stany
Utente di lunga data
Non avevo dubbi!mi piacciono le tigri....
...anche a 40 ho voglia di aprire la gabbia delle tigri...![]()
Non avevo dubbi!mi piacciono le tigri....
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Sei tu il miglior consigliere di te stessoIpazia, hai parlato in modo mooolto generico. Capisco l'impossibilità in ogni caso di dare consigli diretti, non conoscendo ciò che riguarda la mia storia. Ci sono troppe varianti da considerare, troppi elementi, non posso pretendere di trovare qui, quindi, la soluzione. Parlerò con lei, ma se io riconoscerò di non poter continuare, glielo dirò e andrò avanti con la mia vita.
Brunetta, l'ultimo punto mi fa riflettere su un particolare di qualche settimana fa: la prima ed unica reazione di gelosia da parte sua è avvenuta perchè una ragazza su feisbuc ha messo un paio di mi piace alle mie foto. In quel momento ho sentito scivolar via la tensione e mi sono anche sentito bene con me stesso. Probabilmente perchè odio l'idea che lei possa essere la mia unica possibilità di stare con qualcuno. Quella reazione mi ha fatto stare solo bene, so solo questo.
Grazie mille a tutti per il tempo perso
edit: il nick è stato scelto ricercando la massima anonimità!
Ieri siamo usciti, ma non abbiamo parlato granchè. Non trovo il coraggio di dirle come stanno le cose, ovvero che non mi sento pronto, che sono in una fase in cui capisco di dovermi guardare attorno e di fare altre esperienze. Cioè io reagirei malissimo se mi dicessero una cosa simile, stenterei a capire anche il perchè di tali affermazioni. La verità è che io sto dalla mia parte e capisco quanto siano importanti per me queste cose e quanto mi pesano; capisco quanto sia dura l'affrontare il dovermi legare ad una persona sapendo che sarà l'ultima, la prima vera relazione e anche l'ultima. E' una cosa per me terribile da sopportare...Sei tu il miglior consigliere di te stesso
Forse a riguardo un consiglio più preciso te lo posso dare, impara a riconoscere la tua voce.
...occhio a non far la fine di Polifemo
Noi siamo qui, se avrai voglia di raccontare e confrontarti
Calmati un momento. Fermati ad ascoltare. Te.Ieri siamo usciti, ma non abbiamo parlato granchè. Non trovo il coraggio di dirle come stanno le cose, ovvero che non mi sento pronto, che sono in una fase in cui capisco di dovermi guardare attorno e di fare altre esperienze. Cioè io reagirei malissimo se mi dicessero una cosa simile, stenterei a capire anche il perchè di tali affermazioni. La verità è che io sto dalla mia parte e capisco quanto siano importanti per me queste cose e quanto mi pesano; capisco quanto sia dura l'affrontare il dovermi legare ad una persona sapendo che sarà l'ultima, la prima vera relazione e anche l'ultima. E' una cosa per me terribile da sopportare...
Insomma non so come porgliela, come farle capire ciò che sto attraversando... Mi sento come un animale chiuso in gabbia, senza le palle per poter dire come stanno realmente le cose.
Penso che la tua solitudine dipenda essenzialmente da difficoltà comunicative. Di certo non è -unica- responsabilità della persona che ti sta accanto, cosa ti fa pensare che esista un'altra "metà della mela" che possa sopperire a questi problemi se tu per primo non impari a tirare fuori quello che hai dentro? Secondariamente dubito che avere mille o duemila esperienze sia una cosa che ti cambi, è il sistema che forse non va. Nonostante scrivere qui sia un buon esercizio per provare a fare ordine in te stesso hai mai pensato di farti aiutare da qualcuno specializzato in questo tipo di cose? Potrebbe fornirti in poco tempo delle chiavi di lettura importanti. Da lei vuoi essenzialmente essere visto e riconosciuto, accettato, scelto, anche attraverso un travaglio che forse sta vivendo, non sottovalutare la disperazione anche se non la vedi.Mi giudico male (sì, parliamo un pò di me) perchè agisco nella paura di rimanere da solo. Ho paura di non poter trovare di nuovo una persona con cui star bene anche e soprattutto con me stesso, una persona che sentimentalmente mi completi, una con cui condividere il mio mondo. Di certo, non è che con la tipa con cui sto adesso io condivida veramente il mio mondo, diciamo però che ci sono altri tipi di intese.
Ho paura della solitudine, di rimanere da solo, di sentirmi solo come in passato. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio e ultimamente faccio passi da gigante (diciamo che i passi ho cominciato a muoverli, dopo anni di inattività da questo punto di vista, dall'estate scorsa, dal momento del primo litigio con la tipa) nel considerare la vita e le sue sfumature di grigio. Faccio sempre un'enorme fatica nel mantenere i rapporti con gli altri, come se non ci fosse vera comunicazione. Insomma, mi sento solo da una vita e pensare di compiere un passo del genere mi tormenta non poco. Mi sono detto egoisticamente "bene, se dovessi trovare di meglio...", ma mi sento una merda solo al pensiero di sfruttare la compagnia della mia ragazza. Non è giusto, è meschino e soprattutto non è da me. Ecco la trappola di cui parlavo ed il motivo per cui sono in un periodo di stasi totale.
Io di fronte a lei mi sento piccolo. Quando l'ho conosciuta aveva avuto le sue normali esperienze, anche se un pò si era lasciata andare, diciamolo; io d'altra parte era quello che aveva fino a quel momento inseguito utopie e sogni irrealizzabili. Mi sento sì, di aver perso un pezzo della mia vita, di essere all'età di 27 anni in ritardo per questo genere di cose (se non in ritardo, ai limiti). Mi serve un pò di tempo, ancora un pò mi dico, ma la storia rimane sempre quella: sono in una sorta di vicolo cieco.
Parto dal fondo...in ritardo.Mi giudico male (sì, parliamo un pò di me) perchè agisco nella paura di rimanere da solo. Ho paura di non poter trovare di nuovo una persona con cui star bene anche e soprattutto con me stesso, una persona che sentimentalmente mi completi, una con cui condividere il mio mondo. Di certo, non è che con la tipa con cui sto adesso io condivida veramente il mio mondo, diciamo però che ci sono altri tipi di intese.
Ho paura della solitudine, di rimanere da solo, di sentirmi solo come in passato. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio e ultimamente faccio passi da gigante (diciamo che i passi ho cominciato a muoverli, dopo anni di inattività da questo punto di vista, dall'estate scorsa, dal momento del primo litigio con la tipa) nel considerare la vita e le sue sfumature di grigio. Faccio sempre un'enorme fatica nel mantenere i rapporti con gli altri, come se non ci fosse vera comunicazione. Insomma, mi sento solo da una vita e pensare di compiere un passo del genere mi tormenta non poco. Mi sono detto egoisticamente "bene, se dovessi trovare di meglio...", ma mi sento una merda solo al pensiero di sfruttare la compagnia della mia ragazza. Non è giusto, è meschino e soprattutto non è da me. Ecco la trappola di cui parlavo ed il motivo per cui sono in un periodo di stasi totale.
Io di fronte a lei mi sento piccolo. Quando l'ho conosciuta aveva avuto le sue normali esperienze, anche se un pò si era lasciata andare, diciamolo; io d'altra parte era quello che aveva fino a quel momento inseguito utopie e sogni irrealizzabili. Mi sento sì, di aver perso un pezzo della mia vita, di essere all'età di 27 anni in ritardo per questo genere di cose (se non in ritardo, ai limiti). Mi serve un pò di tempo, ancora un pò mi dico, ma la storia rimane sempre quella: sono in una sorta di vicolo cieco.
Aggiungo. Certo che è da te.Mi giudico male (sì, parliamo un pò di me) perchè agisco nella paura di rimanere da solo. Ho paura di non poter trovare di nuovo una persona con cui star bene anche e soprattutto con me stesso, una persona che sentimentalmente mi completi, una con cui condividere il mio mondo. Di certo, non è che con la tipa con cui sto adesso io condivida veramente il mio mondo, diciamo però che ci sono altri tipi di intese.
Ho paura della solitudine, di rimanere da solo, di sentirmi solo come in passato. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio e ultimamente faccio passi da gigante (diciamo che i passi ho cominciato a muoverli, dopo anni di inattività da questo punto di vista, dall'estate scorsa, dal momento del primo litigio con la tipa) nel considerare la vita e le sue sfumature di grigio. Faccio sempre un'enorme fatica nel mantenere i rapporti con gli altri, come se non ci fosse vera comunicazione. Insomma, mi sento solo da una vita e pensare di compiere un passo del genere mi tormenta non poco. Mi sono detto egoisticamente "bene, se dovessi trovare di meglio...", ma mi sento una merda solo al pensiero di sfruttare la compagnia della mia ragazza. Non è giusto, è meschino e soprattutto non è da me. Ecco la trappola di cui parlavo ed il motivo per cui sono in un periodo di stasi totale.
Io di fronte a lei mi sento piccolo. Quando l'ho conosciuta aveva avuto le sue normali esperienze, anche se un pò si era lasciata andare, diciamolo; io d'altra parte era quello che aveva fino a quel momento inseguito utopie e sogni irrealizzabili. Mi sento sì, di aver perso un pezzo della mia vita, di essere all'età di 27 anni in ritardo per questo genere di cose (se non in ritardo, ai limiti). Mi serve un pò di tempo, ancora un pò mi dico, ma la storia rimane sempre quella: sono in una sorta di vicolo cieco.
Perché invece non gliene parli?Ammetto che in parte avete ragione. Semplicemente non mi sento abbastanza maturo da quel punto di vista per poter iniziare qualcosa d'improntato al futuro a lungo termine. Mi piacerebbe poter fare le mie esperienze prima, per poter comprendere meglio il mondo femminile. E' un pensiero che ho sempre rifiutato, denigrato, nervosamente deriso.è un Di certo non posso avere sia lei che le altre esperienze, punto improponibile. Dovrei trovare il coraggio di dirle tutto, ma non ci riesco. Mi rifiuto di essere anche etichettato come un geloso retroattivo, perchè sembra la diagnosi di uno che nella vita è destinato a rimanere da solo (no, secondo me lo è e basta, senza il "secondo me"). Il semplice fatto che lei abbia avuto storie senza relazione sentimentale alcuna, mi ha fatto incazzare, proprio perchè fino a quel momento non era la mia visione nè l'esempio che volevo per me. Avete ragione anche nel dire che lei è una persona ed io un'altra. Qui non c'entra lei, c'entro io principalmente. Lei ha la colpa d'avermi mentito egoisticamente e ripeto, non solo su quell'aspetto, ma anche su altri e di evitare di comunicare quando le cose si fanno incandescenti. Grazie per avermi aperto gli occhi.
Io a lei tengo parecchio, tantissimo, ma come faccio a stare con lei se dentro ho questa forte voce che mi grida di scappare via? Sono uno stronzo, uno stronzo al momento guidato dalla sua parte inconscia.
a me non sembra, stai cominciando a capire cosa c'è che non va, il perchè sei così arrabiato e cosa ti manca per essere felice... c'è gente che ci arriva molto più tardi, mi rendo conto che tu vivendolo pensi al tuo problema contingente, ma guarda che sei realmente giovane, non sentirti vecchio anzi tempo....Mi giudico male (sì, parliamo un pò di me) perchè agisco nella paura di rimanere da solo. Ho paura di non poter trovare di nuovo una persona con cui star bene anche e soprattutto con me stesso, una persona che sentimentalmente mi completi, una con cui condividere il mio mondo. Di certo, non è che con la tipa con cui sto adesso io condivida veramente il mio mondo, diciamo però che ci sono altri tipi di intese.
Ho paura della solitudine, di rimanere da solo, di sentirmi solo come in passato. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio e ultimamente faccio passi da gigante (diciamo che i passi ho cominciato a muoverli, dopo anni di inattività da questo punto di vista, dall'estate scorsa, dal momento del primo litigio con la tipa) nel considerare la vita e le sue sfumature di grigio. Faccio sempre un'enorme fatica nel mantenere i rapporti con gli altri, come se non ci fosse vera comunicazione. Insomma, mi sento solo da una vita e pensare di compiere un passo del genere mi tormenta non poco. Mi sono detto egoisticamente "bene, se dovessi trovare di meglio...", ma mi sento una merda solo al pensiero di sfruttare la compagnia della mia ragazza. Non è giusto, è meschino e soprattutto non è da me. Ecco la trappola di cui parlavo ed il motivo per cui sono in un periodo di stasi totale.
Io di fronte a lei mi sento piccolo. Quando l'ho conosciuta aveva avuto le sue normali esperienze, anche se un pò si era lasciata andare, diciamolo; io d'altra parte era quello che aveva fino a quel momento inseguito utopie e sogni irrealizzabili. Mi sento sì, di aver perso un pezzo della mia vita, di essere all'età di 27 anni in ritardo per questo genere di cose (se non in ritardo, ai limiti). Mi serve un pò di tempo, ancora un pò mi dico, ma la storia rimane sempre quella: sono in una sorta di vicolo cieco.
Perchè adesso non concedi dignità a quesa tua visione? Cosa c'era di sbagliato? Troppo idealismo?Allora, partiamo dal presupposto che il mio sia uno schema: io ho avuto le mie occasioni, che ho sprecato, per colpa mia o semplicemente perchè il sentimento o il desiderio non era corrisposto. Questo schema prevede(va) il fare sesso con persone con un legame particolare già creato. Questo scheda non teneva conto di certe complicazioni: per me due persone che stavano insieme e si volevano l'un l'altra potevano stare insieme senza che niente e nessuno potesse infierire; ora invece tiene conto del fatto che l'essere umani molto spesso fotte, non mi sarei mai aspettato di arrivare alla conclusione di voler fare più esperienze prima di poter stare con una persona a lungo termine. Cioè prima d'ora ho ritenuto la visione delle esperienze una cosa prettamente fisica e sciolta dalla sua vera bellezza, cioè rifiutavo l'idea del sesso e abbracciavo più quella del fare l'amore.
Ora, il suo schema: ha inseguito gli istinti, pensando di buttarsi tra le braccia di un ragazzo, prima ancora di capire se fosse una persona con cui le sarebbe piaciuto passare del tempo, ha abbracciato la fisicità (sì, ho abbastanza elementi per deliberare una simile sentenza) e messo da parte i sentimenti. Non ha escluso d'altra parte la possibilità di creare un qualcosa di più con le persone con cui stava, nel caso in cui avesse provato qualcosa.
Insomma, io volevo sentire prima di starci, lei voleva starci prima di sentire. Il suo schema è contrario al mio, ma non posso giudicarla con un metro universale, perchè alla fine, non poteva che far del male a sè stessa (eh sì, tutti ad esempio, dove lavorava, conoscevano questo suo lato). Io credo che lei mi nasconda altro, perchè per quanto possa essere innamorata, avverto fortemente quel qualcosa che mi nasconde, che io credo sia anche peggiore di ciò che ho scoperto da solo.
Immaginate come mi sento di fronte una realtà simile: dire piccolo è dire poco; tradito poi da ciò che mi aveva fatto credere dal principio e dal suo nascondersi, inutilmente. Non so e non saprò mai cos'altro si cela nel suo passato, ma ne so abbastanza da capire che potenzialmente può esserci dell'altro. Credo d'aver sbagliato proprio la concezione dell'amore e delle relazioni per tutto questo tempo. Devo, come al solito, rompere il puzzle per ricombinarlo in maniera corretta. L'ho fatto parecchie altre volte, con altri aspetti della mia vita, per cui ci sono abituato e sono consapevole di quanto sia un processo lungo e difficile, però per cui ne vale la pena.
Diletta: gliene parlerò sicuramente se arriverò alla conclusione di questa storia. Non voglio che lei pensi di valere meno di me, che quella decisione equivalga a dirle "sei una poco di buono". Ripeto, non posso giudicarla. Qui come dire voi c'entrano i miei desideri inconsci su cui non ho molto potere.
Una persona è la somma delle sue esperienze e dei suoi cambiamenti, nessuno resta immutabile....Allora, partiamo dal presupposto che il mio sia uno schema: io ho avuto le mie occasioni, che ho sprecato, per colpa mia o semplicemente perchè il sentimento o il desiderio non era corrisposto. Questo schema prevede(va) il fare sesso con persone con un legame particolare già creato. Questo scheda non teneva conto di certe complicazioni: per me due persone che stavano insieme e si volevano l'un l'altra potevano stare insieme senza che niente e nessuno potesse infierire; ora invece tiene conto del fatto che l'essere umani molto spesso fotte, non mi sarei mai aspettato di arrivare alla conclusione di voler fare più esperienze prima di poter stare con una persona a lungo termine. Cioè prima d'ora ho ritenuto la visione delle esperienze una cosa prettamente fisica e sciolta dalla sua vera bellezza, cioè rifiutavo l'idea del sesso e abbracciavo più quella del fare l'amore.
Ora, il suo schema: ha inseguito gli istinti, pensando di buttarsi tra le braccia di un ragazzo, prima ancora di capire se fosse una persona con cui le sarebbe piaciuto passare del tempo, ha abbracciato la fisicità (sì, ho abbastanza elementi per deliberare una simile sentenza) e messo da parte i sentimenti. Non ha escluso d'altra parte la possibilità di creare un qualcosa di più con le persone con cui stava, nel caso in cui avesse provato qualcosa.
Insomma, io volevo sentire prima di starci, lei voleva starci prima di sentire. Il suo schema è contrario al mio, ma non posso giudicarla con un metro universale, perchè alla fine, non poteva che far del male a sè stessa (eh sì, tutti ad esempio, dove lavorava, conoscevano questo suo lato). Io credo che lei mi nasconda altro, perchè per quanto possa essere innamorata, avverto fortemente quel qualcosa che mi nasconde, che io credo sia anche peggiore di ciò che ho scoperto da solo.
Immaginate come mi sento di fronte una realtà simile: dire piccolo è dire poco; tradito poi da ciò che mi aveva fatto credere dal principio e dal suo nascondersi, inutilmente. Non so e non saprò mai cos'altro si cela nel suo passato, ma ne so abbastanza da capire che potenzialmente può esserci dell'altro. Credo d'aver sbagliato proprio la concezione dell'amore e delle relazioni per tutto questo tempo. Devo, come al solito, rompere il puzzle per ricombinarlo in maniera corretta. L'ho fatto parecchie altre volte, con altri aspetti della mia vita, per cui ci sono abituato e sono consapevole di quanto sia un processo lungo e difficile, però per cui ne vale la pena.
Diletta: gliene parlerò sicuramente se arriverò alla conclusione di questa storia. Non voglio che lei pensi di valere meno di me, che quella decisione equivalga a dirle "sei una poco di buono". Ripeto, non posso giudicarla. Qui come dire voi c'entrano i miei desideri inconsci su cui non ho molto potere.
Allora, partiamo dal presupposto che il mio sia uno schema: io ho avuto le mie occasioni, che ho sprecato, per colpa mia o semplicemente perchè il sentimento o il desiderio non era corrisposto. Questo schema prevede(va) il fare sesso con persone con un legame particolare già creato. Questo scheda non teneva conto di certe complicazioni: per me due persone che stavano insieme e si volevano l'un l'altra potevano stare insieme senza che niente e nessuno potesse infierire; ora invece tiene conto del fatto che l'essere umani molto spesso fotte, non mi sarei mai aspettato di arrivare alla conclusione di voler fare più esperienze prima di poter stare con una persona a lungo termine. Cioè prima d'ora ho ritenuto la visione delle esperienze una cosa prettamente fisica e sciolta dalla sua vera bellezza, cioè rifiutavo l'idea del sesso e abbracciavo più quella del fare l'amore.
Ora, il suo schema: ha inseguito gli istinti, pensando di buttarsi tra le braccia di un ragazzo, prima ancora di capire se fosse una persona con cui le sarebbe piaciuto passare del tempo, ha abbracciato la fisicità (sì, ho abbastanza elementi per deliberare una simile sentenza) e messo da parte i sentimenti. Non ha escluso d'altra parte la possibilità di creare un qualcosa di più con le persone con cui stava, nel caso in cui avesse provato qualcosa.
Insomma, io volevo sentire prima di starci, lei voleva starci prima di sentire. Il suo schema è contrario al mio, ma non posso giudicarla con un metro universale, perchè alla fine, non poteva che far del male a sè stessa (eh sì, tutti ad esempio, dove lavorava, conoscevano questo suo lato). Io credo che lei mi nasconda altro, perchè per quanto possa essere innamorata, avverto fortemente quel qualcosa che mi nasconde, che io credo sia anche peggiore di ciò che ho scoperto da solo.
Immaginate come mi sento di fronte una realtà simile: dire piccolo è dire poco; tradito poi da ciò che mi aveva fatto credere dal principio e dal suo nascondersi, inutilmente. Non so e non saprò mai cos'altro si cela nel suo passato, ma ne so abbastanza da capire che potenzialmente può esserci dell'altro. Credo d'aver sbagliato proprio la concezione dell'amore e delle relazioni per tutto questo tempo. Devo, come al solito, rompere il puzzle per ricombinarlo in maniera corretta. L'ho fatto parecchie altre volte, con altri aspetti della mia vita, per cui ci sono abituato e sono consapevole di quanto sia un processo lungo e difficile, però per cui ne vale la pena.
Diletta: gliene parlerò sicuramente se arriverò alla conclusione di questa storia. Non voglio che lei pensi di valere meno di me, che quella decisione equivalga a dirle "sei una poco di buono". Ripeto, non posso giudicarla. Qui come dire voi c'entrano i miei desideri inconsci su cui non ho molto potere.
Vabbè. Non è che se sposerai una madonna potrai garantirti dall'essere al riparo dalle corna.....Allora, partiamo dal presupposto che il mio sia uno schema: io ho avuto le mie occasioni, che ho sprecato, per colpa mia o semplicemente perchè il sentimento o il desiderio non era corrisposto. Questo schema prevede(va) il fare sesso con persone con un legame particolare già creato. Questo scheda non teneva conto di certe complicazioni: per me due persone che stavano insieme e si volevano l'un l'altra potevano stare insieme senza che niente e nessuno potesse infierire; ora invece tiene conto del fatto che l'essere umani molto spesso fotte, non mi sarei mai aspettato di arrivare alla conclusione di voler fare più esperienze prima di poter stare con una persona a lungo termine. Cioè prima d'ora ho ritenuto la visione delle esperienze una cosa prettamente fisica e sciolta dalla sua vera bellezza, cioè rifiutavo l'idea del sesso e abbracciavo più quella del fare l'amore.
Ora, il suo schema: ha inseguito gli istinti, pensando di buttarsi tra le braccia di un ragazzo, prima ancora di capire se fosse una persona con cui le sarebbe piaciuto passare del tempo, ha abbracciato la fisicità (sì, ho abbastanza elementi per deliberare una simile sentenza) e messo da parte i sentimenti. Non ha escluso d'altra parte la possibilità di creare un qualcosa di più con le persone con cui stava, nel caso in cui avesse provato qualcosa.
Insomma, io volevo sentire prima di starci, lei voleva starci prima di sentire. Il suo schema è contrario al mio, ma non posso giudicarla con un metro universale, perchè alla fine, non poteva che far del male a sè stessa (eh sì, tutti ad esempio, dove lavorava, conoscevano questo suo lato). Io credo che lei mi nasconda altro, perchè per quanto possa essere innamorata, avverto fortemente quel qualcosa che mi nasconde, che io credo sia anche peggiore di ciò che ho scoperto da solo.
Immaginate come mi sento di fronte una realtà simile: dire piccolo è dire poco; tradito poi da ciò che mi aveva fatto credere dal principio e dal suo nascondersi, inutilmente. Non so e non saprò mai cos'altro si cela nel suo passato, ma ne so abbastanza da capire che potenzialmente può esserci dell'altro. Credo d'aver sbagliato proprio la concezione dell'amore e delle relazioni per tutto questo tempo. Devo, come al solito, rompere il puzzle per ricombinarlo in maniera corretta. L'ho fatto parecchie altre volte, con altri aspetti della mia vita, per cui ci sono abituato e sono consapevole di quanto sia un processo lungo e difficile, però per cui ne vale la pena.
Diletta: gliene parlerò sicuramente se arriverò alla conclusione di questa storia. Non voglio che lei pensi di valere meno di me, che quella decisione equivalga a dirle "sei una poco di buono". Ripeto, non posso giudicarla. Qui come dire voi c'entrano i miei desideri inconsci su cui non ho molto potere.
Sei giovane e si capisce.Quel grassetto vuol dire che per me era la prima volta, mentre lei aveva avuto parecchie storielle senza coinvolgimenti emotivi alle spalle. Mi diceva sempre, all'inizio, cose del tipo "Io non ero così prima di conoscerti", solo che, essendo accecato dall'amore che provavo, non ho dato molto peso a questo genere di affermazioni.
La mancanza di fiducia è venuta a mancare dopo i miei dubbi, quando pregandole di dirmi la verità su di lei, mi ha mentito per due volte. A parte questo, sono praticamente quasi sicuro ci sia altro, perchè continua a sentirsi in difetto ed in colpa, come se non mi potesse raccontare quell'ultima cosa che mi farebbe desistere dal volerla ancora accanto. Quindi sì, la mancanza di fiducia deriva da quell'immagine che mi ha dato di lei e che risultava essere errata.
Io penso che lei non ha fatto sul serio con me, almeno all'inizio ha fatto come con tutti gli altri, essendo stata lei a proporre di farlo già dalle primissime uscite. Poi ha capito che genere di persona ero e per lei tutto è cambiato. Ha visto di me una bontà che lei ha solo potuto sognare fino a quel momento. Questo mi fa rabbia, un'enorme rabbia. Mi sono sentito preso in giro dal fatto che mi ha lasciato credere per tutto quel tempo di essere una ragazza seria in grado di farsi rispettare, tra l'altro. Invece ho scoperto lati oscuri di lei che non mi sono piaciuti affatto.
Comunque io scopo benissimo, su quel piano non mi manca davvero nulla, me la cavo bene a letto. Sul piano dell'insicurezza, almeno su questo punto, io sono tranquillo.
Ora non so proprio che fare. Dimostra sì di volermi bene, ma ho capito che è in grado di raccontare tante bugie solo per evitare i conflitti. Ho scoperto che mi ha mentito anche sul suo lavoro (scusate la genericità), quindi non sono solo bugie sul suo passato, ma anche sul suo presente. Infatti non litighiamo mai e questa è una cosa brutta, perchè anche i litigi sono parte sana di una coppia, permettono di aprirsi e di trovare dei punti d'incontro!
Ripeto a mio avviso ha ancora delle cosette nascoste nel suo diario mentale, solo che non so come sgamarle.
Uffa...Mi chiedo anch'io il perchè continuo a stare con lei, sapendo che la cosa mi fa soffrire. Io scrivo qua perchè in realtà c'è un'altra ragazza con cui mi sento, una con cui non farei mai sul serio ma che mi prega di vederci (le intenzioni sul sesso sono chiare). Solo che so che andare con un'altra mentre sto con lei, non sarebbe come pareggiare i conti, se lo facessi, sarebbe per rabbia nei suoi confronti e questo sicuramente mi allontanerà ancora di più da lei. Avevamo pure preso casa ma adesso siamo tornati a stare rispettivamente nelle case dei genitori. Lei soffre di questa cosa, ma io non ho più alcuna voglia di fare sul serio con lei, anche se la amo non riesco più a fidarmi. Io so solo che ho una voglia matta di reinventarmi in questo periodo, dopo essere stato male a causa sua.
Come si fa a capire se una persona nasconde qualcosa? Come posso scoprirlo?