Mancanza di fiducia, sensi di colpa e forse tradimento?

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ipazia, hai parlato in modo mooolto generico. Capisco l'impossibilità in ogni caso di dare consigli diretti, non conoscendo ciò che riguarda la mia storia. Ci sono troppe varianti da considerare, troppi elementi, non posso pretendere di trovare qui, quindi, la soluzione. Parlerò con lei, ma se io riconoscerò di non poter continuare, glielo dirò e andrò avanti con la mia vita.

Brunetta, l'ultimo punto mi fa riflettere su un particolare di qualche settimana fa: la prima ed unica reazione di gelosia da parte sua è avvenuta perchè una ragazza su feisbuc ha messo un paio di mi piace alle mie foto. In quel momento ho sentito scivolar via la tensione e mi sono anche sentito bene con me stesso. Probabilmente perchè odio l'idea che lei possa essere la mia unica possibilità di stare con qualcuno. Quella reazione mi ha fatto stare solo bene, so solo questo.

Grazie mille a tutti per il tempo perso

edit: il nick è stato scelto ricercando la massima anonimità!
Sei tu il miglior consigliere di te stesso :)

Forse a riguardo un consiglio più preciso te lo posso dare, impara a riconoscere la tua voce. ;):)


...occhio a non far la fine di Polifemo :D


Noi siamo qui, se avrai voglia di raccontare e confrontarti
 

ilnessuno

Utente
Sei tu il miglior consigliere di te stesso :)

Forse a riguardo un consiglio più preciso te lo posso dare, impara a riconoscere la tua voce. ;):)


...occhio a non far la fine di Polifemo :D


Noi siamo qui, se avrai voglia di raccontare e confrontarti
Ieri siamo usciti, ma non abbiamo parlato granchè. Non trovo il coraggio di dirle come stanno le cose, ovvero che non mi sento pronto, che sono in una fase in cui capisco di dovermi guardare attorno e di fare altre esperienze. Cioè io reagirei malissimo se mi dicessero una cosa simile, stenterei a capire anche il perchè di tali affermazioni. La verità è che io sto dalla mia parte e capisco quanto siano importanti per me queste cose e quanto mi pesano; capisco quanto sia dura l'affrontare il dovermi legare ad una persona sapendo che sarà l'ultima, la prima vera relazione e anche l'ultima. E' una cosa per me terribile da sopportare...
Insomma non so come porgliela, come farle capire ciò che sto attraversando... Mi sento come un animale chiuso in gabbia, senza le palle per poter dire come stanno realmente le cose.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ieri siamo usciti, ma non abbiamo parlato granchè. Non trovo il coraggio di dirle come stanno le cose, ovvero che non mi sento pronto, che sono in una fase in cui capisco di dovermi guardare attorno e di fare altre esperienze. Cioè io reagirei malissimo se mi dicessero una cosa simile, stenterei a capire anche il perchè di tali affermazioni. La verità è che io sto dalla mia parte e capisco quanto siano importanti per me queste cose e quanto mi pesano; capisco quanto sia dura l'affrontare il dovermi legare ad una persona sapendo che sarà l'ultima, la prima vera relazione e anche l'ultima. E' una cosa per me terribile da sopportare...
Insomma non so come porgliela, come farle capire ciò che sto attraversando... Mi sento come un animale chiuso in gabbia, senza le palle per poter dire come stanno realmente le cose.
Calmati un momento. Fermati ad ascoltare. Te.

L'altro ieri ce l'avevi con lei. Ieri hai scoperchiato il tuo personale vaso di pandora.

E già ieri sera pretendevi di mettere un punto. Qualunque esso possa essere.

Ma leggendoti...rileggiti.

Non sai se sarà l'ultima.

L'unica certezza che abbiamo, tutti, è che un giorno moriremo.
tutto il resto lo si scopre solo vivendo passo a passo.

E il bello del vivere è godere il panorama. Non anticiparlo.
Se anticipi il panorama, cosa viaggi a fare?

Certo è che guardare a questa relazione, ma anche qualunque altra, già chiudendotici dentro non è un presupposto che ti permette di valutare come stai tu in questa relazione.
Da quella prospettiva, mi sembra anche abbastanza ovvio che tu non possa che sentirti in gabbia.

Sono le tue idee su di te, le tue aspettative sul tuo futuro che stai discutendo.
Puoi anche prenderti qualche momento per ascoltare senza metterti pressione per arrivare necessariamente ad una soluzione, non pensi?


Da me si dice "la gata frisusa, la ga fat i micì orb" (la gatta frettolosa ha partorito i micini ciechi).

Fermati e osserva dentro di te. Ascolta. In silenzio.
Lascia fuori il dover fare e il dover essere.
E impara a riconoscere la tua voce.

Perchè di quello potrai parlarle. E più ti è chiaro cosa ti si muove dentro. Meglio lo potrai comunicare a lei.

Questo non toglierà che in un qualche modo le farai male. Fa parte del gioco.
Le relazioni portano con sè gioia, ma portano anche dolore.
Se così non fosse, sarebbero illusioni da campi fioriti in cui rincorrere unicorni rosa o incubi oscuri e senza fine.

Sarebbero però motivazioni un po' del cazzo, non pensi, una cosa come "sai tesoro, ti ho chiesto di sposarmi, ma improvvisamente mi sono reso conto che voglio conoscere le donne".

E non perchè è una motivazione del cazzo in sè, ma perchè è solo la superficie di quello che sta cambiando in te.

Forse, a mio parere, potrebbe essere un po' più onesto raccontarle dei tuoi sentimenti per te e per lei.
Dei tuoi desideri e dei tuoi bisogni.
Di come sono cambiati. E di che direzione stanno prendendo.

E' ovviamente un mio parere.
E un mio modo di vedere il lasciare libero l'altro quando per me è arrivato il momento di andare.

Ho sempre pensato che fossero poco interessanti per l'altro i miei progetti sul mio futuro. E che riguardassero solo me.

Ma che invece fosse interessato a sapere cosa mi aveva portata al bivio per cui io andavo in una direzione che non era più la sua.

A volte non si riesce neanche a spiegare. A volte l'altro non vuole ascoltare.
A volte l'altro nega quello che gli si sta dicendo.

A volte comprende. A volte ringrazia per avere detto quel che non riusciva a dire.

Ma conta molto poco, se quello che tu stai dicendo è qualcosa che ha strettamente a che vedere con l'interruzione del filo della narrazione di un noi. Perchè in quel filo ci sei pure tu. E la narrazione è anche tua. Ed è fedele a te.

(fare bene il male).

Il secondo grassetto...e cosa vorrebbe dire, secondo te, avere le palle?

Perchè ti giudichi (con o senza palle) ?
 
Ultima modifica:

ilnessuno

Utente
Mi giudico male (sì, parliamo un pò di me) perchè agisco nella paura di rimanere da solo. Ho paura di non poter trovare di nuovo una persona con cui star bene anche e soprattutto con me stesso, una persona che sentimentalmente mi completi, una con cui condividere il mio mondo. Di certo, non è che con la tipa con cui sto adesso io condivida veramente il mio mondo, diciamo però che ci sono altri tipi di intese.
Ho paura della solitudine, di rimanere da solo, di sentirmi solo come in passato. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio e ultimamente faccio passi da gigante (diciamo che i passi ho cominciato a muoverli, dopo anni di inattività da questo punto di vista, dall'estate scorsa, dal momento del primo litigio con la tipa) nel considerare la vita e le sue sfumature di grigio. Faccio sempre un'enorme fatica nel mantenere i rapporti con gli altri, come se non ci fosse vera comunicazione. Insomma, mi sento solo da una vita e pensare di compiere un passo del genere mi tormenta non poco. Mi sono detto egoisticamente "bene, se dovessi trovare di meglio...", ma mi sento una merda solo al pensiero di sfruttare la compagnia della mia ragazza. Non è giusto, è meschino e soprattutto non è da me. Ecco la trappola di cui parlavo ed il motivo per cui sono in un periodo di stasi totale.

Io di fronte a lei mi sento piccolo. Quando l'ho conosciuta aveva avuto le sue normali esperienze, anche se un pò si era lasciata andare, diciamolo; io d'altra parte era quello che aveva fino a quel momento inseguito utopie e sogni irrealizzabili. Mi sento sì, di aver perso un pezzo della mia vita, di essere all'età di 27 anni in ritardo per questo genere di cose (se non in ritardo, ai limiti). Mi serve un pò di tempo, ancora un pò mi dico, ma la storia rimane sempre quella: sono in una sorta di vicolo cieco.
 

patroclo

Utente di lunga data
...sei sentimentalmente estremamente immaturo, adesso che lo sai fatti la tua strada. Lo siamo stati tutti, c'è chi si è svegliato prima e chi dopo ( ...e m'includo nella categoria)
E' un po' inutile dare consigli, se non fai esperienze sulla tua pelle rimarrai nel dubbio. Se ti immobilizzi per paura di perderla e della solitudine prima o poi i problemi risalteranno fuori identici.
 

Bruja

Utente di lunga data
ilnessuno

Stavo partendo per la tangente e mandando un post articolato ed argomentato, poi ho capito che alla fine il vero problema era riducibile a pochi concetti.
La paura di non avere chances ti paralizza, alla tua età vuoi fare il bilancio della tua vita sentimentale che non pare poi così variegata, in ultimo continui ad arrovellarti su quello che farà lei a seguito dei tuoi comportamenti. Insomma io sono per il rispetto assoluto degli altri ma anche ed in primis di sé stessi. La domanda da farsi, la sola, é sei perfettamente soddisfatto del tuo stato attuale? Hai voglia di confrontarti con altre realtà e vedere "oltre la siepe"...? tutto il resto é una masturbazione mentale che mantieni per non affrontare magari qualche senso di colpa che sarebbe però il frutto di una scelta realista e matura.
Non suggerisco abitualmente l'abbandono ma ritengo inutile vivere uno stato rinunciatario che diventerebbe poi un rimpianto...
 

spleen

utente ?
Mi giudico male (sì, parliamo un pò di me) perchè agisco nella paura di rimanere da solo. Ho paura di non poter trovare di nuovo una persona con cui star bene anche e soprattutto con me stesso, una persona che sentimentalmente mi completi, una con cui condividere il mio mondo. Di certo, non è che con la tipa con cui sto adesso io condivida veramente il mio mondo, diciamo però che ci sono altri tipi di intese.
Ho paura della solitudine, di rimanere da solo, di sentirmi solo come in passato. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio e ultimamente faccio passi da gigante (diciamo che i passi ho cominciato a muoverli, dopo anni di inattività da questo punto di vista, dall'estate scorsa, dal momento del primo litigio con la tipa) nel considerare la vita e le sue sfumature di grigio. Faccio sempre un'enorme fatica nel mantenere i rapporti con gli altri, come se non ci fosse vera comunicazione. Insomma, mi sento solo da una vita e pensare di compiere un passo del genere mi tormenta non poco. Mi sono detto egoisticamente "bene, se dovessi trovare di meglio...", ma mi sento una merda solo al pensiero di sfruttare la compagnia della mia ragazza. Non è giusto, è meschino e soprattutto non è da me. Ecco la trappola di cui parlavo ed il motivo per cui sono in un periodo di stasi totale.

Io di fronte a lei mi sento piccolo. Quando l'ho conosciuta aveva avuto le sue normali esperienze, anche se un pò si era lasciata andare, diciamolo; io d'altra parte era quello che aveva fino a quel momento inseguito utopie e sogni irrealizzabili. Mi sento sì, di aver perso un pezzo della mia vita, di essere all'età di 27 anni in ritardo per questo genere di cose (se non in ritardo, ai limiti). Mi serve un pò di tempo, ancora un pò mi dico, ma la storia rimane sempre quella: sono in una sorta di vicolo cieco.
Penso che la tua solitudine dipenda essenzialmente da difficoltà comunicative. Di certo non è -unica- responsabilità della persona che ti sta accanto, cosa ti fa pensare che esista un'altra "metà della mela" che possa sopperire a questi problemi se tu per primo non impari a tirare fuori quello che hai dentro? Secondariamente dubito che avere mille o duemila esperienze sia una cosa che ti cambi, è il sistema che forse non va. Nonostante scrivere qui sia un buon esercizio per provare a fare ordine in te stesso hai mai pensato di farti aiutare da qualcuno specializzato in questo tipo di cose? Potrebbe fornirti in poco tempo delle chiavi di lettura importanti. Da lei vuoi essenzialmente essere visto e riconosciuto, accettato, scelto, anche attraverso un travaglio che forse sta vivendo, non sottovalutare la disperazione anche se non la vedi.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mi giudico male (sì, parliamo un pò di me) perchè agisco nella paura di rimanere da solo. Ho paura di non poter trovare di nuovo una persona con cui star bene anche e soprattutto con me stesso, una persona che sentimentalmente mi completi, una con cui condividere il mio mondo. Di certo, non è che con la tipa con cui sto adesso io condivida veramente il mio mondo, diciamo però che ci sono altri tipi di intese.
Ho paura della solitudine, di rimanere da solo, di sentirmi solo come in passato. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio e ultimamente faccio passi da gigante (diciamo che i passi ho cominciato a muoverli, dopo anni di inattività da questo punto di vista, dall'estate scorsa, dal momento del primo litigio con la tipa) nel considerare la vita e le sue sfumature di grigio. Faccio sempre un'enorme fatica nel mantenere i rapporti con gli altri, come se non ci fosse vera comunicazione. Insomma, mi sento solo da una vita e pensare di compiere un passo del genere mi tormenta non poco. Mi sono detto egoisticamente "bene, se dovessi trovare di meglio...", ma mi sento una merda solo al pensiero di sfruttare la compagnia della mia ragazza. Non è giusto, è meschino e soprattutto non è da me. Ecco la trappola di cui parlavo ed il motivo per cui sono in un periodo di stasi totale.

Io di fronte a lei mi sento piccolo. Quando l'ho conosciuta aveva avuto le sue normali esperienze, anche se un pò si era lasciata andare, diciamolo; io d'altra parte era quello che aveva fino a quel momento inseguito utopie e sogni irrealizzabili. Mi sento sì, di aver perso un pezzo della mia vita, di essere all'età di 27 anni in ritardo per questo genere di cose (se non in ritardo, ai limiti). Mi serve un pò di tempo, ancora un pò mi dico, ma la storia rimane sempre quella: sono in una sorta di vicolo cieco.
Parto dal fondo...in ritardo.

In ritardo rispetto a cosa? E rispetto a chi?

Mi hai fatto venire in mente il bianconiglio, hai presente?



Il tempo è una questione annosa. Noi ci siamo arrogati il misurarlo, e attraverso la sua misurazione, quantitativa e qualitativa (il rispetto di tappe di vita, presente?) ci siamo pure convinti di poterlo governare.

E' una illusione. Il tempo se ne fotte bellamente delle nostre misurazioni, delle nostre tappe immaginarie.
Lui va.

Se tenti di governare il tempo, di rispettare una sequenza di tappe oppure un'altra, una vale l'altra a questo livello, finisci semplicemente nell'urgenza. E l'urgenza è vomito emozionale.

Non che sia necessariamente negativa. Ma se c'è vomito emozionale, è un segnale del fatto che serve fermarsi.
Un po' come il corpo che ad un certo punto si rompe il cazzo dei nostri ritmi e ti pianta una influenza di quelle potenti proprio quando stavi pensando, come un soldato ben addestrato, che fosse venuto il tempo di andare in vacanza. E vedere questo, quello e pure quell'altro.
E ti ritrovi a casa, sul divano, sotto la coperta e con il fazzoletto a portata di mano. :)

Di solito è una cosa buona. Si lascia il tempo al corpo di ripulirsi e ricaricarsi.

Meglio ancora sarebbe non mettere il corpo in condizione di imporsi a quel modo e imparare a riconoscere quei segnali che anticipano quello che a me piace chiamare il "freno di emergenza". Quello che se lo tiri si finisce tutti col culo in terra, fondamentalmente :D

Come fai a comunicare il tuo mondo, se il tuo mondo non lo conosci?
come fai a riconoscere chi ti può riconoscere, se tu per primo non ti ri-conosci?

E più che altro se non ti accetti, abbracciando luci e ombre di te.
Perchè anche quelle compongono il tuo mondo.

E se neghi qualcosa di te, se provi anche soltanto ad allinearlo ad un dover essere che non è tuo, come stai sperimentando ti ritrovi con qualcosa che bussa e non smette di farlo.
E te sei lì, sulla tua poltrona preferita che diventa pure scomoda, perchè senti bussare,vorresti aprire...ma fa paura aprire.
E sembra che la poltrona diventi sempre meno confortevole. Anche se non ci si vuole alzare.

E ci si sente bloccati...in una sorta di limbo di assenza di capacità decisionale.
Poltrona preferita che sembra cambi sotto il tuo culo o incognita dietro alla porta?

Solo che la scelta non è fra la poltrona e il dietro la porta.

La scelta, che non è una scelta a mio parere, riguarda chi sei tu.
Seduto su quella poltrona dietro a quella porta dietro cui c'è l'incognita.

E la fretta, non è una buona consigliera. Ci sono nodi che serve sciogliere con calma e pazienza.
O si strappa tutto.

Che potrebbe essere una soluzione. Capelli ingarbugliati, via, taglio militare.
Ma poi i capelli ricrescono, e se non si è imparato ad averne cura, si rifanno pure i nodi.

(e te lo dice una coi capelli ricci e lunghi...un delirio!!;):D)

Per dire agli altri, serve prima aver detto a sè.

E per dire a sè, la solitudine serve che diventi una buona compagna.
Uno spazio in cui si trova la propria Casa. Perchè nella solitudine ci sei tu con te.

Aver paura della solitudine è aver paura di se stessi.
E di solito, la via per la paura riguarda il non aver paura di aver paura, tanto per cominciare.

E quindi avere a che fare con le proprie fragilità e non averne vergogna. E timore.

E poi si affronta la paura. Che il brutto vizio della paura, quando si prova a distogliere lo sguardo, è che si ingigantisce. E' una creativa, la paura. Sa andare a pescare in tutti quegli anfratti bui e che teniamo nascosti anche ai nostri stessi occhi per farli diventare le porte dell'ade.

Cosi finisce che un ragnetto diventi la rappresentazione dell'orrifico più temibile che possa esistere. :)

Non so bene cosa ti abbia portato ad isolarti. Tu non hai paura della solitudine...secondo me. Hai paura dell'isolamento. E sono due cose ben diverse.

L'isolamento è quella cosa che anche se stai in mezzo a tanta gente senti solo freddo. E ti spalma addosso la sensazione di non avere via di scampo. Che non potrai che essere in quella condizione lì, per sempre.

Ma come diceva il bianconiglio ad alice...a volte un secondo è per sempre.

Ti ho scritto un sacco di roba. Non ho un consiglio per quanto riguarda la tua relazione.

Ma per quanto riguarda te, io credo che tu debba proprio iniziare ad uscire dal guscio in cui ti messo. E' quello il vicolo cieco che senti.
Ma non è un vicolo cieco. :)

Il punto centrale di tutta questa situazione, è che se non stai bene con te, come puoi pensare di stare bene con qualcun altro?

Non è questione di persona perfetta o giusta. Non esiste.
Esistono però quelle sbagliate.

E di solito sono quelle che diventano i contenitori di immagini "distorte" di noi stessi.
Raddrizza il tuo specchio prima di tutto.

E tieni presente che i buoni alleati sono quelli che non cadono nel tuo specchio. Ci entrano. Ma non ci cadono dentro.

SE ti può consolare, non sei il primo, non sei l'unico e non sarai certo l'ultimo che si trova in una situazione così.

Dalla mia prospettiva sei pure in anticipo. Io avevo all'incirca una decina d'anni più dite quando ho iniziato a mettere seriamente in discussione le cose di cui stiamo parlando.

Quindi, pensa un po', dalla mia prospettiva sei pure in anticipo :D

Affidati al tempo e imparati.

E parla di te. Sì.
Esporsi è una buona via.
Osa e chiedi. Per te.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mi giudico male (sì, parliamo un pò di me) perchè agisco nella paura di rimanere da solo. Ho paura di non poter trovare di nuovo una persona con cui star bene anche e soprattutto con me stesso, una persona che sentimentalmente mi completi, una con cui condividere il mio mondo. Di certo, non è che con la tipa con cui sto adesso io condivida veramente il mio mondo, diciamo però che ci sono altri tipi di intese.
Ho paura della solitudine, di rimanere da solo, di sentirmi solo come in passato. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio e ultimamente faccio passi da gigante (diciamo che i passi ho cominciato a muoverli, dopo anni di inattività da questo punto di vista, dall'estate scorsa, dal momento del primo litigio con la tipa) nel considerare la vita e le sue sfumature di grigio. Faccio sempre un'enorme fatica nel mantenere i rapporti con gli altri, come se non ci fosse vera comunicazione. Insomma, mi sento solo da una vita e pensare di compiere un passo del genere mi tormenta non poco. Mi sono detto egoisticamente "bene, se dovessi trovare di meglio...", ma mi sento una merda solo al pensiero di sfruttare la compagnia della mia ragazza. Non è giusto, è meschino e soprattutto non è da me. Ecco la trappola di cui parlavo ed il motivo per cui sono in un periodo di stasi totale.

Io di fronte a lei mi sento piccolo. Quando l'ho conosciuta aveva avuto le sue normali esperienze, anche se un pò si era lasciata andare, diciamolo; io d'altra parte era quello che aveva fino a quel momento inseguito utopie e sogni irrealizzabili. Mi sento sì, di aver perso un pezzo della mia vita, di essere all'età di 27 anni in ritardo per questo genere di cose (se non in ritardo, ai limiti). Mi serve un pò di tempo, ancora un pò mi dico, ma la storia rimane sempre quella: sono in una sorta di vicolo cieco.
Aggiungo. Certo che è da te.

Una delle funzioni delle relazioni è "usarsi". Servirsi.

In accezione neutra.

Ad ognuno di noi sta la decisione di rendere gratia per quell'uso che è concesso. La reciprocità.
E la cura. Per le concessioni. Reciproche.

Non prenderlo come un attacco. Non lo è.
Il fatto che tu ti accanissi con i suoi trascorsi, quando sotto era con i tuoi desideri che stavi discutendo, è essere meschini.

Siamo meschini. Cattivi. Crudeli.
Apparteniamo alla specie più crudele presente sul pianeta.
Siamo incoerenti. Spesso nei casini.
Spesso i nostri casini ricadono su qualcun altro.
E siamo al contempo capaci di cose che lasciano a bocca aperta per la meraviglia e la commozione.

Siamo umani.

E' una constatazione la mia.

Poi, tutto questo si può decidere se prenderlo come spunto per migliorarsi, per imparare le parti "scure" e imparare a governarle oppure subirle cercando di essere "buoni" in modo assoluto. Perfetti.
(e facendo lo stesso le stesse cose, ma ricoperte dal velo del bene. Si sono compiuti i peggiori disastri, umanamente parlando, in nome del bene assoluto).

La scelta è tua. Non evitarti.
Sei tante cose.
E tutte insieme ti compongono.

Se non guardi il quadro di insieme di chi sei...come puoi aprirti?
Avrai sempre qualche ombra da tenere nascosta.

Ma se cerchi "autenticità"...non funziona.
Le ombre sono lì, insieme alla luce. E una non esiste senza l'altra.

Spero di essermi spiegata.

Comunque mi hai fatto venire in mente questa.

[video=youtube;Hj5bsMlBFwI]https://www.youtube.com/watch?v=Hj5bsMlBFwI[/video]
 
Ultima modifica:

Diletta

Utente di lunga data
Ammetto che in parte avete ragione. Semplicemente non mi sento abbastanza maturo da quel punto di vista per poter iniziare qualcosa d'improntato al futuro a lungo termine. Mi piacerebbe poter fare le mie esperienze prima, per poter comprendere meglio il mondo femminile. E' un pensiero che ho sempre rifiutato, denigrato, nervosamente deriso.è un Di certo non posso avere sia lei che le altre esperienze, punto improponibile. Dovrei trovare il coraggio di dirle tutto, ma non ci riesco. Mi rifiuto di essere anche etichettato come un geloso retroattivo, perchè sembra la diagnosi di uno che nella vita è destinato a rimanere da solo (no, secondo me lo è e basta, senza il "secondo me"). Il semplice fatto che lei abbia avuto storie senza relazione sentimentale alcuna, mi ha fatto incazzare, proprio perchè fino a quel momento non era la mia visione nè l'esempio che volevo per me. Avete ragione anche nel dire che lei è una persona ed io un'altra. Qui non c'entra lei, c'entro io principalmente. Lei ha la colpa d'avermi mentito egoisticamente e ripeto, non solo su quell'aspetto, ma anche su altri e di evitare di comunicare quando le cose si fanno incandescenti. Grazie per avermi aperto gli occhi.

Io a lei tengo parecchio, tantissimo, ma come faccio a stare con lei se dentro ho questa forte voce che mi grida di scappare via? Sono uno stronzo, uno stronzo al momento guidato dalla sua parte inconscia.
Perché invece non gliene parli?
Il fulcro è solo questo: le mancate esperienze tue 'aggravate' dallo sbilanciamento dovuto al fatto che lei invece le ha avute.
Credo che, sotto sotto, lei l'abbia capito molto bene dove sta l'inghippo, da qui il suo spingerti a divertirti e la sua mancata gelosia.
Può essere che lei si senta a disagio per lo squilibrio che si è creato ora nella vostra coppia?
E' ovvio che lei non si sia esposta sul suo passato per non farti sentire inadeguato, pensaci bene...

E se lei, per assurdo ma neanche tanto, ti permettesse di farti le tue esperienze restando dentro la coppia, ovviamente cercando insieme una modalità, ti sentiresti sollevato?
 

arula

Utente di lunga data
Mi giudico male (sì, parliamo un pò di me) perchè agisco nella paura di rimanere da solo. Ho paura di non poter trovare di nuovo una persona con cui star bene anche e soprattutto con me stesso, una persona che sentimentalmente mi completi, una con cui condividere il mio mondo. Di certo, non è che con la tipa con cui sto adesso io condivida veramente il mio mondo, diciamo però che ci sono altri tipi di intese.
Ho paura della solitudine, di rimanere da solo, di sentirmi solo come in passato. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio e ultimamente faccio passi da gigante (diciamo che i passi ho cominciato a muoverli, dopo anni di inattività da questo punto di vista, dall'estate scorsa, dal momento del primo litigio con la tipa) nel considerare la vita e le sue sfumature di grigio. Faccio sempre un'enorme fatica nel mantenere i rapporti con gli altri, come se non ci fosse vera comunicazione. Insomma, mi sento solo da una vita e pensare di compiere un passo del genere mi tormenta non poco. Mi sono detto egoisticamente "bene, se dovessi trovare di meglio...", ma mi sento una merda solo al pensiero di sfruttare la compagnia della mia ragazza. Non è giusto, è meschino e soprattutto non è da me. Ecco la trappola di cui parlavo ed il motivo per cui sono in un periodo di stasi totale.

Io di fronte a lei mi sento piccolo. Quando l'ho conosciuta aveva avuto le sue normali esperienze, anche se un pò si era lasciata andare, diciamolo; io d'altra parte era quello che aveva fino a quel momento inseguito utopie e sogni irrealizzabili. Mi sento sì, di aver perso un pezzo della mia vita, di essere all'età di 27 anni in ritardo per questo genere di cose (se non in ritardo, ai limiti). Mi serve un pò di tempo, ancora un pò mi dico, ma la storia rimane sempre quella: sono in una sorta di vicolo cieco.
a me non sembra, stai cominciando a capire cosa c'è che non va, il perchè sei così arrabiato e cosa ti manca per essere felice... c'è gente che ci arriva molto più tardi, mi rendo conto che tu vivendolo pensi al tuo problema contingente, ma guarda che sei realmente giovane, non sentirti vecchio anzi tempo....
potrebbe anche essere utile un periodo di distacco da lei, per capire quanto vuoi investire in questa relazione e quanto realmente ti interessi lei o piuttosto la sua compagnia.... certo qualche rischio di non trovarla più lo hai, ma non è neanche bello star male e non capire se ci stai insieme per paura o per amore...
in bocca al lupo
 

ilnessuno

Utente
Allora, partiamo dal presupposto che il mio sia uno schema: io ho avuto le mie occasioni, che ho sprecato, per colpa mia o semplicemente perchè il sentimento o il desiderio non era corrisposto. Questo schema prevede(va) il fare sesso con persone con un legame particolare già creato. Questo scheda non teneva conto di certe complicazioni: per me due persone che stavano insieme e si volevano l'un l'altra potevano stare insieme senza che niente e nessuno potesse infierire; ora invece tiene conto del fatto che l'essere umani molto spesso fotte, non mi sarei mai aspettato di arrivare alla conclusione di voler fare più esperienze prima di poter stare con una persona a lungo termine. Cioè prima d'ora ho ritenuto la visione delle esperienze una cosa prettamente fisica e sciolta dalla sua vera bellezza, cioè rifiutavo l'idea del sesso e abbracciavo più quella del fare l'amore.

Ora, il suo schema: ha inseguito gli istinti, pensando di buttarsi tra le braccia di un ragazzo, prima ancora di capire se fosse una persona con cui le sarebbe piaciuto passare del tempo, ha abbracciato la fisicità (sì, ho abbastanza elementi per deliberare una simile sentenza) e messo da parte i sentimenti. Non ha escluso d'altra parte la possibilità di creare un qualcosa di più con le persone con cui stava, nel caso in cui avesse provato qualcosa.

Insomma, io volevo sentire prima di starci, lei voleva starci prima di sentire. Il suo schema è contrario al mio, ma non posso giudicarla con un metro universale, perchè alla fine, non poteva che far del male a sè stessa (eh sì, tutti ad esempio, dove lavorava, conoscevano questo suo lato). Io credo che lei mi nasconda altro, perchè per quanto possa essere innamorata, avverto fortemente quel qualcosa che mi nasconde, che io credo sia anche peggiore di ciò che ho scoperto da solo.
Immaginate come mi sento di fronte una realtà simile: dire piccolo è dire poco; tradito poi da ciò che mi aveva fatto credere dal principio e dal suo nascondersi, inutilmente. Non so e non saprò mai cos'altro si cela nel suo passato, ma ne so abbastanza da capire che potenzialmente può esserci dell'altro. Credo d'aver sbagliato proprio la concezione dell'amore e delle relazioni per tutto questo tempo. Devo, come al solito, rompere il puzzle per ricombinarlo in maniera corretta. L'ho fatto parecchie altre volte, con altri aspetti della mia vita, per cui ci sono abituato e sono consapevole di quanto sia un processo lungo e difficile, però per cui ne vale la pena.

Diletta: gliene parlerò sicuramente se arriverò alla conclusione di questa storia. Non voglio che lei pensi di valere meno di me, che quella decisione equivalga a dirle "sei una poco di buono". Ripeto, non posso giudicarla. Qui come dire voi c'entrano i miei desideri inconsci su cui non ho molto potere.
 

spleen

utente ?
Allora, partiamo dal presupposto che il mio sia uno schema: io ho avuto le mie occasioni, che ho sprecato, per colpa mia o semplicemente perchè il sentimento o il desiderio non era corrisposto. Questo schema prevede(va) il fare sesso con persone con un legame particolare già creato. Questo scheda non teneva conto di certe complicazioni: per me due persone che stavano insieme e si volevano l'un l'altra potevano stare insieme senza che niente e nessuno potesse infierire; ora invece tiene conto del fatto che l'essere umani molto spesso fotte, non mi sarei mai aspettato di arrivare alla conclusione di voler fare più esperienze prima di poter stare con una persona a lungo termine. Cioè prima d'ora ho ritenuto la visione delle esperienze una cosa prettamente fisica e sciolta dalla sua vera bellezza, cioè rifiutavo l'idea del sesso e abbracciavo più quella del fare l'amore.

Ora, il suo schema: ha inseguito gli istinti, pensando di buttarsi tra le braccia di un ragazzo, prima ancora di capire se fosse una persona con cui le sarebbe piaciuto passare del tempo, ha abbracciato la fisicità (sì, ho abbastanza elementi per deliberare una simile sentenza) e messo da parte i sentimenti. Non ha escluso d'altra parte la possibilità di creare un qualcosa di più con le persone con cui stava, nel caso in cui avesse provato qualcosa.

Insomma, io volevo sentire prima di starci, lei voleva starci prima di sentire. Il suo schema è contrario al mio, ma non posso giudicarla con un metro universale, perchè alla fine, non poteva che far del male a sè stessa (eh sì, tutti ad esempio, dove lavorava, conoscevano questo suo lato). Io credo che lei mi nasconda altro, perchè per quanto possa essere innamorata, avverto fortemente quel qualcosa che mi nasconde, che io credo sia anche peggiore di ciò che ho scoperto da solo.
Immaginate come mi sento di fronte una realtà simile: dire piccolo è dire poco; tradito poi da ciò che mi aveva fatto credere dal principio e dal suo nascondersi, inutilmente. Non so e non saprò mai cos'altro si cela nel suo passato, ma ne so abbastanza da capire che potenzialmente può esserci dell'altro. Credo d'aver sbagliato proprio la concezione dell'amore e delle relazioni per tutto questo tempo. Devo, come al solito, rompere il puzzle per ricombinarlo in maniera corretta. L'ho fatto parecchie altre volte, con altri aspetti della mia vita, per cui ci sono abituato e sono consapevole di quanto sia un processo lungo e difficile, però per cui ne vale la pena.

Diletta: gliene parlerò sicuramente se arriverò alla conclusione di questa storia. Non voglio che lei pensi di valere meno di me, che quella decisione equivalga a dirle "sei una poco di buono". Ripeto, non posso giudicarla. Qui come dire voi c'entrano i miei desideri inconsci su cui non ho molto potere.
Perchè adesso non concedi dignità a quesa tua visione? Cosa c'era di sbagliato? Troppo idealismo?
 

arula

Utente di lunga data
Allora, partiamo dal presupposto che il mio sia uno schema: io ho avuto le mie occasioni, che ho sprecato, per colpa mia o semplicemente perchè il sentimento o il desiderio non era corrisposto. Questo schema prevede(va) il fare sesso con persone con un legame particolare già creato. Questo scheda non teneva conto di certe complicazioni: per me due persone che stavano insieme e si volevano l'un l'altra potevano stare insieme senza che niente e nessuno potesse infierire; ora invece tiene conto del fatto che l'essere umani molto spesso fotte, non mi sarei mai aspettato di arrivare alla conclusione di voler fare più esperienze prima di poter stare con una persona a lungo termine. Cioè prima d'ora ho ritenuto la visione delle esperienze una cosa prettamente fisica e sciolta dalla sua vera bellezza, cioè rifiutavo l'idea del sesso e abbracciavo più quella del fare l'amore.

Ora, il suo schema: ha inseguito gli istinti, pensando di buttarsi tra le braccia di un ragazzo, prima ancora di capire se fosse una persona con cui le sarebbe piaciuto passare del tempo, ha abbracciato la fisicità (sì, ho abbastanza elementi per deliberare una simile sentenza) e messo da parte i sentimenti. Non ha escluso d'altra parte la possibilità di creare un qualcosa di più con le persone con cui stava, nel caso in cui avesse provato qualcosa.

Insomma, io volevo sentire prima di starci, lei voleva starci prima di sentire. Il suo schema è contrario al mio, ma non posso giudicarla con un metro universale, perchè alla fine, non poteva che far del male a sè stessa (eh sì, tutti ad esempio, dove lavorava, conoscevano questo suo lato). Io credo che lei mi nasconda altro, perchè per quanto possa essere innamorata, avverto fortemente quel qualcosa che mi nasconde, che io credo sia anche peggiore di ciò che ho scoperto da solo.
Immaginate come mi sento di fronte una realtà simile: dire piccolo è dire poco; tradito poi da ciò che mi aveva fatto credere dal principio e dal suo nascondersi, inutilmente. Non so e non saprò mai cos'altro si cela nel suo passato, ma ne so abbastanza da capire che potenzialmente può esserci dell'altro. Credo d'aver sbagliato proprio la concezione dell'amore e delle relazioni per tutto questo tempo. Devo, come al solito, rompere il puzzle per ricombinarlo in maniera corretta. L'ho fatto parecchie altre volte, con altri aspetti della mia vita, per cui ci sono abituato e sono consapevole di quanto sia un processo lungo e difficile, però per cui ne vale la pena.

Diletta: gliene parlerò sicuramente se arriverò alla conclusione di questa storia. Non voglio che lei pensi di valere meno di me, che quella decisione equivalga a dirle "sei una poco di buono". Ripeto, non posso giudicarla. Qui come dire voi c'entrano i miei desideri inconsci su cui non ho molto potere.
Una persona è la somma delle sue esperienze e dei suoi cambiamenti, nessuno resta immutabile....
ammesso questo, il fatto che te abbia una visione romantica del sesso, ne amplifica le sensazioni ma non nega a lei di farlo o nega a te altre cose?
il fatto che abbia fatto esperienze forse puramente fisiche, se le ha fatte (non puoi esserne poi così sicuro le persone fanno anche presto a dare nomee anche a persone che non la danno proprio se vogliamo dirla tutta, o magari aver fatto con più di uno e non trovare soddisfazione con nessuno potrebbe aver creato questa diceria... ci sono tante cose che fa chiacchierar la gente ma tu vai a presso alla gente o a presso a quel che senti e vedi te?), non comporta che venga tolto o dato qualcosa in più o in meno al tuo rapporto....
sebbene tu lo abbia cercato di spiegare sinceramente non ci vedo il nesso...
l'unica cosa che vedo nel tuo scritto a parte un po' di immaturità, ma ci sta tutta, è una certa sorta di 'invidia' per il fatto di non aver avuto esperienze in più...
personalmente nonostante i buoni intenti non ti vedo tanto pronto ad una relazione importante, ma non perchè te lo dico io ma perchè te lo dici tu da solo...
buone riflessioni...
 

Foglia

utente viva e vegeta
Allora, partiamo dal presupposto che il mio sia uno schema: io ho avuto le mie occasioni, che ho sprecato, per colpa mia o semplicemente perchè il sentimento o il desiderio non era corrisposto. Questo schema prevede(va) il fare sesso con persone con un legame particolare già creato. Questo scheda non teneva conto di certe complicazioni: per me due persone che stavano insieme e si volevano l'un l'altra potevano stare insieme senza che niente e nessuno potesse infierire; ora invece tiene conto del fatto che l'essere umani molto spesso fotte, non mi sarei mai aspettato di arrivare alla conclusione di voler fare più esperienze prima di poter stare con una persona a lungo termine. Cioè prima d'ora ho ritenuto la visione delle esperienze una cosa prettamente fisica e sciolta dalla sua vera bellezza, cioè rifiutavo l'idea del sesso e abbracciavo più quella del fare l'amore.

Ora, il suo schema: ha inseguito gli istinti, pensando di buttarsi tra le braccia di un ragazzo, prima ancora di capire se fosse una persona con cui le sarebbe piaciuto passare del tempo, ha abbracciato la fisicità (sì, ho abbastanza elementi per deliberare una simile sentenza) e messo da parte i sentimenti. Non ha escluso d'altra parte la possibilità di creare un qualcosa di più con le persone con cui stava, nel caso in cui avesse provato qualcosa.

Insomma, io volevo sentire prima di starci, lei voleva starci prima di sentire. Il suo schema è contrario al mio, ma non posso giudicarla con un metro universale, perchè alla fine, non poteva che far del male a sè stessa (eh sì, tutti ad esempio, dove lavorava, conoscevano questo suo lato). Io credo che lei mi nasconda altro, perchè per quanto possa essere innamorata, avverto fortemente quel qualcosa che mi nasconde, che io credo sia anche peggiore di ciò che ho scoperto da solo.
Immaginate come mi sento di fronte una realtà simile: dire piccolo è dire poco; tradito poi da ciò che mi aveva fatto credere dal principio e dal suo nascondersi, inutilmente. Non so e non saprò mai cos'altro si cela nel suo passato, ma ne so abbastanza da capire che potenzialmente può esserci dell'altro. Credo d'aver sbagliato proprio la concezione dell'amore e delle relazioni per tutto questo tempo. Devo, come al solito, rompere il puzzle per ricombinarlo in maniera corretta. L'ho fatto parecchie altre volte, con altri aspetti della mia vita, per cui ci sono abituato e sono consapevole di quanto sia un processo lungo e difficile, però per cui ne vale la pena.

Diletta: gliene parlerò sicuramente se arriverò alla conclusione di questa storia. Non voglio che lei pensi di valere meno di me, che quella decisione equivalga a dirle "sei una poco di buono". Ripeto, non posso giudicarla. Qui come dire voi c'entrano i miei desideri inconsci su cui non ho molto potere.

A me fa davvero tanta impressione il tuo pregiudizio (inteso proprio nel senso lato del termine, come qualcosa che sta alla base del giudizio) che poni a contenuto della tua sentenza. A parte che nessuno e' nella testa di nessuno.
 

stany

Utente di lunga data
Allora, partiamo dal presupposto che il mio sia uno schema: io ho avuto le mie occasioni, che ho sprecato, per colpa mia o semplicemente perchè il sentimento o il desiderio non era corrisposto. Questo schema prevede(va) il fare sesso con persone con un legame particolare già creato. Questo scheda non teneva conto di certe complicazioni: per me due persone che stavano insieme e si volevano l'un l'altra potevano stare insieme senza che niente e nessuno potesse infierire; ora invece tiene conto del fatto che l'essere umani molto spesso fotte, non mi sarei mai aspettato di arrivare alla conclusione di voler fare più esperienze prima di poter stare con una persona a lungo termine. Cioè prima d'ora ho ritenuto la visione delle esperienze una cosa prettamente fisica e sciolta dalla sua vera bellezza, cioè rifiutavo l'idea del sesso e abbracciavo più quella del fare l'amore.

Ora, il suo schema: ha inseguito gli istinti, pensando di buttarsi tra le braccia di un ragazzo, prima ancora di capire se fosse una persona con cui le sarebbe piaciuto passare del tempo, ha abbracciato la fisicità (sì, ho abbastanza elementi per deliberare una simile sentenza) e messo da parte i sentimenti. Non ha escluso d'altra parte la possibilità di creare un qualcosa di più con le persone con cui stava, nel caso in cui avesse provato qualcosa.

Insomma, io volevo sentire prima di starci, lei voleva starci prima di sentire. Il suo schema è contrario al mio, ma non posso giudicarla con un metro universale, perchè alla fine, non poteva che far del male a sè stessa (eh sì, tutti ad esempio, dove lavorava, conoscevano questo suo lato). Io credo che lei mi nasconda altro, perchè per quanto possa essere innamorata, avverto fortemente quel qualcosa che mi nasconde, che io credo sia anche peggiore di ciò che ho scoperto da solo.
Immaginate come mi sento di fronte una realtà simile: dire piccolo è dire poco; tradito poi da ciò che mi aveva fatto credere dal principio e dal suo nascondersi, inutilmente. Non so e non saprò mai cos'altro si cela nel suo passato, ma ne so abbastanza da capire che potenzialmente può esserci dell'altro. Credo d'aver sbagliato proprio la concezione dell'amore e delle relazioni per tutto questo tempo. Devo, come al solito, rompere il puzzle per ricombinarlo in maniera corretta. L'ho fatto parecchie altre volte, con altri aspetti della mia vita, per cui ci sono abituato e sono consapevole di quanto sia un processo lungo e difficile, però per cui ne vale la pena.

Diletta: gliene parlerò sicuramente se arriverò alla conclusione di questa storia. Non voglio che lei pensi di valere meno di me, che quella decisione equivalga a dirle "sei una poco di buono". Ripeto, non posso giudicarla. Qui come dire voi c'entrano i miei desideri inconsci su cui non ho molto potere.
Vabbè. Non è che se sposerai una madonna potrai garantirti dall'essere al riparo dalle corna.....
 

danny

Utente di lunga data
Quel grassetto vuol dire che per me era la prima volta, mentre lei aveva avuto parecchie storielle senza coinvolgimenti emotivi alle spalle. Mi diceva sempre, all'inizio, cose del tipo "Io non ero così prima di conoscerti", solo che, essendo accecato dall'amore che provavo, non ho dato molto peso a questo genere di affermazioni.

La mancanza di fiducia è venuta a mancare dopo i miei dubbi, quando pregandole di dirmi la verità su di lei, mi ha mentito per due volte. A parte questo, sono praticamente quasi sicuro ci sia altro, perchè continua a sentirsi in difetto ed in colpa, come se non mi potesse raccontare quell'ultima cosa che mi farebbe desistere dal volerla ancora accanto. Quindi sì, la mancanza di fiducia deriva da quell'immagine che mi ha dato di lei e che risultava essere errata.

Io penso che lei non ha fatto sul serio con me, almeno all'inizio ha fatto come con tutti gli altri, essendo stata lei a proporre di farlo già dalle primissime uscite. Poi ha capito che genere di persona ero e per lei tutto è cambiato. Ha visto di me una bontà che lei ha solo potuto sognare fino a quel momento. Questo mi fa rabbia, un'enorme rabbia. Mi sono sentito preso in giro dal fatto che mi ha lasciato credere per tutto quel tempo di essere una ragazza seria in grado di farsi rispettare, tra l'altro. Invece ho scoperto lati oscuri di lei che non mi sono piaciuti affatto.

Comunque io scopo benissimo, su quel piano non mi manca davvero nulla, me la cavo bene a letto. Sul piano dell'insicurezza, almeno su questo punto, io sono tranquillo.

Ora non so proprio che fare. Dimostra sì di volermi bene, ma ho capito che è in grado di raccontare tante bugie solo per evitare i conflitti. Ho scoperto che mi ha mentito anche sul suo lavoro (scusate la genericità), quindi non sono solo bugie sul suo passato, ma anche sul suo presente. Infatti non litighiamo mai e questa è una cosa brutta, perchè anche i litigi sono parte sana di una coppia, permettono di aprirsi e di trovare dei punti d'incontro!

Ripeto a mio avviso ha ancora delle cosette nascoste nel suo diario mentale, solo che non so come sgamarle.
Sei giovane e si capisce.
Ai racconti delle ragazze devi fare la tara.
Sono abbastanza convinto che abbia avuto tante piccole storie come accade in genere alla vostra età ma che con te abbia trovato una relazione più matura da vivere diversamente.
Magari non dura, ma goditi quel che c'è e soprattutto non avere paura del suo passato.
Piuttosto cerca di conoscere meglio quella che è adesso. Ne hai l'opportunita' se conquisti la sua fiducia.
 

danny

Utente di lunga data
Mi chiedo anch'io il perchè continuo a stare con lei, sapendo che la cosa mi fa soffrire. Io scrivo qua perchè in realtà c'è un'altra ragazza con cui mi sento, una con cui non farei mai sul serio ma che mi prega di vederci (le intenzioni sul sesso sono chiare). Solo che so che andare con un'altra mentre sto con lei, non sarebbe come pareggiare i conti, se lo facessi, sarebbe per rabbia nei suoi confronti e questo sicuramente mi allontanerà ancora di più da lei. Avevamo pure preso casa ma adesso siamo tornati a stare rispettivamente nelle case dei genitori. Lei soffre di questa cosa, ma io non ho più alcuna voglia di fare sul serio con lei, anche se la amo non riesco più a fidarmi. Io so solo che ho una voglia matta di reinventarmi in questo periodo, dopo essere stato male a causa sua.
Come si fa a capire se una persona nasconde qualcosa? Come posso scoprirlo?
Uffa...
Anche tu nascondi qualcosa!
Ma che è questa cosa di pareggiare i conti??
 
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