A ogni persona manca qualcosa.
Anche io non ho avuto tutto da mia moglie. Mi sono accontentato, ho guardato quello che avevo e mi è sembrato già tanto. Appena sposati a causa di alcuni elementi presenti nella casa nuova ho avuto per un mese crisi d'asma.
Mia moglie si incazzava quando tornava a casa e mi vedeva stare male.
All'epoca lei aveva problemi col lavoro ed era sempre nervosa.
Le stava sulle balle tutto.
Una mattina mi sono svegliato che non respiravo più.
Mia moglie mi ha guardato come si guarda un ipocondriaco.
"mi faccio portare al pronto soccorso". Ho chiamato mia madre, mio fratello che sono venuti subito.
Solo allora lei ha capito la gravità della cosa ed è venuta con me.
Sono stato una settimana in ospedale: ho rischiato la morte.
Ho sempre lavorato tanto. E' vero, tante volte non ci sono stato.
Ho anteposto il lavoro in tantissimi momenti.
Lei invece un anno dopo il matrimonio si scazzò del suo, andò in crisi col suo capo paranoico di allora e insieme con le colleghe si licenziarono tutte di colpo. Restò a casa.
Io all'inizio le consigliai come operare.
La aiutai a mettere gli annunci.
Tornavo a casa e la seguivo.
Coi giorni diventava sempre più catatonica. Non cercava più lavoro, non faceva niente.
A un certo punto cominciai a trattarla con severità. "Non puoi restare lì così a non fare niente. Se vuoi lavorare, e vuoi trovare lavoro, è la maniera peggiore per farlo. Non devi far trascorrere il tempo a dirti che tanto non si trova". Avevamo un mutuo, i soldi in banca calavano. Restò a casa un anno e mezzo, andò in depressione.
Lei in questi giorni mi ha rinfacciato che io la umiliavo dicendole che la mantenevo a casa.
"Io ti volevo stimolare a reagire. Volevo che tu ti impegnassi, ritrovassi il tuo orgoglio. Non me è mai fregato niente dei soldi, (su sua insistenza abbiamo un conto comune, e io prendo una mancetta mensile) ma di te, del fatto che ti lasciassi andare..."
"Ma così facendo non hai risolto niente, Non capisci che con me non si fa così. Che ho bisogno di aiuto?"-
Forse ha ragione.
Ma io questo aiuto non ho mai saputo darglielo, non ho mai capito come darglielo.
Ho avuto un'infanzia peggiore della sua. Divorzio dei miei, suicidio mentre ero presente del nonno, e poi amici morti per overdose, casa bruciata... Pure una minacciata violenza sessuale col coltello quando avevo 8 anni.
E che cazzo!
OK, la vita mi ha indurito e mi sono aggrappato a questa famiglia come a un porto, come a una zattera che mi traghettasse fino alla vecchiaia, dandomi la certezza di avere costruito comunque qualcosa di solido nella vita.
Certezza utopica.
Lei mi ha - anche giustamente - rinfacciato in questi giorni di tante cose.
Quando lei stava male, quest'estate, secondo lei io non la capivo.
Eppure l'ho portata da 4 dottori, alcuni lontani ore di auto, sono stato con lei tutto il tempo accanto ad aspettare...
Domani mia figlia deve fare degli esami allergologici in un ospedale a un'ora da qui.
Lei aveva chiesto a mia madre e al suo uomo di accompagnarla in macchina.
Oggi mi ha rinfacciato di non essermi offerto io di farlo.
Ho preso una giornata di ferie, tanto sto lavorando da schifo e chi se ne frega a questo punto, ho dato la mia vita al lavoro, e la accompagnerò.
C'è evidentemente un'incomprensione tra noi due, colpa spartibile su entrambi.
Con l'altro lei si trova meglio "E' un piacione".
La fa sorridere, stare bene, senza impegno di sorta.