ipazia
utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Sì, questo è vero!Ma per rispondere all'ultima domanda, che condivido, bisogna pur sempre elaborare. Chi non mi dice che sono convinto di muovomermi meglio ma in realtà me la sto raccontando?
La testa è bravissima a raccontarsela.
Fa narrazioni solidissime, coerenti, pure eleganti. Il problema è che possono essere completamente scollegate da come stai davvero funzionando.
Non penso esista una “garanzia” totale. Si può pure essere entrati talmente dentro a una propria realtà da non riuscire neanche a vedere fuori.
Ma se si arriva lì, il problema non è più l’elaborazione
Senza andare per estremi, più che altro lo si capisce da piccoli segnali, abbastanza poco filosofici.
Per esempio: non ti incastri sempre negli stessi punti. Le cose ti smuovono ancora, ma non ti trascinano via come prima. Ti accorgi prima di cosa sta succedendo e invece di partire in automatico hai un mezzo secondo in più… e quel mezzo secondo cambia tutto.
Anche nel corpo si sente: meno tensione immediata, meno nodo fisso nello stomaco, meno “chiusura” che scatta subito, oppure chiusure più fluide, non difensive, che arrivano e chiudono davvero le cose invece di tenerle sospese — e alla fine alleggeriscono.
Non è che diventa tutto facile, ma non diventa subito rigido.
E soprattutto c’è una cosa molto semplice: dopo averci pensato, non resti uguale a prima.
Non solo “hai capito qualcosa”, ma nel concreto fai scelte un filo diverse, o almeno hai più possibilità di scegliere invece di reagire sempre nello stesso modo.
Quindi sì, puoi anche raccontartela benissimo… ma quando è solo racconto, alla fine il corpo e i comportamenti restano identici.
Quando invece è integrazione, un po’ alla volta, cambia proprio il modo in cui stai nelle cose.