Peter Gabriel: una notte all’Arena

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Mari'

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Peter Gabriel: una notte all’Arena

Peter Gabriel: una notte all’Arena
di Sergio Mancinelli 28 settembre 2010

Per parlare di musica, non c’è bisogno di esserne esperti, basta farlo col cuore, senza pensare troppo alla costruzione delle parole, ma cercando di raccontare la propria emozione.

Questo l’ho sempre pensato prima di ogni trasmissione e, negli anni, ho avuto la fortuna di partecipare a quelle di molti ascoltatori che attraverso mail e sms me lo hanno comunicato in diretta. E’ una delle grandi fortune che questo lavoro regala.

Oggi, su questo blog, vorrei condividere con voi l’ultima, ringraziando Massimo di Bassano del Grappa.

Ho dovuto aspettare 48 anni per assistere ad un concerto nell’arena di Verona. Il 26/09/10 ho realizzato queso sogno.
E quale occasione migliore dell’ultimo tour di Peter Gabriel.

L’ultimo disco, sono sincero, non l’ho comprato e ho avuto modo di ascoltarlo poco via radio. Non mi è entrato nel cuore, ma sicuramente è un disco che necessita di molti ascolti.
Ieri sera ho comunque capito che quest’ultima idea di Peter Gabriel va ascoltata dal vivo e l’Arena di Verona è senza ombra di dubbio il luogo ideale.
Acustica eccezionale, atmosfera, orchestra, la voce di Peter, la luna quasi piena…..

Il concerto era suddiviso in due parti.
La prima parte dedicata al nuovo disco senza interruzioni. Prima canzone Heroes, poi una marea di emozioni, the Book of Love etc
La seconda parte dedicata ai vecchi classici che meglio si prestavano all’evento e all’atmosfera della serata. Ha iniziato con San Jacinto, Digging in the Dirt, proseguito con Mercy Street … Come al solito è stato capace di riprendere il repertorio amato dai fans e con l’aiuto di uno staff eccezionale gli ha dato nuova vita, un vestito nuovo.
Il primo grande acuto arriva con Secret World: il pezzo già esplosivo nella versione rock, ha fatto accapponare la pelle a tutti quando nel finale l’orchestra è salita è salita è salita e il pubblico alla fine non ha potuto far altro che alzarsi in piedi (ovazione generale) e spellarsi le mani.
E’ seguita una fase più tranquilla ma altamente emozionante (Upside down, Darkness, In the blood of heaven …).
E verso mezzanotte il tripudio: Solsbury Hill. Tutti in piedi, un arrangiamento bellissimo, Peter che salta come un ragazzino, l’orchestra al massimo. Ma non c’è tempo per rilassarsi: seguono In your eyes, Don’t give up (grande il contributo della corista norvegese Anne Bron, che bella voce).
La serata è finita con Nest, un pezzo rilassato come ha detto a tutti Peter.
Il pubblico non voleva abbandonare l’arena. Peter prima che finisse il concerto ha ringraziato tutti per la bellissima serata che la platea gli ha regalato.

Durante il concerto Peter si è rivolto più volte al pubblico in un più che dignitoso italiano ed ogni volta ha toccato l’animo di tutti con le sue spiegazioni o i suoi messaggi.
Insomma una serata magica, di quelle che ti dà energia per il resto della settimana. Il concerto avrebbe dovuto iniziare alle 20, è iniziato alle 21: prima dell’inizio il pubblico era stanco di aspettare, sono piovuti fischi; ma alla fine nessuno più ricordava la lunga attesa, ognuno è uscito fuori dall’arena felice di poter dire: io c’ero.

W la musica, W Peter Gabriel

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/28/peter-gabriel-una-notte-all’arena/65366/

:up:

http://www.youtube.com/watch?v=gjZOof4BYig

http://www.youtube.com/watch?v=k3rHErrrZ20


:rolleyes:
 

Alce Veloce

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C'era pure una delegazione di Tradi! :rolleyes:

(non io, purtroppo)
 

Mari'

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Irene

Utente di lunga data
Sei un pettegolo :ar: .
:rotfl::rotfl::rotfl:;)
no Marì dai.. credo sarebbe piaciuto essere lì anche lui...

e posso confermarti che è stato un concerto a dir poco strepitoso...
l'orchestra è stata eccezzionale.. il crescendo descritto dal giornalista è verissimo.. ho ancora i brividi nel ricordare il momento..
sono uscita dall'Arena con la sensazione di aver avuto davvero un privilegio..
un bèso...

ciao Irene
 

Mari'

Utente di lunga data
no Marì dai.. credo sarebbe piaciuto essere lì anche lui...

e posso confermarti che è stato un concerto a dir poco strepitoso...
l'orchestra è stata eccezzionale.. il crescendo descritto dal giornalista è verissimo.. ho ancora i brividi nel ricordare il momento..
sono uscita dall'Arena con la sensazione di aver avuto davvero un privilegio..
un bèso...

ciao Irene

Ma :loso: io scherzavo :)
 

Irene

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Mari'

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Alce Veloce

Utente di lunga data
Ma :loso: io scherzavo :)

Si, si, questa lancia il sasso e poi nasconde la mano!

Il "pettegolo" non avrebbe fatto nomi, né cognomi, né nick :mad:














(magari un'accurata descrizione dell'avatar :carneval:)
 

Mari'

Utente di lunga data
Si, si, questa lancia il sasso e poi nasconde la mano!

Il "pettegolo" non avrebbe fatto nomi, né cognomi, né nick :mad:














(magari un'accurata descrizione dell'avatar :carneval:)


INGRATO :mad:































Dopo tutte le belle cose che penso di te :eek: .































:mrgreen: :rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Belle...... soce???????

meglio che non pensi, grazie :D:D:D:D:D:D
 

Mari'

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Alce Veloce

Utente di lunga data
INGRATO :mad:


Dopo tutte le belle cose che penso di te :eek: .





:mrgreen: :rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:

Infamona! Hai corretto!!!!!! :rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
 

Mari'

Utente di lunga data
Arriva Il Diluvio


Quando la notte mostra
i segnali, nelle radio aumentano
tutte le strane cose
vanno e vengono, come preallarmi
Stelle di mare insabbiate non hanno posto dove nascondersi
aspettando ancora l’alta marea pasquale
Non c’é nessuna direzione, non possiamo
neanche scegliere un lato.







Prendo la vecchia via
le spalle vuote, attraverso le acque
sulle alte scogliere
stavano invecchiando, figli e figlie
Il mondo di giada sotterraneo stava cavalcando alto*
onde d’acciaio scagliavano metallo nel cielo
come unghie che affondano nelle nuvole, la pioggia
era calda e inzuppava la folla.
 

Mari'

Utente di lunga data
:forza:

Grazie Pinceton.

:up:
 
:forza:

Grazie Pinceton.

:up:
Sai, ehm, l'ultima mi riporta dentro un certo freddo.
Tanti anni fa avevo un lettino.
Su quel lettino ci fu tanto calore e affetto.
Poi venne il freddo.
Quel freddo mi lasciò l'immagine di un povero bambino abbandonato dalla sua mammina dolce, dalla sua maestrina, di giochini affettuosi.
E questa canzone è come se mi traducesse in suoni quella sensazione.
Ecco Marì, quando vedo la tua rabbia, mi dico, cazzo questa donna ha sofferto e patito la sua dose, nella vita.
Chi poi ha sofferto e lottato, non sempre è lì tutto disponibile ad accettare su di sè, il dolore degli altri, può anche provarne rabbia.:up:
 

Mari'

Utente di lunga data
Sai, ehm, l'ultima mi riporta dentro un certo freddo.
Tanti anni fa avevo un lettino.
Su quel lettino ci fu tanto calore e affetto.
Poi venne il freddo.
Quel freddo mi lasciò l'immagine di un povero bambino abbandonato dalla sua mammina dolce, dalla sua maestrina, di giochini affettuosi.
E questa canzone è come se mi traducesse in suoni quella sensazione.
Ecco Marì, quando vedo la tua rabbia, mi dico, cazzo questa donna ha sofferto e patito la sua dose, nella vita.
Chi poi ha sofferto e lottato, non sempre è lì tutto disponibile ad accettare su di sè, il dolore degli altri, può anche provarne rabbia.:up:




... e andiamo avanti ...

:up:
 
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