Sono d'accordo. Il modello sociale del "matrimonio per sempre" si sta progressivamente erodendo. Ma sono ancora in pochissimi ad avere l'onestà di ammettere che è semplicemente finito il coinvolgimento, il trasporto sentimentale e che si desidera qualcosa di più per sè stessi, in un'età ancora giovane che può regalare tanti nuovi slanci e stimoli.
Quello che mi dispiace notare - anzi, mi secca proprio! - è la tendenza a colpevolizzare il coniuge che si sta per lasciare. "Ah ma è colpa sua, non era abbastanza in niente, spero solo che accetti le mie richieste di separazione, almeno quello!... stiamo a vedere..." Il che può essere vero, ma secondo me tanti di questi matrimoni, con il dialogo, la voglia di confrontarsi reciprocamente e di guardarsi dentro a fondo, avrebbero potuto tranquillamente continuare ancora oggi.
Il vero motivo dell'addio è spesso nella voglia di ricominciare, di cambiare "vita"; per paura della noia e nell'urgenza di non farsi sfuggire delle situazioni più "frizzanti" o semplicemente più in linea con la propria personalità, diversa da quella di tanti anni prima.
Bellissimo sto post, come sempre, sei molto profonda.
Mi sono molto interrogato su questa tendenza a colpevolizzare eh?
E mi colpisce enormemente il tuo motivo dell'addio.
Però dovremmo anche ficcarci in testa alcune cose sul modello per sempre.
Ma sul serio eh?
Una volta era banalmente per sempre, era necessariamente per sempre eh?
E siccome bisognava che fosse così, ci si sapeva sacrificare, venir incontro ecc..ecc..ecc...
Oggi non è affatto più così.
E secondo me: stare assieme solo per un piano sentimentale è riduttivo, è poco, è inutile, è sbagliato, è assurdo, è un piano fragile, franoso, insidioso.
Come faccio stare assieme ad una persona solo perchè le voglio bene? Eh?