Parliamo di meditazione

Marjanna

Utente di lunga data
Ricordando un vecchio aneddoto scritto in un altro topic, mi è venuta in mente questa parola: meditazione.

Da Wikipedia: La meditazione (dal latino meditatio, riflessione) è, in generale, una pratica che si utilizza per raggiungere una maggiore padronanza delle attività della mente, in modo che essa smetta il suo usuale chiacchierio di sottofondo e divenga assolutamente acquietata, pacifica. Tradizionalmente per meditazione si intende la concentrazione della mente in un sol punto mentre, per contemplazione si intende la capacità di lasciar riposare la mente nel suo stato naturale.

Ne abbiamo tutti sentito parlare, ma quanti sanno metterla in pratica veramente?
Ho conosciuto persone che si sono avvicinate a varie discipline orientali, hanno fatto corsi di yoga (anche io ne ho fatto uno, anche se molti anni fa), ma poi mi appare evidente, dal loro modo di comunicare e agire, che non sanno meditare.
In questo forum mi colpiscono sempre molto gli interventi di Ipazia, perchè trovo che inducano la persona a riflettere, a meditare, portino a guardare oltre il proprio chiacchierio di sottofondo.
Fa anche male farlo.
Qui ci sono discussioni che vanno avanti pagine e pagine dove si parla sempre solo alla parte logica della persona, e quella risponde, ma la parte emotiva andrà avanti dritta per la sua strada non sentendo, muovendosi su altri piani.
Noto anche molti interventi dove percepisco un proprio chiacchierio di sottofondo, e non mi ci escludo.
La meditazione credo potrebbe essere una strada per arrivare a parlare alla parte emotiva della persona, di noi stessi. Ma come fare a farlo da soli?
Non credo basti sedersi a terra in silenzio.

Esperienze, pareri, pensieri...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ricordando un vecchio aneddoto scritto in un altro topic, mi è venuta in mente questa parola: meditazione.

Da Wikipedia: La meditazione (dal latino meditatio, riflessione) è, in generale, una pratica che si utilizza per raggiungere una maggiore padronanza delle attività della mente, in modo che essa smetta il suo usuale chiacchierio di sottofondo e divenga assolutamente acquietata, pacifica. Tradizionalmente per meditazione si intende la concentrazione della mente in un sol punto mentre, per contemplazione si intende la capacità di lasciar riposare la mente nel suo stato naturale.

Ne abbiamo tutti sentito parlare, ma quanti sanno metterla in pratica veramente?
Ho conosciuto persone che si sono avvicinate a varie discipline orientali, hanno fatto corsi di yoga (anche io ne ho fatto uno, anche se molti anni fa), ma poi mi appare evidente, dal loro modo di comunicare e agire, che non sanno meditare.
In questo forum mi colpiscono sempre molto gli interventi di Ipazia, perchè trovo che inducano la persona a riflettere, a meditare, portino a guardare oltre il proprio chiacchierio di sottofondo.
Fa anche male farlo.
Qui ci sono discussioni che vanno avanti pagine e pagine dove si parla sempre solo alla parte logica della persona, e quella risponde, ma la parte emotiva andrà avanti dritta per la sua strada non sentendo, muovendosi su altri piani.
Noto anche molti interventi dove percepisco un proprio chiacchierio di sottofondo, e non mi ci escludo.
La meditazione credo potrebbe essere una strada per arrivare a parlare alla parte emotiva della persona, di noi stessi. Ma come fare a farlo da soli?
Non credo basti sedersi a terra in silenzio.

Esperienze, pareri, pensieri...
In effetti, ma non penso sia meditazione, basta proprio sedersi in silenzio.
E lasciarsi cadere giù. Nel nulla apparente che fa tanta paura.

Ma dove il chiacchiericcio di cui parli diventa un osservato e non un osservatore.

Io non medito. Ma ho imparato che mi piace molto lasciarmi andare giù, in un posto dove le prime volte che ci andavo mi sembrava di entrare nel nulla di me. Sentirmi niente.

Prima mi faceva piangere. Ne avevo un timore profondo, che sfiorava la reverenza.
Adesso ci trovo riposo e consolazione.
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
La meditazione di stampo buddista (perché esiste anche un'accezione filosofico-occidentale della meditazione che è totalmente diversa) mira a pensare il nulla. Quando ci ho provato, durante un ritiro in un monastero, mi snervava. Mi dicevo: ho passato tutta la vita a cercare di pensare il più possibile, non riuscendoci peraltro, e ora dovrei impegnarmi a non pensare.
In realtà poi ti rendi conto di quanto sia importante la differenza tra il pensare il nulla e pensare nulla.
Lo scopo, per come me l'hanno insegnato durante quel ritiro, consiste nel continuare a lasciar scorrere normalmente i pensieri ordinari, ma senza soffermarcisi. Come se, appunto, fossero nulla.
Secondo me questo senso puo' essere colto solo nell'ottica di un percorso che mira al distacco totale dalle cose mondane.
Altrimenti, diventa un esercizio come un altro per rilassarsi.
O per concentrarsi.
O per imparare a pensare meglio.
Ma perde quella caratteristica essenziale che è il rapporto col nulla.
EDIT: rapporto col nulla che già ipazia aveva saggiamente indicato :)
 
Ultima modifica:

alberto15

Utente di lunga data
francamente la meditazione non serve a niente. Lo penso sinceramente. Cosa devi meditare? Il pensiero e' iperveloce. Non ha bisogno di niente. Almeno per me e' cosi'
 

Marjanna

Utente di lunga data
La meditazione di stampo buddista (perché esiste anche un'accezione filosofico-occidentale della meditazione che è totalmente diversa) mira a pensare il nulla. Quando ci ho provato, durante un ritiro in un monastero, mi snervava. Mi dicevo: ho passato tutta la vita a cercare di pensare il più possibile, non riuscendoci peraltro, e ora dovrei impegnarmi a non pensare.
In realtà poi ti rendi conto di quanto sia importante la differenza tra il pensare il nulla e pensare nulla.
Lo scopo, per come me l'hanno insegnato durante quel ritiro, consiste nel continuare a lasciar scorrere normalmente i pensieri ordinari, ma senza soffermarcisi. Come se, appunto, fossero nulla.
Secondo me questo senso puo' essere colto solo nell'ottica di un percorso che mira al distacco totale dalle cose mondane.
Altrimenti, diventa un esercizio come un altro per rilassarsi.
O per concentrarsi.
O per imparare a pensare meglio.
Ma perde quella caratteristica essenziale che è il rapporto col nulla.
EDIT: rapporto col nulla che già ipazia aveva saggiamente indicato :)
A me questo capita in modo naturale e spontaneo quando cammino in natura (da sola). Ma non sempre questo è possibile. Sedersi per terra in silenzio dentro 4 pareti di cemento... a volte il silenzio non c'è. Dipende dai suoni che arrivano. Poi il silenzio non è mai silenzio in natura. Come quelle cose che si associano al relax in casa (candele profumate, musichette zen) mi san di finto. C'è una mancanza di autenticità che non fa leva su di me.
 

Marjanna

Utente di lunga data
francamente la meditazione non serve a niente. Lo penso sinceramente. Cosa devi meditare? Il pensiero e' iperveloce. Non ha bisogno di niente. Almeno per me e' cosi'
A volte troppo veloce, e troppi sono i pensieri. La ricerca di un modo per meditare è trovare una calma interiore, un ordine ai pensieri del vissuto. E' difficile spiegarsi.
A me capita camminando in natura come ho scritto, ma non è che lo faccia per questo, è qualcosa che mi piace, però mi rendo conto -essendo un periodo di parecchio peso a livello di pensieri- che a livello interiore cambio, e questo poi si riflette anche nel benessere generale.
Magari non ne abbiamo tutti bisogno, ma non siamo tutti uguali. Se tu ti senti sereno e senti ordine e quiete nella tua mente sei giustamente libero di seguire il tuo percorso, e manifestare ciò che senti utile al benessere interiore, così come ciò che ritieni inutile.
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
A me questo capita in modo naturale e spontaneo quando cammino in natura (da sola). Ma non sempre questo è possibile. Sedersi per terra in silenzio dentro 4 pareti di cemento... a volte il silenzio non c'è. Dipende dai suoni che arrivano. Poi il silenzio non è mai silenzio in natura. Come quelle cose che si associano al relax in casa (candele profumate, musichette zen) mi san di finto. C'è una mancanza di autenticità che non fa leva su di me.
Si capisco, a me fa lo stesso effetto la biancheria intima troppo hard, mi crea ansia più che altro.
Al monastero mi dicevano che per esercitarci a meditare la cosa migliore era farlo in metropolitana, al supermercato ecc.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Si capisco, a me fa lo stesso effetto la biancheria intima troppo hard, mi crea ansia più che altro.
Al monastero mi dicevano che per esercitarci a meditare la cosa migliore era farlo in metropolitana, al supermercato ecc.
In luoghi pieni di caos e disarmonia totale????????????????!!!!!!???????? :confused:
Ma che monaci erano???
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
In luoghi pieni di caos e disarmonia totale????????????????!!!!!!???????? :confused:
Ma che monaci erano???
Ma appunto, perché l'esercizio consiste nel lasciar fluire.
I rumori, le cose materiali, ma anche i pensieri e i desideri, non vanno eliminati, ma accettati e lasciati sullo sfondo.
L'isolamente (ed eventualmente per qualcuno le candele) aiutano apparentemente, ma in realtà non ti fanno affrontare il vero fulcro della questione, che è quello di rimanere distaccati dalle cose mondane che ci tentano e ci distraggono continuamente.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Ma appunto, perché l'esercizio consiste nel lasciar fluire.
I rumori, le cose materiali, ma anche i pensieri e i desideri, non vanno eliminati, ma accettati e lasciati sullo sfondo.
L'isolamente (ed eventualmente per qualcuno le candele) aiutano apparentemente, ma in realtà non ti fanno affrontare il vero fulcro della questione, che è quello di rimanere distaccati dalle cose mondane che ci tentano e ci distraggono continuamente.
Penso dipenda dove si vive e dove si è nati. Io a Milano centro (mi pare di capire che molti vivete lì) non ci andrei a vivere neppure se potessi stare nell'attico di lusso arredato all'ultima moda con tutti confort possibili e immaginabili aggratis. Solo la parola metropolitana mi fa buio, cemento, morte, mancanza di vita. Le cose mondane non mi tentano, le ho già viste e vissute. Penso che i monaci abbiano modificato certi concetti per adattarli al mondo civile, però questa modifica mi sembra quasi una conversione per fare arrivare qualcosa verso un mondo alieno.
 
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