Buonasera, forum di tradimento.net.
Dato che attualmente sono impegnato con una persona che, per sua stessa ammissione e per indagini mie, si è rivelata essere stata una traditrice seriale in passato, ho deciso, preso da curiosità, di navigare sul web per comprendere meglio l'argomento, leggendo di storie, avventure, di pensieri a riguardo.
Dopo aver visitato questo sito e molti altri, dopo averne discusso con chiunque avesse un minimo di conoscenza a riguardo, aver cercato di analizzare, di comprendere, la prima conclusione alla quale sono giunto è stata, quasi per ironia, quella che mi ha guidato per molto tempo di fronte all'errore e alla malignità: sono esseri umani. Per definizione sono fallaci - non che lo desiderino, ma molte persone o non capiscono o decidono di non capire.
A questo punto mi sono rilassato: ero riuscito in un qualche modo a riportare un po' di senso e di giustificazioni ai comportamenti passati di questa persona che mi è accanto da un lato, delle persone in generale dall'altro.
La mia mente tuttavia, come quella di molti altri, lavora incessantemente a discapito del mio volere o del mio stato emotivo: solitamente si insinua un tarlo, un'imperfezione nel ragionamento o un punto poco chiaro che mi porta a riprendere un ragionamento precedente per provare a testarlo. Una sorta di prova del nove che inconsciamente faccio per gli argomenti che ritengo di elevata importanza. In questo caso, era il "decidono di non capire".
Non mi quadrava: come poteva una persona chiudere gli occhi deliberatamente di fronte a quello che le capitava davanti? Ho ragionato, ho tritato i pensieri e filtrati uno ad uno, e dopo molto ho realizzato: auto-giustificazione.
Ora, qui si parla di un argomento preciso, il tradimento. Ho visto molte persone spiegare il perché hanno tradito. Ho riunito i vari pensieri e le varie difese: non ero contento/a del rapporto, l'attrazione fisica è stata troppo forte, il sentimento era svanito, e via discorrendo.
Una cosa però mi ha colpito particolarmente: più la spiegazione era dettagliata e complessa, maggiore era il mio senso di ipocrisia a riguardo. L'assunzione di base è semplice: chi, di fronte ad una domanda diretta e generale come "Tradire è giusto?" risponderebbe tranquillamente "Sì"? Perché, giocando al riduzionismo, la faccenda è tutta qui: sì o no. L'unico caso che mi è venuto in mente considerabile valido è che è giusto nel caso si abbiano ricevuto danni non ripagabili altrimenti - ma anche qui il tradimento gode di legittimità nel solo caso in cui venga poi espresso alla parte che si è voluta danneggiare.
Qui vige una regola: io mi sento meglio, io mi sento superiore se tradisco o meno, ma questo è personale, io sto meglio così.
Ogni società in pace si base sul compromesso e in una comunità popolata da determinati elementi è necessario per coloro che intendono proseguire a viverci, tuttavia il mio interesse non è questo e sarò molto franco e diretto, com'è la mia natura.
Quello che fate è sbagliato, non esistono giustificazioni di sorta. Siete persone, avete una volontà, la capacità di scissione del bene dal male per questioni di natura così basilare è elementare. Nel caso diceste a voi stessi che quello che vi manca è, appunto, la volontà, allora non siete assimilabili alle persone più di quanto non lo sia un cagnolino o qualsivoglia mammifero di piccola taglia e piccola encefalizzazione di vostra scelta.
Nel caso invece aveste la volontà per decidere le vostre azioni, siete semplicemente malvagi: scegliete liberamente di perpetrare azioni che portano a danni, all'intrigo, alla menzogna. L'uccisione della fiducia verso il prossimo. La scelta scellerata di volere e pretendere una persona al vostro fianco per poi umiliarla e/o sfruttarla - e la scusa del "se glielo dicessi le farei male" non è valida, perché potete mentire ai suoi occhi, ma non ai vostri: il male, l'offesa, la distruzione della dignità di questa l'avete già compiuta. Create e mantenete i fondamenti di quello che è l'odio tra gli uomini: se così liberamente danneggiate e tradite una persona che avete voluto voi vicino, quali nefandezze è possibile per voi compiere verso coloro con i quali non avete nemmeno un rapporto di conoscenza? Il pensiero fa rabbrividire.
Non conosco la moderazione, ma posso provare ad indovinare che fine possa fare questo thread: può essere eliminato; può essere chiuso; oppure lo si può tenere aperto e ottenere risposte, che nel bene o nel male, possono o confermare o screditare la mia invettiva.
1.1
Dato che attualmente sono impegnato con una persona che, per sua stessa ammissione e per indagini mie, si è rivelata essere stata una traditrice seriale in passato, ho deciso, preso da curiosità, di navigare sul web per comprendere meglio l'argomento, leggendo di storie, avventure, di pensieri a riguardo.
Dopo aver visitato questo sito e molti altri, dopo averne discusso con chiunque avesse un minimo di conoscenza a riguardo, aver cercato di analizzare, di comprendere, la prima conclusione alla quale sono giunto è stata, quasi per ironia, quella che mi ha guidato per molto tempo di fronte all'errore e alla malignità: sono esseri umani. Per definizione sono fallaci - non che lo desiderino, ma molte persone o non capiscono o decidono di non capire.
A questo punto mi sono rilassato: ero riuscito in un qualche modo a riportare un po' di senso e di giustificazioni ai comportamenti passati di questa persona che mi è accanto da un lato, delle persone in generale dall'altro.
La mia mente tuttavia, come quella di molti altri, lavora incessantemente a discapito del mio volere o del mio stato emotivo: solitamente si insinua un tarlo, un'imperfezione nel ragionamento o un punto poco chiaro che mi porta a riprendere un ragionamento precedente per provare a testarlo. Una sorta di prova del nove che inconsciamente faccio per gli argomenti che ritengo di elevata importanza. In questo caso, era il "decidono di non capire".
Non mi quadrava: come poteva una persona chiudere gli occhi deliberatamente di fronte a quello che le capitava davanti? Ho ragionato, ho tritato i pensieri e filtrati uno ad uno, e dopo molto ho realizzato: auto-giustificazione.
Ora, qui si parla di un argomento preciso, il tradimento. Ho visto molte persone spiegare il perché hanno tradito. Ho riunito i vari pensieri e le varie difese: non ero contento/a del rapporto, l'attrazione fisica è stata troppo forte, il sentimento era svanito, e via discorrendo.
Una cosa però mi ha colpito particolarmente: più la spiegazione era dettagliata e complessa, maggiore era il mio senso di ipocrisia a riguardo. L'assunzione di base è semplice: chi, di fronte ad una domanda diretta e generale come "Tradire è giusto?" risponderebbe tranquillamente "Sì"? Perché, giocando al riduzionismo, la faccenda è tutta qui: sì o no. L'unico caso che mi è venuto in mente considerabile valido è che è giusto nel caso si abbiano ricevuto danni non ripagabili altrimenti - ma anche qui il tradimento gode di legittimità nel solo caso in cui venga poi espresso alla parte che si è voluta danneggiare.
Qui vige una regola: io mi sento meglio, io mi sento superiore se tradisco o meno, ma questo è personale, io sto meglio così.
Ogni società in pace si base sul compromesso e in una comunità popolata da determinati elementi è necessario per coloro che intendono proseguire a viverci, tuttavia il mio interesse non è questo e sarò molto franco e diretto, com'è la mia natura.
Quello che fate è sbagliato, non esistono giustificazioni di sorta. Siete persone, avete una volontà, la capacità di scissione del bene dal male per questioni di natura così basilare è elementare. Nel caso diceste a voi stessi che quello che vi manca è, appunto, la volontà, allora non siete assimilabili alle persone più di quanto non lo sia un cagnolino o qualsivoglia mammifero di piccola taglia e piccola encefalizzazione di vostra scelta.
Nel caso invece aveste la volontà per decidere le vostre azioni, siete semplicemente malvagi: scegliete liberamente di perpetrare azioni che portano a danni, all'intrigo, alla menzogna. L'uccisione della fiducia verso il prossimo. La scelta scellerata di volere e pretendere una persona al vostro fianco per poi umiliarla e/o sfruttarla - e la scusa del "se glielo dicessi le farei male" non è valida, perché potete mentire ai suoi occhi, ma non ai vostri: il male, l'offesa, la distruzione della dignità di questa l'avete già compiuta. Create e mantenete i fondamenti di quello che è l'odio tra gli uomini: se così liberamente danneggiate e tradite una persona che avete voluto voi vicino, quali nefandezze è possibile per voi compiere verso coloro con i quali non avete nemmeno un rapporto di conoscenza? Il pensiero fa rabbrividire.
Non conosco la moderazione, ma posso provare ad indovinare che fine possa fare questo thread: può essere eliminato; può essere chiuso; oppure lo si può tenere aperto e ottenere risposte, che nel bene o nel male, possono o confermare o screditare la mia invettiva.
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