Ciao Ipa!
Sì, mi ricordo questo discorso. Te l'ho letto, qui sul forum, diverse volte.
Dicevo, per me chiedere è difficoltoso. Soprattutto è difficoltoso individuare e rispondere con tranquillità alla mia voglia di chiedere. Su quello, dicevo, mi piacerebbe capire un po' meglio. Vedere dove finiscono discrezione e amor di privatezza e inizia la paura dello sguardo dell'altro. Ma magari tempo al tempo.
Davanti al silenzio la questione è un po' differente. Quel che voglio dire è che ci sono casi in cui già il silenzio è qualificante, e il domandare (domandarsi) oltre è superfluo.
Che si può fare, eh. Si può domandare fino allo sfinimento, fino a togliersi anche l'ultima curiosità, anche se si ha già più o meno qualificato.
Ma se ho delle insicurezze (e le ho, sto cercando di spostarle ma qualche volta tornano dov'erano), nei confronti dello sguardo altrui, e queste insicurezze mi portano a sentirmi ferita oltre misura quando mi sento ignorata..
In poche parole, mi guardo (che in realtà è un guardarsi nel divenire), ma l'immagine è ondivaga. A volte ci si mette in mezzo del vecchio a renderla tremolante.
Sono in fase di coordinamento, dello sguardo mio e quello che mi mandano gli altri. E dello sguardo verso quello a cui mi piacerebbe tendere.
Ma, dicevamo, l'atteggiamento altrui nei miei confronti mi pesa, perchè mi vedo riflesso contro anche quello.
Posso parlarmi e dirmi che non è così, lo faccio. Ma è un discorso che, forse, ha bisogno di tempo per depositarsi. Se si deposita.
Se non fosse così la questione del domandare/non domandare neppure si porrebbe. O meglio. Sarebbe relativa solo alla mia voglia di avere informazioni in più o meno (sia che debbano essere risposte effettive, sia che debbano essere reazioni o non-reazioni).
Tuttavia, dato che le cose stanno così, non posso giocare a colpire da sola un punto traballante che ho. Anche se teoricamente non dovrebbe traballare per queste vie.
Quindi sto attenta e mi preservo. Ritraendomi, se è il caso. Facendo finta che le assenze non mi pesino, o vestendomi di una durezza nei confronti degli altri che non sempre ho.
E comunque, a volte ci provo, a volte cambio idea.. così. Faccio test.
Scrivere qui è una parte della cosa, mi serve a chiarire il quadro (che è confuso.. si nota da quante volte torno sull'argomento e quante parole uso per spiegare concetti che, forse, sono semplici)
Oh, mi sto anche esercitando coi "ti voglio bene" e "i mi manchi". Ora riesco a dirli ed è divertente
