Prima elementare: due bocciati
Vicenza,decisione che fa discutere
Non hanno raggiunto gli obiettivi minimi e così dovranno ripetere l'anno. Con questa giustificazione due alunni di prima elementare, un maschio e una femmina, sono stati bocciati. La decisione ha suscitato un certo scalpore perché, sebbene prevista, è alquanto inusuale per bimbi di sette anni. "Un passo non facile, ma ponderato" e "senza alcun intento punitivo", secondo il preside dell'istituto intervistato dal "Giornale di Vicenza". La decisione di far ripetere l'anno, sempre secondo Alcide Norbiato, il dirigente del comprensivo 9 di cui fanno parte le elementari Giovanni XXIII di via Faccio, è stata "frutto di una valutazione tutt'altro che superficiale delle potenzialità degli alunni ad imparare ma anche a recuperare". E, poiché le insegnanti hanno ritenuto che non ci fossero i presupposti per il recupero e che il tempo di maturazione dei due bambini richiedesse piu' tempo rispetto ai coetanei, si è deciso di bocciarli
Fin dalle prime settimane di scuola i due alunni, di nazionalità italiana, di cui uno figlio di madre straniera, avrebbero manifestato particolari difficoltà nell'apprendimento.
La bocciatura tuttavia ha creato molto scalpore soprattutto tra i genitori. C'è chi teme poi che la decisione possa avere un impatto psicologico negativo sui due alunni. Ma il preside Norbiato la pensa diversamente: "Se il punto di partenza è basso ma si fanno progressi - ha detto al "Giornale di Vicenza" - allora la scuola ha il dovere di considerare i passi avanti, sia pure minimi. Ma se ciò non accade, come in questo caso, allora occorre fare un ragionamento diverso e valutare cos’è meglio per il bene del bambino. È quello che abbiamo fatto. Dialogando con le famiglie, tenendole informate, avvisandole per tempo delle decisioni che sarebbero state prese. E ponderando attentamente tutte le conseguenze di una decisione simile, a cominciare dal fatto che questi bambini perderanno tutti i loro compagni".
Vicenza,decisione che fa discutere
Non hanno raggiunto gli obiettivi minimi e così dovranno ripetere l'anno. Con questa giustificazione due alunni di prima elementare, un maschio e una femmina, sono stati bocciati. La decisione ha suscitato un certo scalpore perché, sebbene prevista, è alquanto inusuale per bimbi di sette anni. "Un passo non facile, ma ponderato" e "senza alcun intento punitivo", secondo il preside dell'istituto intervistato dal "Giornale di Vicenza". La decisione di far ripetere l'anno, sempre secondo Alcide Norbiato, il dirigente del comprensivo 9 di cui fanno parte le elementari Giovanni XXIII di via Faccio, è stata "frutto di una valutazione tutt'altro che superficiale delle potenzialità degli alunni ad imparare ma anche a recuperare". E, poiché le insegnanti hanno ritenuto che non ci fossero i presupposti per il recupero e che il tempo di maturazione dei due bambini richiedesse piu' tempo rispetto ai coetanei, si è deciso di bocciarli
Fin dalle prime settimane di scuola i due alunni, di nazionalità italiana, di cui uno figlio di madre straniera, avrebbero manifestato particolari difficoltà nell'apprendimento.
La bocciatura tuttavia ha creato molto scalpore soprattutto tra i genitori. C'è chi teme poi che la decisione possa avere un impatto psicologico negativo sui due alunni. Ma il preside Norbiato la pensa diversamente: "Se il punto di partenza è basso ma si fanno progressi - ha detto al "Giornale di Vicenza" - allora la scuola ha il dovere di considerare i passi avanti, sia pure minimi. Ma se ciò non accade, come in questo caso, allora occorre fare un ragionamento diverso e valutare cos’è meglio per il bene del bambino. È quello che abbiamo fatto. Dialogando con le famiglie, tenendole informate, avvisandole per tempo delle decisioni che sarebbero state prese. E ponderando attentamente tutte le conseguenze di una decisione simile, a cominciare dal fatto che questi bambini perderanno tutti i loro compagni".