Ma esistono davvero persone cosi??

Piperita

Sognatrice
A me piace per la verità. :)

E continua a piacermi nonostante ho sperimentato che il confine con la dipendenza è sottilissimo, in quel "gioco" delle parti...

Mi mancherebbe non essere il "sole".

Sto imparando che essere il sole non significa che l'altro vive per te (che non è mai così...e con il mio ex l'ho sperimentato...che quel modo della dipendenza diventa anche "se smetti di essere il mio sole ti uccido").
Essere il sole di qualcuno può anche significare che l'altro sa godere e riconoscere la "luce" e anche "l'ombra" del sole...usandola per se stesso, come stimolo per essere migliore e per goderne dentro, per sè e soltanto per sè.

D'altra parte ho imparato anche che la terra per me è altrettanto importante. Come terreno in cui "piantare" cose, che mettono me in condizione di desiderare di essere migliore. Per me stessa. Per godere dei frutti della terra.

Il confine dal mio punto di vista è dato dai modi della Cura. E da un sano egoismo. Oltre che dalla separazione dei due io. Che non ci si può Dare e non si può condividere quel che non si ha. O sostituendosi uno all'altro.

Le responsabilità non le da l'altro. Mai. Ce le si assume. E' una gabbia autocostruita, quella delle responsabilità. Rispondere ad un bisogno proprio di riconoscimento.

E' uno dei motivi per cui ambisco all'etera. E non alla moglie.
Se del sole si apprezza anche l'ombra allora sono d'accordo, se invece si vuole il sole a tutti i costi, solo perché si vive di riflesso, allora no, grazie
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Se del sole si apprezza anche l'ombra allora sono d'accordo, se invece si vuole il sole a tutti i costi, solo perché si vive di riflesso, allora no, grazie
L'altro può vivere in quel modo se glielo si permette. E non è colpevolizzarsi. Semplicemente assumersi la propria parte...l'ombra l'altro la assume se gliela si da. Non se lo si tiene lontano.

Cosa che io ho fatto col mio ex, credendo di proteggerlo...fondamentalmente per la mia paura di metterlo alla prova e ancora più sotto per la paura di fare i conti con me stessa e con i bisogni che il suo modo di essere soddisfaceva. Il problema, in sostanza, era mio.

Non che lui non avesse problemi. Ma io usavo i suoi per non affrontare i miei.

Non vivere di riflesso, nè la terra nè il sole, significa che ognuno si assume la sua parte. E non quella dell'altro. E non fa sconti all'altro tanto quanto a se stesso. E questo si fa nella quotidianità. Affermando se stessi. Anche se l'altro sembra non essere in grado di reggere l'impatto. Cazzi suoi se non regge. E' adulto. Che si faccia i muscoli. E se non regge...allora la scelta non è fra l'essere il sole o il non esserlo.

Essere il sole di qualcuno significa sapere di esserlo e che quel qualcuno sa di essere terra.
E la terra non cade nel sole. Ma orbita alla giusta distanza per mantenere la vita. Nè il sole fagocita la terra per averla più vicina.

Ognuno ha la sua orbita. Interdipendenti. Ma separate. Necessariamente.

Per il mio ex ho smesso di essere il sole e lui ha smesso di essere terra, quando siamo caduti uno nello specchio dell'altro.
 

Carola

Utente di lunga data
[

Vi è successo di sentire che qualcuno vi considerasse unici, speciali nel profondo, con un apprezzamento totale per voi corpo e anima e difetti?[/QUOTE]

a me nn era mai successo

Mi sta capitando adesso ed è una sensazione meravigliosa

A 40 anni non ci credevo più
Ma ho sempre privato per lui cose profonde
Sono 5 anni e adesso che posso viverlo come compagno e'tutto più intenso e vero
Io non voglio essere smelensa ma ..sono felice nonostante tutto sono felice di avere lui
Dovesse mai finire ringrazio il cielo di averlo vissuto .
Un abbraccio buon week
 

MariLea

Utente di lunga data
Questo topic non è personale ma è una riflessione che voglio condividere con voi oltre a leggere i vostri pareri.......................
Secondo me se ami una persona ci stai, non stai con un'altra persona che non ami
mah...io su queste cose la faccio molto semplice. E l'amore secondo me non c'entra una benamata.
Se si vuole una persona, ci si sta.
Se non ci si sta, non la si vuole abbastanza.
E il volere non è semplicemente il desiderare figlio dell'eccitazione del sentimento.
E' l'insieme della valutazioni a diversi livelli sull'affidabilità di chi si vuole accanto.

Alcuni miei amici, per esempio, hanno scelto di avere accanto la donna che rappresentava la loro idea di famiglia, lasciando da parte altre tipologie di donne con cui condividevano magari molto di più, ma che ai loro occhi non erano "famiglia".

Non è questione di amore, è questione di scegliere la persona che si ritiene più affidabile da aver vicino.
Poi si può sbagliare. Ma l'amore non indica nulla in termini di scelte.
Cara Marina, non a caso nel tuo precedente 3d ti avevo chiesto quali fossero le cause dei vostri tira e molla in questi otto anni e perché non ci fossero mai stati progetti di futuro insieme... Mi hai risposto che tu li avresti voluti e lui no...

Ecco, io concordo in toto con quello che ha scritto Ipazia.
Anche io ho scelto il futuro che avrei voluto, con la persona che ritenevo più affidabile da aver vicino, per infiniti motivi che si confacevano a me, alla mia vita...
Con il mio ex era iniziata già come una storia a scadenza annunciata, invece è durata quattro anni e poi ancora un po' tra tira e molla... fin che ho messo un punto definitivo. Mettilo anche tu :up: e vedrai che tra un po' starai meglio.
 

ologramma

Utente di lunga data
Guarda che siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Io sono sempre qua da 43 anni. Anche con qualche marachella alle spalle.
.
devo dire stessa mia situazione solo una marachella ma questo anno anche io 43 :D
 

stany

Utente di lunga data
L'altro può vivere in quel modo se glielo si permette. E non è colpevolizzarsi. Semplicemente assumersi la propria parte...l'ombra l'altro la assume se gliela si da. Non se lo si tiene lontano.

Cosa che io ho fatto col mio ex, credendo di proteggerlo...fondamentalmente per la mia paura di metterlo alla prova e ancora più sotto per la paura di fare i conti con me stessa e con i bisogni che il suo modo di essere soddisfaceva. Il problema, in sostanza, era mio.

Non che lui non avesse problemi. Ma io usavo i suoi per non affrontare i miei.

Non vivere di riflesso, nè la terra nè il sole, significa che ognuno si assume la sua parte. E non quella dell'altro. E non fa sconti all'altro tanto quanto a se stesso. E questo si fa nella quotidianità. Affermando se stessi. Anche se l'altro sembra non essere in grado di reggere l'impatto. Cazzi suoi se non regge. E' adulto. Che si faccia i muscoli. E se non regge...allora la scelta non è fra l'essere il sole o il non esserlo.

Essere il sole di qualcuno significa sapere di esserlo e che quel qualcuno sa di essere terra.
E la terra non cade nel sole. Ma orbita alla giusta distanza per mantenere la vita. Nè il sole fagocita la terra per averla più vicina.

Ognuno ha la sua orbita. Interdipendenti. Ma separate. Necessariamente.

Per il mio ex ho smesso di essere il sole e lui ha smesso di essere terra, quando siamo caduti uno nello specchio dell'altro.
Houston.....abbiamo un problema !
 

Brunetta

Utente di lunga data

stany

Utente di lunga data
sciocco :p...dissacrare così la mia vena romantica!!:carneval:

:rotfl::rotfl::rotfl:
Vero, ho uno spirito dissacrante.
Il fatto è che tu hai tanto di "lei"; solo che , ancorché libera e volitiva, tu hai appunto, una vena poetica che in lei non sono riuscito ad intravvedere....mea culpa: non sono stato in grado di fargliela esternare (ma c'è?).
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Vero, ho uno spirito dissacrante.
Il fatto è che tu hai tanto di "lei"; solo che , ancorché libera e volitiva, tu hai appunto, una vena poetica che in lei non sono riuscito ad intravvedere....mea culpa: non sono stato in grado di fargliela esternare (ma c'è?).
Lei, intendi tua moglie?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Certo;del resto volevo una donna con la testa da uomo,non essendo nato gay,ed infatti l'ho trovata....chi è causa del suo mal.....
Oscuro ed imperscrutabile animo femminile.
Anche il mio compagno ha uno spirito dissacrante...e un forte senso dell'ironia.

Tutte cose che io non ho, non nel suo modo.

Lui è delicato. Io tendo ad essere grezza e diretta. Spigolosa.

Mi ricordo che un po' di mesi fa, mi prendeva in giro su queste parti del mio essere dicendomi che lui, in fondo, seguiva la storia di Raperonzolo, e quando si è trovato sotto il mio balcone chiedendo che io buttassi la treccia per permettergli di raggiungermi, anzichè Raperonzolo si è trovato un T-Rex :D ...ed ha pure esposto le sue lamentele agli autori, ma senza ottenere risposta...quindi ha provato a dare lo stesso un occhio...perchè era esattamente sotto quel balcone che voleva essere.

Quello che intendo, e parlo di me, è che il suo contributo nello spiegarsi a me è stato ed è fondamentale, per ammorbidirmi. E lavorare insieme sulla testa da maschio che anche io mi ritrovo...

Di mio mi sto rendendo conto che più mi rassereno nell'essere Me, esattamente come sono, più capisco che a volte il suo sarcasmo e la sua ironia sono frutto del suo imbarazzo, della sua delicatezza, della sua timidezza anche...e stiamo iniziando a giocarci...

Ma credimi...all'inizio leggevo alcune sue battute come mancanze di rispetto. E mi offendevo. E lui mi sembrava duro e respingente.

Mi ricordo una delle prime volte che ci siamo visti, che al termine del week end mentre ci salutavamo, mi ha ringraziato.
E la mia risposta era stata "prego. Fanno 300 euro. E ringraziami che ti faccio pure lo sconto!" :D (la sua sensazione, mi ha detto poi, era stata quella di un pugno in faccia).
Quel suo grazie non so bene dove, a me era sembrata una presa per il culo e una mancanza di rispetto.
Ci ha impiegato non poco a convincermi che era il suo modo per essere "contento" di esserci incontrati. E io a rendermi conto che non è bello dar pugni emotivi in faccia, umiliando.
E ancora mi sta spiegando che a volte le mie espressioni lo mettono seriamente in difficoltà. Espressioni di cui io non mi rendo ben conto...ma sto capendo che dal suo punto di vista sono allarmanti...

Insomma...incontrarsi non è mica poi così facile...serve esporsi...se lui non mi avesse spiegato da dove proveniva il suo sarcasmo e io non gli avessi spiegato le mie pieghe, boh...credo che mica saremmo qui ancora a provare a capirci. :)

(edit: il week end successivo al grazie, mi aveva fatto trovare una busta sul tavolo. E dentro c'era un bigliettino con scritto "grazie". Mi ricordo che mentre lo leggevo mi guardava con la coda dell'occhio, a distanza di sicurezza...e mi aveva fatto tenerezza...che lo sapeva che la questione per me non era ancora risolta del tutto, ma lo stesso aveva affermato il suo pensiero...aveva nutrito la mia stima in lui).
 
Ultima modifica:

stany

Utente di lunga data
Anche il mio compagno ha uno spirito dissacrante...e un forte senso dell'ironia.

Tutte cose che io non ho, non nel suo modo.

Lui è delicato. Io tendo ad essere grezza e diretta. Spigolosa.

Mi ricordo che un po' di mesi fa, mi prendeva in giro su queste parti del mio essere dicendomi che lui, in fondo, seguiva la storia di Raperonzolo, e quando si è trovato sotto il mio balcone chiedendo che io buttassi la treccia per permettergli di raggiungermi, anzichè Raperonzolo si è trovato un T-Rex :D ...ed ha pure esposto le sue lamentele agli autori, ma senza ottenere risposta...quindi ha provato a dare lo stesso un occhio...perchè era esattamente sotto quel balcone che voleva essere.

Quello che intendo, e parlo di me, è che il suo contributo nello spiegarsi a me è stato ed è fondamentale, per ammorbidirmi. E lavorare insieme sulla testa da maschio che anche io mi ritrovo...

Di mio mi sto rendendo conto che più mi rassereno nell'essere Me, esattamente come sono, più capisco che a volte il suo sarcasmo e la sua ironia sono frutto del suo imbarazzo, della sua delicatezza, della sua timidezza anche...e stiamo iniziando a giocarci...

Ma credimi...all'inizio leggevo alcune sue battute come mancanze di rispetto. E mi offendevo. E lui mi sembrava duro e respingente.

Mi ricordo una delle prime volte che ci siamo visti, che al termine del week end mentre ci salutavamo, mi ha ringraziato.
E la mia risposta era stata "prego. Fanno 300 euro. E ringraziami che ti faccio pure lo sconto!" :D (la sua sensazione, mi ha detto poi, era stata quella di un pugno in faccia).
Quel suo grazie non so bene dove, a me era sembrata una presa per il culo e una mancanza di rispetto.
Ci ha impiegato non poco a convincermi che era il suo modo per essere "contento" di esserci incontrati. E io a rendermi conto che non è bello dar pugni emotivi in faccia, umiliando.
E ancora mi sta spiegando che a volte le mie espressioni lo mettono seriamente in difficoltà. Espressioni di cui io non mi rendo ben conto...ma sto capendo che dal suo punto di vista sono allarmanti...

Insomma...incontrarsi non è mica poi così facile...serve esporsi...se lui non mi avesse spiegato da dove proveniva il suo sarcasmo e io non gli avessi spiegato le mie pieghe, boh...credo che mica saremmo qui ancora a provare a capirci. :)
Guarda Ipa,ti ringrazio molto per la tua bellissima riposta,sulla quale rifletterò.
Non è mai troppo tardi.... un abbraccio .Ora scappo che ho dimenticato di fare la spesa.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Guarda Ipa,ti ringrazio molto per la tua bellissima riposta,sulla quale rifletterò.
Non è mai troppo tardi.... un abbraccio .Ora scappo che ho dimenticato di fare la spesa.
Prego :)

Buona spesa.

Edit: aggiungo una cosa [MENTION=7039]stany[/MENTION]...(occhio a dissacrarla questa, che non l'ho ancora ben accomodata :D) ...di quella vena poetica, mi vergognavo moltissimo. E' stata una mancanza che credo il mio ex abbia sentito molto senza riuscire a spiegarmela.
G., il mio compagno non mi fa sconti e me la sottolinea ogni volta .
Lui, il mio ex, mi metteva al centro, e io, per un qualche strano groviglio, pur desiderandolo, mi incazzavo come una biscia con lui. Lui non era abbastanza forte in se stesso per sostenere quella posizione di se stesso e finiva prostrato, e io paradossalmente mi sentivo umiliata.

Ho capito da non molto che la questione per me riguardava la paura di sbagliare e di non essere degna. Di non essere abbastanza onorevole, ai miei occhi, per concedermi le emozioni e l'espressione della mia vena romantica.
Finivo nel fare e nello sminuire ogni manifestazione che avesse a che vedere con il romanticismo, il mio, e la delicatezza, la mia.
E finivo nel dimostrare, a me stessa, di essere una figa dura e pura. E nel rifiutare la delicatezza, di lui, e di conseguenza tutte le manifestazioni conseguenti.
 
Ultima modifica:
Top