Pornagrafia e cultura

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Gian

Escluso
direi più l'esibizionismo del voyerismo

Santa Maradona!!!
Mi bacchetti sempre ! :p:p:p
esibizionismo e voyeurismo sono due facce della stessa medaglia,
Si esibiscono per farsi guardare e nel frattempo guardano gli altri, godono anzi nel farsi vedere.
Guardano, ma immedesimandosi negli attori del gesto ,sperando
un giorno di esibirsi pure loro, se già non lo fanno.
 
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Sbriciolata

Escluso
Ciao. Non confondiamo i livelli: qui indipendentemente dal libro ci arrivo anche io. Non stiamo discutendo del fatto che le persone producano rappresentazioni erotiche/sessuali per qualche motivo. Stiamo discutendo del fatto che le veneri steaotipigie siano state censurate nei musei per decenni. Sono pornografiche o no? Certamente lo sono state ed oggi, speriamo, non lo sono più. Significa che la questine non riguarda le veneri ma come sono lette dalla cultura. Allora Catullo non è pornografico a Roma ma lo è negli anni '50 (e infatti non si leggeva nei licei); non è pornografico Boccaccio, e infatti quando pensa di bruciare il Decamerone Petrarca gli dice di non farlo, ma lo è (o lo è stato) il film di Pasolini che infatti era, a lungo, vietato; non sono pornografiche le schiavette del Pornikon e infatti gli ateniesi le raccattavano apertamente ma i dipinti sui reperti archeologici, vedi il Museo di Napoli, sono in una sala riservata cui, ancora oggi, i minori di 14 anni possono entrare solo se accompagnati. Quindi la questione non riguarda l'Aretino ma se e quando Aretino è diventato un problema. Aretino era presente nelle antologie per gli strati alti della popolazione eppure scriveva cose assai "peggiori" di quelle di De Sade. Ma De Sade, il fondatore (nel senso di luogo geometrico originario) della pornografia europea, ha praticamente vissuto in galera.
La cosa di cui mi sono accorto grazie a quel libro è che oggi la pornografia non è affatto censurata e, quindi, che c'è stato un capovolgimento dei valori a partire da una certa data.
Non confondiamo la pornografia con tutto ciò che può essere o è stato oggetto di censura nel corso della storia. In inghilterra hanno messo pure le mutande ai tavoli, per dire. Tu hai scritto che nel libro c'è scritto che la pornografia esiste da... Poi perdonami, veramente non capisco il neretto
 

tullio

Utente di lunga data
Non confondiamo la pornografia con tutto ciò che può essere o è stato oggetto di censura nel corso della storia. In inghilterra hanno messo pure le mutande ai tavoli, per dire. Tu hai scritto che nel libro c'è scritto che la pornografia esiste da... Poi perdonami, veramente non capisco il neretto
Sono proprio le mutande ai tavoli, che avranno avuto un motivo sociale no?, a produrre la pornografia come categoria.
Ma naturalmente non è che voglio convincere nessuno. Sto solo rilfettendo con voi. E' che ho avuto anche io uno sbilanciamento perché anche io avevo per stabile l'equazione pornografia=immagini sessuali e capire che è una categoria culturale e non un dato mi ha sorpreso. E come tutti i neofiti tendo ad esser rigido :)
IL neretto: in realtà dove è la censura oggi? Basta guardare le cantanti pop, le veline di Striscia in perizoma (prima dell'ingresso in politica di Berlusconi: le esigenze politiche le hanno castigate), i film in Tv dopo mezzanotte, le ragazzine in discoteca ma persino a scuola... il sesso non è censurato ma proposto, suggerito...ordinato. Poiché in Italia sino agli anni '70 almeno, la censura esisteva, allora qualcosa deve esser cambiato e questo qualcosa va individuato e compreso, altrimenti rischiamo di accontentardi di dire che "sono cambiati i tempi", frase che non spiega nulla.
 

Sbriciolata

Escluso
Sono proprio le mutande ai tavoli, che avranno avuto un motivo sociale no?, a produrre la pornografia come categoria.
Ma naturalmente non è che voglio convincere nessuno. Sto solo rilfettendo con voi. E' che ho avuto anche io uno sbilanciamento perché anche io avevo per stabile l'equazione pornografia=immagini sessuali e capire che è una categoria culturale e non un dato mi ha sorpreso. E come tutti i neofiti tendo ad esser rigido :)
IL neretto: in realtà dove è la censura oggi? Basta guardare le cantanti pop, le veline di Striscia in perizoma (prima dell'ingresso in politica di Berlusconi: le esigenze politiche le hanno castigate), i film in Tv dopo mezzanotte, le ragazzine in discoteca ma persino a scuola... il sesso non è censurato ma proposto, suggerito...ordinato. Poiché in Italia sino agli anni '70 almeno, la censura esisteva, allora qualcosa deve esser cambiato e questo qualcosa va individuato e compreso, altrimenti rischiamo di accontentardi di dire che "sono cambiati i tempi", frase che non spiega nulla.
Secondo me ciò che è considerato osceno e la pornografia sono due cose diverse. La pornografia è, oggettivamente, una rappresentazione di un atto sessuale che ha lo scopo di procurare eccitazione sessuale. Tanto è vero che è nata storicamente proprio come una pubblicità di quello che si poteva trovare nei quartieri delle prostitute.

Altra cosa è l'oscenità, che è ciò che può offendere il famoso 'comune senso del pudore', cosa che in Italia era reato (non per niente ci fecero pure il film).
La ballerina in perizoma non è pornografica, ma può essere da alcuni considerata oscena:c'è da dire però che quando ero giovIne io in rai non si poteva pronunciare la parola 'organo':singleeye: e la Carrà faceva scandalo perchè mostrava l'ombelico.
Ora, secondo me, il fatto che i tabù siano spariti è sostanzialmente positivo perchè la censura, impedendo la conoscenza, impedisce anche il formarsi della libera opinione.
Purtroppo però, di pari passo, sono venuti meno anche il rispetto, l'educazione e anche la creatività in un'ottica di mercificazione.
Il richiamo al sesso fa vendere al pubblico maschile, basta osservare alcune pubblicità ad esempio quella del silicone, ma anche al pubblico femminile che vorrebbe avere come fornaio Banderas.
Quindi compriamo un prodotto perchè ad esso associamo un'immagine che ci ha eccitato, ma della quale non era il sesso il fine ultimo.
Di fatto... il meccanismo è molto simile, ma la pornografia è più onesta intellettualmente:singleeye:.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Secondo me ciò che è considerato osceno e la pornografia sono due cose diverse. La pornografia è, oggettivamente, una rappresentazione di un atto sessuale che ha lo scopo di procurare eccitazione sessuale. Tanto è vero che è nata storicamente proprio come una pubblicità di quello che si poteva trovare nei quartieri delle prostitute.

il fatto che i tabù siano spariti .
Quoto, ma alla frase in neretto aggiungerei "ai maschi".Personalmente la pornografia mi offende, perché separa i genitali dalla persona. Fa parte della riduzione del corpo nemmeno a merce, ma a strumento di regressione pre-emotiva, pre-sentimentale, pre-razionale.Insomma, uno schifo proprio.

Che i tabù siano spariti mi sembra perlomeno discutibile. La sovraesposizione del corpo è un modo per negarne la significanza e ribadire una forma di oppressione delle emozioni, del sentimento e della ragione che sono la sostanza del corpo, di qualsiasi corpo.
Credo che i tabù veri oggi siano i sentimenti.
 

Sbriciolata

Escluso
Quoto, ma alla frase in neretto aggiungerei "ai maschi".Personalmente la pornografia mi offende, perché separa i genitali dalla persona. Fa parte della riduzione del corpo nemmeno a merce, ma a strumento di regressione pre-emotiva, pre-sentimentale, pre-razionale.Insomma, uno schifo proprio.

Che i tabù siano spariti mi sembra perlomeno discutibile. La sovraesposizione del corpo è un modo per negarne la significanza e ribadire una forma di oppressione delle emozioni, del sentimento e della ragione che sono la sostanza del corpo, di qualsiasi corpo.
Credo che i tabù veri oggi siano i sentimenti.
a parte il fatto che la pornografia a me personalmente annoia, ci sono molte donne che invece l'apprezzano. Per quanto riguarda la seconda parte del tuo post hai ragione, sono concorde... anzi aggiungerei che anche tutta una serie di valori è diventata tabù.
Però rispondimi anche dall'altra parte:D che non so se ho preso la sufficenza su Verga:D
 

Fantastica

Utente di lunga data
a parte il fatto che la pornografia a me personalmente annoia, ci sono molte donne che invece l'apprezzano. Per quanto riguarda la seconda parte del tuo post hai ragione, sono concorde... anzi aggiungerei che anche tutta una serie di valori è diventata tabù.
Però rispondimi anche dall'altra parte:D che non so se ho preso la sufficenza su Verga:D
:rotfl::rotfl::rotfl:

ecco... queste "molte donne" che l'apprezzano... sono anche magari quelle genitrici che non sono madri? No, ok. Sto facendo un salto lungo. Aggiusto. Intendo dire: non è che queste donne che apprezzano si sono un po' adattate troppo ai bisogni maschi, cioè compiacciono a tal punto i loro partner da assumerne alcune caratteristiche che non sarebbero loro proprie? Oppure io sono antica e non riesco a penetrare nella gioia orgasmica che può procurare un film porno e non ne comprendo il valore liberatorio della sessualità femminile, perché sono una repressa?
(Mi è capitato di cercare immagini sessuali in giro, ma non sono la stessa cosa dei classici filmetti porno che consumano i maschi. Confesso però di averne visti in tutta la mia vita al massimo tre, e non sto parlando di Russ Meyer:cool:)
 

Gian

Escluso
TA-TAAAN.:rolleyes:

Ed ecco entrare in scena le donne che nel più classico dei copioni,
attaccano frontalmente il maschio porcellone. Anzi il maschio.
Per le donne, tutto il porno è schifo.
Probabilmente è veramente così...però c'è qualche piccolo granello di sabbia
che inceppa questo discorso perfettamente oliato:
1. le donne che guardano il porno; si dice siano il 5%, forse non sono vere donne, come
la mamma di Cogne o le madri-mostro, fatto sta che pare esistano nella vita reale. :carneval:
se hanno avuto figli, li hanno soppressi, chissà.
2. le donne che girano il porno, infatti è assodato che per fare film porno
ci vogliono le attrici porno, professioniste e non; alcune sono state intervistate
e hanno detto che in qualche caso di divertono, forse per il vil denaro si asseconda il maschio porcone.
3. le donne protagoniste di amatoriali, non posso pensare che si tratti sempre di dolci mogliettine
ignare che non sanno di essere riprese e che non sanno di avere un mezzo maniaco
in casa che si diverte a caricare su internet amplessi in varie posizioni.
4. mio parere, alcuni milioni di "film porno" vanno in scena live in molte case degli
italiani di solito di notte; ognuno nel segreto del suo talamo farà ciò che vuole, non vi
è dubbio ma resta il fatto che il porno, giustamente definito "noioso" o poco interessante
è null'altro che la copula rappresentata un trilione di volte.

:rotfl:
Ergo, se il punto 4 è vero, scopare è noioso.
 
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disincantata

Utente di lunga data
Tanti anni fa in un condominio, se ricordo bene di Torino, in tutti gli appartamenti è apparso il filmato di una coppia del palazzo all'opera.

Non so come possano accadere fatti simili e se la notizia fosse vera.

Che molti amino filmarsi lo credo.

Un filmato amatoriale nostro, noooooooooooooooooooooo, troppo pericoloso, meglio i ricordi che nessuno ci può rubare ne guardare.
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
Senza la pornografia il mondo sarebbe sicuramente un pò più triste per molta gente! :carneval:
Non credo che pornografia e cultura abbiano qualcosa in comune. È solo una delle tante forme di intrattenimento che esistono. È questo il suo scopo. Non ha nessuna intenzione di essere culturale, ma solo CUL-turale :rotfl:

Buscopann
 

Gian

Escluso
Senza la pornografia il mondo sarebbe sicuramente un pò più triste per molta gente! :carneval:
Non credo che pornografia e cultura abbiano qualcosa in comune. È solo una delle tante forme di intrattenimento che esistono. È questo il suo scopo. Non ha nessuna intenzione di essere culturale, ma solo CUL-turale :rotfl:

Buscopann

ahaha , insomma,
direi che è decisamente meglio il REALE...solo che (piccolo particolare) non ha molto
a che fare con l'immagine del film porno.:mexican::mexican:
 

Buscopann

Utente non raggiungibile
ahaha , insomma,
direi che è decisamente meglio il REALE...solo che (piccolo particolare) non ha molto
a che fare con l'immagine del film porno.:mexican::mexican:
Che discorso. Certo che sì. Però se passa sullo schermo Sasha Grey non è che mi giro dall'altra parte e chiamo il parroco :rotfl::rotfl::rotfl:

Buscopann
 
Penso valga la pena di darci un'occhiata: "pornografia di massa", edizioni altravista. Non immaginavo che dietro la pornografia esistesse tanto.
Esiste un mondo parallelo
Sai in questi giorni ho pensato a ste cose...

Pensa solo a questo da morir dal ridere...

C'è tutta una filosofia sui titoli.
Che sono la parodia di altri film...

Esempio:
Olmi fa L'albero degli zoccoli.

Bon Leo Salemi ( che è un nick) nel 1995 firma l'albero delle zoccole.

Bon l'italiano medio avrà visto il film di Salemi e non quello di Olmi.:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
 
Penso valga la pena di darci un'occhiata: "pornografia di massa", edizioni altravista. Non immaginavo che dietro la pornografia esistesse tanto.
Ma io leggendo certe cose rimpiango le mie imprese con Luigi Zanuso e Vittoria l'atomica...
Che tempi....che tempi...

Oggi Luigi fa il filosofo in fb...

Luigi Zanuso: alias Luigi Atomico alias Dario Lussuria alias Rodolfo Babilonia. Tre nomi d’arte decisamente evocativi per il regista vicentino che nel mondo del porno ha realizzato pellicole allucinate e trash, dove l’hard (anzi hardcore) incontra il pulp, il thriller e la sperimentazione (sotto ogni punto di vista), venendo da queste mitigato.
Il risultato è che a guardare alcuni suoi film dai titoli molto poco allusivi (“Scantinati infernali”, “Il tritacarne”, “Banchetto umano”) ci si trova di fronte ad una componente erotica non più unicamente finalizzata all’eccitazione dello spettatore, ma declinata in un sado-masochismo ostentato fisicamente e psicologicamente. Complici le colonne sonore esaltanti (create da Stefano Lummi e Marco Capitanio), nelle quali la musica classica viene miscelata inserzioni elettroniche martellanti che incitano all’adrenalina, i film dell’Atomico non sembrano appartenere ad alcun movimento cinematografic-hard, risultando assolutamente originali.
Zanuso è autodidatta a tutto tondo a partire da ogni provocazione, e pare offrire la propria visione di un mondo carnale e visionario, dove reale e finzione si mescolano con un non sense che non celebra l’erotismo convenzionale inclinando invece all’horror. Al punto che inevitabilmente si vuol vedere “fino a che punto si arriverà”. Lui: «Nei miei film faccio semplicemente esaudire le proprie pulsioni cosiddette depravate a chi me lo chiede; ma per me la depravazione non è mai sessuale, ma solo mentale». Realtà e follia scisse al punto che lo spettatore può sentirsi parte integrante del film (e subirne i dolori), tra manichini insanguinati, polipi sfruttati, braciole usate come sex toys, corpi congelati, sodomia maschile esasperata e allucinanti aforismi tratti dai libri dell’Atomico, tra cui “999 pensieri laici”e “Pensieri di un libertino”.
Ribattezzato da alcuni critici del genere il “Pasolini dell’hard” o il “Bukowski degli aforismi” o il “De Sade del Surrealismo”, il regista vicentino si allontana dalle etichette perseverando nella produzione di furiose pellicole dove surrealismo e porno-pesantezza si confondono al punto che l’attore (per lo più non professionista) diventa a sua volta fantoccio nelle mani di altri, con mente e corpo massacrati tra disturbante e dolori.
“Il Sublime e il Perverso” (titolo dell’ultimo film datato 2012), sembra la summa della sua visione del mondo, tra estremismi infernali, misticismo e follia totale, e di questa l’Atomico ha raccontato alla stampa: «La società è falsa, mentre l’uomo deve re-imparare a mostrare le proprie emozioni reali, in primis a sé stesso. I miei film vogliono essere uno specchio fedele dell’umanità. L’uomo sessualmente bloccato è più facile da manipolare». E chiosa: «nel mondo contemporaneo tendiamo a sublimare tutto, ma esiste soprattutto il perverso che perdura da migliaia di anni impunito», mentre il sesso «non va discusso, deve essere libero e felice, chi lo reprime non è appagato e il suo agire può diventare pericoloso, in minimi e massimi termini».

Secondo me oggi Dario Lussuria farebbe fare i titoli dei suoi film...ad Oscuro....:rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
 
I misteri del porno, Elemento I: Le scncertanti visioni di Luigi Zanuso da Vicenza
Pubblicato da alessandromcolombo in luglio 4, 2012

Bu… bu-bu… la donna abbaia addosso alla videocamera, il volto segnato dagli anni e dagli abusi appena ricevuti. Qualcosa nei suoi occhi ispira una profonda tristezza, come la consapevolezza del degrado a cui si è appena sottoposta. Lo stesso malessere che si prova vedendo alcuni dei volti ricorrenti dei film – o meglio, dei prodotti – licenziati da Luigi Atomico, aka Dario Lussuria, aka Rodolfo Babilonia (vero nome: Luigi Zanuso), dal loro aspetto spesso sgradevole e dalla continua profusione di eccessi e perversioni altrettanto spesso riprese con dubbio gusto.

Gli inizi sono senz’altro quelli più eccesivi, dettati da una serie di titoli programmatici come Budella sfondate, Scantinati infernali, Il tritacarne, Il polipo, accompagnati dalla figura misteriosa di Vittoria, l’Atomica del Sesso. Ma anche in tempi più recenti, nei suoi prodotti affiora un gusto per l’eccesso e per il delirio che spesso sforano il puro concetto di pornografia, scivolando all’interno di qualcosa di nuovo che riunisce aspetti del surrealismo a quelli dell’abbruttimento di un certo nichilismo. Viene alla mente, a esempio, una carrellata rasoterra di Ercole, il trans e gli osceni, che tra decine e decine di margherite in fiore, inquadra la triste figura femminile carponi che abbaia e caccia fuori la lingua ansimando in fremente attese della prossima pisciata.

È lo stesso Zanuso a confessare che con la videocamera può continuare a filmare anche se inciampa e cade, in uno spirito quasi “free cinema” che abolisce l’uso della seconda – o terza, o successiva – ripresa e si apparenta al decalogo voluto da Von Trier e dai suoi colleghi con il Dogma ’95. Ancorché nel suo primo periodo (dell’Atomica Video) facesse grande uso di musica classica per i suoi filmati, questi titoli più recenti hanno eliminato anche questo elemento, riconducendosi all’uso di camera a mano, scenografie naturali (o già esistenti), attori che recitano loro stessi – con pochi dialoghi sempre improntati a una certa coprolalia – e un montaggio piuttosto ruvido, che non elimina ingressi involontari nel campo di assistenti o persone fuori contesto – in una scena addirittura si vede nettamente l’ombra del Zanuso sospingere verso una poltrona fino a costringerlo a sedersi un attore che non ha ben inteso la sua volontà, senza per questo che l’attore interrompa il suo dialogo o il regista le riprese.

Certo rimane l’improponibilità di tale paragone – e dal resto, nella sua evidente mancanza di umiltà, lo stesso regista si sarebbe di volta in volta autodefinito il Buñuel o il Pasolini del porno – ma gli va dato atto di aver tentato una strada del tutto differente dalle produzioni “hard-core” mondiali di oggigiorno. La sua volontaria ricerca dell’aggressione allo spettatore – in uno dei suoi primi titoli, Vittoria mentre passa da una fellatio all’altro lancia insulti e denigra il proprio pubblico – spingendolo in ambiente degradato, spesso laido – difficilmente uno dei suoi attori esibirà un membro alla Rocco Siffredi, tanto quanto difficilmente le sue protagoniste avranno un aspetto gradevole (forse una in alcuni titoli) – ai limiti del tollerabile, dove si muovono pulsioni prossime alla deiezione, al disgusto. Uno spettacolo che qualcuno ha tentato di appropinquare alle visioni cronenberghiane (ma si è fatto anche il nome di Hooper); ma che ha una sua perfetta controparte nel ben più alto e autoriale cinema del duo siciliano Ciprì e Maresco.

Considerando un titolo su tutti della copia palermitana – Lo zio d’America, ma anche i loro excursus terribili su RaiTre che in prima serata coraggiosamente davano vita a Blob Cinico TV – rimane insolubile l’aspetto dilettevole di una tale pornografia; e non è un caso che moltissimi tra gli amanti del genere e i gli inveterati onanisti abbiano da sempre rifuggito i lavori di Zanuto, lasciandoli a un pugno di ribaldi seguaci del cinema estremo che con altrettanta ingordigia e facilità digerirebbero un Martyrs di Laugier, un Salò di Pasolini e/o un Srpski Film di Spasojevic. Affrancabile, nel porno, per certi versi solo a un Shaun Costello (Forced Entry), personaggio che ha però un ben altra capacità tecnico-creativa, rimane il fatto che Zanuso, folle o incosciente che sia, continua la sua costante ricerca di “prelibatezze” libertine attraverso un percorso composto sostanzialmente di manie (incesto, urofilia, dominazione montale e fisica, et alia) e di brutture umane (la decadenza e l’aspetto fisico quasi caricaturale dei suoi interpreti) che possono solo offrire allo sguardo attonito dello spettatore il tetro segnale di una decadenza e di una corruzione del genere umano apparentemente incontrovertibile. E in questo senso forse può essere affiancato il nome di Cronenberg (ricordiamo Videodrome e le sue malevoli proiezioni pirata, ma anche, perché no, il progressivo decadimento della famiglia magistralmente fotografato in Dead Ringers).

Lungi dall’essere un autore – o anche solo un artigiano del sesso – l’ex proprietario di videoteche si è mantenuto sempre in bilico tra il trash e l’eccesso, riuscendo a offrire qualcosa che nel suo evidente squallore travalica il puro opportunismo economico di un genere – e ancor di più nell’ultimo ventennio – votato al banale e all’ipocrita interesse, dove belle donne vogliose e grossi peni portentosi offrono un sogno rassicurante a masse di individui in realtà frustrati, una sorta di biglietto per un adeguato “status quo” dei desideri.

E allora, forse, dopo tutto, ben venga il “pessimo” cinema di Zanuso.
 
E quella volta per banchetto umano fu scelta come colonna sonora...sta roba qui...

[video=youtube;2Lyk73s-obY]https://www.youtube.com/watch?v=2Lyk73s-obY[/video]

Una vecchia villa sul brenta...
La mitica mercedes grigia
I manichini...ecc..ecc..ecc...
 

Brunetta

Utente di lunga data
uno, nessuno o centomila di questi fattori, secondo me.
Resta il fatto che la pornografia dei tempi in cui ero giovIne io era ancora 'ghettizzata' nei cinemini, nelle riviste che l'edicolante teneva dietro le altre così che le comprava si prendeva quella porno e poi panorama per nasconderla, e nel retrobottega dei videonoleggi.
Era comunque considerata una cosa a cui accedere spot.
Adesso credo che la sua diffusione e la sua accessibilità stiano creando delle dipendenze.
Assuefazione è una parola che spiega più cose.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Le pornostar come promotrici dell'evoluzione della moda: dal cespuglio al filetto alla depilazione totale.
Mi sembra molto significativo della diffusione di un modello di donna al quale molte donne hanno voluto adeguarsi.
Questo vale anche per le scarpe, come diceva Gian.
Ognuna valuterà per sé se e perché ha scelto quel modello.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Visto che il dibattito è partito provo a riassumere quel che ho letto. La prima cosa di cui il libro mi ha fatto rendere conto è che la pornografia NON c'è sempre stata. E' un'invenzione relativamente recente. Sono sempre esistite rappresentazioni di atti sessuali assai esplicite ma non è sempre esistita la pornografia poiché quelle rappresentazioni non erano pornografiche. Il libro cita proprio il caso di Pompei: le rappresentazioni sono state per secoli visibili a tutti senza problemi sino a che un gruppo di intellettuali inglesi ne rilevò (purtroppo il libro non dice la data ma mi pare di comprendere tra '700 e '800) il carattere pornografico. Da quel momento furono "riservate" ad un pubblico adulto. Un mio ricordo personale è quello di una signora di età avanzata che, parlando delle rappresentazioni di Pompei, diceva che le fu proibito di vederle, in quanto donna, mentre potè osservarle il marito, nel periodo agli inizi degli anni '50.
Pare che la pornografia coincida con il timore delle classi al potere, età vittoriana, di render disponibili alle classi inferiori elementi culturali sino ad allora riservati ai ricchi. Secondo il libro la pornografia è stata un prodotto della censura. La vera novità culturale, secondo il libro, è che oggi invece che una tendenza a censurare c'è una tendenza a promuovere: esattamente i contrario. In questo senso, il libro non la cita ma possiamo inserirla noi, Moana ha una valenza culturale: è il risultato di una scelta culturale che, dall'alto, promuove per le classi popolari (insomma: noi!) determinati valori per propri scopi.
Sono 300 e passa pagine e non ho capito tutto ma mi ha spaventato questo: che la pornografia legale, quindi quella che paga le tasse, produce negli Usa un giro di affari che supera quello dei tre maggiori sport professionistici messi insieme, Basket, Football, Baseball... lascia pensare...
Aspetti molto interessanti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
La pornografia fa a meno della dimensione segreta, quella dimensione talmente segretamente profonda tra me e te che ce la possiamo dire solo in questo modo. La pornografia e' esplicita ma soprattutto e' indifferenziata, dice una cosa collettiva e genitale, ma non parla specificamente di me, o di me e di te. Rinuncia a essere speciale in favore dell'essere forte, forte e indifferenziata. Ha un suo perché, certo, e' primordiale, ma talmente tanto che può rappresentare la regressione estrema, e come diceva Bataille un ritorno irresistibile e inconsapevole verso il contrario della libido, verso thanatos. Nella pornografia non mi metto veramente in mezzo, non si richiede che nell'esposizione estrema io metta in gioco me stesso.
Tu sei, come al solito, raffinata e profonda.
Io penso che noi siamo animali molto vulnerabili e l'evoluzione ci ha strutturati in modo che l'accoppiamento non è limitato al periodo dell'estro. Questo comporta che quando si fa sesso si è estremamente vulnerabili e accade spesso, non solo in un periodo dell'anno.
Per non essere vulnerabili (dai predatori ma anche da altri umani) tendiamo da centinaia di migliaia di anni a farlo in modo riservato e protetto.
Questo crea un tabù, ovvero qualcosa che è al confine tra il sacro e la repulsione, per questo attira e respinge insieme. Comprensibile visto che è qualcosa che non è comune vedere.
 
Stato
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