Cazzo! Sono d'accordo!
Un uomo che rappresenta quelle cose lì è Lui.
Chi se ne frega del sesso! La storia ha avuto una pausa lunga e in questo tempo hai avuto un'altra relazione. La vita la si vive, non si sospende di vivere nelle pause. Però io chiuderei con l'altro.
Perché non sono stata capace di restargli fedele. Perché non mi pento di aver iniziato una relazione con un altro, se non per il fatto che sono venuta meno a un'ideale di perfezione in cui credevo di essere profondamente rispecchiata e invece no. Perché mi sono degradata rispetto alla limpidezza del nostro amore e per un certo periodo mi sono scordata di lui. Perché adesso vorrei ricominciare ma non so se rinuncerei all'altro che pure non vale un'oncia di lui. Perché mi giudico malissimo, per il fatto che non me la sentirei per niente di essere sincera col confessare a lui questa storia. Perché non voglio amare per pietà, e non ne sarei nemmeno capace e lui ne sarebbe disgustato e giustamente offeso, ma continuare a vedere l'altro sembra quasi la condizione perché io possa non amare nemmeno per un secondo per pietà...Premettendo che sono un uomo e quindi seguendo un luogo comune mi ha dapprima colpito il “problema“ “pratico“ dell‘ impotenza che però probabilmente o sicuramente è la “ causa“ di una storia conseguente che si è quindi sviluppata in un modo piuttosto che in un altro e perciò anche di questo thread, perché hai pensato che potessi venire lapidata?
E' così?Perché non sono stata capace di restargli fedele. Perché non mi pento di aver iniziato una relazione con un altro, se non per il fatto che sono venuta meno a un'ideale di perfezione in cui credevo di essere profondamente rispecchiata e invece no. Perché mi sono degradata rispetto alla limpidezza del nostro amore e per un certo periodo mi sono scordata di lui. Perché adesso vorrei ricominciare ma non so se rinuncerei all'altro che pure non vale un'oncia di lui. Perché mi giudico malissimo, per il fatto che non me la sentirei per niente di essere sincera col confessare a lui questa storia. Perché non voglio amare per pietà, e non ne sarei nemmeno capace e lui ne sarebbe disgustato e giustamente offeso, ma continuare a vedere l'altro sembra quasi la condizione perché io possa non amare nemmeno per un secondo per pietà...
Sono maledettamente contorta, che ci vuoi fare.:smile:fatta la premessa sopra la mia impressione è che tu viva l'amore come letteratura e con poca spontaneità .
Sono d‘accordo con te ma comprendo benissimo quello che ha scritto brunetta.ma vogliamo scherzare????
chi se ne frega del sesso?
mi sento male, muoio...
questo è un dramma, uno piscodramma...ma certo il sesso c'entra eccone!!!
anzi nasce tutto da lì.
Perché non sono stata capace di restargli fedele. Perché non mi pento di aver iniziato una relazione con un altro, se non per il fatto che sono venuta meno a un'ideale di perfezione in cui credevo di essere profondamente rispecchiata e invece no. Perché mi sono degradata rispetto alla limpidezza del nostro amore e per un certo periodo mi sono scordata di lui. Perché adesso vorrei ricominciare ma non so se rinuncerei all'altro che pure non vale un'oncia di lui. Perché mi giudico malissimo, per il fatto che non me la sentirei per niente di essere sincera col confessare a lui questa storia. Perché non voglio amare per pietà, e non ne sarei nemmeno capace e lui ne sarebbe disgustato e giustamente offeso, ma continuare a vedere l'altro sembra quasi la condizione perché io possa non amare nemmeno per un secondo per pietà...
Ti capisco e non sai quanto.Perché non sono stata capace di restargli fedele. Perché non mi pento di aver iniziato una relazione con un altro, se non per il fatto che sono venuta meno a un'ideale di perfezione in cui credevo di essere profondamente rispecchiata e invece no. Perché mi sono degradata rispetto alla limpidezza del nostro amore e per un certo periodo mi sono scordata di lui. Perché adesso vorrei ricominciare ma non so se rinuncerei all'altro che pure non vale un'oncia di lui. Perché mi giudico malissimo, per il fatto che non me la sentirei per niente di essere sincera col confessare a lui questa storia. Perché non voglio amare per pietà, e non ne sarei nemmeno capace e lui ne sarebbe disgustato e giustamente offeso, ma continuare a vedere l'altro sembra quasi la condizione perché io possa non amare nemmeno per un secondo per pietà...
Carissima, quando le risposte sono sorprese belle, in cui ti guardi e ti dici "tè come mi piaccio!", allora sì. Ma quando ti guardi e non ti piaci, vedi che quello che ti fa stare bene è LESIVO in sé e per sé, perché ti mette nella condizione di omettere una parte della tua vita a qualcuno che chiami amore... Questo è duro...Fantastica Fantastica...
L'amore ha tante facce, secondo me. L'amore "completo" e che completa una persona totalmente è raro.
Un mio amico ultimamente mi esorta ad agire pensando al mio bene, a pormi prima la domanda: questo mi fa stare bene? Devo mettere un punto, un paletto, cosa desidero veramente? E io devo rispondermi guardandomi molto bene dentro, con sincerità... e le risposte che mi sto dando sono a volte sorprendenti! :smile:
Grazie per aver condiviso la tua storia...
:bacissimo:
Ma Fantastica è così. Lo è anche quando mette i panni nella lavatrice. Non mi sembra che inventi letterariamente la realtà ma solo che la descriva con stile letterario.Sono d‘accordo con te ma comprendo benissimo quello che ha scritto brunetta.
E pure minerva. ho letto tutte le emozioni di fantastica ma ho anche letto in po‘ di letteratura.
con rispetto , fantastica, ovvio
ma appare un compiacimento di questo.Sono maledettamente contorta, che ci vuoi fare.:smile:
Ciao a tutti e tutte.
Frequento questo forum da più di un anno, ma non sapete quasi nulla di me.
Oggi è un giorno importante, è il 25 aprile. Nel 2000 fu il giorno della mia liberazione. Dopo tante resistenze a un amore vero, finalmente, con grandi dubbi, con tante perplessità, con mille ritrosie, cedevo.
Cedere: questo è stato per me incontrare l'amore. Smettere di manipolare, smettere di sedurre, smettere di controllare, smettere di cercare di prevedere prima ciò che sarebbe potuto succedere dopo... lasciarsi andare, lasciarsi amare.
Quando salii sul treno che mi avrebbe condotto da lui, che ancora non avevo nemmeno visto in fotografia e col quale avevo scoperto una sintonia mostruosa solo discutendo su un forum di cinema e parlandogli al telefono, cosa che scatenava un'eccitazione immensa di per sé, da soli dieci giorni, mi sentivo ancora la stessa di prima: un'avventuriera, una collezionista di amori lunghi nel tempo, ma sempre traditi (attenzione! Immediatamente CHIUSI, mai tenute in piedi due storie in contemporanea, eh) per qualche nuova avventura intravista dietro l'angolo. Una libertina filosofa, una bambinetta cresciuta un po' viziata, un'intellettuale brillante e diffidente, una cucciolona anche, piena di bisogno d'amore e pronta a negare di averne bisogno in vista di qualche desiderio da soddisfare che stava lì dietro l'angolo.
Vederlo fu uno schock. Era un uomo, non i ragazzi con cui mi ero sempre accompagnata. Era bello, ma non era il mio tipo. Lo trovai poco seducente. Ma dopo un buon pranzo e una visita a una mostra su Jules Verne, era inevitabile finirci a letto in albergo. Non mi piacque. Ricordo che finsi una tenerezza che non provavo. Una parte di me voleva convincersi, un'altra voleva fuggire a gambe levate...
Non gli dissi mai di quella che voleva fuggire. Mai.
Ma quando risalii sul treno che mi avrebbe riportata a casa, decisi che avrei troncato.
Una settimana dopo, per il primo maggio, eravamo invece in Liguria, di nuovo insieme. E non ci siamo più lasciati.
Misi a tacere la conquistatrice, la manipolatrice, la seduttrice, l'intellettuale, la bambina viziata; e lasciai emergere l'avventuriera estrema: mi giocai tutto, mi affidai.
Per tantissimi e meravigliosi anni ci siamo amati in un modo che ci faceva dire qualche volta che eravamo le sole due tessere combacianti dell'immenso puzzle che sono le relazioni umane.
Ho amato solo lui, sono stata amata solo da lui. E' la sola persona che mi ha vista. E che mi vede...
Però. Però il destino è beffardo. Si è ammalato, è diventato impotente, in modo irreversibile. E non riesce a farsene una ragione. Non riesce ad accettare che io l'ami ancora, seppure di un amore necessariamente diverso. I primi tempi dopo la triste constatazione -peraltro prevista, ma lui non ci credeva e non ci ha creduto per molto tempo- mi ha allontanata. Io ho resistito con lo stargli vicina. Ma ne ho sofferto, anche se tendo a non ascoltare la sofferenza, a non mollare, non mollare mai. Ne ho sofferto non perché mi mancasse il sesso con lui, ma mi mancava la tenerezza, l'affetto, la carezza, il bacio, che non voleva darmi più...
Resta che dopo mesi di questa sua incapacità di chiedere aiuto, anche a me, di chiusura, di freddezza, di "tu non puoi capire...", si è presentata un'occasione particolare e ... ho ceduto...
E questa è stata la vera mazzata per me, quella più grave, quella che mi sono inferta io, rovinando per sempre questo capolavoro di amore... Non mi perdono dal punto di vista ideale. Però mi tocca accettare che è successo e quindi da qualche parte bisogna farsi delle domande. Aggiungo che sul piano reale, se così si può dire, non mi pento per niente, altrimenti che facile sarebbe, nemmeno sarei qui sopra a leggere da un pezzo...
Oggi voglio fare il punto qui, con voi, che un po' mi avete conosciuta e forse non mi farete a pezzi.
Il punto è che oggi gli ho scritto questo:
14 anni fa, con tante perplessità e insieme tanto entusiasmo, indossando una giacchetta bianca che mi piaceva tanto e con in mano un fumetto di Dylan Dog, mi recavo ad attenderti a Parma salendo sul treno dei desideri, che però non andava all’incontrario.
Sono iniziati lì gli anni più belli della mia vita. Ho conosciuto l’amore per la prima volta e non l’ho più lasciato.
Io ti amo ancora. Sei tu, sempre tu, e sarai sempre tu, la sola persona che davvero io amo.
Auguri amore mio grande.
Ti aspetto.
E lui mi ha risposto questo, per la prima volta dopo due anni:
Grazie per le tue parole, che mi hanno commosso. Quel 25 aprile di 14 anni fa resta impresso nel mio cuore. Ti portai l’autobiografia di Bunuel e il libro di uno psicanalista-motociclista perché pensavo che potessero aiutarti a capire meglio un riccio pieno di pudore in fatto di emozioni e sentimenti.
Non lascerò che tu mi aspetti ancora a lungo, mi sembrerebbe una crudeltà.
A presto.
Ora. Tutto è sincero, autentico, puro. I miei sentimenti, i suoi.
Ma io ho dovuto constatare sulla mia pelle che non sono stata capace di una fedeltà senza macchia. E anche ho dovuto constatare sulla mia pelle che se anche per un miracolo -che non accadrà- lui potesse tornare ad amarmi dell'amore che ci è stato negato dal destino -un destino giusto? io credo che vi sia una saggezza nelle cose che capitano- io non lo desidererei più. Andando a ritroso negli anni, mi sono accorta a posteriori che già nel 2008-2009 non avevo più così tanta voglia del sesso con lui. Eppure vi giuro che se penso ad "amore", per me amore è quello che c'è ancora adesso tra noi. Mi sbaglio? E' un'affettuosa amicizia? E' un rapporto genitoriale mascherato da amore erotico da sempre (è molto grande la nostra differenza di età e io sono orfana di padre da quando avevo 10 anni)? E' diventato oggi un rapporto genitoriale-filiale?
Come è possibile gestire un rapporto che io chiamo d'amore senza mezzi termini, che resta però monco di sessualità per complicità esplicita da parte sua e implicita da parte mia? Come è possibile un'esclusività se non c'è eros? Come posso essere all'altezza di una relazione così impraticabile? Avrebbe mai senso che io gli dicessi dell'altro? Che razza di situazione assurda è?
Sì, lapidatemi pure: questa volta è la prima volta che mi tengo due relazioni in contemporanea, entrambe imperfette e piene di problemi, eppure vive. Ma se davvero lui tornasse a breve, secondo voi...? Che fareste voi nei miei panni, se vi riesce...?
Grazie. Mi è costato molto parlare a tutti.
Tu parli da uomo. E' quello che dice anche lui. Diceva, fino a oggi, in quella lettera...un amore, la sua conclusione..questo dovresti essere capace di leggere.
e lo so che mollare, abbandonare, chiudere fa immensamente male.
ma faresti molto più male a lui e a te, restando con lui,
desiderando fisicamente l'altro.
gli amori finiscono, bisogna farsene una ragione,
finiscono anche quelli più belli.
Perché non sono stata capace di restargli fedele. Perché non mi pento di aver iniziato una relazione con un altro, se non per il fatto che sono venuta meno a un'ideale di perfezione in cui credevo di essere profondamente rispecchiata e invece no. Perché mi sono degradata rispetto alla limpidezza del nostro amore e per un certo periodo mi sono scordata di lui. Perché adesso vorrei ricominciare ma non so se rinuncerei all'altro che pure non vale un'oncia di lui. Perché mi giudico malissimo, per il fatto che non me la sentirei per niente di essere sincera col confessare a lui questa storia. Perché non voglio amare per pietà, e non ne sarei nemmeno capace e lui ne sarebbe disgustato e giustamente offeso, ma continuare a vedere l'altro sembra quasi la condizione perché io possa non amare nemmeno per un secondo per pietà...
Secondo me dovresti partire proprio da qui, dalle espressioni evidenziate, per me allucinanti e mai rispondenti (io direi anche: meno male!) alla vita vera (in questo, mi accodo a Minerva). Se nel tuo amore per lui c'è pietà, o potrebbe esserci in futuro, non so, dovresti tu saperlo man mano, ed essere sincera (con te prima di tutto, poi con voi). Poi, il solito già detto da altri: vi siete allontanati, hai avuto una relazione. Non c'è da fustigarsi per questo.Perché non sono stata capace di restargli fedele. Perché non mi pento di aver iniziato una relazione con un altro, se non per il fatto che sono venuta meno a un'ideale di perfezione in cui credevo di essere profondamente rispecchiata e invece no. Perché mi sono degradata rispetto alla limpidezza del nostro amore e per un certo periodo mi sono scordata di lui. Perché adesso vorrei ricominciare ma non so se rinuncerei all'altro che pure non vale un'oncia di lui. Perché mi giudico malissimo, per il fatto che non me la sentirei per niente di essere sincera col confessare a lui questa storia. Perché non voglio amare per pietà, e non ne sarei nemmeno capace e lui ne sarebbe disgustato e giustamente offeso, ma continuare a vedere l'altro sembra quasi la condizione perché io possa non amare nemmeno per un secondo per pietà...
provo spesso, forte, la stessa sensazionema appare un compiacimento di questo.
sto cercando di capire quando dici che non ti piaceva ma ti sei ritrovata a farel'amore con lui amandolo in seguito alla follia
ti succede mai di chiederti se le cose che fai le vuoi veramente o sono ...non so bene come dirti "drammaturgicamente "corrette?
lo so, è cosi.Tu parli da uomo. E' quello che dice anche lui. Diceva, fino a oggi, in quella lettera...
Diceva che il nostro amore è finito.
Ma io non posso immaginarmi condividere la bellezza della vita con altri che con lui.
Mi piace questa tua domanda. Ho un temperamento drammatico, ma non recito. In quel momento (che era questo 14 anni fa) io stavo in bilico con me stessa: sapevo che avevo incontrato un'anima che era la parte perduta di me. Lo sapevo da dieci giorni infallibilmente. Ma anche c'era una parte di me che resisteva. E quella si è manifestata nel mentre facevamo sesso la prima volta. Non è che non sia stato bello. E' che io non c'ero completamente. Non POTEVO esserci: avevo per le mani la mia metamorfosi! Roba pesante. Ho risposto?ma appare un compiacimento di questo.
sto cercando di capire quando dici che non ti piaceva ma ti sei ritrovata a farel'amore con lui amandolo in seguito alla follia
ti succede mai di chiederti se le cose che fai le vuoi veramente o sono ...non so bene come dirti "drammaturgicamente "corrette?
Vuol dire che l'altro è capace anche di non farmi stare bene. Mentre con lui io sto SEMPRE bene.questo però non lo capisco molto...che vuoi dire in pratica?