Io ultimamente sto meditando sul fatto che anche credere di poter "distruggere" la Terra, sia un pensiero frutto dell'antropocentrismo.
Dubito che la nostra influenza sia tanto potente da andare ad incidere davvero profondamente su un funzionamento di cui noi siamo partecipi per una minimissima parte, come specie intendo.
Oltretutto misuriamo il tempo e lo spazio, il tempo in particolare, secondo parametri umani. Che non coincidono per nulla coi tempi più ampi del pianeta.
Ho visto recentemente un documentario interessante su ciò che sta accadendo a Chernobyl adesso. E sono rimasta meravigliata e incantata.
Ci sono specie, uccelli, pesci e piccoli roditori che hanno sviluppato adattamenti che gli permettono non solo di vivere nella zona rossa, ma di "ripulirsi" dalle radiazioni.
Cosa che non si riteneva possibile. Quella zona è densissima di vita. Stanno succedendo cose. Anche ai lupi, per dire.
Tanto non si sa.
Eppure...tempo al tempo la natura pensa a se stessa.
Ogni tanto mi viene in mente che quando la terra si romperà il cazzo del nostro solletico da formichine, si scrollerà via la nostra specie e fine dei giochi. Ed è una idea rassicurante, per quanto un po' macabra.
Non so bene se è speranza...diciamo che io mi sento molto fiduciosa nella Natura. Più che nell'uomo, che è comunque una piccola parte del sistema tutto, non è neppure in grado di coglierne la complessità e gli intrecci e talvolta neppure di immaginarli.
E mi fa venire in mente i bambini che giocano con il fango e le costruzioni e sono tutti compresi nella loro parte di piccoli ingegneri della mente e del niente.
L'articolo però mi ha fatto pensare a come a volte mi lamento un po' di tutto, polemizzo, critico...G. mi ha fatto notare che nel medioevo sarei già in punto di morte. Probabilmente sarei anche finita su un qualche simpatico rogo, non potrei scrivere qui, non potrei sentire vicina l'altra parte del mondo e pensare possibile che gli scienziati stiano studiando il cervello come mai hanno fatto finora.
Mi relazione con il virtuale, con cure che parevano fantascienza solo 10 anni fa. E con una tolleranza del diverso che, per quanto io continui a pensare che fino a che non ci si staccherà del tutto dal positivismo e dal medioevo (di cui a mio parere siamo una succursale storica) non riusciremo a fare davvero il passo, è comunque ai massimi livelli conosciuti nella storia.
Voglio dire...mia nonna quando ha visto per la prima un uomo di colore ha preso paura e pensava all'uomo nero! gli africani...e chissà che cazzo di immaginari le sono scattati nella testa, che fino alla morte ha seguitato ad averne alternativamente paura o, per contro, trattarli come bambini cresciuti e tendenzialmente idioti...
Quindi io di mio sono piuttosto convinta che siamo in un momento incredibile della storia...scoperte, aperture, paradigmi filosofici e teologici che si stanno piegando e spezzando, passaggi epocali...teorie che finalmente e sempre più danno seguito al fatto che non è il sole a girare intorno alla terra e che la terra non è il giardino di cui l'uomo è guardiano con tutto ciò che ne consegue...posso leggere gente come Hawkins, voglio dire!!
Credo ci sia scarsa consapevolezza del cambiamento...e paura.
Stiamo uscendo dal sogno post guerra, finalmente...a me sembra davvero uno di quei momenti in cui può accadere di tutto!
Ed in effetti, se mi guardo indietro nella storia, pochi sono i momenti con accelerazioni a tutto campo come quella del tempo in cui viviamo noi...
cavolo...quando avevo 17 anni usavo le cabine del telefono!! adesso scrivo una mail e leggo la risposta quasi prima di aver pensato che l'altro ha letto e risposto. E magari è in america.
Lo spazio sta cambiando di significato. Il tempo pure.
A me sembra una roba meravigliosa!
Che poi l'uomo come specie forse si estinguerà...boh...io non ci vedo tutta questa stranezza. Si estinguono un sacco di specie ogni giorno. Da sempre. E' parte di un andamento...chi l'ha detto che noi siamo esenti?
Di fondo sono piuttosto d'accordo con il tono generale dell'articolo però.
E intendiamoci...non osanno ad una deresponsabilizzazione, anzi...ma credo che sia un qualcosa che ha più a che vedere con la propria soddisfazione personale, un riconoscersi di essere parte attiva di un tutto e di esserlo nel modo più proattivo a nostra disposizione, come mettere a frutto il patrimonio di conoscenze che abbiamo accumulato fino ad ora.