Parole al vento

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Spider

Escluso
allora, visto e appurato che i nostri rispettivi,
sono cosi restii a sbilanciarsi...
volgiamo la domanda all'etere.

cosa resta in fondo dopo un tradimento,
che considerazioni fate,
ne è valsa la pena?
veramente ci può essere qualcosa di cui ...è meglio non parlare?

In fondo mi chiedo... sei rimasto, l'altro si è convinto, deciso di restare,
allora non dovrebbe essere l'inizio di una grande trasparenza,
di un potente comunicabilità?
perchè, tutto dopo rimane comunque difficile,
cosa il tradito vi fa mancare di più?
 

sienne

lucida-confusa
allora, visto e appurato che i nostri rispettivi,
sono cosi restii a sbilanciarsi...
volgiamo la domanda all'etere.

cosa resta in fondo dopo un tradimento,
che considerazioni fate,
ne è valsa la pena?
veramente ci può essere qualcosa di cui ...è meglio non parlare?

In fondo mi chiedo... sei rimasto, l'altro si è convinto, deciso di restare,
allora non dovrebbe essere l'inizio di una grande trasparenza,
di un potente comunicabilità?
perchè, tutto dopo rimane comunque difficile,
cosa il tradito vi fa mancare di più?

Ciao

non è mai stato messo in discussione, da parte sua ...
Da parte mia si, certo. Soprattutto perché si è trattata di storia parallela.

È stato la vita a darci un calcio doloroso e avermi messa in scacco matto.
Di conseguenza ha colpito pure lui, ovvio. Da qui, lui ha sempre sostenuto
il contrario ... che è stato lui a non bastare ... a non essere abbastanza forte,
per reggere il tutto. Anche se ho sempre apprezzato questa sua sobrietà,
un suo porsi senza cercare scuse ecc. nel dopo tradimento a me è venuto
a mancare quella forza, quel coraggio, quella divisione ... del peso ...
In poche parole, ha continuato a fuggire ... così, ho chiuso io.




​sienne
 

Innominata

Utente che predica bene
allora, visto e appurato che i nostri rispettivi,
sono cosi restii a sbilanciarsi...
volgiamo la domanda all'etere.

cosa resta in fondo dopo un tradimento,
che considerazioni fate,
ne è valsa la pena?
veramente ci può essere qualcosa di cui ...è meglio non parlare?

In fondo mi chiedo... sei rimasto, l'altro si è convinto, deciso di restare,
allora non dovrebbe essere l'inizio di una grande trasparenza,
di un potente comunicabilità?
perchè, tutto dopo rimane comunque difficile,
cosa il tradito vi fa mancare di più?
Credo dipenda dal tipo di tradimento. Quelli che si sono consumati su un innamoramento, un' attrazione dell' altro, paradossalmente li trovo più generativi e "superabili", e anzi utilizzabili potenzialmente in maniera positiva; ci sono certo nodi da sciogliere, ma una volta sfilato il groviglio, con i fili si può tessere una nuova trama. Però ecco, ci sono tradimenti...che si occupano di un' altra cosa, molto più incresciosa. Ci svelano l'uno verso l' altro, l'uno e l'altro, tradito e traditore, nella nostra inanita', inattendibilità', nulla. Ci mostrano lati ridotti e miseri che non riusciamo a integrare nella nostra coscienza e nel nostro vissuto, e nei nostri desideri. Sono quei tradimenti in cui vengono messi in gioco elementi di povertà, di umanità limitata e indifferenziata, in cui vengono scientemente agiti e mostrati e preferiti e scelti i propri lati più pronti a disconfermare e squalificare. Nel momento in cui si arriva a questo tipo di tradimento, forse non c'è' potente comunicabilità che tenga, o che possa essere agibile.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Credo dipenda dal tipo di tradimento. Quelli che si sono consumati su un innamoramento, un' attrazione dell' altro, paradossalmente li trovo più generativi e "superabili", e anzi utilizzabili potenzialmente in maniera positiva; ci sono certo nodi da sciogliere, ma una volta sfilato il groviglio, con i fili si può tessere una nuova trama. Però ecco, ci sono tradimenti...che si occupano di un' altra cosa, molto più incresciosa. Ci svelano l'uno verso l' altro, l'uno e l'altro, tradito e traditore, nella nostra inanita', inattendibilità', nulla. Ci mostrano lati ridotti e miseri che non riusciamo a integrare nella nostra coscienza e nel nostro vissuto, e nei nostri desideri. Sono quei tradimenti in cui vengono messi in gioco elementi di povertà, di umanità limitata e indifferenziata, in cui vengono scientemente agiti e mostrati e preferiti e scelti i propri lati più pronti a disconfermare e squalificare. Nel momento in cui si arriva a questo tipo di tradimento, forse non c'è' potente comunicabilità che tenga, o che possa essere agibile.
Ti amo :mexican:
 

tullio

Utente di lunga data
Però ecco, ci sono tradimenti...che si occupano di un' altra cosa, molto più incresciosa. Ci svelano l'uno verso l' altro, l'uno e l'altro, tradito e traditore, nella nostra inanita', inattendibilità', nulla. Ci mostrano lati ridotti e miseri che non riusciamo a integrare nella nostra coscienza e nel nostro vissuto, e nei nostri desideri. Sono quei tradimenti in cui vengono messi in gioco elementi di povertà, di umanità limitata e indifferenziata, in cui vengono scientemente agiti e mostrati e preferiti e scelti i propri lati più pronti a disconfermare e squalificare. Nel momento in cui si arriva a questo tipo di tradimento, forse non c'è' potente comunicabilità che tenga, o che possa essere agibile.
Gasp!!! Verissimo
 

disincantata

Utente di lunga data
Credo dipenda dal tipo di tradimento. Quelli che si sono consumati su un innamoramento, un' attrazione dell' altro, paradossalmente li trovo più generativi e "superabili", e anzi utilizzabili potenzialmente in maniera positiva; ci sono certo nodi da sciogliere, ma una volta sfilato il groviglio, con i fili si può tessere una nuova trama.
Sarebbe bello fosse sempre possibile.
 

Eratò

Utente di lunga data
allora, visto e appurato che i nostri rispettivi,
sono cosi restii a sbilanciarsi...
volgiamo la domanda all'etere.

cosa resta in fondo dopo un tradimento,
che considerazioni fate,
ne è valsa la pena?
veramente ci può essere qualcosa di cui ...è meglio non parlare?

In fondo mi chiedo... sei rimasto, l'altro si è convinto, deciso di restare,
allora non dovrebbe essere l'inizio di una grande trasparenza,
di un potente comunicabilità?
perchè, tutto dopo rimane comunque difficile,
cosa il tradito vi fa mancare di più?
È rimasta l'amarezza del tradimento e la paura che si possa tornare agli stessi problemi della vita di prima.Il tradimento ha offerto l'occasione a entrambi a riconsiderare se stessi e i tutti quei comportamenti che ci hanno portati ad allontanarci fino ad arrivare al tradimento.Fondamentalmente è servito come esame di coscienza....e sarebbe stato un bel punto di partenza se questo esame di coscienza non fosse stato unilaterale, solo mio.Ma invece ho l'impressione che, nonostante le varie scuse e richieste di perdono, lui continui a minimizzare.Come se prima fossimo la famiglia della Mulino bianco.....ma adesso almeno ho imparato a non aver paura di parlare per non "disturbare", ho capito che non esageravo quando dicevo a lui che eravamo lontani e l'ho visto per quello che è:non il mio Dio per terra ma un essere umano imperfetto come me.E se capita che mi delude ancora so che il dolore non sarà mai forte quanto la prima volta.Ormai ho gli anticorpi:D
 

Apollonia

Utente di lunga data
È rimasta l'amarezza del tradimento e la paura che si possa tornare agli stessi problemi della vita di prima.Il tradimento ha offerto l'occasione a entrambi a riconsiderare se stessi e i tutti quei comportamenti che ci hanno portati ad allontanarci fino ad arrivare al tradimento.Fondamentalmente è servito come esame di coscienza....e sarebbe stato un bel punto di partenza se questo esame di coscienza non fosse stato unilaterale, solo mio.Ma invece ho l'impressione che, nonostante le varie scuse e richieste di perdono, lui continui a minimizzare.Come se prima fossimo la famiglia della Mulino bianco.....ma adesso almeno ho imparato a non aver paura di parlare per non "disturbare", ho capito che non esageravo quando dicevo a lui che eravamo lontani e l'ho visto per quello che è:non il mio Dio per terra ma un essere umano imperfetto come me.E se capita che mi delude ancora so che il dolore non sarà mai forte quanto la prima volta.Ormai ho gli anticorpi:D
Ah, ah, mi hai fatto rotolare dalla sedia dal ridere! Ma in fondo è proprio così. Anche perchè gli anticorpi aprirebbero subito la porta di ingresso e preparerebbero le valigie.:D
 

Nobody

Utente di lunga data
Credo dipenda dal tipo di tradimento. Quelli che si sono consumati su un innamoramento, un' attrazione dell' altro, paradossalmente li trovo più generativi e "superabili", e anzi utilizzabili potenzialmente in maniera positiva; ci sono certo nodi da sciogliere, ma una volta sfilato il groviglio, con i fili si può tessere una nuova trama. Però ecco, ci sono tradimenti...che si occupano di un' altra cosa, molto più incresciosa. Ci svelano l'uno verso l' altro, l'uno e l'altro, tradito e traditore, nella nostra inanita', inattendibilità', nulla. Ci mostrano lati ridotti e miseri che non riusciamo a integrare nella nostra coscienza e nel nostro vissuto, e nei nostri desideri. Sono quei tradimenti in cui vengono messi in gioco elementi di povertà, di umanità limitata e indifferenziata, in cui vengono scientemente agiti e mostrati e preferiti e scelti i propri lati più pronti a disconfermare e squalificare. Nel momento in cui si arriva a questo tipo di tradimento, forse non c'è' potente comunicabilità che tenga, o che possa essere agibile.
Hai ragione... eppure è proprio nel primo tipo, apparentemente più "nobile" e comunque più comprensibile, che si manifesta un egoismo più immediato, un voler cercare un nostro bene a discapito dell'altro. Mentre nel secondo, come dici giustamente più increscioso (proprio perchè meno spiegabile e giustificabile) si manifesta alla fine una debolezza di fondo, un'incompiutezza dell'essere.
Non sarei per niente sicuro che il primo sia più superabile. Forse, se il traditore e il tradito riescono a trovare la voglia e la forza necessaria, il secondo potrebbe dare maggiori appigli di ricostruzione alla coppia.
 

Innominata

Utente che predica bene
Hai ragione... eppure è proprio nel primo tipo, apparentemente più "nobile" e comunque più comprensibile, che si manifesta un egoismo più immediato, un voler cercare un nostro bene a discapito dell'altro. Mentre nel secondo, come dici giustamente più increscioso (proprio perchè meno spiegabile e giustificabile) si manifesta alla fine una debolezza di fondo, un'incompiutezza dell'essere.
Non sarei per niente sicuro che il primo sia più superabile. Forse, se il traditore e il tradito riescono a trovare la voglia e la forza necessaria, il secondo potrebbe dare maggiori appigli di ricostruzione alla coppia.
Sento questo: nel primo caso il mio traditore sceglie per un certo tempo un' altra persona, ma mi è' comunque riconoscibile oltre la parte in cui sembra avermi s-scordato (come dice Fantastica). Mi è' riconoscibile la nostra storia per quanto abbia la febbre, sia imbrattata, accoltellata, sanguinolenta:unhappy::unhappy:. Avendo tra l'altro provato un intenso coinvolgimento per un'altra persona, posso dire da parte mia che in realtà sapevo che il mio matrimonio non poteva essere messo in discussione da quella storia anche se io non mi ero sottratta a viverla. Il periodo che ne segui ' lo ricordo come uno dei più veri e parlati e vissuti con il mio con-sorte, un vero condividere quella sorte non fortuita. Così accadde anche quando lui si innamoro', dodici anni fa, un amore platonico ma assai rischioso. Lei era una splendida testa, sola, gratificante, prestigiosa. Invece, il tradimento per cui sono arrivata qui ha avuto tutt'altra atmosfera. Per un lungo periodo eravamo estranei e irriconoscibili anche nell'impatto delle più infuocate scenate. Lontani ed espropriati non solo l'uno verso l'altra e viceversa, ma anche e soprattutto ognuno verso se'. Ho conosciuto parti di me non personali, non appropriabili, distantissime dal mio modo di essere, che sentivo non vere e non autentiche, ma a cui cedevo. Lui mi è' apparso arreso a miserie di quelle non riscattabili, perché non ne valeva la pena, come per le mie. Incapacità comunicative, errori, dissipazioni di un patrimonio comune, negligenza affettiva, disimpegno, rinnegare, disconfermare. Questa fase non è durata molto, ma c'è' stata, e la' ho sentito un vero pericolo di irrecuperabilità. Ci sono tradimenti che magari ti colgono in frangenti particolari e ti espongono al rischio non di metterti in contatto con le parti cosiddette oscure di te, che potrebbe portare anche bene, ma che ti fanno auto- tradire, ti allontanano da te, dalla tua specificità, ti fanno cedere alla banalità del male, del povero, del l'indifferenziato, dell'inutile, isteriliscono e depersonalizzano. Non perdersi mai di vista!:up:
 

Nobody

Utente di lunga data
Sento questo: nel primo caso il mio traditore sceglie per un certo tempo un' altra persona, ma mi è' comunque riconoscibile oltre la parte in cui sembra avermi s-scordato (come dice Fantastica). Mi è' riconoscibile la nostra storia per quanto abbia la febbre, sia imbrattata, accoltellata, sanguinolenta:unhappy::unhappy:. Avendo tra l'altro provato un intenso coinvolgimento per un'altra persona, posso dire da parte mia che in realtà sapevo che il mio matrimonio non poteva essere messo in discussione da quella storia anche se io non mi ero sottratta a viverla. Il periodo che ne segui ' lo ricordo come uno dei più veri e parlati e vissuti con il mio con-sorte, un vero condividere quella sorte non fortuita. Così accadde anche quando lui si innamoro', dodici anni fa, un amore platonico ma assai rischioso. Lei era una splendida testa, sola, gratificante, prestigiosa. Invece, il tradimento per cui sono arrivata qui ha avuto tutt'altra atmosfera. Per un lungo periodo eravamo estranei e irriconoscibili anche nell'impatto delle più infuocate scenate. Lontani ed espropriati non solo l'uno verso l'altra e viceversa, ma anche e soprattutto ognuno verso se'. Ho conosciuto parti di me non personali, non appropriabili, distantissime dal mio modo di essere, che sentivo non vere e non autentiche, ma a cui cedevo. Lui mi è' apparso arreso a miserie di quelle non riscattabili, perché non ne valeva la pena, come per le mie. Incapacità comunicative, errori, dissipazioni di un patrimonio comune, negligenza affettiva, disimpegno, rinnegare, disconfermare. Questa fase non è durata molto, ma c'è' stata, e la' ho sentito un vero pericolo di irrecuperabilità. Ci sono tradimenti che magari ti colgono in frangenti particolari e ti espongono al rischio non di metterti in contatto con le parti cosiddette oscure di te, che potrebbe portare anche bene, ma che ti fanno auto- tradire, ti allontanano da te, dalla tua specificità, ti fanno cedere alla banalità del male, del povero, del l'indifferenziato, dell'inutile, isteriliscono e depersonalizzano. Non perdersi mai di vista!:up:
Ecco, quando ho scritto prima, pensavo proprio a questo... dici, parti di me non personali, distantissime dal mio modo di essere, non vere e non autentiche. Sei proprio sicura che invece non ti si sia svelata una tua parte (come del resto una parte del tuo compagno), sempre nascosta, ma autentica e del tutto tua (o sua)? Anche se non nel tradimento di una donna, ho scoperto parti di me che non conoscevo proprio in frangenti drammatici della vita... apparentemente non mie, e la voglia di ripudiarle e disconoscerle è stata forte. Poi (anche grazie ad altri) ho preso coscienza che sarebbe stato un terribile errore far ciò.
Il corollario che accompagna queste scoperte è sempre quello che descrivi... errori, dissipazioni, negligenze, fughe... ma questi sono gli effetti, le scorie di certe scoperte. Non sono la nostra sostanza, ma i veleni che espelliamo.
 

Innominata

Utente che predica bene
Ecco, quando ho scritto prima, pensavo proprio a questo... dici, parti di me non personali, distantissime dal mio modo di essere, non vere e non autentiche. Sei proprio sicura che invece non ti si sia svelata una tua parte (come del resto una parte del tuo compagno), sempre nascosta, ma autentica e del tutto tua (o sua)? Anche se non nel tradimento di una donna, ho scoperto parti di me che non conoscevo proprio in frangenti drammatici della vita... apparentemente non mie, e la voglia di ripudiarle e disconoscerle è stata forte. Poi (anche grazie ad altri) ho preso coscienza che sarebbe stato un terribile errore far ciò.
Il corollario che accompagna queste scoperte è sempre quello che descrivi... errori, dissipazioni, negligenze, fughe... ma questi sono gli effetti, le scorie di certe scoperte. Non sono la nostra sostanza, ma i veleni che espelliamo.


capisco quello che vuoi dire, e la cosa che secerni i prodotti ultimi di queste tue segrete e dissennate fazioni interne mi piace molto! ma sento una differenza. Il discorso che tu fai, mi viene da applicarlo al fatto, per esempio, che ho scoperto di poter essere traditrice, di dedicare tempo, abbracci, pensieri, strati intimi, storia e ore a un altro. Quindi mentire, offrire al legittimo giorni di falsa testimonianza. Retrocederlo, curare il tempo e trovarlo per poter stare con un altro. Ma le parti e i comportamenti di cui parlavo, li sento come la vera zavorra in cui decidi che la tua storia può essere indifferenziata.
parti inutili. Intendo dire questo , erano inutili se non alla miseria non redimibile, sterile, indifferente. Non integrabile ne nella storia ne' in te. Un esempio stupido, il più concreto, come mettersi a fumare trenta sigarette al giorno. In ogni caso, il nodo e' che quella parte non serve alla tua storia, soprattutto la perde di vista, non la salva, eppure la pratichi. Non so se sono riuscita a spiegarmi.
 

Brunetta

Utente di lunga data
capisco quello che vuoi dire, e la cosa che secerni i prodotti ultimi di queste tue segrete e dissennate fazioni interne mi piace molto! ma sento una differenza. Il discorso che tu fai, mi viene da applicarlo al fatto, per esempio, che ho scoperto di poter essere traditrice, di dedicare tempo, abbracci, pensieri, strati intimi, storia e ore a un altro. Quindi mentire, offrire al legittimo giorni di falsa testimonianza. Retrocederlo, curare il tempo e trovarlo per poter stare con un altro. Ma le parti e i comportamenti di cui parlavo, li sento come la vera zavorra in cui decidi che la tua storia può essere indifferenziata.
parti inutili. Intendo dire questo , erano inutili se non alla miseria non redimibile, sterile, indifferente. Non integrabile ne nella storia ne' in te. Un esempio stupido, il più concreto, come mettersi a fumare trenta sigarette al giorno. In ogni caso, il nodo e' che quella parte non serve alla tua storia, soprattutto la perde di vista, non la salva, eppure la pratichi. Non so se sono riuscita a spiegarmi.
Non tantissimo.
Ad esempio io so di poter mentire. Chiunque è in grado di farlo.
Scoprire di poter mentire non mi sorprende.
Scelgo di non mentire per rispetto, mio e dell'altro, e per amore.
Intendete scegliere qualcosa che considerate negativo per voi?
Non riesco a immaginarlo.
 

Nobody

Utente di lunga data
capisco quello che vuoi dire, e la cosa che secerni i prodotti ultimi di queste tue segrete e dissennate fazioni interne mi piace molto! ma sento una differenza. Il discorso che tu fai, mi viene da applicarlo al fatto, per esempio, che ho scoperto di poter essere traditrice, di dedicare tempo, abbracci, pensieri, strati intimi, storia e ore a un altro. Quindi mentire, offrire al legittimo giorni di falsa testimonianza. Retrocederlo, curare il tempo e trovarlo per poter stare con un altro. Ma le parti e i comportamenti di cui parlavo, li sento come la vera zavorra in cui decidi che la tua storia può essere indifferenziata.
parti inutili. Intendo dire questo , erano inutili se non alla miseria non redimibile, sterile, indifferente. Non integrabile ne nella storia ne' in te
. Un esempio stupido, il più concreto, come mettersi a fumare trenta sigarette al giorno. In ogni caso, il nodo e' che quella parte non serve alla tua storia, soprattutto la perde di vista, non la salva, eppure la pratichi. Non so se sono riuscita a spiegarmi.
Non so se sono riuscito a capire. Si, forse non serve alla tua storia... ma potrebbe servire a te. Non credo esistano dei nostri comportamenti sterili, inutili o non redimibili. Penso che anche quelli che ci appaiono più alieni, siano solo segnali da comprendere... segnali inviati da parti nostre, profonde. Tu parli di trenta sigarette al giorno, io ero arrivato a massacrarmi di fatica, l'allenamento era diventato una droga... andavo avanti a forza di antidolorifici. Rischiavo con la moto ( e l'ho pagata), ho fatto cazzate contro dei colleghi sul lavoro che stavano per farmi perdere il posto. A vedermi non mi volevo riconoscere... poi ho capito che ero io, anche lì.
 

Innominata

Utente che predica bene
Non tantissimo.
Ad esempio io so di poter mentire. Chiunque è in grado di farlo.
Scoprire di poter mentire non mi sorprende.
Scelgo di non mentire per rispetto, mio e dell'altro, e per amore.
Intendete scegliere qualcosa che considerate negativo per voi?
Non riesco a immaginarlo.
Si', quando ti perdi di vista. Il negativo si può scegliere pur sapendo che lo è. Mi riferisco al negativo sterile che si assume il compito, volente o nolente, di svuotare di senso la tua storia, renderla oscena. Comunque il mentire in un tradimento non è lanciare una bugia, e' somministrare una quotidianità affabulata, farlocca, scippare l'altro di un pezzo di vita che lui crede in un modo e invece è' un altro; oltre all'uscita clandestina da un gioco progettato in due, che si lascia l'altro a giocare da solo. Per il mio narcisismo, il mio piacere, la mia curiosità, ho retrocesso il rispetto per chi amavo, anche se l'amavo. Ecco, scoprire che queste cose erano state anche se per un tempo limitato privilegiate con pochi scrupoli rispetto a un patto affettivo ed esistenziale che prevedeva fedeltà, mi ha portato a fare una bella revisione della mia immagine.
 

JON

Utente di lunga data
capisco quello che vuoi dire, e la cosa che secerni i prodotti ultimi di queste tue segrete e dissennate fazioni interne mi piace molto! ma sento una differenza. Il discorso che tu fai, mi viene da applicarlo al fatto, per esempio, che ho scoperto di poter essere traditrice, di dedicare tempo, abbracci, pensieri, strati intimi, storia e ore a un altro. Quindi mentire, offrire al legittimo giorni di falsa testimonianza. Retrocederlo, curare il tempo e trovarlo per poter stare con un altro. Ma le parti e i comportamenti di cui parlavo, li sento come la vera zavorra in cui decidi che la tua storia può essere indifferenziata.
parti inutili. Intendo dire questo , erano inutili se non alla miseria non redimibile, sterile, indifferente. Non integrabile ne nella storia ne' in te. Un esempio stupido, il più concreto, come mettersi a fumare trenta sigarette al giorno. In ogni caso, il nodo e' che quella parte non serve alla tua storia, soprattutto la perde di vista, non la salva, eppure la pratichi. Non so se sono riuscita a spiegarmi.
Io penso che quella sia la parte istintiva di ognuno che sfugge al controllo, talmente subdola che non ti permette di elaborarla e inserirla in un contesto logico e razionale.
 

JON

Utente di lunga data
Si', quando ti perdi di vista. Il negativo si può scegliere pur sapendo che lo è. Mi riferisco al negativo sterile che si assume il compito, volente o nolente, di svuotare di senso la tua storia, renderla oscena. Comunque il mentire in un tradimento non è lanciare una bugia, e' somministrare una quotidianità affabulata, farlocca, scippare l'altro di un pezzo di vita che lui crede in un modo e invece è' un altro; oltre all'uscita clandestina da un gioco progettato in due, che si lascia l'altro a giocare da solo. Per il mio narcisismo, il mio piacere, la mia curiosità, ho retrocesso il rispetto per chi amavo, anche se l'amavo. Ecco, scoprire che queste cose erano state anche se per un tempo limitato privilegiate con pochi scrupoli rispetto a un patto affettivo ed esistenziale che prevedeva fedeltà, mi ha portato a fare una bella revisione della mia immagine.
Il fatto è che quella fedeltà sussiste quando il patto affettivo è mosso dall'amore, che è una condizione personale di semilibertà illusoria per se stessi prima che per l'altro, di fatto è un ottimo coadiuvante del patto.

Sarebbe a dire che finchè c'è amore si è fedeli nel senso più stretto del termine, la fedeltà in assenza di quello stato è qualcos'altro che di certo non è scevro da menzogna, a prescidere che ci sia tradimento fisico o meno.
 

Fantastica

Utente di lunga data
allora, visto e appurato che i nostri rispettivi,
sono cosi restii a sbilanciarsi...
volgiamo la domanda all'etere.

cosa resta in fondo dopo un tradimento,
che considerazioni fate,
ne è valsa la pena?
veramente ci può essere qualcosa di cui ...è meglio non parlare?

In fondo mi chiedo... sei rimasto, l'altro si è convinto, deciso di restare,
allora non dovrebbe essere l'inizio di una grande trasparenza,
di un potente comunicabilità?
perchè, tutto dopo rimane comunque difficile,
cosa il tradito vi fa mancare di più?
Parlare dopo la grandissima Innominata è quasi una sconvenienza, come ruttare sonoramente al simposio della croce rossa a Montecarlo al tavolo di Grace e Ranieri negli anni Settanta.
Dico la modesta mia: sono convinta che chi tradisce e resta ha scoperto di poter manipolare l'altro. Questo lo pone nella condizione di non essere più credibile nemmeno a se stesso quando sta con il suo altro, lo pone nella condizione di vedersi vivere, anche quando è massimamente sincero e spontaneo nelle sue sincere e spontanee manifestazioni di affetto, di amore!, verso il suo altro. Quello che un traditore pentito vuole disperatamente è non aver mai tradito, il che è manifestamente impossibile. Allora quello che disperatamente vuole è l'oblio del passato fallace, e tutto ciò che glielo ricorda è un attentato alla sua pretesa di palingenesi impossibile. Per questo non parla. Se gliene importasse di meno, se non avese uno specchio davanti ogni secondo di spontaneità, sarebbe facile parlare, molto facile.
Se si parlasse, però, significherebbe non solo risprire una ferita, ma sminuire sia per l'individualità del traditore un pezzo comunque esistente della sua vita, sia, soprattutto, trasformare definitivamente un rapporto d'amore quale quello tra due coniugi, in un rapporto d'amicizia.
Sarà che per me amicizia e amore non sono per nulla confondibili, ma mettersi a conversare dell'altro che è stato, lo trovo sanzione definitiva della morte della coppia d'amore.
Sarà poi magari coppia genitoriale, coppia di funzione, coppia di amici molto legati, ma mai più coppia d'amore.
Il traditore che non parla è perché ancora ama il tradito e siccome ha scelto, disperatamente cerca di essere perdonato e riaccolto in quella coalescente sostanza indiffferenziata e beata che è l'amore sereno, l'amore senza nuvole, l'amore caldo e insieme fresco di una coppia annosa di due che nonostante abbiano ruoli genitoriali, funzioni familiari, funzioni sociali, ancora si AMANO.
 

disincantata

Utente di lunga data
Parlare dopo la grandissima Innominata è quasi una sconvenienza, come ruttare sonoramente al simposio della croce rossa a Montecarlo al tavolo di Grace e Ranieri negli anni Settanta.
Dico la modesta mia: sono convinta che chi tradisce e resta ha scoperto di poter manipolare l'altro. Questo lo pone nella condizione di non essere più credibile nemmeno a se stesso quando sta con il suo altro, lo pone nella condizione di vedersi vivere, anche quando è massimamente sincero e spontaneo nelle sue sincere e spontanee manifestazioni di affetto, di amore!, verso il suo altro. Quello che un traditore pentito vuole disperatamente è non aver mai tradito, il che è manifestamente impossibile. Allora quello che disperatamente vuole è l'oblio del passato fallace, e tutto ciò che glielo ricorda è un attentato alla sua pretesa di palingenesi impossibile. Per questo non parla. Se gliene importasse di meno, se non avese uno specchio davanti ogni secondo di spontaneità, sarebbe facile parlare, molto facile.
Se si parlasse, però, significherebbe non solo risprire una ferita, ma sminuire sia per l'individualità del traditore un pezzo comunque esistente della sua vita, sia, soprattutto, trasformare definitivamente un rapporto d'amore quale quello tra due coniugi, in un rapporto d'amicizia.
Sarà che per me amicizia e amore non sono per nulla confondibili, ma mettersi a conversare dell'altro che è stato, lo trovo sanzione definitiva della morte della coppia d'amore.
Sarà poi magari coppia genitoriale, coppia di funzione, coppia di amici molto legati, ma mai più coppia d'amore.
Il traditore che non parla è perché ancora ama il tradito e siccome ha scelto, disperatamente cerca di essere perdonato e riaccolto in quella coalescente sostanza indiffferenziata e beata che è l'amore sereno, l'amore senza nuvole, l'amore caldo e insieme fresco di una coppia annosa di due che nonostante abbiano ruoli genitoriali, funzioni familiari, funzioni sociali, ancora si AMANO.


Questa sera voglio credenti. Domani arriva mio marito.
 

Innominata

Utente che predica bene
Io penso che quella sia la parte istintiva di ognuno che sfugge al controllo, talmente subdola che non ti permette di elaborarla e inserirla in un contesto logico e razionale.
Appunto, neanche in uno affettivo e ri-costruttivo. Ma non mi riferisco alle parti oscure! Quello è un discorso parallelo, ed è venuto dopo nel parlare. Volevo dire che ci sono tradimenti che più di altri attentano e continuano ad attentare pesantemente, anche nella fase di ritorno, al l'identità dell'altro. Si misconosce e anzi si schernisce l'identità del tradito e del traditore. In poche parole: i tradimenti peggiori sono quelli che disconfermano e squalificano e disattendono l'altro, e nello stesso tempo coltivano la parte peggiore di chi li perpetra. La parte che non serve a nessuno, a nessun bene al mondo. I tradimenti peggiori sono quelli che vengono scelti per decretare la fine di un rapporto attraverso la frase: io non ti conosco! E se ti ho mai conosciuto, non mi ricordo. Chi si ricorda dei tuoi desideri? Il ritorno catastrofico e' quello in cui l'umanità dell'altro, del tradito durante il tradimento o dopo il tradimento, o del traditore quando torna, viene ridotta scientemente. Con il non cogliere l'esistenza, con la rabbia distruttiva e indifferenziata (anche sei una puttana e' indifferenziato), con la squalifica del già condiviso e del potenziale condivisibile, odio rivendicativo che dimentica i connotati specifici e si serve di stereotipi feroci, il venir meno a una possibilità di recupero in favore di un nuovo modo di disconfermare l'altro.
Insomma: quelli che contengono non una riduzione o un misconoscimento della presenza e/o dell'importanza dell'altro, ma della sua identità' e del suo sentire, della sua precisa cifra vitale.
 
Stato
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