Sono entrato anch'io nel vortice...
Ciao Simba!
Talora ha quasi dell'incredibile quanto certe donne divengano schiave pur di comandare, e non proprio come fa la serva padrona col suo muto Vespone, ma come un frinfino frugnuccio che viene messo a sedere sul trono mentre nel calderone bolle la lisciva con la quale gli si renderanno i capelli setosi e gli si cuocerà la cotenna.
Tale sei tu, quando credi che il tuo disinteresse per lei sia dipeso esclusivamente da te e tale è anche la tua lei, quando va a menomarsi le budella e le cervella facendosi spargere una mestolata di viltà nel petto ed attorno all'ombelico.
E' un desiderio pellegrino e rachitico quello di perseverare nella riconquista, in nome della fede, di quello che è ormai terreno sconsacrato da nugoli d'erotici eretici.
Su quella terra si sparge sale.
Su quella terra le lacrime evaporano.
Su quella terra crollano gli obelischi.
Ma tutto ritorna in una spirale che perennemente rammenta il suo sentiero convoluto e lei, la tua lei, è un menhir ricoperto da muschi e licheni che non vuoi più venerare, perchè non ci sono più dei a spaventare il tuo sonno se non irrori di sangue di montone i suoi altari o se non accendi un fuoco per bruciare i feticci a lei nemici.
La ritualità è consumata e dimentica delle sue spinte a cagioni, la ritualità delle tue attenzioni, delle tue premure e della tua perseveranza.
La paura della perdita è la filigrana di una carta sulla quale è già tutto scritto ed il piccolo coltello che taglia la punta sghemba della piuma d'oca segna inutili puntini tra le righe che contemplano l'epitaffio di qualcosa che torna a tirarti per i piedi solo quando l'aria punge e i fiorai davanti ai cimiteri espongono a prezzi maggiorati crisantemi ogni anno più striminziti e arruffati.
Se ti è facile dimenticarti di lei quando ce l'hai a fianco, appena se ne sarà andata, non ricorderai più neppure il suo nome.
Lei è la maschera della morte rossa, nulla più, e riderà della parsimonia di desiderio con la quale tu hai riempito i suoi magri buchi solo finchè direrà il Carnevale solitario di una vita sciapa, ed allorquando una Quaresima multiforme e femminile ti abborderà preannunciandoti il rintocco dell'angelus argentino, tu godrai il secondo avvento della compagnia, con una nuova ruminatrice di frattaglie umane al tuo fianco ed una nuova e più profonda noia e noncuranza da condividere con qualcuna che ne sia veramente degna.
Perchè io non faccio fatica ad immaginarmi i dialoghi del tuo passato, quelli della donnina trasandata e trascurata e del suo uomo che s'inebria di quello che le dà e che lei neppure si degna di apprezzare:
Lei: "Tu fosti la mia illusione di dolcezza nella giornata scabra e sassosa sulla quale mi sono trascinata con dolore e tormento aspettando il tuo ritorno..."
Tu: "Minchia dici sguappola? C'ho la palla destra colle formichine a forza di grattarmela!"
Lei: "Vorresti premiare con un casto bacio la fedele tua compagna che, novella Penelope, t'ha lungamente atteso anelando di desìo per le tue lebbra vermiglie?"
Tu: "C'ho il fiato che fa cagliare il latte perchè oggi il mio collega Fernandino m'ha portato un quintale di focaccia coi porri, mica vorrai che t'impesti?"
Lei: "Oh, tesoro mio adoratissimo, ma allora potresti baciarmi laddove io non ho nasi da strapazzare e dove tu non rumini da fin troppo tempo!"
Tu: "Eddai, lassotto c'ho messo il fringuello lo scorso Sabato dopo che ho portato fuori l'umido, mi fa senso metterci la lingua, insomma è come se mi facessi un pompino da solo...eddai!"
Lei: "Veramente erano sette sabati fa e l'uomido l'ho portato fuori io mentre tu guardavi la replica di Ascoli-Milan del 1987..."
Tu: "Cazzo! Hai ragione... Che pareggio del cazzo, però Arrigo era un allenatore spaziale e... "
Lei: "Tu non mi capisci e non mi consideri! Sei un bruto che promette sempre di cambiare e che non cambia mai!"
Tu: "... che forti gli olandesi, che classe... Peccato per la Coppa Italia e quei maledetti rigori..."
Ed è senz'altro colpa sua se non è mai riuscita a condividere i tuoi stessi interessi, pretendendo, con un narsisismo venato di egocentrismo, di essere lei stessa il centro del tuo mondo.
Donne che si sopravvalutano.
Uomini che ci credono.
Questo è il problema.
Ciao!