosi del rimpatrio di migliaia di cittadini egiziani. "Porteremo anche cibo e medicinali alla popolazione stremata della Cirenaica". Maroni: "Pronti ad un esodo di massa"



ROMA - C'è anche un pacchetto di misure per alleviare la situazione umanitaria nel Nordafrica esconvolto dalle rivolte e la pressione migratoria sulle coste italiane al centro del Consiglio dei ministri tenutosi a Palazzo Chigi. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha anticipato che nelle prossime ore l'Italia porterà aiuti a Bengasi, seconda città libica, e allestirà un campo in Tunisia al confine con la Libia, occupandosi anche del rimpatrio di migliaia di cittadini egiziani.

"Abbiamo deciso due importanti missioni umanitarie. La prima, su richiesta dell'Egitto e della Tunisia, prevede l'aiuto a circa 60mila egiziani che lavoravano in Libia ed ora sono fuggiti in Tunisia. Ci è stato chiesto di assisterli e di fare in modo che possano rientrare in patria sani e salvi. La seconda missione umanitaria si dirigerà in Cirenaica portando cibo e medicinali a una popolazione stremata". E' quanto spiega il ministro degli Esteri, Franco Frattini.

Sulle ipotesi di un'eventuale intervento militare dall'esterno precisa: "è un'ipotesi che ha già sollevato le perplessità della Lega araba. Escludo categoricamente che l'Italia possa partecipare ad un'azione militare in Libia, per ovvi motivi legati al nostro passato coloniale. Al massimo, potremmo dare la disponibilità logistica delle nostre basi, ma anche in questo caso occorre un chiaro mandato internazionale dell'Onu. E, comunque, qualsiasi tipo d'azione deve tener presente il delicato contesto politico e culturale del mondo arabo".

Per coordinare le iniziative in campo umanitario in Libia e fare il punto sugli sviluppi della crisi, il Ministro degli Esteri ha sentito telefonicamente l'alto rappresentante degli Esteri europeo Catherine Ashton e il neo ministro degli Esteri francese Alain Juppè.
Catherine Ashton ha telefonato al titolare della Farnesina anche per sondare la disponibilità italiana ad aiutare logisticamente una eventuale missione dell'Unità di crisi europea, guidata da Agostino Miozzo, a Tripoli. Obiettivo della missione sarebbe una prima ricognizione della situazione della sicurezza dei cittadini europei e di quella umanitaria. Tra i temi affrontati con il rappresentante Ue e il collega francese i vari aspetti della crisi, tra i quali anche la questione della No Fly Zone.

I particolari delle due missioni umanitarie sono stati discussi questa mattina e il reponsabile della Farnesina l'ha spiegata in dettaglio. "Nel giro di 24-48 ore - ha spiegato - sono in grado di partire navi per allestire nella zona di Ras Jejder un campo di assistenza italiano con la collaborazione dell'Acnur (Alto commissariato Onu per i rifugiati) e dell"Oim (Organizzazione internazionale migranti)". "La missione ci è stata richiesta dai governi di Tunisia ed Egitto - dice Frattini - allo stato ci sono 77mila persone in Tunisia, di cui il 70% sono egiziani". "L'Unione Europea sta valutando come partecipare alla missione italiana e sostenerla", ha precisato Frattini che poi ha aggiunto: "Il governo ha stanziato 5 milioni di euro per il primo avvìo della missione. Si utilizzeranno mezzi militari, ma anche una nave traghetto messa a disposizione gratuitamente dalla Grimaldi". Il ministro degli Esteri ha anche precisato che la seconda missione sarà diretta Bengasi e a Misurata.

La missione prevede un campo italiano in territorio tunisino nel quale fornire "pronto intervento di assistenza alimentare, sanitaria, personale a persone depredate di tutti i loro averi" per poi accompagnarli con il supporto terrestre delle forze tunisine con navi e aerei vero Alessandria e Il Cairo. Un'operazione che "riguarda un enorme quantità di persone: fino all'altro ieri avevamo registrato 77mila persone, il 70% egiziani, nella necessità anche di interventi medici di urgenza". Alla missione italiana darà appoggio l'Austria, e "faremo da apripista ad altri paesi che organizzeranno missioni simili: ieri il ministro degli esteri francese Juppè mi ha parlato di una loro idea".

Dal canto suo il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha spiegato che la missione umanitaria avrà il sostegno militare, con l'unico obiettivo di supporto ai civili e di protezione delle strutture che saranno realizzate. La Russa ha anche precisato che la gestione dei campi sarà fatta dalle organizzazioni umanitarie internazionali e dalla polizia tunisina. Dal canto suo il ministro della Sanità Ferruccio Fazio ha aggiunto che L'italia invierà una "task force medica Composta da 5 tecnici sanitari esperti in svariati campi" per sostenere la missione italiana. Inoltre, "se c'è un aumento di migranti siamo pronti a garantire la situazione sanitaria dei campi".

L'Italia è "disponibile" a fornire "mezzi e personale" di polizia per un "maggiore controllo dei porti" della Tunisia da cui partono gli immigrati diretti in Europa, ha spiegato il ministro dell'Interno, Maroni, sottolineando che si tratterebbe di un intervento d'intesa con le autorità di Tunisi, che avrebbe "come conseguenza" quella di "aumentare gli effetti sulla sicurezza, per prevenire l'esodo in massa verso l'Europa".

Intanto l'esodo dal Maghreb non si ferma. Sono 552 i migranti, quasi tutti di nazionalità tunisina, giunti la scorsa notte a Lampedusa. Sono stati alloggiati presso il centro di accoglienza, in attesa di essere trasferiti a Bari e Brindisi. A questo riguardo, Maroni ha spiegato che sono in via di allestimento i centri di prima accoglienza per i profughi in arrivo. Il ministro ha anche detto che l'Italia sta allestendo un piano complessivo qualora si dovessero verificare esodi di massa dai territori sconvolti dalle rivolte anti-Gheddafi. "Abbiamo predisposto anche un 'piano B' - ha spiegato il titolare del Viminale - perchè se dovesse prendere avvio la fuga di massa noi siamo pronti a gestire la prima accoglienza".

(03 marzo 2011)
http://www.repubblica.it/esteri/2011/03/03/news/frattini_tunisi-13120351/?ref=HREA-1


:thinking:


Siamo ancora a El Alamein


Mentre già si parla di un intervento NATO, di no-fly zone e di “missioni umanitarie”, vale la pena di ricordare quello che accadde in Cirenaica durante la II Guerra Mondiale, per avere un’idea dell’importanza strategica che può avere quella striscia di terra che va da Tripoli fino ad Alessandria d’Egitto. Il video che segue è tratto dal documentario “De Nuremberg a Nuremberg” di Frederic Rossif.

http://www.youtube.com/watch?v=cZyRXFZKP80

NOTA: Frederic Rossif è considerato da molti il miglior documentarista del mondo. Fu il primo ad utilizzare materiali di repertorio, che andava personalmente a cercare …


… negli archivi cinematografici di mezzo mondo, per costruire una struttura narrativa completamente nuova, indipendente dalla fonte originaria. Fu anche il primo ad utilizzare la musica come elemento espressivo e non solo di supporto (fu Rossif a “scoprire” compositori come Vangelis o Maurice Jarre), introducendo nel documentario una dimensione lirica mai conosciuta prima.

Rossif divenne famoso con "Mourir a Madrid", un eccezionale documentario sulla guerra civile spagnola (del quale abbiamo pubblicato un estratto, sull'account Youtube purtroppo defunto), con il quale vinse il premio Jean Vigo nel 1963.

Massimo Mazzucco
http://www.luogocomune.net/


... sembra che il tempo non sia passato, tutto si ripete :mad: .
Invece per me doveva gia' essere intervenuta....:mrgreen:

avrebbe anche evitato lo scippo che stanno per farci gli anglo-amerdicani...

certo il tutto pianificato dallo stratega Larissa sarebbe stato un vero spettacolo...imperdibile...

:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
 
IN TUNISIA E IN CIRENAICA

Al via le due missioni umanitarie per la Libia
Frattini: "L'Italia non farà interventi militari"


Il nostro paese allestirà un campo al confine tunisino, occupandosi del rimpatrio di migliaia di cittadini egiziani. "Porteremo anche cibo e medicinali alla popolazione stremata della Cirenaica". Maroni: "Pronti ad un esodo di massa"



ROMA - C'è anche un pacchetto di misure per alleviare la situazione umanitaria nel Nordafrica esconvolto dalle rivolte e la pressione migratoria sulle coste italiane al centro del Consiglio dei ministri tenutosi a Palazzo Chigi. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha anticipato che nelle prossime ore l'Italia porterà aiuti a Bengasi, seconda città libica, e allestirà un campo in Tunisia al confine con la Libia, occupandosi anche del rimpatrio di migliaia di cittadini egiziani.

"Abbiamo deciso due importanti missioni umanitarie. La prima, su richiesta dell'Egitto e della Tunisia, prevede l'aiuto a circa 60mila egiziani che lavoravano in Libia ed ora sono fuggiti in Tunisia. Ci è stato chiesto di assisterli e di fare in modo che possano rientrare in patria sani e salvi. La seconda missione umanitaria si dirigerà in Cirenaica portando cibo e medicinali a una popolazione stremata". E' quanto spiega il ministro degli Esteri, Franco Frattini.

Sulle ipotesi di un'eventuale intervento militare dall'esterno precisa: "è un'ipotesi che ha già sollevato le perplessità della Lega araba. Escludo categoricamente che l'Italia possa partecipare ad un'azione militare in Libia, per ovvi motivi legati al nostro passato coloniale. Al massimo, potremmo dare la disponibilità logistica delle nostre basi, ma anche in questo caso occorre un chiaro mandato internazionale dell'Onu. E, comunque, qualsiasi tipo d'azione deve tener presente il delicato contesto politico e culturale del mondo arabo".

Per coordinare le iniziative in campo umanitario in Libia e fare il punto sugli sviluppi della crisi, il Ministro degli Esteri ha sentito telefonicamente l'alto rappresentante degli Esteri europeo Catherine Ashton e il neo ministro degli Esteri francese Alain Juppè.
Catherine Ashton ha telefonato al titolare della Farnesina anche per sondare la disponibilità italiana ad aiutare logisticamente una eventuale missione dell'Unità di crisi europea, guidata da Agostino Miozzo, a Tripoli. Obiettivo della missione sarebbe una prima ricognizione della situazione della sicurezza dei cittadini europei e di quella umanitaria. Tra i temi affrontati con il rappresentante Ue e il collega francese i vari aspetti della crisi, tra i quali anche la questione della No Fly Zone.

I particolari delle due missioni umanitarie sono stati discussi questa mattina e il reponsabile della Farnesina l'ha spiegata in dettaglio. "Nel giro di 24-48 ore - ha spiegato - sono in grado di partire navi per allestire nella zona di Ras Jejder un campo di assistenza italiano con la collaborazione dell'Acnur (Alto commissariato Onu per i rifugiati) e dell"Oim (Organizzazione internazionale migranti)". "La missione ci è stata richiesta dai governi di Tunisia ed Egitto - dice Frattini - allo stato ci sono 77mila persone in Tunisia, di cui il 70% sono egiziani". "L'Unione Europea sta valutando come partecipare alla missione italiana e sostenerla", ha precisato Frattini che poi ha aggiunto: "Il governo ha stanziato 5 milioni di euro per il primo avvìo della missione. Si utilizzeranno mezzi militari, ma anche una nave traghetto messa a disposizione gratuitamente dalla Grimaldi". Il ministro degli Esteri ha anche precisato che la seconda missione sarà diretta Bengasi e a Misurata.

La missione prevede un campo italiano in territorio tunisino nel quale fornire "pronto intervento di assistenza alimentare, sanitaria, personale a persone depredate di tutti i loro averi" per poi accompagnarli con il supporto terrestre delle forze tunisine con navi e aerei vero Alessandria e Il Cairo. Un'operazione che "riguarda un enorme quantità di persone: fino all'altro ieri avevamo registrato 77mila persone, il 70% egiziani, nella necessità anche di interventi medici di urgenza". Alla missione italiana darà appoggio l'Austria, e "faremo da apripista ad altri paesi che organizzeranno missioni simili: ieri il ministro degli esteri francese Juppè mi ha parlato di una loro idea".

Dal canto suo il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha spiegato che la missione umanitaria avrà il sostegno militare, con l'unico obiettivo di supporto ai civili e di protezione delle strutture che saranno realizzate. La Russa ha anche precisato che la gestione dei campi sarà fatta dalle organizzazioni umanitarie internazionali e dalla polizia tunisina. Dal canto suo il ministro della Sanità Ferruccio Fazio ha aggiunto che L'italia invierà una "task force medica Composta da 5 tecnici sanitari esperti in svariati campi" per sostenere la missione italiana. Inoltre, "se c'è un aumento di migranti siamo pronti a garantire la situazione sanitaria dei campi".

L'Italia è "disponibile" a fornire "mezzi e personale" di polizia per un "maggiore controllo dei porti" della Tunisia da cui partono gli immigrati diretti in Europa, ha spiegato il ministro dell'Interno, Maroni, sottolineando che si tratterebbe di un intervento d'intesa con le autorità di Tunisi, che avrebbe "come conseguenza" quella di "aumentare gli effetti sulla sicurezza, per prevenire l'esodo in massa verso l'Europa".

Intanto l'esodo dal Maghreb non si ferma. Sono 552 i migranti, quasi tutti di nazionalità tunisina, giunti la scorsa notte a Lampedusa. Sono stati alloggiati presso il centro di accoglienza, in attesa di essere trasferiti a Bari e Brindisi. A questo riguardo, Maroni ha spiegato che sono in via di allestimento i centri di prima accoglienza per i profughi in arrivo. Il ministro ha anche detto che l'Italia sta allestendo un piano complessivo qualora si dovessero verificare esodi di massa dai territori sconvolti dalle rivolte anti-Gheddafi. "Abbiamo predisposto anche un 'piano B' - ha spiegato il titolare del Viminale - perchè se dovesse prendere avvio la fuga di massa noi siamo pronti a gestire la prima accoglienza".

(03 marzo 2011)
http://www.repubblica.it/esteri/2011/03/03/news/frattini_tunisi-13120351/?ref=HREA-1


:thinking:


Siamo ancora a El Alamein


Mentre già si parla di un intervento NATO, di no-fly zone e di “missioni umanitarie”, vale la pena di ricordare quello che accadde in Cirenaica durante la II Guerra Mondiale, per avere un’idea dell’importanza strategica che può avere quella striscia di terra che va da Tripoli fino ad Alessandria d’Egitto. Il video che segue è tratto dal documentario “De Nuremberg a Nuremberg” di Frederic Rossif.

http://www.youtube.com/watch?v=cZyRXFZKP80

NOTA: Frederic Rossif è considerato da molti il miglior documentarista del mondo. Fu il primo ad utilizzare materiali di repertorio, che andava personalmente a cercare …


… negli archivi cinematografici di mezzo mondo, per costruire una struttura narrativa completamente nuova, indipendente dalla fonte originaria. Fu anche il primo ad utilizzare la musica come elemento espressivo e non solo di supporto (fu Rossif a “scoprire” compositori come Vangelis o Maurice Jarre), introducendo nel documentario una dimensione lirica mai conosciuta prima.

Rossif divenne famoso con "Mourir a Madrid", un eccezionale documentario sulla guerra civile spagnola (del quale abbiamo pubblicato un estratto, sull'account Youtube purtroppo defunto), con il quale vinse il premio Jean Vigo nel 1963.

Massimo Mazzucco
http://www.luogocomune.net/


... sembra che il tempo non sia passato, tutto si ripete :mad: .
E qui il cantiere come va?
http://www.siciliainformazioni.com/articolo.zsp?id=115577
 

Mari'

Utente di lunga data
Invece per me doveva gia' essere intervenuta....:mrgreen:

avrebbe anche evitato lo scippo che stanno per farci gli anglo-amerdicani...

certo il tutto pianificato dallo stratega Larissa sarebbe stato un vero spettacolo...imperdibile...

:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:

 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
non farà interventi militari? farà, farà, invece. la solita solfa che abbiamo sentito per l'Iraq, Afghanistan. infatti ci sono ancora lì, ma forse c'è bisogno di sgranocchiarsi le gambe un po' ...

Italia non può non fare nulla se tutti fanno. oppure preferisce accogliere i profughi? ancora una volta? fino a 50.000 dicono, ma se scappa la guerra, anche 10 volte tanto. almeno.
 

Sterminator

Utente di lunga data
non farà interventi militari? farà, farà, invece. la solita solfa che abbiamo sentito per l'Iraq, Afghanistan. infatti ci sono ancora lì, ma forse c'è bisogno di sgranocchiarsi le gambe un po' ...

Italia non può non fare nulla se tutti fanno. oppure preferisce accogliere i profughi? ancora una volta? fino a 50.000 dicono, ma se scappa la guerra, anche 10 volte tanto. almeno.
E che almeno sti falliti per una volta concludessero qualcosa salvaguardando gli interessi delle aziende italiche....

proprio come a Nassirija che si sono fatti fottere tutto dalle altre compagnie, rendendo il sacrificio dei caramba perfettamente inutile...

dilettanti allo sbaraglio...

:rotfl::rotfl::rotfl:
 
non farà interventi militari? farà, farà, invece. la solita solfa che abbiamo sentito per l'Iraq, Afghanistan. infatti ci sono ancora lì, ma forse c'è bisogno di sgranocchiarsi le gambe un po' ...

Italia non può non fare nulla se tutti fanno. oppure preferisce accogliere i profughi? ancora una volta? fino a 50.000 dicono, ma se scappa la guerra, anche 10 volte tanto. almeno.
Ma noi non dobbiamo fare quello che dice la NATO? O gli USA?
Mah...io mi ricordo quando da Vicenza partiva tutta la logistica per bombardare Belgrado e tutti zitti e boni...
Mi pare, ma non sono sicuro, che l'esercito italiano, carabinieri compresi, non possano avere un proiettile senza che la NATO lo voglia...mah...sarà l'influsso della caserma Ederle...
 

Mari'

Utente di lunga data
E' troppo bella!

 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
I membri della NATO possono decidere se e come partecipare a un'offensiva. Al contrario, non possono decidere come reagire in caso di difesa.

Il problema è che gli USA utilizzano la NATO come se fosse una risorsa privata a cui possono attingere come gli pare, mentre gli altri membri non si possono o non si vogliono opporre a questa politica.
 
I membri della NATO possono decidere se e come partecipare a un'offensiva. Al contrario, non possono decidere come reagire in caso di difesa.

Il problema è che gli USA utilizzano la NATO come se fosse una risorsa privata a cui possono attingere come gli pare, mentre gli altri membri non si possono o non si vogliono opporre a questa politica.
Mah che dirti, io ero militare quando ci fu la guerra nei balcani, e posso dirti, che gli USA, erano categorici, su certe cose. Allora gli altri non si possono opporre, nel senso che loro tirano fuori la storia di come sono andate le cose nel 1945. Insomma, ci sono stati dei prezzi da pagare no? Più in Italia abbiamo fatto i bravini più loro hanno tolto basi. Ma è innegabile che loro ragionino così...ehi Quibbel, amico mio, prepara la cena che stasera vengo a mangiare a casa tua...poi ti dicono...amico mio...grazie per l'invito...
Il massimo si ebbe in Italia con D'Alema al governo e loro che bombardano Belgrado usando Aviano e Vicenza come basi di lancio...
Del resto ehm...non è mai convenuto per nessuno fare la voce grossa con gli USA...possono sempre dirti...amico mio facciamo business...o vuoi 4 bombe in testa?
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Gli USA non si possono permettere di attaccare un membro della NATO. Infatti, la NATO è anche un contratto di pace fra i paesi membri, ma lo è di più per gli USA.

Io sono quasi per natura contro gli insediamenti militari, ma in particolar modo delle superpotenze nel nostro territorio. Vorrei proprio vedere se Italia potrebbe avere, in linea soltanto teorica, un insediamento militare in periferia di New York.

Cioè questo cose lì non le abbiamo mai questionate, se non ora che facciamo parte di una cosa più grande: Europa, e contemporaneamente durante lo sbriciolamento economico degli USA. Cioè, ci si comincia a chiedere cosa fanno gli USA da noi e cosa non facciamo per equilibrare. Non mi pare che qualunque membro della NATO abbia basi militari nel territorio USA. Francia sembra di averne uno sulla carta, per quanto mi ricordo è però osservato direttamente dagli USA.
 
Gli USA non si possono permettere di attaccare un membro della NATO. Infatti, la NATO è anche un contratto di pace fra i paesi membri, ma lo è di più per gli USA.

Io sono quasi per natura contro gli insediamenti militari, ma in particolar modo delle superpotenze nel nostro territorio. Vorrei proprio vedere se Italia potrebbe avere, in linea soltanto teorica, un insediamento militare in periferia di New York.

Cioè questo cose lì non le abbiamo mai questionate, se non ora che facciamo parte di una cosa più grande: Europa, e contemporaneamente durante lo sbriciolamento economico degli USA. Cioè, ci si comincia a chiedere cosa fanno gli USA da noi e cosa non facciamo per equilibrare. Non mi pare che qualunque membro della NATO abbia basi militari nel territorio USA. Francia sembra di averne uno sulla carta, per quanto mi ricordo è però osservato direttamente dagli USA.
Vero.
Ma di fatto, sembra che la Nato sia stata una colonia USA, no?
Quanti militari e basi USA sono rimaste in Germania nel dopoguerra?
Ma posso dirti che si sono man mano ritirati dall'Italia.
E sui balcani, ricordo solo certi dispacci, dato che noi eravamo in friuli, insomma dicevano...se i nipotini di tito, attaccano a Gorizia, voi state fermi che interveniamo noi, non teniamo business che voi italiani abbiate conflitti con i confinanti...sembrava che a loro non paresse vero trovare un pretesto per fare i castigamatti.
Gli USA cosa fanno da noi?
Amico mio, mica so benefattori eh?
Tennero business, dopo aver trascinato l'Europa nella seconda guerra mondiale, che è direttamente collegata al Crack del 1929, farne una loro colonia no? A me sembra che la ragione per cui non ci servono più, non sia l'Europa unita, ma il crollo dell'Est no?
Dove sono ora le mire espansionistiche dell'Unione SOvietica?

Cioè mica l'Italia poteva dire...noi non stiamo nè con la Nato, nè con gli altri, ma per i cazzi nostri...si va là...

Lo sbriciolamento economico degli USA...da brivido...
E pensare che quando andai negli stati uniti, mi coglionarono dicendo...ah da voi le banche non si fidano e vogliono garanzie...qua da noi si crede alla buona fede del privato cittadino...qua tutti hanno la carta di credito...
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Con le carte di credito si ha lo stesso fenomeno come con la corrente elettrica o con il latte: fin quando emettono soldi, non ci importa da dove provengono.

Per la stragrande maggioranza delle persone, il latte viene dalla bottiglia, e la corrente dal muro. E i soldi dalle banche. Da noi, le banche sanno ancora da dove provengono i soldi, ma in America?

Negli USA, forse il garante di tutto è lo Stato. Chi sgarra finisce in galera. Qui no. Qui, chi sgarra, viene incoraggiato.

Fine off topic :)
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top