"Non c'è dottore, non c'è dottore ... "

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feather

Utente tardo
Se la metti così, mi fa più paura perdere lei. Ma mi fa ancora più paura non poter darle quello che vorrei. E in queste condizioni non sono in condizione di dare alcunchè. Solo quel che riesco a mettere insieme giorno per giorno. E alla lunga, non basta. E nemmeno tanto alla lunga, secondo me.
Hai paura di perderla, hai paura di non darle abbastanza, hai paura di essere depresso, hai paura di non reggere.
Sei in un loop di paura che si autoalimenta, dovunque guardi vedi un mostro pauroso. Ti giri e ce n'è un altro altrettanto pauroso.
O ti posizioni AL DI FUORI di questo loop o soccombererai allo stress.
Devi smettere di avere paura. Metterti nell'ottica che puoi perdere qualsiasi cosa, dalla vita alla compagna, al lavoro. Smetti di aver paura. Può succedere e basta.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sì, è più o meno quel che avevo immaginato anch'io e non è che mi dispiaccia del tutto, la cosa. D'altra parte quando sono arrivato qui ho sperimentato un po' la stessa franchezza, ed ho apprezzato. Mi do qualche settimana. O comunque il tempo di apprezzare il lavoro del medico. Poi tirerò le mie conclusioni.
Ti ripropongo una tua domanda. Come si fa a fidarsi di uno psichiatra?
Ci si fida.
Quello che non si può fare è cercare di analizzare il suo lavoro. Soprattutto non bisogna tentare di riferirlo e vedere se è valido o no con terze persone, noi.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Ti ripropongo una tua domanda. Come si fa a fidarsi di uno psichiatra?
Ci si fida.
Quello che non si può fare è cercare di analizzare il suo lavoro. Soprattutto non bisogna tentare di riferirlo e vedere se è valido o no con terze persone, noi.
Non era mia intenzione dare quest'impressione. Il mio è uno sfogo, e nemmeno il primo come ben sai. Non sto rimettendo al vostro giudizio l'operato del mio medico, come in un certo senso non cerco nemmeno un giudizio sul mio, di operato. Questo è semplicemente l'unico posto in cui posso parlare più o meno liberamente, e per l'appunto sfogarmi. E anche questo aiuta.

Tra l'altro il senso della mia domanda sulla fiducia è stato in buona parte travisato, ma evidentemente era davvero una domanda troppo ingenua. Mi capita, nei momenti di crisi, di spararne di memorabili.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non era mia intenzione dare quest'impressione. Il mio è uno sfogo, e nemmeno il primo come ben sai. Non sto rimettendo al vostro giudizio l'operato del mio medico, come in un certo senso non cerco nemmeno un giudizio sul mio, di operato. Questo è semplicemente l'unico posto in cui posso parlare più o meno liberamente, e per l'appunto sfogarmi. E anche questo aiuta.

Tra l'altro il senso della mia domanda sulla fiducia è stato in buona parte travisato, ma evidentemente era davvero una domanda troppo ingenua. Mi capita, nei momenti di crisi, di spararne di memorabili.
Travisare è normale. O meglio è normale interpretare attraverso il proprio vissuto.
Sono certa che tu non voglia mettere in discussione il tuo percorso terapeutico però potresti rischiare di farlo, anche senza volerlo. Averlo presente salvaguarda un po'.
 

lolapal

Utente reloaded
"Che ironia
Questa malattia
Che non mi fa dormire
Che non va più via."


Il nuovo specialista che ho consultato ha evidentemente un approccio diverso rispetto alla psicologa. Mentre lei mi aveva suggerito una strategia legata ad una terapia (avanzandola come un'ipotesi, come un "io proverei così"), questo al momento non ha suggerito una strada. Mi ha osservato molto, suggerendo sia gravità sia leggerezza (e in questo caso mi ha fatto quasi rabbia). Ha rimandato al prossimo incontro un'eventuale prescrizione, ma soprattutto non ha dato per scontate o per condivise le mie considerazioni. In un certo senso ha riportato tutto ad una specie di punto zero: ha "proposto" che tutte le mie considerazioni siano sensate e logiche, mi ha addirittura proposto l'ipotesi che le mie paranoie non siano paranoie (al che volevo chiedergli se lo faceva apposta per portarmi a un punto di rottura e lì esercitare il mestiere di psichiatra o cos'altro) ma considerazioni che potrebbero scaturire da basi oggettive. Inoltre mi ha fatto capire che considera i farmaci come puramente collaterali, e non mi prescriverebbe nulla di "pesante" perchè ci vedrebbe il rischio di una terapia "a vita". Quindi in un certo senso mi ha anticipato di non aspettarmi un contributo risolutivo da parte dei farmaci, di non considerarli una "salvezza". Il che posso anche capirlo, ma ora sono curioso di vedere dove andremo a parare, visto che tra l'altro la terapia ha un costo.


Da qui la citazione iniziale. Per quanto stia iniziando a percepire dei sintomi reali da forte stress (aritmie, spasmi muscolari e tremori) che stanno sostituendosi ai più banali attacchi di panico e stati d'ansia prolungati, il tutto sta nuovamente confluendo in una depressione sempre più classica (comincio ad avere problemi ad alzarmi dal letto, devo spostarmi in bicicletta perchè l'auto mi sembra troppo "impegnativa" sul piano dell'organizzazione mentale, ecc.). Insomma, per quanto attenda il prossimo incontro con ansia, non vorrei essermi illuso circa l'aiuto che mi può essere offerto dalla medicina. Ma credo anche che l'atteggiamento del medico possa essere una specie di test d'ingresso, visto che non credo mi abbia ancora inquadrato a dovere. Considerate che mentre la psicologa si è trovata davanti un disperato che al secondo incontro è quasi svenuto, questo qui ha avuto a che fare con una persona quasi calma, razionale, conscia della propria situazione: come dicevo, raccontare più volte tutta la storia ha cambiato qualcosa anche nella mia testa, e forse ora stanno evidenziandosi priorità mie che però non giocano a favore di una riflessione più aperta (e voi sapete che il mio obiettivo è prima di tutto salvare la mia relazione). Insomma, la curiosità resta, la disperazione cresce e muta. Devo resistere ancora qualche giorno, ma l'attesa è snervante e incerta. Sono in trincea.
Giorgio, dal piccolo della mia esperienza, posso dirti che è un atteggiamento giusto quello del medico: aspettiamo un attimo... in fondo, sei in uno stato d'ansia e depressivo diciamo "normale", non dato da patologie come psicosi o paranoia o schizofrenia... tutte cose che vanno trattate subito farmacologicamente. Sei comunque razionale e hai fatto, tra analisi e auto-analisi, il punto della situazione: sai più o meno, a livello conscio, cosa ti fa stare male.
Devi avere fiducia, non devono prescriverti un'aspirina, ma qualcosa che vada bene per te, per la tua situazione... i farmaci psichiatrici hanno tanti effetti collaterali, quindi bisogna che la medicina non peggiori la situazione invece di guarirla.
Ma non sei riuscito a passare per un Centro di Igiene Mentale pubblico? Sei dovuto andare privatamente? Capisco che è un bel dispendio economico...
In bocca al lupo e resisti! Sono certa che ne uscirai presto!
:)
 

giorgiocan

Utente prolisso
Travisare è normale. O meglio è normale interpretare attraverso il proprio vissuto.
Sono certa che tu non voglia mettere in discussione il tuo percorso terapeutico però potresti rischiare di farlo, anche senza volerlo. Averlo presente salvaguarda un po'.
Vero. Ma so bene che è una specie di ultima risorsa, o meglio ultimo baluardo prima di agire di testa mia (e potenzialmente far danni). E per quanto riguarda la mia testa, sicuramente in questo momento mi fido più dello psichiatra che di me. Quindi lungi da me volergli mettere i bastoni tra le ruote. Sono solo nevrotico, come puoi immaginare.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Giorgio, dal piccolo della mia esperienza, posso dirti che è un atteggiamento giusto quello del medico...
Sei dovuto andare privatamente? Capisco che è un bel dispendio economico...

In bocca al lupo e resisti! Sono certa che ne uscirai presto!
Il titolo del post è il ritornello di una canzone, non volevo metterla tanto sul tragico quanto sull'isterico (quello lo sto diventando davvero!). Comunque è vero che mi ha un po' spiazzato, il medico. Ma un po' me lo aspettavo. Immagino che poi il feeling sia una questione puramente soggettiva. Ma non mi è mai venuto in mente di non fidarmi della sua professionalità.

Sto andando privatamente. Altrimenti avrei avuto appuntamento nel 2016 per un colloquio, e poi nel 2018 per la ricetta.

Grazie per gli auguri. Un abbraccione!
 

Brunetta

Utente di lunga data
Vero. Ma so bene che è una specie di ultima risorsa, o meglio ultimo baluardo prima di agire di testa mia (e potenzialmente far danni). E per quanto riguarda la mia testa, sicuramente in questo momento mi fido più dello psichiatra che di me. Quindi lungi da me volergli mettere i bastoni tra le ruote. Sono solo nevrotico, come puoi immaginare.
Forse come tutti. Solo tu ne sei consapevole ;)
 

lolapal

Utente reloaded

tesla

Utente di lunga data
No ma sono educatore e ho avuto a che fre con psicofarmaci per la maggior parte dlla mia vita,dato che in famiglia mia madre era psicotica e so di che cosa parlo
bisogna vedere che cosa farebbero i tuoi ragazzi o tua mamma in assenza di farmaci.
se in loro aumentasse l'aggressività auto o etero diretta, direi che la terapia farmacologica sarebbe essenziale
 

nate

Utente di lunga data
bisogna vedere che cosa farebbero i tuoi ragazzi o tua mamma in assenza di farmaci.
se in loro aumentasse l'aggressività auto o etero diretta, direi che la terapia farmacologica sarebbe essenziale
Ovvio,ma ho visto gli antipsicotici su delle persone non essenzialmente psicotiche ma con disturbi dell'umore esogeni e non sono adatti
 
Stato
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