Ma esistono davvero persone cosi??

stany

Utente di lunga data
Prego :)

Buona spesa.

Edit: aggiungo una cosa [MENTION=7039]stany[/MENTION]...(occhio a dissacrarla questa, che non l'ho ancora ben accomodata :D) ...di quella vena poetica, mi vergognavo moltissimo. E' stata una mancanza che credo il mio ex abbia sentito molto senza riuscire a spiegarmela.
G., il mio compagno non mi fa sconti e me la sottolinea ogni volta .
Lui, il mio ex, mi metteva al centro, e io, per un qualche strano groviglio, pur desiderandolo, mi incazzavo come una biscia con lui. Lui non era abbastanza forte in se stesso per sostenere quella posizione di se stesso e finiva prostrato, e io paradossalmente mi sentivo umiliata.

Ho capito da non molto che la questione per me riguardava la paura di sbagliare e di non essere degna. Di non essere abbastanza onorevole, ai miei occhi, per concedermi le emozioni e l'espressione della mia vena romantica.
Finivo nel fare e nello sminuire ogni manifestazione che avesse a che vedere con il romanticismo, il mio, e la delicatezza, la mia.
E finivo nel dimostrare, a me stessa, di essere una figa dura e pura. E nel rifiutare la delicatezza, di lui, e di conseguenza tutte le manifestazioni conseguenti.
Mi sa che ci sono molte analogie; appena posso rifletto e te ne parlo.
Ciau.
 

stany

Utente di lunga data
Anche il mio compagno ha uno spirito dissacrante...e un forte senso dell'ironia.

Tutte cose che io non ho, non nel suo modo.

Lui è delicato. Io tendo ad essere grezza e diretta. Spigolosa.

Mi ricordo che un po' di mesi fa, mi prendeva in giro su queste parti del mio essere dicendomi che lui, in fondo, seguiva la storia di Raperonzolo, e quando si è trovato sotto il mio balcone chiedendo che io buttassi la treccia per permettergli di raggiungermi, anzichè Raperonzolo si è trovato un T-Rex :D ...ed ha pure esposto le sue lamentele agli autori, ma senza ottenere risposta...quindi ha provato a dare lo stesso un occhio...perchè era esattamente sotto quel balcone che voleva essere.

Quello che intendo, e parlo di me, è che il suo contributo nello spiegarsi a me è stato ed è fondamentale, per ammorbidirmi. E lavorare insieme sulla testa da maschio che anche io mi ritrovo...

Di mio mi sto rendendo conto che più mi rassereno nell'essere Me, esattamente come sono, più capisco che a volte il suo sarcasmo e la sua ironia sono frutto del suo imbarazzo, della sua delicatezza, della sua timidezza anche...e stiamo iniziando a giocarci...

Ma credimi...all'inizio leggevo alcune sue battute come mancanze di rispetto. E mi offendevo. E lui mi sembrava duro e respingente.

Mi ricordo una delle prime volte che ci siamo visti, che al termine del week end mentre ci salutavamo, mi ha ringraziato.
E la mia risposta era stata "prego. Fanno 300 euro. E ringraziami che ti faccio pure lo sconto!" :D (la sua sensazione, mi ha detto poi, era stata quella di un pugno in faccia).
Quel suo grazie non so bene dove, a me era sembrata una presa per il culo e una mancanza di rispetto.
Ci ha impiegato non poco a convincermi che era il suo modo per essere "contento" di esserci incontrati. E io a rendermi conto che non è bello dar pugni emotivi in faccia, umiliando.
E ancora mi sta spiegando che a volte le mie espressioni lo mettono seriamente in difficoltà. Espressioni di cui io non mi rendo ben conto...ma sto capendo che dal suo punto di vista sono allarmanti...

Insomma...incontrarsi non è mica poi così facile...serve esporsi...se lui non mi avesse spiegato da dove proveniva il suo sarcasmo e io non gli avessi spiegato le mie pieghe, boh...credo che mica saremmo qui ancora a provare a capirci. :)

(edit: il week end successivo al grazie, mi aveva fatto trovare una busta sul tavolo. E dentro c'era un bigliettino con scritto "grazie". Mi ricordo che mentre lo leggevo mi guardava con la coda dell'occhio, a distanza di sicurezza...e mi aveva fatto tenerezza...che lo sapeva che la questione per me non era ancora risolta del tutto, ma lo stesso aveva affermato il suo pensiero...aveva nutrito la mia stima in lui).
Dici che il tuo attuale compagno è ironico al confine col sarcasmo; quest'ultimo non sarebbe una bella cosa se fosse finalizzata all'umiliazione fine a se stessa.Ma tu hai capito che è una componente del suo carattere di indole dolce e timida.Un mezzo , insomma, per comunicare sulla difensiva ,stante il tuo carattere egocentrico (nel senso buono,della ricerca e gratificazione del tuo io più profondo,senza ipocrisie e sconti, come dici). E questo codice di contatto e comunicazione ti (vi) consente di relazionarvi ,di scoprirvi di giorno in giorno; tu riesci a percepire e a voler esternare quella vena romantica (poetica) che, per ora lui dissacra forse per paura di esserne travolto, più di quanto lo sia dalla fisicità e passione che passano però dalla tua testa. Può darsi che nel tempo il rapporto trasli ad un livello più intellettuale, nel senso di intesa sul comune denominatore che potrebbe essere costituito, appunto , dall'elemento romantico/poetico che,
tu nascondi sotto una scorza rude , e lui nel sarcasmo.
Io invece,credo che il mio ,di sarcasmo,non serva, mi sia mai servito ,forse perché non nasconde alcunché,perché non è un mezzo, per me e,soprattutto dagli altri non viene recepito come tale,evidentemente.Mi disse tempo fa ,che io fossi polemico,sarcastico; io risposi che non avrebbe dovuto subirlo come provocazione o,quanto meno,rispondere sulla stessa lunghezza d'onda. In fondo,mi rendo conto al di là del sarcasmo che io sia un gran rompicoglioni ; e purtroppo con gli anni si peggiora.
..
 
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Bender

Utente di lunga data
mah...io su queste cose la faccio molto semplice. E l'amore secondo me non c'entra una benamata.

Se si vuole una persona, ci si sta.
Se non ci si sta, non la si vuole abbastanza.

E il volere non è semplicemente il desiderare figlio dell'eccitazione del sentimento.
E' l'insieme della valutazioni a diversi livelli sull'affidabilità di chi si vuole accanto.

Alcuni miei amici, per esempio, hanno scelto di avere accanto la donna che rappresentava la loro idea di famiglia, lasciando da parte altre tipologie di donne con cui condividevano magari molto di più, ma che ai loro occhi non erano "famiglia".

Non è questione di amore, è questione di scegliere la persona che si ritiene più affidabile da aver vicino.
Poi si può sbagliare. Ma l'amore non indica nulla in termini di scelte.
è molto triste,ma è vero
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
è molto triste,ma è vero
Triste?? :eek::confused:

E perchè mai?

E' realistico.

Sarebbe come pensare di andare a camminare in quota con un* che non ha la più pallida idea di cosa vada a fare, ma ama la montagna.

O per te (fai ancora lo speleologo?) andare in grotta con una tanto ma tanto bellina, ma che è assolutamente inutile in quel che state andando a fare e che magari ha pure paura del buio.

Direi che non è triste decidere di accompagnarsi in una cosa impegnativa come la vita con qualcuno di affidabile, un po' come non è triste andare in montagna con chi non si fa venire gli attacchi di panico perchè sale la nebbia o andare in grotta con chi si inchioda perchè c'è buio...serve qualcuno di affidabile per godersela.

Non vedo la tristezza...se devo essere sincera.
 

Bender

Utente di lunga data
Triste?? :eek::confused:

E perchè mai?

E' realistico.

Sarebbe come pensare di andare a camminare in quota con un* che non ha la più pallida idea di cosa vada a fare, ma ama la montagna.

O per te (fai ancora lo speleologo?) andare in grotta con una tanto ma tanto bellina, ma che è assolutamente inutile in quel che state andando a fare e che magari ha pure paura del buio.

Direi che non è triste decidere di accompagnarsi in una cosa impegnativa come la vita con qualcuno di affidabile, un po' come non è triste andare in montagna con chi non si fa venire gli attacchi di panico perchè sale la nebbia o andare in grotta con chi si inchioda perchè c'è buio...serve qualcuno di affidabile per godersela.

Non vedo la tristezza...se devo essere sincera.
da quel punto di vista hai ragione.
riprendendo il tuo paragone però,se sei esperto in una attività,ma non ti piace,lo farai solo perchè devi.
io all'inizio ero molto scarso ad andare in grotta, il peggiore del mio corso,ma un amico si è preso la briga di insegnarmi e starmi dietro, a volte la persona che sembra meno adatta a una cosa, se ha passione e costanza,raggiunge risultati inaspettati.
forse sono stato un pò contorto ma ho divagato perchè pensavo davvero agli inizi della speleologia per me.
la cosa che mi pareva triste era scegliere un partner in una relazione, come se fosse il socio di un'azienda, magari è il migliore in quel compito, ma senza il sentimento forte,la vedo dura nel lungo periodo
condivido invece la prima parte dove dici che se vuoi una persona ci stai, e se non resti vuol dire che non la vuoi abbastanza
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
da quel punto di vista hai ragione.
riprendendo il tuo paragone però,se sei esperto in una attività,ma non ti piace,lo farai solo perchè devi.
io all'inizio ero molto scarso ad andare in grotta, il peggiore del mio corso,ma un amico si è preso la briga di insegnarmi e starmi dietro, a volte la persona che sembra meno adatta a una cosa, se ha passione e costanza,raggiunge risultati inaspettati.
forse sono stato un pò contorto ma ho divagato perchè pensavo davvero agli inizi della speleologia per me.
la cosa che mi pareva triste era scegliere un partner in una relazione, come se fosse il socio di un'azienda, magari è il migliore in quel compito, ma senza il sentimento forte,la vedo dura nel lungo periodo
Beh...insegnare a stare in relazione con una asimmetria come quella che hai usato nel rapporto fra insegnante e allievo...io non mi ci metterei.

O si parte pari, in posizione pari, o semplicemente non è una coppia di adulti.

Le asimmetrie relazionali hanno alcune funzioni.
Ma in una coppia non le vedo particolarmente sensate. SE non concordate a tempo determinato e in modo consapevole e consensuale da parte di entrambi (e quindi non sono asimmetrie ma condivise cessioni di "potere").

E nella realtà si è soci. ANCHE soci.
E non mi prendo per compagno un qualcuno che non è in grado di stare in piedi.

Anche perchè se non è in grado di stare in piedi, non è nemmeno in grado di coltivare le emozioni che sostengono il sentimento.

I sentimenti si spengono, se non sono sorretti da un senso di realtà e concretezza.

Continuo a non capire cosa ci sia di triste a includere la realtà in una relazione, sai?
 
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Bender

Utente di lunga data
Beh...insegnare a stare in relazione con una asimmetria come quella che hai usato nel rapporto fra insegnante e allievo...io non mi ci metterei.

O si parte pari, in posizione pari, o semplicemente non è una coppia di adulti.

Le asimmetrie relazionali hanno alcune funzioni.
Ma in una coppia non le vedo particolarmente sensate. SE non concordate a tempo determinato e in modo consapevole e consensuale da parte di entrambi (e quindi non sono asimmetrie ma condivise cessioni di "potere").

E nella realtà si è soci. ANCHE soci.
E non mi prendo per compagno un qualcuno che non è in grado di stare in piedi.

Anche perchè se non è in grado di stare in piedi, non è nemmeno in grado di coltivare le emozioni che sostengono il sentimento.

I sentimenti si spengono, se non sono sorretti da un senso di realtà e concretezza.

Continuo a non capire cosa ci sia di triste a includere la realtà in una relazione, sai?
il paragone di prima mi è uscito semplicemente perchè ho pensato al mi corso, al fatto che molti lo hanno fatto solo per aggiungerlo ad una cosa della lista che hanno fatto, ma non era una vera passione.
la cosa che mi sembrava triste è scegliere in una relazione la persona che sembra più adatta rispetto magari a una che lo è meno ma di cui si è innamorati.
è quell'affidabile che me lo fa pensare,tutto li, poi sicuramente avrò capito male io
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
il paragone di prima mi è uscito semplicemente perchè ho pensato al mi corso, al fatto che molti lo hanno fatto solo per aggiungerlo ad una cosa della lista che hanno fatto, ma non era una vera passione.
la cosa che mi sembrava triste è scegliere in una relazione la persona che sembra più adatta rispetto magari a una che lo è meno ma di cui si è innamorati.
è quell'affidabile che me lo fa pensare,tutto li, poi sicuramente avrò capito male io
Mah...una vera passione.

Ognuno ha il suo modo di vivere le passioni. Chi brucia tutto, chi assapora piano, chi centellina...non esiste il modo della passione.

...ci si può innamorare di un sacco di gente, dal tossico alla puttana di strada a Brad Pitt o Angelina Jolie...poi si sceglie con chi è possibile e sano avere una relazione.

È a volte ci sono sorprese pure sull'apparente affidabilità.

Di mio penso che una relazione debba arricchire, entrambi ed in scambio.
Ad ogni livello. Da quello emotivo a quello materiale.

Se si decide di percorrere insieme la vita, due pensierini che non siano dettati dalle farfalline in pancia, io li farei. Poi liberi tutti. Ognuno fa comunque i conti con se stesso.

I sentimenti, in ogni caso, non si nutrono semplicemente di se stessi... O si nutrono di illusione o si nutrono di realtà...la realtà a volte è greve.
Come il sesso è umido sudato e a volte pure sporco.

Tutti caghiamo. In sintesi.
È nessuno la fa al profumo di rosa.

Non tenerne conto...questo io trovo triste.
 
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stany

Utente di lunga data
Mah...una vera passione.

Ognuno ha il suo modo di vivere le passioni. Chi brucia tutto, chi assapora piano, chi centellina...non esiste il modo della passione.

...ci si può innamorare di un sacco di gente, dal tossico alla puttana di strada a Brad Pitt o Angelina Jolie...poi si sceglie con chi è possibile e sano avere una relazione.

È a volte ci sono sorprese pure sull'apparente affidabilità.

Di mio penso che una relazione debba arricchire, entrambi ed in scambio.
Ad ogni livello. Da quello emotivo a quello materiale.

Se si decide di percorrere insieme la vita, due pensierini che non siano dettati dalle farfalline in pancia, io li farei. Poi liberi tutti. Ognuno fa comunque i conti con se stesso.

I sentimenti, in ogni caso, non si nutrono semplicemente di se stessi... O si nutrono di illusione o si nutrono di realtà...la realtà a volte è greve.
Come il sesso è umido sudato e a volte pure sporco.

Tutti caghiamo. In sintesi.
È nessuno la fa al profumo di rosa.

Non tenerne conto...questo io trovo triste.
La penso esattamente come te: la passione prima o poi termina (purtroppo) e solo l'elemento razionale della condivisione consapevole e programmata e l'affidabilità dell'altro in questo,salva , o dovrebbe, la relazione. Poi va da se che all'inizio il fatto discriminante sia l'attrazione fisica,la corrispondenza ai canoni estetici che ci fanno scegliere.
E dicevo esattamente questo nella discussione lanciata da Brunetta sul "Senso di colpa".
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
La penso esattamente come te: la passione prima o poi termina (purtroppo) e solo l'elemento razionale della condivisione consapevole e programmata e l'affidabilità dell'altro in questo,salva , o dovrebbe, la relazione. Poi va da se che all'inizio il fatto discriminante sia l'attrazione fisica,la corrispondenza ai canoni estetici che ci fanno scegliere.
E dicevo esattamente questo nella discussione lanciata da Brunetta sul "Senso di colpa".
Io non penso che sia SOLO l'elemento razionale. O SOLO quello emotivo. O SOLO quello spirituale/etico/valoriale.

E' quel solo, quel mettere l'accento alternativamente sull'uno, sull'altro o quell'altro che non mi ha mai convinto...e mi convince sempre di meno. Credo che sia il fluire fra i vari piani che tiene insieme innanzitutto se stessi e di conseguenza una relazione. E l'accento lo metto sul di conseguenza. Perchè una relazione è il prodotto delle interazioni di due Sè. Se uno dei due non c'è, lo sappiamo dalla terza elementare che ogni numero moltiplicato per zero da sempre zero. Nelle relazioni non è molto diverso. Servono due Uno. Che compartecipano.

E l'accento io lo metterei sull'intenzionalità.

Ecco perchè le farfalle, l'innamoramento e l'amore, lasciano il tempo che trovano.
E di solito trovano due strade: o la fidelizzazione ad un percorso di massa (mi innamoro, ti sposo, compriamo la casa, accendiamo un mutuo trentennale, facciammo due figli...e poi di solito si moriva. Adesso ci si chiede, "e adesso?") o ci si sfancula perchè sotto le farfalle si nascondeva semplicemente il bisogno di calore e vicinanza da confermare. (sto molto generalizzando).

Altro discorso è la questione della progettualità intenzionale. Due adulti che a partire ognuno dalla conoscenza di sè, dei propri limiti e delle proprie risorse, DECIDONO di associarsi, allearsi. Per il piacere della reciproca compagnia. Per il sostegno. Per la strada da percorrere che sembra somigliarsi. Per il desiderio di toccarsi. Per la passione che ognuno sente e che ognuno coltiva e che diventa desiderio comune condividere e coltivare. E io penso che la passione sia nell'intenzionalità di un progetto condiviso.

Che in fondo, essere coppia è per certi versi essere presi dalla visione della possibilità di creare un mondo nuovo. Un nuovo universo. E credo sia dove si collochino i figli per qualcuno. Nel nuovo mondo.

Solo che se sei in un nuovo mondo, e ti viene un blocco intestinale perchè hai deciso che devi cagare rose...muori lo stesso. Dolorosamente.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Dici che il tuo attuale compagno è ironico al confine col sarcasmo; quest'ultimo non sarebbe una bella cosa se fosse finalizzata all'umiliazione fine a se stessa.Ma tu hai capito che è una componente del suo carattere di indole dolce e timida.Un mezzo , insomma, per comunicare sulla difensiva ,stante il tuo carattere egocentrico (nel senso buono,della ricerca e gratificazione del tuo io più profondo,senza ipocrisie e sconti, come dici). E questo codice di contatto e comunicazione ti (vi) consente di relazionarvi ,di scoprirvi di giorno in giorno; tu riesci a percepire e a voler esternare quella vena romantica (poetica) che, per ora lui dissacra forse per paura di esserne travolto, più di quanto lo sia dalla fisicità e passione che passano però dalla tua testa. Può darsi che nel tempo il rapporto trasli ad un livello più intellettuale, nel senso di intesa sul comune denominatore che potrebbe essere costituito, appunto , dall'elemento romantico/poetico che,
tu nascondi sotto una scorza rude , e lui nel sarcasmo.
Io invece,credo che il mio ,di sarcasmo,non serva, mi sia mai servito ,forse perché non nasconde alcunché,perché non è un mezzo, per me e,soprattutto dagli altri non viene recepito come tale,evidentemente.Mi disse tempo fa ,che io fossi polemico,sarcastico; io risposi che non avrebbe dovuto subirlo come provocazione o,quanto meno,rispondere sulla stessa lunghezza d'onda. In fondo,mi rendo conto al di là del sarcasmo che io sia un gran rompicoglioni ; e purtroppo con gli anni si peggiora.
..
Me l'ha spiegato @stany.
E io mi sono spiegata a lui.

Faticosamente. Entrambi. Niente amore fra noi.

E più ci spieghiamo uno all'altro più ci rendiamo conto di quanto è profondo ancora l'inesplorato.
Ed è una bella consapevolezza.

Inesplorato proprio eh...non dell'altro.

Ma d'altra parte è proprio l'inesplorato che ci si offre reciprocamente.
Con le farfalle nella pancia viene quasi spontaneo...noi siamo stati fortunati. Niente farfalle.

Era solo la curiosità per lo strano fenomeno in cui ci siamo trovati coinvolti: il rifiuto razionale reciproco e l'attrazione istintiva reciproca. In compresenza.
La fortuna del fatto che non ci siano state e non ci siano farfalle, è che nessuno dei due ha rivestito l'altro di immagini amorevoli o affini.

Io sono subito emersa come quella che sono. Nel peggio forse.
E lui anche.

Niente sconti. Pochissima dolcezza.

Tenendo conto che io mi offendevo per ogni complimento il suo sarcasmo gli era necessario per potermi incontrare. E ciò che mi offendeva era la mia immagine riflessa, non lui. Ma ci ho impiegato mesi e mesi per capirlo. E lui per capire cosa lo offendeva di sè nell'immagine che si specchiava in me e gli ritornava addosso. A volte bruscamente e duramente. O anche minacciosamente.

La curiosità, il patto iniziale di esplorare insieme quello in cui eravamo coinvolti e l'intenzione di ognuno di non dare nulla di più di quello che riteneva giusto dare. Niente accomodamenti. Niente gentilezze formali.

Eravamo e siamo due alleati. Entrambi alla ricerca di pace e curiosi di vedere se mettendo insieme le risorse avremmo potuto trovarla. Ognuno in se stesso prima di tutto.
Il patto era ed è che l'altro viene dopo.

Lui non mi ha fermata e non mi fermerebbe se andassi io lo lascerei andare se lo facesse.

E' un percorso di conoscenza che abbiamo concordato.
Uno a disposizione dell'altro per conoscere meglio se stesso dopo esserci accorti che come specchi e attivatori funzionavamo bene. Chiari i limiti da non oltrepassare.

Razionale? direi di no...è emerso presto che per entrambi la mentalizzazione era una difesa. E non dall'altro. Ma da se stesso.
L'altro è diventato strumento per allenarsi ad esporre quello che la mentalizzazione proteggeva e teneva chiuso.

Dal sarcasmo suo. Alla sua delicatezza.
La mia durezza. E la mia fragilità.
La sua fatica alla condivisione del dolore.
Il mio desiderio del dolore di cui aver cura.
La mia rabbia che coartava le mie emozioni.
La sua capacità di arrendersi senza arretrare di un passo.

Non lo so...c'è qualcosa che non mi torna in quello che scrivi...come una sorta di rassegnazione. E non a lei. Ma a te.
Come se essere rompicoglioni possa essere solo una debolezza. E non una semplice caratteristica di cui aver (e chiedere) cura insieme al resto. Per esempio.
Il sarcasmo...dubito possa essere inutile una tua caratteristica. Perchè compone quel che sei.

La questione è quanto di te vuoi dare e quanto vuoi prendere e essere preso.

Il discorso del sole e della terra...non è semplicemente romanticismo...è riconoscimento di chi si è. Dei bisogni.
Ma sopra a tutto è il non aver vergogna di vergognarsi di essere tutti in fondo essere bisognosi e ancor di più non vergognarsi di chiedere e anche pretendere ciò di cui si ha bisogno.

Certo..questo implica saperlo spiegare e motivare.

Che pretendere significa affermare se stessi nella chiarezza di sè...e non imporre il proprio volere.
 
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stany

Utente di lunga data
Io non penso che sia SOLO l'elemento razionale. O SOLO quello emotivo. O SOLO quello spirituale/etico/valoriale.

E' quel solo, quel mettere l'accento alternativamente sull'uno, sull'altro o quell'altro che non mi ha mai convinto...e mi convince sempre di meno. Credo che sia il fluire fra i vari piani che tiene insieme innanzitutto se stessi e di conseguenza una relazione. E l'accento lo metto sul di conseguenza. Perchè una relazione è il prodotto delle interazioni di due Sè. Se uno dei due non c'è, lo sappiamo dalla terza elementare che ogni numero moltiplicato per zero da sempre zero. Nelle relazioni non è molto diverso. Servono due Uno. Che compartecipano.

E l'accento io lo metterei sull'intenzionalità.

Ecco perchè le farfalle, l'innamoramento e l'amore, lasciano il tempo che trovano.
E di solito trovano due strade: o la fidelizzazione ad un percorso di massa (mi innamoro, ti sposo, compriamo la casa, accendiamo un mutuo trentennale, facciammo due figli...e poi di solito si moriva. Adesso ci si chiede, "e adesso?") o ci si sfancula perchè sotto le farfalle si nascondeva semplicemente il bisogno di calore e vicinanza da confermare. (sto molto generalizzando).

Altro discorso è la questione della progettualità intenzionale. Due adulti che a partire ognuno dalla conoscenza di sè, dei propri limiti e delle proprie risorse, DECIDONO di associarsi, allearsi. Per il piacere della reciproca compagnia. Per il sostegno. Per la strada da percorrere che sembra somigliarsi. Per il desiderio di toccarsi. Per la passione che ognuno sente e che ognuno coltiva e che diventa desiderio comune condividere e coltivare. E io penso che la passione sia nell'intenzionalità di un progetto condiviso.

Che in fondo, essere coppia è per certi versi essere presi dalla visione della possibilità di creare un mondo nuovo. Un nuovo universo. E credo sia dove si collochino i figli per qualcuno. Nel nuovo mondo.

Solo che se sei in un nuovo mondo, e ti viene un blocco intestinale perchè hai deciso che devi cagare rose...muori lo stesso. Dolorosamente.

E lo so che son troppo cerebrale; mi rifugio nella razionalità per cercare di spiegare tutto,anche quello che non può essere. Giustificarsi cercando di aderire al proprio progetto , dando spiegazioni anche all'imponderabile, al non programmato è una difesa che forse fa perdere di vista proprio quel progetto.Ci si gira e si vede che l'aver pensato anche per l'altro ci ha distolto dall'obiettivo, o meglio, tale traguardo, uno fra tanti nel percorso con l'altro, è stato raggiunto; ma è come non lo fosse,anzi, ci sbatte in faccia con durezza la fotografia di gruppo in cui però, siamo soli. E quell'obiettivo, quello dopo e tutto il resto che verrà non sarà come si era programmato,previsto... Ed il non avere il controllo della situazione è frustrante.....ed la mia come dici sarà anche rassegnazione , ma sicuramente rimpianto .
 

stany

Utente di lunga data
E lo so che son troppo cerebrale; mi rifugio nella razionalità per cercare di spiegare tutto,anche quello che non può essere. Giustificarsi cercando di aderire al proprio progetto , dando spiegazioni anche all'imponderabile, al non programmato è una difesa che forse fa perdere di vista proprio quel progetto.Ci si gira e si vede che l'aver pensato anche per l'altro ci ha distolto dall'obiettivo, o meglio, tale traguardo, uno fra tanti nel percorso con l'altro, è stato raggiunto; ma è come non lo fosse,anzi, ci sbatte in faccia con durezza la fotografia di gruppo in cui però, siamo soli. E quell'obiettivo, quello dopo e tutto il resto che verrà non sarà come si era programmato,previsto... Ed il non avere il controllo della situazione è frustrante.....e la mia ,come dici, sarà anche rassegnazione , ma sicuramente rimpianto .
 

stany

Utente di lunga data
E lo so che son troppo cerebrale; mi rifugio nella razionalità per cercare di spiegare tutto,anche quello che non può essere. Giustificarsi cercando di aderire al proprio progetto , dando spiegazioni anche all'imponderabile, al non programmato è una difesa che forse fa perdere di vista proprio quel progetto.Ci si gira e si vede che l'aver pensato anche per l'altro ci ha distolto dall'obiettivo, o meglio, tale traguardo, uno fra tanti nel percorso con l'altro, è stato raggiunto; ma è come non lo fosse,anzi, ci sbatte in faccia con durezza la fotografia di gruppo in cui però, siamo soli. E quell'obiettivo, quello dopo e tutto il resto che verrà non sarà come si era programmato,previsto... Ed il non avere il controllo della situazione è frustrante.....e la mia ,come dici, sarà anche rassegnazione , ma sicuramente rimpianto .
HO CORRETTO MA MI È PARTITO e non si cancella...
 

stany

Utente di lunga data
Me l'ha spiegato @stany.
E io mi sono spiegata a lui.

Faticosamente. Entrambi. Niente amore fra noi.

E più ci spieghiamo uno all'altro più ci rendiamo conto di quanto è profondo ancora l'inesplorato.
Ed è una bella consapevolezza.

Inesplorato proprio eh...non dell'altro.

Ma d'altra parte è proprio l'inesplorato che ci si offre reciprocamente.
Con le farfalle nella pancia viene quasi spontaneo...noi siamo stati fortunati. Niente farfalle.

Era solo la curiosità per lo strano fenomeno in cui ci siamo trovati coinvolti: il rifiuto razionale reciproco e l'attrazione istintiva reciproca. In compresenza.
La fortuna del fatto che non ci siano state e non ci siano farfalle, è che nessuno dei due ha rivestito l'altro di immagini amorevoli o affini.

Io sono subito emersa come quella che sono. Nel peggio forse.
E lui anche.

Niente sconti. Pochissima dolcezza.

Tenendo conto che io mi offendevo per ogni complimento il suo sarcasmo gli era necessario per potermi incontrare. E ciò che mi offendeva era la mia immagine riflessa, non lui. Ma ci ho impiegato mesi e mesi per capirlo. E lui per capire cosa lo offendeva di sè nell'immagine che si specchiava in me e gli ritornava addosso. A volte bruscamente e duramente. O anche minacciosamente.

La curiosità, il patto iniziale di esplorare insieme quello in cui eravamo coinvolti e l'intenzione di ognuno di non dare nulla di più di quello che riteneva giusto dare. Niente accomodamenti. Niente gentilezze formali.

Eravamo e siamo due alleati. Entrambi alla ricerca di pace e curiosi di vedere se mettendo insieme le risorse avremmo potuto trovarla. Ognuno in se stesso prima di tutto.
Il patto era ed è che l'altro viene dopo.

Lui non mi ha fermata e non mi fermerebbe se andassi io lo lascerei andare se lo facesse.

E' un percorso di conoscenza che abbiamo concordato.
Uno a disposizione dell'altro per conoscere meglio se stesso dopo esserci accorti che come specchi e attivatori funzionavamo bene. Chiari i limiti da non oltrepassare.

Razionale? direi di no...è emerso presto che per entrambi la mentalizzazione era una difesa. E non dall'altro. Ma da se stesso.
L'altro è diventato strumento per allenarsi ad esporre quello che la mentalizzazione proteggeva e teneva chiuso.

Dal sarcasmo suo. Alla sua delicatezza.
La mia durezza. E la mia fragilità.
La sua fatica alla condivisione del dolore.
Il mio desiderio del dolore di cui aver cura.
La mia rabbia che coartava le mie emozioni.
La sua capacità di arrendersi senza arretrare di un passo.

Non lo so...c'è qualcosa che non mi torna in quello che scrivi...come una sorta di rassegnazione. E non a lei. Ma a te.
Come se essere rompicoglioni possa essere solo una debolezza. E non una semplice caratteristica di cui aver (e chiedere) cura insieme al resto. Per esempio.
Il sarcasmo...dubito possa essere inutile una tua caratteristica. Perchè compone quel che sei.

La questione è quanto di te vuoi dare e quanto vuoi prendere e essere preso.

Il discorso del sole e della terra...non è semplicemente romanticismo...è riconoscimento di chi si è. Dei bisogni.
Ma sopra a tutto è il non aver vergogna di vergognarsi di essere tutti in fondo essere bisognosi e ancor di più non vergognarsi di chiedere e anche pretendere ciò di cui si ha bisogno.

Certo..questo implica saperlo spiegare e motivare.

Che pretendere significa affermare se stessi nella chiarezza di sè...e non imporre il proprio volere.

Leggendoti mi trovo a riflettere una volta in più!
Vero, sei stata fortunata, anche solo nel riconoscere la chiave per decodificare l'altro .In quello che dici il romanticismo non ha spazio...tutta razionalità e cervello; semmai, dopo, dopo che avrai stabilito con quella chiave di aver scovato la persona giusta , allora, potrai disvelare il tuo lato romantico, per piacere tuo e suo.
Ti auguro ,dopo tutte le scremature che prevalga l'aspetto razionale del controllo delle forze in campo ,se avrai fatto un buon lavoro sarà sicuramente così; i figli arrivano se esiste questa consapevolezza,questa serenità,anche a quarantacinque anni, se si vogliono .....Poi la certezza di poter invecchiare accanto alla persona veramente giusta.....
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Leggendoti mi trovo a riflettere una volta in più!
Vero, sei stata fortunata, anche solo nel riconoscere la chiave per decodificare l'altro .In quello che dici il romanticismo non ha spazio...tutta razionalità e cervello; semmai, dopo, dopo che avrai stabilito con quella chiave di aver scovato la persona giusta , allora, potrai disvelare il tuo lato romantico, per piacere tuo e suo.
Ti auguro ,dopo tutte le scremature che prevalga l'aspetto razionale del controllo delle forze in campo ,se avrai fatto un buon lavoro sarà sicuramente così; i figli arrivano se esiste questa consapevolezza,questa serenità,anche a quarantacinque anni, se si vogliono .....Poi la certezza di poter invecchiare accanto alla persona veramente giusta.....
Credimi...se avessimo seguito la razionalità, non sarei qui a scrivere di questo.

E' stata più una questione di istinto. Fidarsi entrambi di una voce interna e profonda che, nonostante le immagini esterne che vedevamo dicessero spesso il contrario, ripeteva ad entrambi di aspettare e vedere. Con calma.

La vista diceva ad entrambi che non ci piacevamo. E il corpo reagiva in modi...come dire, inaspettati :D
Avessimo seguito la razionalità, credo ci saremmo fatti ricoverare. :carneval:

Me l'ha consegnata lui la chiave...io ne sto solo avendo cura.
Come io ho consegnato la mia. E lui pare averne cura.
Ed entrambi abbiamo e stiamo testando costantemente l'affidabilità dell'altro. A diversi livelli.

Io non so se esiste la persona giusta...non ci ho mai creduto. Mi sembra una favoletta. Come il per sempre.
Che è giusta in quel momento..ma poi? Mica che la giustezza data una volta è data per tutte...no?

Io credo che sia da costruire...non tanto il giusto, quanto quello che funziona. Su misura.
Al netto degli adeguamenti ai dover essere.

Se sentissi che la sua presenza mette in pericolo la mia libertà, andrei via. E lui anche. E' dichiarato.

Quanto al lato romantico...quello è un problema che riguarda soltanto me, lui di conseguenza ogni tanto si becca il samurai, come lo chiama...ma ha imparato come averci a che fare.
E' l'immagine di me. Ci sto lavorando. E' un qualcosa che ha a che vedere con la dolcezza di me e per me.

Ritornando all'inizio, io credo che l'importante sia intendersi. Spiegarsi. Raccontarsi. Non perdere il filo del racconto.

Tradursi uno all'altro.

Questa è una delle cose che avevamo perso io e il mio ex...e se una qualche forma di amore l'ho provata, credo di averla provata per il mio ex. Quello come viene descritto intendo. Tipo unicorni e mulino bianco. Provavo anche a fare la brava mogliettina. Un disastro...annunciato dall'aver smesso di raccontarci e tradurci. E esserci rinchiusi ognuno nel ruolo che credevamo fosse dato. Persi. Ognuno se stesso e poi di conseguenza l'altro.

E allora il fatto che il mio romanticismo diventi una sorta di descrizione tecnica della relazione, ha lo stesso significato di una ipotetica me che spasima con gli occhi a cuoricino per il suo arrivo, per dire. Solo che è più vera.

Il fulcro non è esattamente l'espressione in sè, che varia al variare di ognuno di noi...io penso che il fulcro sia l'esposizione di sè stessa.

L'impegno alla traduzione prima a se stessi e poi anche all'altro.
E credo che la passione e il desiderio affondino le radici esattamente qui. Poi, del doman non v'è certezza. Ma una cosa ho imparato. E che ci sono dei fatti che non possono essere sfatti. E che restano come apprendimenti di sè. Quelli contano. Al netto di come può finire o proseguire. Per paradosso, se lui si rivelasse la tanto decantata persona giusta, ma smettessi di riconoscere quei fatti...lo lascerei. Non ne varrebbe più la pena. Non so se mi spiego...

quanto ai figli, io non ne desidero, lui neanche...e direi che è una fortunata coincidenza :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
E lo so che son troppo cerebrale; mi rifugio nella razionalità per cercare di spiegare tutto,anche quello che non può essere. Giustificarsi cercando di aderire al proprio progetto , dando spiegazioni anche all'imponderabile, al non programmato è una difesa che forse fa perdere di vista proprio quel progetto.Ci si gira e si vede che l'aver pensato anche per l'altro ci ha distolto dall'obiettivo, o meglio, tale traguardo, uno fra tanti nel percorso con l'altro, è stato raggiunto; ma è come non lo fosse,anzi, ci sbatte in faccia con durezza la fotografia di gruppo in cui però, siamo soli. E quell'obiettivo, quello dopo e tutto il resto che verrà non sarà come si era programmato,previsto... Ed il non avere il controllo della situazione è frustrante.....e la mia ,come dici, sarà anche rassegnazione , ma sicuramente rimpianto .
Pensare per l'altro...è terribile [MENTION=7039]stany[/MENTION]...come puoi?

Levare a te stesso la possibilità di guardare e all'altro di mostrare, e viceversa?
Quante energie usi per fare una cosa che non è tua. Levi a te per disperdere.

Pensare per l'altro, è come costruire un muro sempre più alto...non è il progetto che si perde...si perde il piacere di provare a toccarsi....

non pensi?
 

stany

Utente di lunga data
Credimi...se avessimo seguito la razionalità, non sarei qui a scrivere di questo.

E' stata più una questione di istinto. Fidarsi entrambi di una voce interna e profonda che, nonostante le immagini esterne che vedevamo dicessero spesso il contrario, ripeteva ad entrambi di aspettare e vedere. Con calma.

La vista diceva ad entrambi che non ci piacevamo. E il corpo reagiva in modi...come dire, inaspettati :D
Avessimo seguito la razionalità, credo ci saremmo fatti ricoverare. :carneval:

Me l'ha consegnata lui la chiave...io ne sto solo avendo cura.
Come io ho consegnato la mia. E lui pare averne cura.
Ed entrambi abbiamo e stiamo testando costantemente l'affidabilità dell'altro. A diversi livelli.

Io non so se esiste la persona giusta...non ci ho mai creduto. Mi sembra una favoletta. Come il per sempre.
Che è giusta in quel momento..ma poi? Mica che la giustezza data una volta è data per tutte...no?

Io credo che sia da costruire...non tanto il giusto, quanto quello che funziona. Su misura.
Al netto degli adeguamenti ai dover essere.

Se sentissi che la sua presenza mette in pericolo la mia libertà, andrei via. E lui anche. E' dichiarato.

Quanto al lato romantico...quello è un problema che riguarda soltanto me, lui di conseguenza ogni tanto si becca il samurai, come lo chiama...ma ha imparato come averci a che fare.
E' l'immagine di me. Ci sto lavorando. E' un qualcosa che ha a che vedere con la dolcezza di me e per me.

Ritornando all'inizio, io credo che l'importante sia intendersi. Spiegarsi. Raccontarsi. Non perdere il filo del racconto.

Tradursi uno all'altro.

Questa è una delle cose che avevamo perso io e il mio ex...e se una qualche forma di amore l'ho provata, credo di averla provata per il mio ex. Quello come viene descritto intendo. Tipo unicorni e mulino bianco. Provavo anche a fare la brava mogliettina. Un disastro...annunciato dall'aver smesso di raccontarci e tradurci. E esserci rinchiusi ognuno nel ruolo che credevamo fosse dato. Persi. Ognuno se stesso e poi di conseguenza l'altro.

E allora il fatto che il mio romanticismo diventi una sorta di descrizione tecnica della relazione, ha lo stesso significato di una ipotetica me che spasima con gli occhi a cuoricino per il suo arrivo, per dire. Solo che è più vera.

Il fulcro non è esattamente l'espressione in sè, che varia al variare di ognuno di noi...io penso che il fulcro sia l'esposizione di sè stessa.

L'impegno alla traduzione prima a se stessi e poi anche all'altro.
E credo che la passione e il desiderio affondino le radici esattamente qui. Poi, del doman non v'è certezza. Ma una cosa ho imparato. E che ci sono dei fatti che non possono essere sfatti. E che restano come apprendimenti di sè. Quelli contano. Al netto di come può finire o proseguire. Per paradosso, se lui si rivelasse la tanto decantata persona giusta, ma smettessi di riconoscere quei fatti...lo lascerei. Non ne varrebbe più la pena. Non so se mi spiego...

quanto ai figli, io non ne desidero, lui neanche...e direi che è una fortunata coincidenza :)


i figli credo, una donna ad un certo punto li vuole; quando è in una relazione serena,stabile. Ti auguro possa sentire quando sarai con la persona giusta questa "vocazione", che a quanto si dice (tono dissacrante) compendia la coppia col concepimento di una parte di noi in eredita al futuro.Anche se io ho mai pensato a questo in termini così egocentrici, ma più come una normale deriva di coppia. Anche mia moglie diceva che non ne voleva, (perché prima non riusciva con altri), poi successe il miracolo e a quarantacinque anni....Oh....son anche rotture di coglioni eh....soprattutto ad una certa età, comunque.....
 
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stany

Utente di lunga data
Pensare per l'altro...è terribile [MENTION=7039]stany[/MENTION]...come puoi?

Levare a te stesso la possibilità di guardare e all'altro di mostrare, e viceversa?
Quante energie usi per fare una cosa che non è tua. Levi a te per disperdere.

Pensare per l'altro, è come costruire un muro sempre più alto...non è il progetto che si perde...si perde il piacere di provare a toccarsi....

non pensi?
Questo è vero....e credo che sto muro sia oramai invalicabile e vi sia la medesima difficoltà ad abbatterlo....
Certo che un sarcasmo costante unito alla inclinazione ad accentrare è una formula letale ....
Beh... Però c'è stato chi mi ha ringraziato,dopo anni, in tempi non sospetti, in assenza di conflitto d'interessi, per aver(le) formato una parte di se , che poi sarebbe servita nelle battaglie del quotidiano ,rendendola più forte e consapevole (quella parte)....
 
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