Ma voi ci credete

Etta

Utente di lunga data
Be tu è evidente che pensi solo a te stessa. Non mi stupisce una reazione del genere
Perché scusa a chi avrei dovuto pensare? Alla ex moglie? Se uno si separa, si mette con te e poi d’un tratto torna dalla moglie, come la prenderesti? Un po’ come la ex di Edo.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Si consiglia di parlare dopo la scoperta di un tradimento, perché è una cosa che riguarda entrambi, non perché il tradito deve capire dove ha sbagliato (spesso nulla) e darsi fare per rimediare. La persona con la quale sei in coppia ha fatto qualcosa che non ti aspettavi, che ti ferisce; io credo che sapere le sue motivazioni, che intenzioni ha, chi è ora, serva a prendere delle scelte consapevoli.
Che prima del tradimento aiuta a evitarlo, non so. Io però ho ritenuto utile tirare fuori il più possibile, ma non per non sentirmi in cola, ma per non pentirmi dopo.
spesso l'errore del tradito è proprio non aver fatto nulla, magari da anni
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Infatti l’ho scritta io.


Soprattutto molto innamorato.


E la nuova donna come aveva presa? Io fossi stata in lei ti avrei cagato sul cofano della macchina come minimo. 😁
L’hai scritta te chiedendo a me una cosa che hai scritto te. Ripigliati.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Perché scusa a chi avrei dovuto pensare? Alla ex moglie? Se uno si separa, si mette con te e poi d’un tratto torna dalla moglie, come la prenderesti? Un po’ come la ex di Edo.
Se è tornato non era separato. Se c’erano dei figli di mezzo e avesse deciso di riprovarci avrei capito
Ma io e te diamo alla famiglia un’importanza diversa. Non lo vorrei nemmeno come amante uno che non mette la famiglia prima di tutto.
Tu quando il gestore si è separato (facciamo finta di crederci) eri contenta anche se a lasciarlo era stata lei e lui non lo avrebbe mai fatto. Pensa che importanza avevi tu per lui.
 

Alphonse02

Utente di lunga data
Soprattutto molto innamorato.
Mi sento di dover rispondere alla velata accusa di non essere stato molto innamorato o non abbastanza di mia moglie rompendo in parte il riserbo che mi ero imposto, rivelando alcuni particolari della mia vicenda finora non menzionati.

Avevo scritto nel mio intervento a commento dell'affermazione di @ToyWoman che "La fiducia non la recuperi più, una volta persa.
Chi è tradito e perdona deve essere molto paziente e tollerante: pensa di riuscirci, anche se ci vogliono anni ed anni. Auguri a chi ci prova.

La nuova relazione di coppia con mia moglie è partita su presupposti traballanti. E basta un nonnulla per farti cambiare idea e chiudere: questo l'avevo onestamente preannunciato a mia moglie quando, a separazione consensuale omologata dal tribunale, mi aveva comunicato che aveva chiuso con l'amante (non so tuttora ad iniziativa di chi) e chiesto che tornassi a casa, almeno per amore della figlia
."

Ho parlato in altri thread del tradimento di mia moglie, avvenuto dopo 7 anni dalla nascita della figlia e di come l'avessi scoperto. Avevo omesso finora di raccontare, però, che prima di sposarci, mentre eravamo all'università circa due anni prima del matrimonio, mi aveva tradito con un docente (sposato e con prole). Avevo sospettato qualcosa dai suoi comportamenti e chiesto chiarimenti esternando la mia sofferenza perché innamorato di lei: aveva confessato il tradimento accettando la mia richiesta di chiudere subito la relazione extra. Ed io avevo perdonato, in quel caso il termine giusto era quello. Perdonato, davvero. Avevamo comunicato in qualche modo, direi, la relazione extra era iniziata da poche settimane ed aveva funzionato (così pensavo).

Dunque, c'era stato un "antipatico" precedente tra noi che può spiegare come la seconda volta, da sposato e con una figlia piccola, avessi reagito in modo forse ritenuto troppo duro e rapido da chi faccia riferimento solamente a quell'episodio più recente di tradimento.

Un secondo superamento del tradimento obiettivamente è più difficile che riesca e, aggiungo, quando ci siamo incontrati due giorni dopo che avevo lasciato casa, in un drammatico colloquio avvenuto in auto, aveva ammesso la relazione e mi aveva detto che era innamorata dell'altro e che non lo voleva lasciare. Mi aveva detto che sentiva di amare entrambi e le avevo detto che non accettavo di essere in condominio.
Come ultima prova di amore avrei chiesto la separazione consensuale (avevo le prove per l'addebito) affinché lei potesse essere libera senza problemi, ad una sola condizione: che l'amante non entrasse in casa nostra e che tenesse fuori nostra figlia dalla sua relazione. Altrimenti, avrei fatto la guerra ad oltranza in modo totale.
Lei accettò ed una settimana dopo firmavamo il ricorso per separazione consensuale. Tre mesi dopo eravamo ufficialmente separati in tribunale. Neanche trascorsero altri tre mesi che, avendo accettato di tornare a casa per fare il pranzo di Pasqua con nostra figlia, mi comunicava che la sua relazione extra era finita, mi amava e mi chiedeva di tornare a casa.
Ed io avevo parlato alcune settimane prima con le insegnanti di nostra figlia che mi avevano esternato come la bambina avesse cambiato comportamento in classe e tendesse ad isolarsi dai compagni e non comunicare. E si erano domandate cosa ci fosse dietro quel cambiamento, ottenendo conferma che i genitori si erano separati.
Così avevo accettato, non proprio convinto del suo amore, di ritornare a casa per ... proteggere la figlia. Anche pagando il prezzo di rinunciare ad un possibile progetto alternativo di vita.
 

Etta

Utente di lunga data
Che te la sei cercata e devi stare a cuccia 😉
Assolutamente no perché lei si e’ messa con uno che in quel momento era libero.

L’hai scritta te chiedendo a me una cosa che hai scritto te. Ripigliati.
Lassa perdere.

Se è tornato non era separato. Se c’erano dei figli di mezzo e avesse deciso di riprovarci avrei capito
Ma io e te diamo alla famiglia un’importanza diversa. Non lo vorrei nemmeno come amante uno che non mette la famiglia prima di tutto.
Tu quando il gestore si è separato (facciamo finta di crederci) eri contenta anche se a lasciarlo era stata lei e lui non lo avrebbe mai fatto. Pensa che importanza avevi tu per lui.
Lo avevano deciso insieme. Comunque tornando a loro: se una persona si separa e si mette con te vuol dire che in quel momento e’ libero no? E se torni dalla ex moglie solo per i figli allora fai una gran cazzata perché significa che non lo fai per lei. Io non vorrei uno che stesse con me solo per i figli.

Mi sento di dover rispondere alla velata accusa di non essere stato molto innamorato o non abbastanza di mia moglie rompendo in parte il riserbo che mi ero imposto, rivelando alcuni particolari della mia vicenda finora non menzionati.

Avevo scritto nel mio intervento a commento dell'affermazione di @ToyWoman che "La fiducia non la recuperi più, una volta persa.
Chi è tradito e perdona deve essere molto paziente e tollerante: pensa di riuscirci, anche se ci vogliono anni ed anni. Auguri a chi ci prova.

La nuova relazione di coppia con mia moglie è partita su presupposti traballanti. E basta un nonnulla per farti cambiare idea e chiudere: questo l'avevo onestamente preannunciato a mia moglie quando, a separazione consensuale omologata dal tribunale, mi aveva comunicato che aveva chiuso con l'amante (non so tuttora ad iniziativa di chi) e chiesto che tornassi a casa, almeno per amore della figlia
."

Ho parlato in altri thread del tradimento di mia moglie, avvenuto dopo 7 anni dalla nascita della figlia e di come l'avessi scoperto. Avevo omesso finora di raccontare, però, che prima di sposarci, mentre eravamo all'università circa due anni prima del matrimonio, mi aveva tradito con un docente (sposato e con prole). Avevo sospettato qualcosa dai suoi comportamenti e chiesto chiarimenti esternando la mia sofferenza perché innamorato di lei: aveva confessato il tradimento accettando la mia richiesta di chiudere subito la relazione extra. Ed io avevo perdonato, in quel caso il termine giusto era quello. Perdonato, davvero. Avevamo comunicato in qualche modo, direi, la relazione extra era iniziata da poche settimane ed aveva funzionato (così pensavo).

Dunque, c'era stato un "antipatico" precedente tra noi che può spiegare come la seconda volta, da sposato e con una figlia piccola, avessi reagito in modo forse ritenuto troppo duro e rapido da chi faccia riferimento solamente a quell'episodio più recente di tradimento.

Un secondo superamento del tradimento obiettivamente è più difficile che riesca e, aggiungo, quando ci siamo incontrati due giorni dopo che avevo lasciato casa, in un drammatico colloquio avvenuto in auto, aveva ammesso la relazione e mi aveva detto che era innamorata dell'altro e che non lo voleva lasciare. Mi aveva detto che sentiva di amare entrambi e le avevo detto che non accettavo di essere in condominio.
Come ultima prova di amore avrei chiesto la separazione consensuale (avevo le prove per l'addebito) affinché lei potesse essere libera senza problemi, ad una sola condizione: che l'amante non entrasse in casa nostra e che tenesse fuori nostra figlia dalla sua relazione. Altrimenti, avrei fatto la guerra ad oltranza in modo totale.
Lei accettò ed una settimana dopo firmavamo il ricorso per separazione consensuale. Tre mesi dopo eravamo ufficialmente separati in tribunale. Neanche trascorsero altri tre mesi che, avendo accettato di tornare a casa per fare il pranzo di Pasqua con nostra figlia, mi comunicava che la sua relazione extra era finita, mi amava e mi chiedeva di tornare a casa.
Ed io avevo parlato alcune settimane prima con le insegnanti di nostra figlia che mi avevano esternato come la bambina avesse cambiato comportamento in classe e tendesse ad isolarsi dai compagni e non comunicare. E si erano domandate cosa ci fosse dietro quel cambiamento, ottenendo conferma che i genitori si erano separati.
Così avevo accettato, non proprio convinto del suo amore, di ritornare a casa per ... proteggere la figlia. Anche pagando il prezzo di rinunciare ad un possibile progetto alternativo di vita.
Ripeto che comunque non e’ giusto rimanere insieme per i figli. Se ci sono disagi si trovano altre soluzioni ma onestamente fare la finta famigliola felice non mi sembra quella giusta. Ad ogni modo: come puoi essere sicuro che l’altra persona chiuda davvero con l’amante?
 

Nicky

Utente di lunga data
A me è successo proprio così la penultima volta, prima "allontanamento" percepito, poi tradimento subito (con confessione spontanea), rapporto proseguito comunque perché lei ti dice "perché io è te che amo" e altre amenità, però poi ogni volta che mi si è presentata l'occasione non avevo più una coscienza che cercasse di farmi scrupoli, e se l'occasione non arrivava me la creavo. Ma non ho mai pensato che ciò fosse "colpa" sua.
È un ragionamento che non comprendo.
Io credo che ciò che mi succede nei rapporti con le persone dipende anche da me, a volte in modo incolpevole (ad esempio, sul lavoro mi è capitato di non farmi valere e vedermi passare avanti persone meno qualificate, non ho colpe, ma ho capito che dovevo migliorare alcune cose di me), a volte con mie responsabilità.
Se tratto male una persona, non rispetto gli impegni, non posso aspettarmi che lo faccia l'altro. È giusto che l'altro non si senta vincolato a una relazione che io maltratto. Fa bene, la gente deve essere felice, non santa.
Inoltre, per me la fedeltà è soprattutto un'espressione di appagamento. Ha valore non per la rinuncia, ma perché vuol dire stare così bene, da non avere voglia di altro o comunque di non riuscire neppure a parlarsi, a dirmi chiaramente cosa si prova. Se una persona mi tradisce, mi spiace perché il rapporto tra noi perde un po' di valore, non è un rapporto sincero (per me, per altri non è così, chiaramente).
Per questo sui troppi ragionamenti su chi ha colpa di cosa per me alla fine va messo un punto, non fa bene neppure a chi viene tradito.
 

danny

Utente di lunga data
Ripeto che comunque non e’ giusto rimanere insieme per i figli. Se ci sono disagi si trovano altre soluzioni ma onestamente fare la finta famigliola felice non mi sembra quella giusta. Ad ogni modo: come puoi essere sicuro che l’altra persona chiuda davvero con l’amante?
Nessuno torna a casa solo per i figli.
E nessuno resta a casa se sta davvero male.
Questo va precisato sempre.
Pochissimi lasciano la moglie per l'amante, ma di solito se accade c'erano già comunque le condizioni perché ciò prima o poi avvenisse.
Nessuno è mai sicuro che l'amantato venga chiuso per sempre e, detto tra noi, nessun traditore lascia l'amante per sempre solo perché obbligato dalle circostanze.
Se mai un giorno dovessi seperarmi da mia moglie, non sarà certo per merito di un'amante, ma se anche dovessi restare non sarebbe ugualmente colpa dell'amante.
Questo per dire che la situazione è sempre più complessa della riduzione che tendiamo a fare molto spesso.
 

Etta

Utente di lunga data
Nessuno torna a casa solo per i figli.
E nessuno resta a casa se sta davvero male.
Questo va precisato sempre.
Pochissimi lasciano la moglie per l'amante, ma di solito se accade c'erano già comunque le condizioni perché ciò prima o poi avvenisse.
Nessuno è mai sicuro che l'amantato venga chiuso per sempre e, detto tra noi, nessun traditore lascia l'amante per sempre solo perché obbligato dalle circostanze.
Uhmm non sempre. Molti tornano davvero solo per i figli. E molti lasciano l’amante per salvare il resto.
 

danny

Utente di lunga data
Uhmm non sempre. Molti tornano davvero solo per i figli. E molti lasciano l’amante per salvare il resto.
Temporaneamente.
Poi le persone spesso tornano se si era creato un legame.
Si lascia per sempre chi non ha, in fondo, contato molto o chi non contava già più.
 

Etta

Utente di lunga data
Temporaneamente.
Poi le persone spesso tornano se si era creato un legame.
Si lascia per sempre chi non ha, in fondo, contato molto o chi non contava già più.
Oppure tornano ma solo per scopare.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
È un ragionamento che non comprendo.
Io credo che ciò che mi succede nei rapporti con le persone dipende anche da me, a volte in modo incolpevole (ad esempio, sul lavoro mi è capitato di non farmi valere e vedermi passare avanti persone meno qualificate, non ho colpe, ma ho capito che dovevo migliorare alcune cose di me), a volte con mie responsabilità.
Se tratto male una persona, non rispetto gli impegni, non posso aspettarmi che lo faccia l'altro. È giusto che l'altro non si senta vincolato a una relazione che io maltratto. Fa bene, la gente deve essere felice, non santa.
Inoltre, per me la fedeltà è soprattutto un'espressione di appagamento. Ha valore non per la rinuncia, ma perché vuol dire stare così bene, da non avere voglia di altro o comunque di non riuscire neppure a parlarsi, a dirmi chiaramente cosa si prova. Se una persona mi tradisce, mi spiace perché il rapporto tra noi perde un po' di valore, non è un rapporto sincero (per me, per altri non è così, chiaramente).
Per questo sui troppi ragionamenti su chi ha colpa di cosa per me alla fine va messo un punto, non fa bene neppure a chi viene tradito.
Non comprendo cosa non comprendi, comunque a mio personale modo di vedere, in un rapporto di coppia se io vengo trattato male da uno che tra le altre cose non rispetta gli impegni, ciò non mi autorizza a fare altrettanto, perchè poi tra l'altro mi sentirei di essere come lui, e dunque non può essere "colpa" sua se lo faccio, mi spinge invece e mio malgrado a mandarlo a stendere se le cose non si riescono a rimettere a posto. Quando non ho mandato a stendere ma ho scelto di restare non sentendomi vincolato del tutto ecc ecc, non ho risolto un tubo e ho passato tutti gli anni che ho passato così, come dire... di merda, da cui la promessa fatta a me stesso di non ripetere l'esperienza, cosa che non ho ripetuto.
 

Nicky

Utente di lunga data
ParmaLetale, ho capito, ma, vedi, tu sei un idealista, io una pragmatica. Sono due categorie che non si capiscono mai del tutto.
Non penso che tu abbia torto o io ragione, anzi, ma se cercassi di fare come te vivrei in un incubo, non è proprio adatto al mio carattere. A me piacciono i compromessi, gli adattamenti, tutto quello che serve a trarre il meglio da ciò che ho.
 

Alphonse02

Utente di lunga data
Ripeto che comunque non e’ giusto rimanere insieme per i figli. Se ci sono disagi si trovano altre soluzioni ma onestamente fare la finta famigliola felice non mi sembra quella giusta. Ad ogni modo: come puoi essere sicuro che l’altra persona chiuda davvero con l’amante?
Condivido la risposta di @danny su entrambe le eccezioni che hai sollevato.
Non si rimane solo per i figli, almeno in una prospettiva di medio-lungo termine.
Invece, nell'immediato sì, il senso di protezione rispetto ai figli fa fare cose delle quali non sei proprio convinto.

Quanto alla certezza che il partner abbia chiuso con l'amante non la puoi avere mai, in quanto siamo incapaci di leggere nel pensiero. Non puoi vivere pensando di controllare l'altro, significa rovinarsi la vita.

Ne discende che non hai certezza e semplicemente ti poni in una condizione di attesa ed osservazione dei comportamenti del partner traditore: visto che spergiura di averti sempre avuto nel cuore, pure quando scopava con l'amante, lasci che si sforzi di convincerti che sia attendibile. E' il ruolo che il partner traditore si è scelto e che ti ha proposto per non chiudere il rapporto.

Tieni conto che io ero andato fuori di casa subito ed ormai eravamo separati, a tutti gli effetti. E quando le avevo detto che avevo trovato un'altra donna si era lamentata che l'avevo "sostituita" in fretta, mentre lei viveva la sua storia con l'amante. Un'anomalia comportamentale incomprensibile per me, che mi ha fatto sempre pensare che fosse profondamente immatura.

Oppure tornano ma solo per scopare.
Non "solo" per scopare, ma, visto che ti viene offerto con apparente convinzione, approfitti senza più impegnarti sentimentalmente in modo totale. Una voce interna ti dice "aspetta e vedi come si comporta".

In un certo senso, non voglio apparire troppo cinico, ma dal punto di vista sessuale finisci con il pretendere i "benefici" che prima erano dell'amante. Visto che non sai cosa combinassero (non ho fatto mai domande) pretendi tutto quello che avevi fantasticato ed anche di più e vedi fino a che punto vieni assecondato. Non hai più le remore ed inibizioni che avevi prima, quando l'avevi idealizzata. E' l'effetto della scomparsa della fiducia, penso.

Qualche volta questo fenomeno (che credo sia abbastanza comune in casi simili) rivitalizza il (nuovo) rapporto ed avviene una trasformazione da incerto a stabile (sempre relativamente), su nuovi equilibri (di potere, se vogliamo), certamente diversi dal passato.
Altre volte, quel provvisorio equilibrio si sfascia dopo un po' e con esso anche la relazione di coppia. Come è successo nel mio caso.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
ParmaLetale, ho capito, ma, vedi, tu sei un idealista, io una pragmatica. Sono due categorie che non si capiscono mai del tutto.
Non penso che tu abbia torto o io ragione, anzi, ma se cercassi di fare come te vivrei in un incubo, non è proprio adatto al mio carattere. A me piacciono i compromessi, gli adattamenti, tutto quello che serve a trarre il meglio da ciò che ho.
Secondo me non è questione di contrapposizione tra idealismo e pragmatismo, ma di sentirsi bene nel ruolo che si ricopre nella commedia e di agire di conseguenza se non ci si sente bene, in sincerità con se stessi. Io ad esempio ci ho vissuto dal '72 al 2010 con i compromessi, poi mi sono rotto gli zebedei e finora non me ne sono pentito
 

Etta

Utente di lunga data
Una famiglia con i figli vale molto di più dei tuoi pruriti. Ma poi pensi veramente di fare paura a qualcuno?
Paura per cosa scusa? 😂 Stiamo parlando tranquillamente non vedo perché ti scaldi.

Comunque una famiglia con figli, una volta che ti separi, sei libero. Altrimenti due cose si separano a fare? Quindi se trovi uno che e’ separato cosa fai gli dici non mi metto con te perché hai una ex moglie e figli? Al giorno d’oggi pullulano.

Condivido la risposta di @danny su entrambe le eccezioni che hai sollevato.
Non si rimane solo per i figli, almeno in una prospettiva di medio-lungo termine.
Invece, nell'immediato sì, il senso di protezione rispetto ai figli fa fare cose delle quali non sei proprio convinto.

Quanto alla certezza che il partner abbia chiuso con l'amante non la puoi avere mai, in quanto siamo incapaci di leggere nel pensiero. Non puoi vivere pensando di controllare l'altro, significa rovinarsi la vita.

Ne discende che non hai certezza e semplicemente ti poni in una condizione di attesa ed osservazione dei comportamenti del partner traditore: visto che spergiura di averti sempre avuto nel cuore, pure quando scopava con l'amante, lasci che si sforzi di convincerti che sia attendibile. E' il ruolo che il partner traditore si è scelto e che ti ha proposto per non chiudere il rapporto.

Tieni conto che io ero andato fuori di casa subito ed ormai eravamo separati, a tutti gli effetti. E quando le avevo detto che avevo trovato un'altra donna si era lamentata che l'avevo "sostituita" in fretta, mentre lei viveva la sua storia con l'amante. Un'anomalia comportamentale incomprensibile per me, che mi ha fatto sempre pensare che fosse profondamente immatura.
Beh scusa se te lo dico ma tua moglie e’ stata proprio egoista. Si fa l’amante e poi, quando eravate separati cosa fa, si lamenta che tu hai un’altra? Ma da che pulpito? Io l’avrei mandata a cagare in due secondi.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Mi sento di dover rispondere alla velata accusa di non essere stato molto innamorato o non abbastanza di mia moglie rompendo in parte il riserbo che mi ero imposto, rivelando alcuni particolari della mia vicenda finora non menzionati.

Avevo scritto nel mio intervento a commento dell'affermazione di @ToyWoman che "La fiducia non la recuperi più, una volta persa.
Chi è tradito e perdona deve essere molto paziente e tollerante: pensa di riuscirci, anche se ci vogliono anni ed anni. Auguri a chi ci prova.

La nuova relazione di coppia con mia moglie è partita su presupposti traballanti. E basta un nonnulla per farti cambiare idea e chiudere: questo l'avevo onestamente preannunciato a mia moglie quando, a separazione consensuale omologata dal tribunale, mi aveva comunicato che aveva chiuso con l'amante (non so tuttora ad iniziativa di chi) e chiesto che tornassi a casa, almeno per amore della figlia
."

Ho parlato in altri thread del tradimento di mia moglie, avvenuto dopo 7 anni dalla nascita della figlia e di come l'avessi scoperto. Avevo omesso finora di raccontare, però, che prima di sposarci, mentre eravamo all'università circa due anni prima del matrimonio, mi aveva tradito con un docente (sposato e con prole). Avevo sospettato qualcosa dai suoi comportamenti e chiesto chiarimenti esternando la mia sofferenza perché innamorato di lei: aveva confessato il tradimento accettando la mia richiesta di chiudere subito la relazione extra. Ed io avevo perdonato, in quel caso il termine giusto era quello. Perdonato, davvero. Avevamo comunicato in qualche modo, direi, la relazione extra era iniziata da poche settimane ed aveva funzionato (così pensavo).

Dunque, c'era stato un "antipatico" precedente tra noi che può spiegare come la seconda volta, da sposato e con una figlia piccola, avessi reagito in modo forse ritenuto troppo duro e rapido da chi faccia riferimento solamente a quell'episodio più recente di tradimento.

Un secondo superamento del tradimento obiettivamente è più difficile che riesca e, aggiungo, quando ci siamo incontrati due giorni dopo che avevo lasciato casa, in un drammatico colloquio avvenuto in auto, aveva ammesso la relazione e mi aveva detto che era innamorata dell'altro e che non lo voleva lasciare. Mi aveva detto che sentiva di amare entrambi e le avevo detto che non accettavo di essere in condominio.
Come ultima prova di amore avrei chiesto la separazione consensuale (avevo le prove per l'addebito) affinché lei potesse essere libera senza problemi, ad una sola condizione: che l'amante non entrasse in casa nostra e che tenesse fuori nostra figlia dalla sua relazione. Altrimenti, avrei fatto la guerra ad oltranza in modo totale.
Lei accettò ed una settimana dopo firmavamo il ricorso per separazione consensuale. Tre mesi dopo eravamo ufficialmente separati in tribunale. Neanche trascorsero altri tre mesi che, avendo accettato di tornare a casa per fare il pranzo di Pasqua con nostra figlia, mi comunicava che la sua relazione extra era finita, mi amava e mi chiedeva di tornare a casa.
Ed io avevo parlato alcune settimane prima con le insegnanti di nostra figlia che mi avevano esternato come la bambina avesse cambiato comportamento in classe e tendesse ad isolarsi dai compagni e non comunicare. E si erano domandate cosa ci fosse dietro quel cambiamento, ottenendo conferma che i genitori si erano separati.
Così avevo accettato, non proprio convinto del suo amore, di ritornare a casa per ... proteggere la figlia. Anche pagando il prezzo di rinunciare ad un possibile progetto alternativo di vita.
Purtroppo è vero che tutto ciò che non uccide fortifica, o rende più duri ed apparentemente "intransigenti", per questo mi sono ripromesso di chiedere sempre ad uno nuovo se è la sua prima esperienza di questo tipo, perchè capisco che se uno arriva ad una certa età senza aver mai vissuto un'esperienza simile, non ha proprio gli "strumenti" per capire certe reazioni apparentemente eccessive, anche se non è detto che avendole vissute si sia in qualche modo "vaccinato".
 

ToyGirl

Utente di lunga data
Paura per cosa scusa? 😂 Stiamo parlando tranquillamente non vedo perché ti scaldi.

Comunque una famiglia con figli, una volta che ti separi, sei libero. Altrimenti due cose si separano a fare? Quindi se trovi uno che e’ separato cosa fai gli dici non mi metto con te perché hai una ex moglie e figli? Al giorno d’oggi pullulano.
Sei tu che scrivi che saresti pronta a azioni violente se venissi tradita 😅

Se una persona separata tornasse con la sua famiglia, come ha detto @Nocciola , è bene farsi da parte. Ci sono delle priorità più importanti. Perciò io dico che ti renderesti ridicola.
 
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