Negozio di vestiti a Milano... ah no, Cina

Marjanna

Utente di lunga data
Mi è comparsa la pubblicità di questo.

Recensioni: https://it.trustpilot.com/review/zorrato.com

Ok nei contatti non ci sono indicazioni su Milano, qualcuno mi dirà che si vede che le foto o i vestiti sono cinesi, e chi è fesso si arrangi.
Qualcuno dirà che è tutto legale, però l’impostazione è truffaldina.

A volte apro dei video su YouTube e nelle pubblicità che precedono il video, che se posso skippo quanto prima, a volte mi compaiono dei giovanotti con una tale aria strafottente che potessi gli tirerei una craniata un secondo dopo, che millantano metodi per fare soldi. Si skippa e via. Ma temo che se tirano tanto questi metodi qualche riscontro lo abbiamo.

Siamo in tanti nel pianeta, e tutti hanno da magnà. Lo sapeva bene Wanna Marchi, che nonostante condanna e detenzione, è ancora millantata da molti.
Nel web si trova il mondo, ci sono tutti. 7 miliardi in una stanza. E fuffa che gira come quando da bambini si giocava a acchiapparella (o "ce l'hai")...

Mah... 😐
 

Brunetta

Utente di lunga data
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Ok nei contatti non ci sono indicazioni su Milano, qualcuno mi dirà che si vede che le foto o i vestiti sono cinesi, e chi è fesso si arrangi.
Qualcuno dirà che è tutto legale, però l’impostazione è truffaldina.

A volte apro dei video su YouTube e nelle pubblicità che precedono il video, che se posso skippo quanto prima, a volte mi compaiono dei giovanotti con una tale aria strafottente che potessi gli tirerei una craniata un secondo dopo, che millantano metodi per fare soldi. Si skippa e via. Ma temo che se tirano tanto questi metodi qualche riscontro lo abbiamo.

Siamo in tanti nel pianeta, e tutti hanno da magnà. Lo sapeva bene Wanna Marchi, che nonostante condanna e detenzione, è ancora millantata da molti.
Nel web si trova il mondo, ci sono tutti. 7 miliardi in una stanza. E fuffa che gira come quando da bambini si giocava a acchiapparella (o "ce l'hai")...

Mah... 😐
Dato un mezzo, c’è chi lo usa a modo suo.
Del resto non è facile porre limiti che diventino limiti alla libertà.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Dato un mezzo, c’è chi lo usa a modo suo.
Del resto non è facile porre limiti che diventino limiti alla libertà.
Ma i limiti vengono imposti.
Guarda come sono cambiati i risultati di Google negli ultimi anni.
 

danny

Utente di lunga data
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Ok nei contatti non ci sono indicazioni su Milano, qualcuno mi dirà che si vede che le foto o i vestiti sono cinesi, e chi è fesso si arrangi.
Qualcuno dirà che è tutto legale, però l’impostazione è truffaldina.

A volte apro dei video su YouTube e nelle pubblicità che precedono il video, che se posso skippo quanto prima, a volte mi compaiono dei giovanotti con una tale aria strafottente che potessi gli tirerei una craniata un secondo dopo, che millantano metodi per fare soldi. Si skippa e via. Ma temo che se tirano tanto questi metodi qualche riscontro lo abbiamo.

Siamo in tanti nel pianeta, e tutti hanno da magnà. Lo sapeva bene Wanna Marchi, che nonostante condanna e detenzione, è ancora millantata da molti.
Nel web si trova il mondo, ci sono tutti. 7 miliardi in una stanza. E fuffa che gira come quando da bambini si giocava a acchiapparella (o "ce l'hai")...

Mah... 😐
Sembra un po' CVG.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
magari ha sede legale in Paolo Sarpi che è una zona molto storica di Milano.
La natura cinese oramai è irrilevante, pure Boggi da vent’anni produce in Bangladesh.
 

omicron

Pigra, irritante e non praticante
qualche anno fa contestarono a Montezemolo il fatto che le t-shirt della Ferrari fossero fatte in Cina, ma riportassero il marchio Made in Italy e costassero 100€, a parte il fatto che lui replicò con un "ma è poco 100€ per una maglietta" poi disse che erano fatte in Cina ma il design era italiano
 

Pincopallino

Utente di lunga data
qualche anno fa contestarono a Montezemolo il fatto che le t-shirt della Ferrari fossero fatte in Cina, ma riportassero il marchio Made in Italy e costassero 100€, a parte il fatto che lui replicò con un "ma è poco 100€ per una maglietta" poi disse che erano fatte in Cina ma il design era italiano
Sinceramente trovo ridicolo, e non parlo di Marianna chi contesta il Made in China.
Cosa non si produce li oggi?
Sono oramai 40 anni che i nostri tanto osannati imprenditori tessili hanno portato la produzione dove costa 10, per venderla dove costa 100.
I governi che si sono alternati sono sempre stati a guardare.
Oramai è tardi.
Milano e’ solo un brand, come Adidas, Nike, Coca Cola e niente più.
 

danny

Utente di lunga data
Sinceramente trovo ridicolo, e non parlo di Marianna chi contesta il Made in China.
Cosa non si produce li oggi?
Sono oramai 40 anni che i nostri tanto osannati imprenditori tessili hanno portato la produzione dove costa 10, per venderla dove costa 100.
I governi che si sono alternati sono sempre stati a guardare.
Oramai è tardi.
Milano e’ solo un brand, come Adidas, Nike, Coca Cola e niente più.
Anzi, i Cinesi stanno facendo "shopping" da noi.
Per me la ciliegina finale arriverà quando la mobilità elettrica diventerà appannaggio dei produttori cinesi.
Per quel momento anche le aziende di fornitura di energia cadranno in mano loro.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Anzi, i Cinesi stanno facendo "shopping" da noi.
Per me la ciliegina finale arriverà quando la mobilità elettrica diventerà appannaggio dei produttori cinesi.
Per quel momento anche le aziende di fornitura di energia cadranno in mano loro.
E poi vedrai quando i governi chiederanno a loro il permesso di fare…e vedrai anche che fine faranno i pochi diritti rimasti. Altro che pausa caffè e forum.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Sembra un po' CVG.
CVG?

Sinceramente trovo ridicolo, e non parlo di Marianna chi contesta il Made in China.
Cosa non si produce li oggi?
Sono oramai 40 anni che i nostri tanto osannati imprenditori tessili hanno portato la produzione dove costa 10, per venderla dove costa 100.
I governi che si sono alternati sono sempre stati a guardare.
Oramai è tardi.
Milano e’ solo un brand, come Adidas, Nike, Coca Cola e niente più.
Non contestavo (blandamente, vista la sezione che ho scelto) tanto il Made in China, ma l’uso di Milano.
Quello che tu dici è verissimo, però Milano rimane nella percezione la città della moda, delle sfilate, dei grandi stilisti. Più che un brand è un simbolo, se si parla di moda.

Anni fa mi sono stati regalati dei capi cinesi, comprati in Cina, non quelli di siti cinesi, ma una giacca e due camicette made in China, di ottima fattura. Parecchio difficili da abbinare, visto il tessuto con una decorazione importante (praticamente tutto il resto deve essere monocolore nero o bianco, altrimenti rischi la pagliacciata) e parecchio corti (nonostante io non sia alta, una taglia S cinese autentica è decisamente corta a livello di busto). Avendoli visti so che esistono capi cinesi, venduti ai cinesi, molto buoni. Tutt’altro da quanto viene prodotto per risparmiare sulla produzione.

Chi ha fatto acquisti nel sito, come si vede dalle recensioni, è stato fuorviato dall’uso della parola Milano, associata al "spediamo in tutta Italia".
Milano quale simbolo di garanzia di prodotto, a cui chi compra ha dato fiducia, mentre o non ha visto arrivare nulla, o ha ricevuto capi di fatture scadente rispetto le foto mostrate. Ora, vero che con un poco di attenzione qualche dubbio sorge (tutti i capi sono scontati ad esempio), però mentre noi leviamo valore (probabilmente per te Milano non è simbolo di moda, di qualità di design), quel valore altri lo usano, e va bene così in nome della libertà del web, per noi nati in altri tempi, un mondo staccato, per i giovani, per chi ci nasce?!?!?
 

danny

Utente di lunga data
CVG?



Non contestavo (blandamente, vista la sezione che ho scelto) tanto il Made in China, ma l’uso di Milano.
Quello che tu dici è verissimo, però Milano rimane nella percezione la città della moda, delle sfilate, dei grandi stilisti. Più che è un brand è un simbolo, se si parla di moda.

Anni fa mi sono stati regalati dei capi cinesi, comprati in Cina, non quelli di siti cinesi, ma una giacca e due camicette made in China, di ottima fattura. Parecchio difficili da abbinare, visto il tessuto con una decorazione importante (praticamente tutto il resto deve essere monocolore nero o bianco, altrimenti rischi la pagliacciata) e parecchio corti (nonostante io non sia alta, una taglia S cinese autentica è decisamente corta a livello di busto). Avendoli visti so che esistono capi cinesi, venduti ai cinesi, molto buoni. Tutt’altro da quanto viene prodotto per risparmiare sulla produzione.

Chi ha fatto acquisti nel sito, come si vede dalle recensioni, è stato fuorviato dall’uso della parola Milano, associata al "spediamo in tutta Italia".
Milano quale simbolo di garanzia di prodotto, a cui chi compra ha dato fiducia, mentre o non ha visto arrivare nulla, o ha ricevuto capi di fatture scadente rispetto le foto mostrate. Ora, vero che con un poco di attenzione qualche dubbio sorge (tutti i capi sono scontati ad esempio), però mentre noi leviamo valore (probabilmente per te Milano non è simbolo di moda, di qualità di design), quel valore altri lo usano, e va bene così in nome della libertà del web, per noi nati in altri tempi, un mondo staccato, per i giovani, per chi ci nasce?!?!?
 

Pincopallino

Utente di lunga data
CVG?



Non contestavo (blandamente, vista la sezione che ho scelto) tanto il Made in China, ma l’uso di Milano.
Quello che tu dici è verissimo, però Milano rimane nella percezione la città della moda, delle sfilate, dei grandi stilisti. Più che un brand è un simbolo, se si parla di moda.

Anni fa mi sono stati regalati dei capi cinesi, comprati in Cina, non quelli di siti cinesi, ma una giacca e due camicette made in China, di ottima fattura. Parecchio difficili da abbinare, visto il tessuto con una decorazione importante (praticamente tutto il resto deve essere monocolore nero o bianco, altrimenti rischi la pagliacciata) e parecchio corti (nonostante io non sia alta, una taglia S cinese autentica è decisamente corta a livello di busto). Avendoli visti so che esistono capi cinesi, venduti ai cinesi, molto buoni. Tutt’altro da quanto viene prodotto per risparmiare sulla produzione.

Chi ha fatto acquisti nel sito, come si vede dalle recensioni, è stato fuorviato dall’uso della parola Milano, associata al "spediamo in tutta Italia".
Milano quale simbolo di garanzia di prodotto, a cui chi compra ha dato fiducia, mentre o non ha visto arrivare nulla, o ha ricevuto capi di fatture scadente rispetto le foto mostrate. Ora, vero che con un poco di attenzione qualche dubbio sorge (tutti i capi sono scontati ad esempio), però mentre noi leviamo valore (probabilmente per te Milano non è simbolo di moda, di qualità di design), quel valore altri lo usano, e va bene così in nome della libertà del web, per noi nati in altri tempi, un mondo staccato, per i giovani, per chi ci nasce?!?!?
Rimane nella percezione di chi a Milano e provincia non ci vive.
Abbiamo migliaia di capannoni vuoti, di tessiture andate a ramengo, di numeri di disoccupati del settore tessile e calzaturiero da far paura. Chi vede Milano sui cataloghi la chiama ancora capitale della moda.
Oggi la moda a Milano è l’evento, gli hotel, le feste a base di cocaina, le vie dello chic ove il ricco oggi o ha la pelle scura o gli occhi a mandorla.
L’unico imprenditore della moda rimasto ove il suo nome corrisponde anche alla partita iva dell’azienda, di quelli famosi che hanno contribuito a rendere Milano quella che era (non quella che e’) sono Giorgio Armani e forse Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Tutti gli altri hanno venduto a fondi stranieri.
E chi si è visto si è visto.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Rimane nella percezione di chi a Milano e provincia non ci vive.
Abbiamo migliaia di capannoni vuoti, di tessiture andate a ramengo, di numeri di disoccupati del settore tessile e calzaturiero da far paura. Chi vede Milano sui cataloghi la chiama ancora capitale della moda.
Oggi la moda a Milano è l’evento, gli hotel, le feste a base di cocaina, le vie dello chic ove il ricco oggi o ha la pelle scura o gli occhi a mandorla.
L’unico imprenditore della moda rimasto ove il suo nome corrisponde anche alla partita iva dell’azienda, di quelli famosi che hanno contribuito a rendere Milano quella che era (non quella che e’) sono Giorgio Armani e forse Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Tutti gli altri hanno venduto a fondi stranieri.
E chi si è visto si è visto.
Lo so che il Made in Italy di decenni passati è andato, non solo a Milano e nel settore moda.
Però noi qua viviamo. Quella percezione ha ancora valore, e altri la sfruttano.
 

Marjanna

Utente di lunga data

Pincopallino

Utente di lunga data
Non si tratta di credere o non credere e nemmeno di sfangare merda.
Bisogna piuttosto essere realisti.
Il brand Milano per ora tira, ho una amica che lavora alla BSide Communication che fa soldi a palate per gli eventi chiamati ad organizzare.
Per loro sono etichette, Milano, Parigi, NY, Shangai.
Etichette a cui mandare materiali e persone.
Una mia ex amante invece faceva la sarta da Cavalli negli anni d’oro, ora fa la sarta in Cina. O meglio, insegna a fare i sarti ai cinesi.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Non si tratta di credere o non credere e nemmeno di sfangare merda.
Bisogna piuttosto essere realisti.
Il brand Milano per ora tira, ho una amica che lavora alla BSide Communication che fa soldi a palate per gli eventi chiamati ad organizzare.
Per loro sono etichette, Milano, Parigi, NY, Shangai.
Etichette a cui mandare materiali e persone.
Una mia ex amante invece faceva la sarta da Cavalli negli anni d’oro, ora fa la sarta in Cina. O meglio, insegna a fare i sarti ai cinesi.
Neretto. Questa è la cosa che negli ultimi anni sento più spesso. Ovvero di un Made in Italy (moda, artigianato tipico, settore alimentare) che viene insegnato all’estero.
 

omicron

Pigra, irritante e non praticante
Neretto. Questa è la cosa che negli ultimi anni sento più spesso. Ovvero di un Made in Italy (moda, artigianato tipico, settore alimentare) che viene insegnato all’estero.
abbiamo iniziato negli anni 80 ad insegnare a cucire all'estero
 
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