Uhm...esperienza di vita.
Come già vi dissi, in gioventù ho avuto un amore bellissimo con una romagnola, studentessa di filosofia, diplomata in violoncello, una mente fantastica, iniziata a tutto l'esoterismo medioevale ecc..ecc..ecc...una morettona da sturbo, falcidiata a 23 anni in pochi mesi da un tumore. Ma dato quanto si è scritto vorrei parlarvene.
La conobbi perchè frequentavo un appartamento di studentesse mie amiche, lei era la nuova coinquilina. L'avevo soprannominata Tatona ( come dire gran bambina). Le mie amiche mi sfottevano dicendo, vero che è carina? Non la trovi carina? E io, pfui...pfui...
Ricordo che passammo una notte a parlare di cultura maschile e femminile, ma nulla di me si mosse. Però quella notte la ferii pesantemente nell'orgoglio dicendole che era una sciattona.
Per riparare la invitai a cena.
Venne a prendermi al mio appartamento e vi giuro vi posso giurare che rimasi là come un salame, stupefatto.
Si era vestita in modo molto femminile, e sexy, senza esagerare però, cavolacci amari, ma il suo modo di vestirsi quella sera, tacchi, gonna corta, body scollato, trucco...cavoli...me la fecero apparire in una certa luce. Che non capii più nulla. Pensavo fosse Monica Bellucci, e lei ridendo disse non sei il primo che me lo dice, del resto abbiamo le stesse forme.
Insomma detta tra noi, " sbavavo come un can"!
Lei non mi giudicò male, ma fece questo discorso:
" Ci sono donne che si vestono in un modo per valorizzare il poco che hanno, o per nascondere i loro difetti. Io invece devo nascondere tutto quello che c'è. Guardati come sei conciato, se io mi metto in un certo modo, mi rendo conto che è difficile per un ragazzo pensare che ho anche un cervello, perchè tu vedi solo quello che la tua natura ti spinge a vedere."
Io dissi solo che non mi ero affatto reso conto di quanto fosse avvenente.
Ecco lei aborriva la cultura della donna oggetto, perchè se si vestiva in un certo modo, veniva riconosciuta dallo status maschile come un oggetto del desiderio.
Così si vestiva sempre con gran maglioni lunghi e pantaloni larghi, e non si metteva mai il trucco in volto. Neanche agli esami.
Però io mi chiedo come mai allora agli esami universitari si vedevano certe scene che non vi dico, da parte di altre studentesse.
E un'altra cosa, che riguardò la nostra intimità.
Non si concesse mai, finchè non fu ultra sicura che io guardassi a lei solo come persona, prima che donna.
Fu una scuola durissima.
Ricordo ancora la litigata furibonda, quella volta che le dissi di mettersi carina e scoprì che era perchè io volevo fare lo sborone con gli amici.
Portava poi sempre gonne maxi e larghe, ottime per le violoncelliste, non sono mai riuscito farle suonare il violoncello con la minigonna, autoreggenti e tacchi. Diceva, io non sono la tua buffona per i tuoi circhi.
Questo era il nostro pezzo preferito:
http://www.youtube.com/watch?v=L5C99JyP2ns