Messaggiare con un EX

Warlock

Utente di lunga data
'scolta @Warlock...

fra me e tua moglie, in termini di numerici, è una bella gara.
Anche se direi che potrei averla sorpassata di un paio di lunghezze perchè ad un certo punto ho smesso di contare ;):D

Il numero, da solo, non dice niente.
Puoi andare a letto con cento persone senza imparare nulla, come puoi imparare molto da poche esperienze.

Quello che cambia, però, è che oltre una certa quantità di esperienze diventa più difficile continuare a raccontarsela.

All'inizio, almeno per me, sceglievo senza sapere davvero cosa stessi cercando. Sapevo riconoscere quello che non mi piaceva, ma non avevo ancora un linguaggio per nominare ciò che desideravo. Così finivo spesso per ripetere gli stessi schemi e annoiarmi.

L'esperienza, se la elabori, fa una cosa molto semplice: restringe il campo.
Non perché il mondo diventi più piccolo, ma perché diventa più chiaro chi sei tu.

A quel punto smetti di cercare "la persona giusta" in astratto e inizi a riconoscere chi è giusto per te.

Per una donna, poi, questo percorso passa quasi inevitabilmente anche attraverso il confronto con i condizionamenti culturali.
A un certo punto devi decidere se vuoi continuare a definirti secondo l'idea di desiderio che gli altri ritengono accettabile oppure secondo la tua esperienza.

Ed è lì che cambia davvero la prospettiva.

Chi ha avuto poche esperienze spesso sceglie immaginando cosa potrebbe trovare.

Chi ha attraversato molte esperienze e le ha elaborate sceglie sapendo anche cosa sta lasciando fuori.

Sono due modi diversi di scegliere.

Nel primo caso la scelta è spesso guidata dall'aspettativa.

Nel secondo è guidata dalla consapevolezza.

Oggi non vivo G. come "l'unico uomo possibile".
Sarebbe un'illusione. So benissimo che là fuori esistono milioni di persone interessanti.

La differenza è che oggi conosco abbastanza bene me stessa da sapere perché scelgo lui.

E questa, per me, è una forma di libertà molto più grande dell'idea romantica della persona predestinata.

Anzi, è proprio questa libertà a mantenere vivo il desiderio.
Perché la scelta non è mai garantita una volta per tutte. Continua a essere una scelta in ogni momento.

E quel leggero sudore freddo che ogni tanto scende a entrambi è il promemoria che nessuno dei due è lì per necessità, ma perché continua a volerci essere.

A naso direi che tua moglie, a modo suo, abbia fatto un percorso simile. Sbaglio?

Per questo mi chiederei: sta davvero rimettendo in discussione le sue scelte oppure ha semplicemente rivisto una persona che ha fatto parte della sua storia ed è curiosa di sapere come sta?

Io di ex ne ho parecchi. E so benissimo perché sono ex.

Quando li incontro sono contenta di rivederli, ma non confondo la curiosità con il desiderio. So anche che la donna che li incontra oggi non è quella che li aveva scelti allora.

Se mai provassi desiderio per un ex, probabilmente non sarebbe desiderio per lui, ma per la persona che ero in quel periodo della mia vita.

Per questo, paradossalmente, se dovessi tradire G., sarebbe molto più facile che accadesse con qualcuno di nuovo che con un ex.

Gli ex fanno parte del percorso che mi ha portata a capire chi sono.
Con una persona nuova, invece, c'è ancora qualcosa da scoprire. Non tanto su di lei, quanto su di me.

Ed è qui che torna il discorso di prima: quando hai attraversato abbastanza esperienze da conoscerti, le persone smettono di essere oggetti del desiderio in sé e diventano occasioni per capire chi sei.

Riesci ad intravedere come si sposta la collocazione dello scopare in una visione di questo tipo?
Zia amo e sono invidioso della tua capacità di capire le persone.
E hai la prolissa capacità di esprimere in post unici ma lunghissimi, quello che sto cercando di spiegare in moltissimi post corti 😁
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
In Zia Ipa we trust.
Resta il fatto che ci sono un sacco di persone che sono incapaci di elaborare a prescindere.
Eh, concordo con il grassetto, lo sai!
E, secondo me, è pure un ottimo criterio di valutazione dell'altro.

Se il dolore e l'esperienza fossero sufficienti, l'umanità avrebbe già risolto gran parte dei suoi problemi.
Invece continuiamo a reinventare gli stessi casini con una fantasia davvero ammirevole. 😂

L'esperienza capita. L'elaborazione è un'altra faccenda.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Zia amo e sono invidioso della tua capacità di capire le persone.
E hai la prolissa capacità di esprimere in post unici ma lunghissimi, quello che sto cercando di spiegare in moltissimi post corti 😁

Se vuoi lo faccio in tanti piccoli pezzettini!! 😁😁

Io continuo serenamente a scrivere troppo… e ogni tanto, mentre leggo quello che scrivono gli altri, mi viene anche da capire :D 🐾🐾
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Ma solo io non tornerei mai insieme con nessuna delle mie ex (come non tornerei mai a lavorare in nessuna delle aziende dove sono stato che ancora ogni tanto mi richiamano), ma le tromberei ancora tutte ben volentieri?
Perchè te le tromberesti ancora tutte ben volentieri?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Eh, concordo con il grassetto, lo sai!
E, secondo me, è pure un ottimo criterio di valutazione dell'altro.

Se il dolore e l'esperienza fossero sufficienti, l'umanità avrebbe già risolto gran parte dei suoi problemi.
Invece continuiamo a reinventare gli stessi casini con una fantasia davvero ammirevole. 😂

L'esperienza capita. L'elaborazione è un'altra faccenda.
Ok, ma non basta elaborare, bisogna elaborare giusto, se no finisci come Zeno che elabora, elabora e si paralizza, no? E come si fa a sapere se uno sta elaborando correttamente?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Perchè te le tromberesti ancora tutte ben volentieri?
Perchè mi piaceva trombare con loro, a prescindere da come sono andati i fatti, che invece è il motivo per cui non le cercherei e men che meno mi ci rimetterei
 

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
Ma solo io non tornerei mai insieme con nessuna delle mie ex (come non tornerei mai a lavorare in nessuna delle aziende dove sono stato che ancora ogni tanto mi richiamano), ma le tromberei ancora tutte ben volentieri?
Nemmeno io, ma nemmeno mi passa per l'anticamera del cervello di contattarli. Una volta che ci chiudo è chiuso, anzi mi rimane pure una vena di fastidio all'idea di risentirli. Non vuol dire che non auguro loro il meglio se non si sono comportati male con me, ma che proverei un filo di disagio a ristabilire i contatti. Invece quelli con cui non mi sono sentita coinvolta emotivamente li sento pure volentieri ma con dei limiti.
Però magari a 50 anni si diventa malinconici dei "bei tempi", e le cose cambiano.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Ok, ma non basta elaborare, bisogna elaborare giusto, se no finisci come Zeno che elabora, elabora e si paralizza, no? E come si fa a sapere se uno sta elaborando correttamente?

Eh, ma “elaborare giusto” è già una trappola elegante :D
Secondo me è più utile distinguere che tipo di elaborazione stai facendo.

Perché non tutto quello che chiamiamo elaborazione lo è davvero.

C’è la ruminazione: il pensiero che gira in tondo e alla fine ti lascia solo più confusione e stanchezza.
C’è l’intellettualizzazione: quando capisci tutto bene con la testa, ma resti un po’ scollegato da quello che senti davvero.
C’è la giustificazione di sé e la proiezione sugli altri: due modi per tenere tutto coerente fuori, senza muovere davvero qualcosa dentro.

Poi c’è quella che funziona: quando le cose si integrano.
E quando l’integrazione funziona lo senti anche nel corpo: meno tensione, meno nodo allo stomaco, più respiro. Le cose ti toccano ancora, ma non ti irrigidiscono subito. Tra quello che succede e quello che fai si crea spazio.

E poi c’è il caso in cui non si elabora davvero.
Non è tanto un rifiuto o una negazione. È più un “non attraversamento”: la cosa succede, magari la capisci anche, ma non arriva a trasformarti davvero. Rimane lì, senza diventare esperienza integrata.
E quando questo succede nel tempo, si nota una cosa abbastanza semplice: si tende a restare sempre uguali a se stessi.
Le situazioni cambiano, ma il modo di viverle resta lo stesso.

Alla fine, secondo me, la domanda non è “sto facendo bene?”, ma: dopo tutto questo pensare, mi muovo meglio nella mia vita o resto ferma nello stesso punto, solo con parole più sofisticate (o con una corazza meglio costruita)?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Eh, ma “elaborare giusto” è già una trappola elegante :D
Secondo me è più utile distinguere che tipo di elaborazione stai facendo.

Perché non tutto quello che chiamiamo elaborazione lo è davvero.

C’è la ruminazione: il pensiero che gira in tondo e alla fine ti lascia solo più confusione e stanchezza.
C’è l’intellettualizzazione: quando capisci tutto bene con la testa, ma resti un po’ scollegato da quello che senti davvero.
C’è la giustificazione di sé e la proiezione sugli altri: due modi per tenere tutto coerente fuori, senza muovere davvero qualcosa dentro.

Poi c’è quella che funziona: quando le cose si integrano.
E quando l’integrazione funziona lo senti anche nel corpo: meno tensione, meno nodo allo stomaco, più respiro. Le cose ti toccano ancora, ma non ti irrigidiscono subito. Tra quello che succede e quello che fai si crea spazio.

E poi c’è il caso in cui non si elabora davvero.
Non è tanto un rifiuto o una negazione. È più un “non attraversamento”: la cosa succede, magari la capisci anche, ma non arriva a trasformarti davvero. Rimane lì, senza diventare esperienza integrata.
E quando questo succede nel tempo, si nota una cosa abbastanza semplice: si tende a restare sempre uguali a se stessi.
Le situazioni cambiano, ma il modo di viverle resta lo stesso.

Alla fine, secondo me, la domanda non è “sto facendo bene?”, ma: dopo tutto questo pensare, mi muovo meglio nella mia vita o resto ferma nello stesso punto, solo con parole più sofisticate (o con una corazza meglio costruita)?
Ma per rispondere all'ultima domanda, che condivido, bisogna pur sempre elaborare. Chi non mi dice che sono convinto di muovomermi meglio ma in realtà me la sto raccontando?
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Perchè mi piaceva trombare con loro, a prescindere da come sono andati i fatti, che invece è il motivo per cui non le cercherei e men che meno mi ci rimetterei
Umh… capisco.

Anche a me piaceva trombare con loro!
A distanza, anche storie finite male nel tempo hanno trovato un loro equilibrio dentro di me tra bene e male, e oggi le sento comunque come presenze positive che hanno fatto parte del mio percorso per essere me qui e ora.

Però il fatto che una cosa abbia funzionato bene allora non è solo un ricordo neutro… è quasi una prova del fatto che oggi probabilmente non funzionerebbe più allo stesso modo :D
Perché nel frattempo sono cambiata io. Si sono spostati i miei bisogni, il mio modo di stare nel desiderio, quello che mi accende e quello che mi appaga.
E questa cosa non è fissa, continua a muoversi.

Quindi quella sintonia di allora non è una base su cui tornare, è una fotografia di una versione di me che non esiste più.

E quindi sì… più una cosa è stata buona allora, più è probabile che oggi io stia cercando altro! E meno male, direi ;)
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Ma solo io non tornerei mai insieme con nessuna delle mie ex (come non tornerei mai a lavorare in nessuna delle aziende dove sono stato che ancora ogni tanto mi richiamano), ma le tromberei ancora tutte ben volentieri?
Ex amanti le tromberei tutte volentieri, eccetto una del secolo scorso.
Ex mogli solo la seconda, il problema è il dopo.😏
 
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