Per i traditori ...

danny

Utente di lunga data
No, perché ? Non necessariamente significa far provare all’altro ciò che ti ha causato
... anche perché difficilmente accadrà.
La vendetta si attua negando ciò a cui l'oggetto della questione tiene di più.
Se ci si vendica di un traditore, non è detto che sia la fedeltà del tradito.
Può essere altro, ma cosa?
Perché anche questo avrà un effetto.
 
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Lostris

Utente Ludica
Non ricolleghiamo sempre allo specifico caso del tradimento ..please...
Per me la vendetta non è associata a un sentimento ...tanto meno ne’’ all’odio ne’ alla rabbia... ma è appunto un ripristino dell’equilibrio.
Se non ci pensi fu a ripristinare , nella maggior parte dei casi ci pensa la vita ..tu al limita dai una mano....
La natura e’ equilibrio perfetto ...
Questa peró mi sembra proprio una posizione paracula.

Il desiderio di vendetta parte dalla percezione di un torto subito, e parte proprio perché associato a sentimenti negativi.
Si vuole provocare un certo danno all’altro per pareggiare i conti.

Non cerchiamo la neutralità dove non può esserci...

Poi se vogliamo essere zen e credere nella giustizia cosmica... è un altro discorso.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
... anche perché difficilmente accadrà.
La vendetta si attua negando ciò a cui l'oggetto della questione tiene di più.
Se ci si vendica di un traditore, non è detto che sia la fedeltà del tradito.
Può essere altro, ma cosa?
Perché anche questo avrà un effetto.
la vendetta è la mera soddisfazione di far pagare un disagio a chi lo ha provocato.
Tanto è più forte il sentimento che lega a una persona, tanto sarà più forte la vendetta.
Le azioni compiute per soddisfare , saranno pertanto molto violente.
Tipo il delitto d'onore ammesso fino a qualche decennio fa.
La rabbia provata deve trovare uno sfogo.
Chi ha al suo fianco persone così capisce il filo sottile che separa la ragione dalla follia.
Tieni presente che non ammetteranno mai di aver sbagliato, ma attribuiranno all'altro la responsabilità della conseguenza.
Un atto dovuto.
 

danny

Utente di lunga data
la vendetta è la mera soddisfazione di far pagare un disagio a chi lo ha provocato.
Tanto è più forte il sentimento che lega a una persona, tanto sarà più forte la vendetta.
Le azioni compiute per soddisfare , saranno pertanto molto violente.
Tipo il delitto d'onore ammesso fino a qualche decennio fa.
La rabbia provata deve trovare uno sfogo.
Chi ha al suo fianco persone così capisce il filo sottile che separa la ragione dalla follia.
Tieni presente che non ammetteranno mai di aver sbagliato, ma attribuiranno all'altro la responsabilità della conseguenza.
Un atto dovuto.
Il delitto d'onore prevedeva la tutela dell'"onore", ovvero la salvaguardia della dignità della persona e spesso della famiglia vittima di un sopruso.
Essa in determinate culture, da noi nel recente passato soprattutto in Sicilia (in alcuni paesi arabi è ancora in uso), può essere ripristinata anche con l'assassinio della persona considerata colpevole di lesa dignità.
Non è pertanto originata dalla rabbia né dalla follia, ma dai costumi locali.
Sul primo neretto: falso. Se si ama molto qualcuno si è più disponibile al perdono o all'abbandono che alla vendetta.
L'amore è altruista,
La passione no, per esempio, perché è più legata al desiderio di possesso.
La vendetta infatti la si attua quando ci si sente a credito e questo stato fa stare male.
La vendetta può aver origine anche dalla disistima (ti stimo poco, mi sento a credito).
Ma nel momento in cui si sente a credito, non si ama più.
 
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Ginevra65

Moderatrice del cazzo
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Il delitto d'onore prevedeva la tutela dell'"onore", ovvero la salvaguardia della dignità della persona e spesso della famiglia vittima di un sopruso.
Essa in determinate culture, da noi nel recente passato soprattutto in Sicilia (in alcuni paesi arabi è ancora in uso), può essere ripristinata anche con l'assassinio della persona considerata colpevole di lesa dignità.
Non è pertanto originata dalla rabbia né dalla follia, ma dai costumi locali.
Sul primo neretto: falso. Se si ama molto qualcuno si è più disponibile al perdono o all'abbandono che alla vendetta.
L'amore è altruista,
La passione no, per esempio, perché è più legata al desiderio di possesso.
La vendetta infatti la si attua quando ci si sente a credito e questo stato fa stare male.
non solo una questione culturale, se no tutti lo avrebbe praticato se traditi. Solo in alcuni rari casi ripristinare la dignità.
Io lo associo molto al femminicidio dei giorni nostri, una vendetta.
Per te il voler bene è quello che hai descritto, per una persona che si nutre di ripicche è ben diverso.
Anche per me è incomprensibile, ma ti posso garantire che hanno un metro diverso dell'amore
 

danny

Utente di lunga data
Nel caso dell'omicidio di Erbusco di cui si sta discutendo nell'altro thread, non si può dire che l'amante abbia ucciso per "troppo amore".
Quella stronza ha ucciso perché gli rodeva il fegato che il "suo" uomo fosse felice con la moglie, mentre lei era sola.
Non è amore, questo.
E' una vendetta per riequilibrare l'infelicità e il tormento propri attribuendoli anche ad altri.
 
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danny

Utente di lunga data
non solo una questione culturale, se no tutti lo avrebbe praticato se traditi. Solo in alcuni rari casi ripristinare la dignità.
Io lo associo molto al femminicidio dei giorni nostri, una vendetta.
Per te il voler bene è quello che hai descritto, per una persona che si nutre di ripicche è ben diverso.
Anche per me è incomprensibile, ma ti posso garantire che hanno un metro diverso dell'amore
Anche in India vige il "delitto d'onore", che colpisce chi ha relazioni tra caste differenti.
Anche lì non lo praticano tutti, ma solo coloro che si riconoscono ancora in quella cultura.
Non è legge, anzi la legge lo condanna. E' adesione incondizionata a un modello culturale antico.
In Sicilia non tutti aderivano a quella cultura, non tutti uccidevano per salvaguardare l'onore, i più nascondevano l'accaduto, altri accettavano la perdita della dignità pubblica in luogo dell'assassinio.
Vi sono libri e film sulla questione, che è molto interessante, ma che riguarda un concetto, come l'Onore, che da noi al nord non è comprensibile praticamente da secoli ormai e che anche gli immigrati dal Sud hanno dimenticato da generazioni (mentre è sopravvissuto in Sicilia fino a tempi recenti)
Il femminicidio, esattamente come l'omicidio a genere opposto come il caso che ho citato sopra, non ha un riscontro sociale come il delitto d'onore. E' qualcosa profondamente legato al sentire dell'individuo che lo commette, non per niente la società lo condanna (al contrario del delitto d'onore, che è conseguenza di una pressione sociale).
Il "per te": mi dispiace, l'amore non è mai qualcosa che l'individuo rivolge verso sé stesso, ma una disposizione altruistica. L'amore può anche prevedere il sacrificio, non per niente si dice "se ami qualcuno lascialo libero", proprio perché esclude l'idea di possesso, che è "non amore", ma desiderio.
Chi si nutre di ripicche non ama, desidera, vuole, pretende, si comporta da bambino viziato al limite, ma ti assicuro che questo per nessuno è amore, anche se a parole vi è chi lo assimila.
 
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Jim Cain

Utente di lunga data
La vendetta è il ripristino dell’equilibrio ... è riportare una situazione sbilanciata ad una situazione armonica .
La vendetta spesso porta gratificazione e pace ... se la sai gestire e te la sai gustare
A me la vendetta (nei confronti dell'altro) non ha portato pace, nè pensavo me ne avesse portata.
Non la vedevo proprio in quei termini e non mi interessava minimamente che potesse riequilibrare alcunchè.
La vedevo (e continuo a vederla) come una piccola soddisfazione da portare a casa.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Nel caso dell'omicidio di Erbusco di cui si sta discutendo nell'altro thread, non si può dire che l'amante abbia ucciso per "troppo amore".
Quella stronza ha ucciso perché gli rodeva il fegato che il "suo" uomo fosse felice con la moglie, mentre lei era sola.
Non è amore, questo.
E' una vendetta per riequilibrare l'infelicità e il tormento propri attribuendoli anche ad altri.
io credo che l'abbia uccisa perchè la vedeva come un ostacolo.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Anche in India vige il "delitto d'onore", che colpisce chi ha relazioni tra caste differenti.
Anche lì non lo praticano tutti, ma solo coloro che si riconoscono ancora in quella cultura.
Non è legge, anzi la legge lo condanna. E' adesione incondizionata a un modello culturale antico.
In Sicilia non tutti aderivano a quella cultura, non tutti uccidevano per salvaguardare l'onore, i più nascondevano l'accaduto, altri accettavano la perdita della dignità pubblica in luogo dell'assassinio.
Vi sono libri e film sulla questione, che è molto interessante, ma che riguarda un concetto, come l'Onore, che da noi al nord non è comprensibile praticamente da secoli ormai e che anche gli immigrati dal Sud hanno dimenticato da generazioni.
Il femminicidio, esattamente come l'omicidio a genere opposto come il caso che ho citato sopra, non ha un riscontro sociale come il delitto d'onore. E' qualcosa profondamente legato al sentire dell'individuo che lo commette, non per niente la società lo condanna (al contrario del delitto d'onore, che è conseguenza di una pressione sociale).
Il "per te": mi dispiace, l'amore non è mai qualcosa che l'individuo rivolge verso sé stesso, ma una disposizione altruistica. L'amore può anche prevedere il sacrificio, non per niente si dice "se ami qualcuno lascialo libero", proprio perché esclude l'idea di possesso, che è "non amore", ma desiderio.
Chi si nutre di ripicche non ama, desidera, vuole, pretende, si comporta da bambino viziato al limite, ma ti assicuro che questo per nessuno è amore, anche se a parole vi è chi lo assimila.
il concetto di onore oggi è sostituito col concetto di possesso. Non per tutti, inteso.
Secondo me si è presa coscienza che non era solo una questione pubblica, di lavare l'onta del disonore. Ma qualcosa di molto più personale
 

ologramma

Utente di lunga data
Del tipo "io uccido lei così lui torna da me".
E' un'ipotesi, ma renderebbe ancora più delirante la figura di lei.
sarebbe meglio dire ....pazza:D
Mi sembra che hanno chiesto perizia psichiatrica
 

danny

Utente di lunga data
il concetto di onore oggi è sostituito col concetto di possesso. Non per tutti, inteso.
Secondo me si è presa coscienza che non era solo una questione pubblica, di lavare l'onta del disonore. Ma qualcosa di molto più personale
L'onore era pubblico e in passato non era solo legato al tradimento coniugale.
Rappresentava la dignità dell'individuo in un contesto sociale.
Vi era l'onore del guerriero in battaglia, per esempio. Nei tempi antichi la vendetta per un torto subito era considerata lecita.
Ci vollero gli ateniesi per introdurre la punibilità dell'omicidio e cancellare la vendetta dai comportamenti considerati accettabili nel contesto sociale.
Sopravvisse per secoli invece il concetto di "Onore" legato ai coniugi, ma d'altronde tutta la vita sessuale è sempre stata profondamente regolata da norme socialmente riconosciute., questo per garantire la certezza della prole, l'esistenza della figura guerriero e del soldato e la tutela di chi si allontanava dalla famiglia per lunghi periodi e voleva la sicurezza di trovarla al ritorno.
Insomma, chi sarebbe mai partito per le Crociate o per una guerra o per andare a lavorare sapendo che al ritorno non avrebbe neppure trovato la moglie, la casa perché magari un altro uomo si era insediato al suo posto?
Le norme rigide avevano la funzione di tutela di chi si allontanava da casa e ovviamente sono crollate nella nostra epoca dove i collegamenti tra persone lontane sono finalmente possibili. Un guerriero delle Crociate lasciava qualcuno a casa per anni senza neppure poter dare la certezza di essere ancora in vita: non c'erano certo i telefoni.
Il tradimento era l'ingiuria peggiore, perché oltre a infrangere queste regole necessarie, macchiava anche l'onore maschile. Il "cornuto" in tutte le epoche è sempre stato sbaffeggiato e anche oggi, nell'era del politically correct, non è certo una figura invidiabile.:) La cornuta invece rientrava nella norma: il guerriero aveva diritto a una sua vita sessuale rischiandola tutti i giorni e in ogni caso questa non avrebbe mai messo in discussione la famiglia a casa.
Ora, nella nostra epoca, pochi uomini fanno ancora i guerrieri, mentre chi è immigrato a volte si affida ancora a questi costumi (le mogli in alcune aree vengono affidate alla comunità nel caso il marito lavori all'estero).
Quindi per noi occidentali è tutto cambiato. Il delitto d'onore non per niente è retaggio del passato, donne e uomini tradiscono in egual modo, la condizione di pace rende inoltre manifesta la libertà sessuale.
Restano l'egoismo personale, la passione, i sentimenti forti, come quello del possesso: quelli non li cancelli, anche se la pressione sociale ora pretenderebbe di farlo. La vendetta quindi oggi resta, ma a livello soggettivo.
 
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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
In realtà il concetto stesso di onore come lo intendiamo noi nella società occidentale e stavo tranquillamente spazzato via dalla globalizzazione. Si fa fatica a gestire e mantenere correttamente l'etica occidentale Cristiana quando hai a che fare tutti i giorni con la tua dipendenza da un sistema globale in cui ti scontri con il senso dell' onore orientale oppure con l'etica africana. Tralasciando ovviamente i nostri complicatissimi e millenari rapporti con l'islam.
La verità è che il senso dell'Onore e tiene soltanto in un contesto di riferimento ristretto. Invece il possesso essendo convenzionale è misurabile.
 

danny

Utente di lunga data
In realtà il concetto stesso di onore come lo intendiamo noi nella società occidentale e stavo tranquillamente spazzato via dalla globalizzazione. Si fa fatica a gestire e mantenere correttamente l'etica occidentale Cristiana quando hai a che fare tutti i giorni con la tua dipendenza da un sistema globale in cui ti scontri con il senso dell' onore orientale oppure con l'etica africana. Tralasciando ovviamente i nostri complicatissimi e millenari rapporti con l'islam.
La verità è che il senso dell'Onore e tiene soltanto in un contesto di riferimento ristretto. Invece il possesso essendo convenzionale è misurabile.
Sì.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Del tipo "io uccido lei così lui torna da me".E' un'ipotesi, ma renderebbe ancora più delirante la figura di lei.
ne sono convinta. Quante volte leggiamo qui di donne che non comprendo come l'amante dica di essere infelice nel matrimonio ma non si sente di lasciare la famiglia.Prendi l'esempio di una utente recente, separata amante del direttore della sua banca che non comprendeva come lui,dichiaratosi perso per lei, improvvisamente la scarica.Ecco immaginati uno che giustifica la rottura , dichiarando che a lui dispiace vedere soffrire la moglie. Una mente diabolica arriva a pensare , se non ci fosse la moglie tornerebbe da me.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
L'onore era pubblico e in passato non era solo legato al tradimento coniugale.
Rappresentava la dignità dell'individuo in un contesto sociale.
Vi era l'onore del guerriero in battaglia, per esempio. Nei tempi antichi la vendetta per un torto subito era considerata lecita.
Ci vollero gli ateniesi per introdurre la punibilità dell'omicidio e cancellare la vendetta dai comportamenti considerati accettabili nel contesto sociale.
Sopravvisse per secoli invece il concetto di "Onore" legato ai coniugi, ma d'altronde tutta la vita sessuale è sempre stata profondamente regolata da norme socialmente riconosciute., questo per garantire la certezza della prole, l'esistenza della figura guerriero e del soldato e la tutela di chi si allontanava dalla famiglia per lunghi periodi e voleva la sicurezza di trovarla al ritorno.
Insomma, chi sarebbe mai partito per le Crociate o per una guerra o per andare a lavorare sapendo che al ritorno non avrebbe neppure trovato la moglie, la casa perché magari un altro uomo si era insediato al suo posto?
Le norme rigide avevano la funzione di tutela di chi si allontanava da casa e ovviamente sono crollate nella nostra epoca dove i collegamenti tra persone lontane sono finalmente possibili. Un guerriero delle Crociate lasciava qualcuno a casa per anni senza neppure poter dare la certezza di essere ancora in vita: non c'erano certo i telefoni.
Il tradimento era l'ingiuria peggiore, perché oltre a infrangere queste regole necessarie, macchiava anche l'onore maschile. Il "cornuto" in tutte le epoche è sempre stato sbaffeggiato e anche oggi, nell'era del politically correct, non è certo una figura invidiabile.:) La cornuta invece rientrava nella norma: il guerriero aveva diritto a una sua vita sessuale rischiandola tutti i giorni e in ogni caso questa non avrebbe mai messo in discussione la famiglia a casa.
Ora, nella nostra epoca, pochi uomini fanno ancora i guerrieri, mentre chi è immigrato a volte si affida ancora a questi costumi (le mogli in alcune aree vengono affidate alla comunità nel caso il marito lavori all'estero).
Quindi per noi occidentali è tutto cambiato. Il delitto d'onore non per niente è retaggio del passato, donne e uomini tradiscono in egual modo, la condizione di pace rende inoltre manifesta la libertà sessuale.
Restano l'egoismo personale, la passione, i sentimenti forti, come quello del possesso: quelli non li cancelli, anche se la pressione sociale ora pretenderebbe di farlo. La vendetta quindi oggi resta, ma a livello soggettivo.
certo, possiamo dire che è un metodo arcaico di soddisfazione.
 

Brunetta

Utente di lunga data

stany

Utente di lunga data
Il delitto d'onore prevedeva la tutela dell'"onore", ovvero la salvaguardia della dignità della persona e spesso della famiglia vittima di un sopruso.
Essa in determinate culture, da noi nel recente passato soprattutto in Sicilia (in alcuni paesi arabi è ancora in uso), può essere ripristinata anche con l'assassinio della persona considerata colpevole di lesa dignità.
Non è pertanto originata dalla rabbia né dalla follia, ma dai costumi locali.
Sul primo neretto: falso. Se si ama molto qualcuno si è più disponibile al perdono o all'abbandono che alla vendetta.
L'amore è altruista,
La passione no, per esempio, perché è più legata al desiderio di possesso.
La vendetta infatti la si attua quando ci si sente a credito e questo stato fa stare male.
La vendetta può aver origine anche dalla disistima (ti stimo poco, mi sento a credito).
Ma nel momento in cui si sente a credito, non si ama più.
Quoto zio.
 

Brunetta

Utente di lunga data
la vendetta è la mera soddisfazione di far pagare un disagio a chi lo ha provocato.
Tanto è più forte il sentimento che lega a una persona, tanto sarà più forte la vendetta.
Le azioni compiute per soddisfare , saranno pertanto molto violente.
Tipo il delitto d'onore ammesso fino a qualche decennio fa.
La rabbia provata deve trovare uno sfogo.
Chi ha al suo fianco persone così capisce il filo sottile che separa la ragione dalla follia.
Tieni presente che non ammetteranno mai di aver sbagliato, ma attribuiranno all'altro la responsabilità della conseguenza.
Un atto dovuto.
non solo una questione culturale, se no tutti lo avrebbe praticato se traditi. Solo in alcuni rari casi ripristinare la dignità.
Io lo associo molto al femminicidio dei giorni nostri, una vendetta.
Per te il voler bene è quello che hai descritto, per una persona che si nutre di ripicche è ben diverso.
Anche per me è incomprensibile, ma ti posso garantire che hanno un metro diverso dell'amore
Il delitto d'onore prevedeva la tutela dell'"onore", ovvero la salvaguardia della dignità della persona e spesso della famiglia vittima di un sopruso.
Essa in determinate culture, da noi nel recente passato soprattutto in Sicilia (in alcuni paesi arabi è ancora in uso), può essere ripristinata anche con l'assassinio della persona considerata colpevole di lesa dignità.
Non è pertanto originata dalla rabbia né dalla follia, ma dai costumi locali.
Sul primo neretto: falso. Se si ama molto qualcuno si è più disponibile al perdono o all'abbandono che alla vendetta.
L'amore è altruista,
La passione no, per esempio, perché è più legata al desiderio di possesso.
La vendetta infatti la si attua quando ci si sente a credito e questo stato fa stare male.
La vendetta può aver origine anche dalla disistima (ti stimo poco, mi sento a credito).
Ma nel momento in cui si sente a credito, non si ama più.
Concordo con Ginevra.
Il delitto d’onore sistematizza e canalizza la rabbia. La rabbia viene definita come derivante dalla perdita di riconoscimento sociale e la società dà un mezzo per ripristinare il riconoscimento.
Adesso ci pare assurdo, ma costituiva un mezzo per limitare la rabbia verso un solo colpevole ed evitare la faida.
Gradualmente si passa via via più dal concreto al simbolico.
Il risarcimento in denaro, da Hammurabi in poi, è una sostituzione simbolica della vendetta.
Ogni volta che si chiede o si desidera una punizione più concreta si sta operando una regressione.
 
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