Cazuza
Figlio del produttore discografico João Araújo e di Maria Lúcia Araújo, Cazuza vive fin da piccolo a contatto con la musica, influenzato dalla tradzione della musica brasiliana. Nasce in lui da subito una predilezione per le musiche drammatiche e malinconiche come quelle di Cartola, Lupicínio Rodrigues, Dolores Duran, e Maysa. Comincia a scrivere testi per brani musicali e poesie dal 1965.
Nel 1974 ha l'occasione di trascorrere una breve vacanza a Londra dove conosce la musica dei Led Zeppelin, di Janis Joplin e dei Rolling Stones, musicisti dei quali diventa presto estimatore.
Nel 1978 Cazuza si iscrive all'università, ma abbandona il corso di giornalismo dopo tre sole settimane per cominciare a lavorare con suo padre nell'etichetta discografica Som Livre.
Nel 1980 ritorna a Rio de Janeiro, dove inizia a lavorare con il gruppo teatrale Asdrúbal Trouxe o Trombone. In questa occasione ha l'opportunità di conoscere il cantautore Léo Jaime che lo presenta ad una band che cerca un cantante: i Barão Vermelho. Con questa band Cazuza inizia la sua carriera di cantante ed autore. Nel 1985 con i Barão Vermelho partecipa alla manifestazione "Rock in Rio", uno dei più importanti festival musicali del continente sudamericano. È proprio in questo periodo che Caetano Veloso lo definisce Cazuza il più grande poeta della sua generazione.
Nello stesso anno Cazuza scopre di aver contratto il virus dell'AIDS e poco dopo lascia la band per aver la possibilità di comporre ed esprimersi, musicalmente e poeticamente, nel modo più autonomo e libero possibile.
Cazuza scompare poco tempo dopo, il 7 luglio 1990, a causa di complicazioni dovute al virus dell'AIDS.
Nella sua carriera ha registrato solamente cinque dischi, ma ha lasciato più di 222 brani, 78 dei quali inediti, 34 per altri interpreti.
La sua vita è narrata nel film "Cazuza: O tempo não para" del regista Walter Carvalho.
http://it.youtube.com/watch?v=jSXMHJLVdGk
(A. Brandão - Cazuza, 1988)
Disparo contra o sol
Sou forte, sou por acaso
Minha metralhadora cheia de mágoas
Eu sou um cara
Cansado de correr na direção contrária
Seu pódium de chegada
Ou beijo de namorada
Eu sou mais um cara
Mas se você achar
Que eu estou derrotado
Saiba que ainda estão rolando os dados
Porque o tempo não pára
Dias sim, dias não
Eu vou sobrevivendo sem um arranhão
De caridade de quem me detesta
A tua piscina tá cheia de ratos
Sua idéias não correspondem aos fatos
O tempo não pára
Eu vejo o futuro repetir o passado
Eu vejo um museu de grandes novidades
O tempo não pára
Eu não tenho data pra comemorar
Às vezes os meus dias são de par em par
Procurando agulha no palheiro
Nas noites de frio é melhor nem nascer
Nas noites de calor, se escolhe:
É matar ou morrer
E assim nos tornamos brasileiros
Te chamam de ladrão, de bicha, maconheiro
Transformam o país inteiro num puteiro
Pois assim se ganha mais dinheiro