Jim Cain
Utente di lunga data
Uguali no ma ci sono caratteristiche comuni in parecchie storie.Vero ma se si va più a fondo potrai notare che non c'è una storia uguale all'altra.
Uguali no ma ci sono caratteristiche comuni in parecchie storie.Vero ma se si va più a fondo potrai notare che non c'è una storia uguale all'altra.
Talvolta, se sono pazientee ha funzionato?
Non saprei, però raccontata come l'ho letta mi ha ricordato proprio quella situazione, dove l'"impotenza appresa" non è proprio un "non faccio niente", ma sembra diventata un "cambio le regole del mio sistema di valori così non soffro più". Invece di dire "non voglio più soffrire ancora e non so come difendermi", la mente produce un dogma filosofico: "Ho eliminato la fedeltà dai miei valori perché è un concetto obsoleto", il che appare come un'anestesia cognitiva. Il "passettino di lato" che io menzionavo richiede un pensiero capace di dire, per esempio: "Questa persona mi sta mandando delle red flag, è potenzialmente "pericolosa", ma io posso andarmene ed eventualmente cercare qualcuno di meglio". L'impotenza cognitiva, invece, ha già chiuso la partita: "Inutile fare il passettino, tanto anche la prossima sarà uguale e prima o poi capiterà".E credi che questa sia la condizione del nostro amico e magari pensi anche ala mia?
Sono d'accordo con te ma perché tu ragioni così, ed è anch'io ragiono così.No, però se uno è ex, magari sbaglio, ma lo vedo come qualcosa di "archiviato", comunque non una minaccia. Invece uno nuovo, sconosciuto, che comincia a messaggiare quotidianamente con compagna/moglie, e poi decidono pure di vedersi di nascosto dalla moglie di lui... io non sono un tipo da scenate, però quando torna a casa non so se trova la stessa serratura, se la casa è intestata a me.
Ho eliminato la fedeltà dai miei valori perché qualcuno mi ha tradito, ma quel qualcuno per una serie di motivi non lo posso lasciare."Ho eliminato la fedeltà dai miei valori perché è un concetto obsoleto", il che appare come un'anestesia cognitiva.
Mi ha colpito il grassetto!Non si ha paura del passato, secondo me, ma del presente.
Una persona che è stata, secondo le parole di Warlock, in passato pluritraditrice e anaffettiva, quando dichiara di avere intenzione di rivedere l'ex, sicuramente cornificato all'epoca, apre una ferita nuova.
E' una contraddizione rispetto ai 26 anni trascorsi, in cui lei aveva abbandonato quella parte di sè che aveva mostrato all'inizio per essere una donna fedele. E' come se dicesse "quella parte di me promiscua non è mai morta, è lì, dentro me, e fa parte di me, e la sto ricercando".
Che questo produca inquietudine mi sembra ovvio.
Intendi che ti ha lasciato uno stato di allerta a priori?Lo hai spiegato perfettamente
Il problema però è che questa situazione lascia strascichi, lasciando uno stato d allerta acceso senza sapere come si spegne.
Al di là della semplicità (non riesco a scrivere così bene come te qui) ma credo che la fedeltà ci sia se c'è l'amore.Mi ha colpito il grassetto!
Non credo che la promiscuità sessuale sia qualcosa che si “spegne” per rendere possibile la fedeltà.
Questa è una lettura troppo semplificata, anche crudele per certi versi e richiama certi vecchi modi di dire fra l'altro; come se una persona dovesse cancellare una parte di sé per diventare affidabile dentro una relazione.
Ma la fedeltà non nasce dalla soppressione di ciò che si è, né dall’assenza di desideri o possibilità interne.
Anzi. Nasce proprio dalla fedeltà a chi si è, profondamente.
Fra l'altro, una relazione a due non è mai solo tra due individui “puliti” o monolitici.
È sempre già una relazione tra due mondi psichici complessi, due folle interne fatte di memorie, immaginari, desideri, esperienze precedenti, fantasie.
Dentro questa complessità, anche la dimensione sessuale non è qualcosa che si accende o si spegne: è parte del funzionamento del desiderio, che può essere riconosciuto, trasformato, orientato, ma non semplicemente cancellato.
La differenza non sta quindi nell’assenza di promiscuità, ma in come questa viene integrata dentro il legame.
La fedeltà è la scelta di restare presenti, integralmente e non a frammenti, dentro un mondo relazionale che si costruisce insieme, senza ridurre se stessi per renderlo più rassicurante e senza chiederlo all'altro di farlo per esser rassicurati.
Invece è pieno di traditori che amano i coniugi o di traditi che sono amatiAl di là della semplicità (non riesco a scrivere così bene come te qui) ma credo che la fedeltà ci sia se c'è l'amore.
Almeno per me è così.
Se per amore intendi "io e te stiamo creando insieme il mondo in cui stiamo abitando ed entrambi sappiamo di starlo facendo" sono d'accordo.Al di là della semplicità (non riesco a scrivere così bene come te qui) ma credo che la fedeltà ci sia se c'è l'amore.
Almeno per me è così.
Appunto.Però è così.
Posso non accettarlo, ma devo mettere in conto che nella vita ci sono cose belle come cose brutte.
E quel che conta per me almeno è che le prime siano in misura adeguata a sostenere le seconde.
Sei stato chiaro. Chi elimina il problema della fedeltà dove lo collocheresti? Potrebbe stare in entrambe le ipotesi. Una partner può essere problematica anche senza tenere in conto la fedeltà. Comunque Danny ha sempre detto che ha scelto la moglie e affettivamente pare sereno. L' unica cosa che manca e non solo a lui ahimè è il contatto fisico.Non saprei, però raccontata come l'ho letta mi ha ricordato proprio quella situazione, dove l'"impotenza appresa" non è proprio un "non faccio niente", ma sembra diventata un "cambio le regole del mio sistema di valori così non soffro più". Invece di dire "non voglio più soffrire ancora e non so come difendermi", la mente produce un dogma filosofico: "Ho eliminato la fedeltà dai miei valori perché è un concetto obsoleto", il che appare come un'anestesia cognitiva. Il "passettino di lato" che io menzionavo richiede un pensiero capace di dire, per esempio: "Questa persona mi sta mandando delle red flag, è potenzialmente "pericolosa", ma io posso andarmene ed eventualmente cercare qualcuno di meglio". L'impotenza cognitiva, invece, ha già chiuso la partita: "Inutile fare il passettino, tanto anche la prossima sarà uguale e prima o poi capiterà".
Non è comunque una garanzia. In questo caso la fedeltà è solo più probabile.Al di là della semplicità (non riesco a scrivere così bene come te qui) ma credo che la fedeltà ci sia se c'è l'amore.
Almeno per me è così.
Da sposato, non posso volere la fedeltà come valore condiviso di un'altra relazione.Io credo che sia giusto cercare ciò che si desidera in un rapporto, se per alcuni è la fedeltà, anche quella. Non credo che rinunciare a sé stessi, ai propri desideri, sia qualcosa che allontana le delusioni. Forse rischia di allontanarci ancora di più da ciò che vogliamo. Anche se poi la vita è fatta di realtà e della capacità di negoziare con la realtà e con gli altri, occorre sempre partire da sé.
Per le repliche delle precedenti puntate, attendere la programmazione mattutina di agosto.Cioè, lei ti diceva quando incontrava l'amante?![]()
In realtà secondo me è come tornare a guidare dopo un brutto incidente.Non saprei, però raccontata come l'ho letta mi ha ricordato proprio quella situazione, dove l'"impotenza appresa" non è proprio un "non faccio niente", ma sembra diventata un "cambio le regole del mio sistema di valori così non soffro più". Invece di dire "non voglio più soffrire ancora e non so come difendermi", la mente produce un dogma filosofico: "Ho eliminato la fedeltà dai miei valori perché è un concetto obsoleto", il che appare come un'anestesia cognitiva. Il "passettino di lato" che io menzionavo richiede un pensiero capace di dire, per esempio: "Questa persona mi sta mandando delle red flag, è potenzialmente "pericolosa", ma io posso andarmene ed eventualmente cercare qualcuno di meglio". L'impotenza cognitiva, invece, ha già chiuso la partita: "Inutile fare il passettino, tanto anche la prossima sarà uguale e prima o poi capiterà".
Me ne sono accorto.Appunto.
Non tutti sono pronti a tradire.
Tirati fuori.Ho sempre pensato che ci fossero delle ragioni, anche quando sentivo raccontare degli altri. E' un fatto umano, ha per forza delle ragioni.
E come ogni fatto, si affronta se e quando accade, cercando di trarne un significato, di dare una collocazione a quanto accaduto.
tu paziente. no commentTalvolta, se sono paziente![]()
Non ho voluto evidenziare eccezioni. Ma è vero.Io no, essendo stato sia tradito che traditore riesco ad avere un un atteggiamento sicuramente più imparziale di altri.
Non sono sarcastico, lo penso davvero.
Una necessità di scavare anche in chi si apre spontaneamente alla condivisione. Quasi come a non credere che è tutto lì e che io basto. (Bastare non so se è il termine corretto. Ci devo pensare. Forse il termine giusto è scelta).Intendi che ti ha lasciato uno stato di allerta a priori?
Attivo a prescindere?
Non lo metto in dubbio.. D'altra parte quando studiarono il fenomeno fecero proprio degli esperimenti per vedere se si poteva indurre tale "impotenza" e trovarono che effettivamente su 100 individui messi alla prova circa un terzo non la sviluppava, continuava a non rassegnarsi, il che portò a pensare che a parità di esperienza negativa conta molto la personalità, e l'esperienza passata. Non c'è nulla di automatico in sostanza, dipende moltissimo dai significati che si danno alle cose e alle esperienzeSei stato chiaro. Chi elimina il problema della fedeltà dove lo collocheresti? Potrebbe stare in entrambe le ipotesi. Una partner può essere problematica anche senza tenere in conto la fedeltà. Comunque Danny ha sempre detto che ha scelto la moglie e affettivamente pare sereno. L' unica cosa che manca e non solo a lui ahimè è il contatto fisico.
Come per tutte le esperienze negative e non solo quelle nelle relazioni. Questa forza là si scopre comunque dopo. Alcuni pensano di averla ed altri no.Non lo metto in dubbio.. D'altra parte quando studiarono il fenomeno fecero proprio degli esperimenti per vedere se si poteva indurre tale "impotenza" e trovarono che effettivamente su 100 individui messi alla prova circa un terzo non la sviluppava, continuava a non rassegnarsi, il che portò a pensare che a parità di esperienza negativa conta molto la personalità, e l'esperienza passata. Non c'è nulla di automatico in sostanza, dipende moltissimo dai significati che si danno alle cose e alle esperienze