Messaggiare con un EX

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Se l intento è quello della condivisione ben venga. Non è il caso di Warlok ma nel mio caso quando andavo a scavare troppo era solo perchè dovevo trovare le conferme a ciò che volevo dimostrare, falsando di fatto la realtà. O forse no, chissà.
Ma il punto probabilmente era che tu dovessi scavare!

Se qualcuno mi mettesse nella condizione di dover scavare, non inizio neanche a farlo.
A non andarmi bene sarebbe la condizione proprio.

E sono così da sempre.

La condivisione naturale, co-costruita intenzionalmente è uno dei requisiti di compatibilità per me.
E soprattutto delle cose che fanno il vomito.
Lasciarsi guardare è una base della relazione. Mostrarsi a prescindere dalle condizioni, per il mostrarsi.
Per il piacere di mostrarsi. Di stare nello sguardo dell'altro e di avere l'altro nel proprio sguardo.

Quello che descrivi nel grassetto va proprio nella direzione opposta. E mi sa che era insano per te prima di tutto. Sono relazioni finite, vero?

Però guarda che quello che descrivi è la conseguenza di una co-costruzione non funzionale della relazione stessa.
Conseguenza del fatto che ad un certo punto lo spazio relazionale era abitato da forma (l'idea della relazione) e non sostanza (IO e TU in interazione nel qui e ora)
O perlomeno la sostanza non riguardava l'attualità ma il passato e le aspettative invece.

E quando ci sono quegli abitanti, scavare serve solo a darsi un motivo razionale, un fatto, per un desiderio già esistente in sè.
È cercare di darsi una legittimazione esterna per esprimere qualcosa di interno.
Ma le condizioni per far saltare il banco ci sono già tutte senza neanche dover scavare. (che è poi il motivo per cui, salvo necessità di ordine di tutela anche economica, io non mi metterei neppure a scavare).
 

Rebecca89

Sentire libera
E pareva brutto dire abbiamo voglia di vederci
Lo abbiamo fatto diventare brutto noi, questo. Si pensa alla voglia come un desiderio che implichi per forza qualcosa di condiviso con qualcun altro che non sia il proprio partner ma che sia piuttosto a discapito del partner. Se ho piacere di vedere una persona e te ne rendo partecipe, ti sto facendo male o sto condividendo qualcosa con te che ho piacere di fare io come entità distinta dal noi ma consapevole del noi?
E perché associamo la parola piacere solo a qualcosa che ci esclude senza renderci conto che automaticamente facendo così precludiamo un piacere che fa bene all'altro, anche se si tratta solo di rivivere un ricordo?
Io penso che a volte si ha così tanta paura del passato di qualcuno a tal punto che ci si dimentica del presente e del fatto che accanto ci si è scelti, ci si è arrivati, dopo un percorso che però c è stato prima, senza di noi.
E bisogna averne secondo me altrettanto rispetto.
 

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
Ma il punto probabilmente era che tu dovessi scavare!

Se qualcuno mi mettesse nella condizione di dover scavare, non inizio neanche a farlo.
A non andarmi bene sarebbe la condizione proprio.

E sono così da sempre.

La condivisione naturale, co-costruita intenzionalmente è uno dei requisiti di compatibilità per me.
E soprattutto delle cose che fanno il vomito.
Lasciarsi guardare è una base della relazione. Mostrarsi a prescindere dalle condizioni, per il mostrarsi.
Per il piacere di mostrarsi. Di stare nello sguardo dell'altro e di avere l'altro nel proprio sguardo.

Quello che descrivi nel grassetto va proprio nella direzione opposta. E mi sa che era insano per te prima di tutto. Sono relazioni finite, vero?

Però guarda che quello che descrivi è la conseguenza di una co-costruzione non funzionale della relazione stessa.
Conseguenza del fatto che ad un certo punto lo spazio relazionale era abitato da forma (l'idea della relazione) e non sostanza (IO e TU in interazione nel qui e ora)
O perlomeno la sostanza non riguardava l'attualità ma il passato e le aspettative invece.

E quando ci sono quegli abitanti, scavare serve solo a darsi un motivo razionale, un fatto, per un desiderio già esistente in sè.
È cercare di darsi una legittimazione esterna per esprimere qualcosa di interno.
Ma le condizioni per far saltare il banco ci sono già tutte senza neanche dover scavare. (che è poi il motivo per cui, salvo necessità di ordine di tutela anche economica, io non mi metterei neppure a scavare).
Lo hai spiegato perfettamente👌🏻
Il problema però è che questa situazione lascia strascichi, lasciando uno stato d allerta acceso senza sapere come si spegne.
 

danny

Utente di lunga data
Lo abbiamo fatto diventare brutto noi, questo. Si pensa alla voglia come un desiderio che implichi per forza qualcosa di condiviso con qualcun altro che non sia il proprio partner ma che sia piuttosto a discapito del partner. Se ho piacere di vedere una persona e te ne rendo partecipe, ti sto facendo male o sto condividendo qualcosa con te che ho piacere di fare io come entità distinta dal noi ma consapevole del noi?
E perché associamo la parola piacere solo a qualcosa che ci esclude senza renderci conto che automaticamente facendo così precludiamo un piacere che fa bene all'altro, anche se si tratta solo di rivivere un ricordo?
Io penso che a volte si ha così tanta paura del passato di qualcuno a tal punto che ci si dimentica del presente e del fatto che accanto ci si è scelti, ci si è arrivati, dopo un percorso che però c è stato prima, senza di noi.
E bisogna averne secondo me altrettanto rispetto.
Non si ha paura del passato, secondo me, ma del presente.
Una persona che è stata, secondo le parole di Warlock, in passato pluritraditrice e anaffettiva, quando dichiara di avere intenzione di rivedere l'ex, sicuramente cornificato all'epoca, apre una ferita nuova.
E' una contraddizione rispetto ai 26 anni trascorsi, in cui lei aveva abbandonato quella parte di sè che aveva mostrato all'inizio per essere una donna fedele. E' come se dicesse "quella parte di me promiscua non è mai morta, è lì, dentro me, e fa parte di me, e la sto ricercando".
Che questo produca inquietudine mi sembra ovvio.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Non si ha paura del passato, secondo me, ma del presente.
Una persona che è stata, secondo le parole di Warlock, in passato pluritraditrice e anaffettiva, quando dichiara di avere intenzione di rivedere l'ex, sicuramente cornificato all'epoca, apre una ferita nuova.
E' una contraddizione rispetto ai 26 anni trascorsi, in cui lei aveva abbandonato quella parte di sè che aveva mostrato all'inizio per essere una donna fedele. E' come se dicesse "quella parte di me promiscua non è mai morta, è lì, dentro me, e fa parte di me, e la sto ricercando".
Che questo produca inquietudine mi sembra ovvio.
E' un po' quello che successe a me quando rincontrai la mia ex morosina pluritraditrice. Che fosse diventata fiscale col suo tizio del momento a me poco importava, perchè per me era sempre la lei dei tempi passati. L'immagine del passato è molto più forte di quella che ti dà la persona che hai davanti nel presente. E infatti fu fiscale per circa 2 ore poi era sempre lei... il lupo che perde il pelo ma non il vizio, neanche dopo 20 anni
 

cipolino

Utente di lunga data
Grazie, non avevo proprio capito cosa avessi scritto nell'altro post! o_O

Lo ribadisco il discorso degli ex.

Io ho raccontato che prima dei 30 anni ho sperimentato il "tornare indietro nel tempo" credendo di star andando nel futuro.
E mi è servito per metter le basi concrete, non teoriche, di quello che ho descritto: ossia che nel passato tendenzialmente si va a cercare se stessi.
Una volta compresa questa roba, diventa più interessante entrare completamente nel presente e affrontarlo.

Non vedo confusione onestamente.

Tu dici che fa confusione descrivere un percorso?

Io comunque non vedo mica tutto sta pericolosità nell'andarsi a bere un caffè con qualcuno, ex, non ex, maschio, femmina.
Non ci vedo impliciti, necessariamente.

A volte mi sembra che i matrimoni vengano raccontati come regressioni all'adolescenza in cui per uscire si debba chiedere il permesso :oops:
Mi sconvolge abbastanza questa cosa.
Anche a me sconvolge abbastanza. E lo dico come uno che sta da quarant'anni con la stessa persona!
 

Rebecca89

Sentire libera
Senza troppi giri di parole, Bravagiulia lo ha spiegato decisamente meglio.
E allora smettiamo di credere solo perché da un momento all' altro ci si può svegliare.
Smettiamo di fidarci solo perché si è stati traditi.
Smettiamo di pensare in bene perché bisogna solo pensare male.
Smettiamo di credere nel buono delle persone perché hanno tutti un lato infame.
Smettiamo di vivere di ricordi perché il passato va tombato.
Smettiamo di credere nelle possibilità perché è già tutto quanto scritto.

A me piace vivere pensando l' uno e l' altro.
Solo uno e solo l' altro è una vita di merda.
La consapevolezza non è data dalle cose certe o da quelle dubbie ma dal sapere che possono esserci cose certe e cose dubbie e viverle tutte.
 

danny

Utente di lunga data
E allora smettiamo di credere solo perché da un momento all' altro ci si può svegliare.
Smettiamo di fidarci solo perché si è stati traditi.
Smettiamo di pensare in bene perché bisogna solo pensare male.
Smettiamo di credere nel buono delle persone perché hanno tutti un lato infame.
Smettiamo di vivere di ricordi perché il passato va tombato.
Smettiamo di credere nelle possibilità perché è già tutto quanto scritto.

A me piace vivere pensando l' uno e l' altro.
Solo uno e solo l' altro è una vita di merda.
La consapevolezza non è data dalle cose certe o da quelle dubbie ma dal sapere che possono esserci cose certe e cose dubbie e viverle tutte.
Smettiamo di idealizzare la vita.
Non c'è mai totalmente il bene, come non c'è mai totalmente il male.
E inseguire sempre e solo il bene fa solo male, perché porta a subire solo delusioni e continue frustrazioni quando il male farà capolino.
Accettiamo la vita per quello che è: se mi sposo una pluritraditrice, la sua fedeltà non dovrà mai essere mai il parametro essenziale del rapporto che andrò a creare né potrò credere che io abbia potuto cambiarla per sempre. Ma anche se mi sposo una donna fedele, e mia moglie comunque non lo era come non lo ero io, non posso basare tutto sulla scommessa che nulla cambierà dentro di lei, o di me, nel tempo.
Da anni la fedeltà non è più ciò che cerco, invano, nei rapporti, e questo mi rende molto più sereno.
 
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