Quando finisce la passione ...

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danny

Utente di lunga data
Noi siamo diversi anche nell'approccio.Tu ti sei anche preoccupato di come prendere tua moglie....,di non farla chiudere a riccio,io mi sarei preoccupato di come chiudere la storia,e mi sarei preoccupato di me stesso.Avrei chiesto perchè,ma non mi sarebbe bastata nessuna risposta,figurati se gli avrei chiesto dei suoi sentimenti e delle ceppe di cazzo...!:cool:

E non si era capito....:):):):):):)
 
Forse direi la meravigliosa sensazione di sentirsi vivi, di provare una forte attrazione fisica e mentale da tempo sopita nel menage quotidiano e di perseguire il sacrosanto ed ormai quasi legislativamente riconosciuto Diritto alla Felicità.
Alla cui assoluta perseguibilità io non credo nella misura in cui ad esso corrisponde quasi sempre l'effetto di arrecare Dolore al coniuge ufficiale. Che personalmente m'impedirebbe (come di fatto mi ha impedito e mi impedisce) di godermi in pace il mio bel Diritto ....
la felicità non è un diritto,è una conquista o un dono improvviso da saper riconoscere
 

Nobody

Utente di lunga data
A me l'ultima cosa che vorrei sapere (in linea generale) sono le parole e i discorsi d'amore.
Del cazzo mi importa una sega. E' una dotazione comune (più o meno) a tutti gli uomini.
I sentimenti tra due persone pesano, pesano molto più di tutto il resto.

Tornando su questo argomento... l'intimità con mia moglie è elevata, da sempre.
Mai avuto disagio nell'affrontare certi argomenti, da ambo le parti. Lei sa tutto delle mie storie, idem io delle sue. Perché mi son fatto raccontare certe cose?
Ma perché ci son due modi di affrontare il tradimento (per me): o ti incazzi e fai chiudere a riccio chi ti sta davanti, o conduci la situazione rassicurandola e facendola aprire. E nel momento in cui lei si apre, ti puoi aspettare di tutto. Nell'euforia (dal vago sapore adolescenziale, ma per i neotraditori mi sembra che sia spesso così) le ultime barriere del pudore vengono meno. E tieni conto che già noi di default di pudore ne abbiamo poco. Perché parlare di sesso, allora? Ma perché è la parte più facile da approcciare... mica puoi andare diretto a dire "Ma tu cosa provi per lui?" o "Ma tu lo ami" o domande del cazzo di questo genere a cui lei non risponderà mai sinceramente... Ma quando sei tradito questi sono i dubbi principali... mica ti importa se lui è 4 cm più lungo di te (sparo a caso, è un modo di dire)... ti importa di sapere se tua moglie ti mollerà per lui, se l'hai persa e insieme con lei la figlia, la casa, il mondo che hai costruito...
Se la fai chiudere a riccio queste risposte non le avrai mai. Meglio farla parlare... e non sono le parole che devi pesare, ma il modo in cui escono. Quello che leggi negli occhi di lei quando dice certe cose...
Ecco: parlare è l'unica maniera che c'è per conoscere. Ma non sono le parole che ci fanno sapere quello che accade. Qui tutti si sono concentrati solo su quelle. E' del tutto fuorviante. Le parole possono avere mille significati. Bisogna saperli interpretare. Ma questo non è un compito che deve fare chi scrive su un forum. Questo era ed è un compito mio. Del gossip che ne è nato e del tormentone, mi importa poco. A me è importato del risultato e di stare bene. Poi è evidente che altre persone avrebbero vissuto la cosa in maniera diversa. Del resto nel nostro condominio dopo 12 anni di costituzione i 3/4 delle famiglie d'origine hanno divorziato.
Ho imparato da tempo che per avere un'idea di cosa possa essere una data situazione bisogna provarla sulla propria pelle, quindi fortunatamente non saprei cosa risponderti... a istinto posso solo sentire, che tutto vorrei ascoltare dalla mia donna tranne i particolari delle scopate col suo amante. Tu dici che il cazzo è una dotazione comune... vero, ma non quello di un altro dentro di lei.
Penso che se decidessi di superare un tradimento e di restarle accanto, le chiederei altro... i motivi per cui lo ha fatto, cosa l'ha portata a cercare fuori casa quello che non trovava più con me, e soprattutto: perchè non ne ha parlato...
Ripeto, se decidessi di continuare il rapporto... cosa che conoscendomi non trovo credibile, perchè quando perdo la fiducia in una persona (compagna o amico che sia), la perdo per sempre. Forse è un mio limite, non parlo di perdono, a quello con fatica posso anche arrivarci (che poi odio questa parola), diciamo che posso arrivare a capire. Ma l'indifferenza per me è l'unica vendetta e l'unico perdono.
 
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oscuro

Utente di lunga data
Nobody

Ho imparato da tempo che per avere un'idea di cosa possa essere una data situazione bisogna provarla sulla propria pelle, quindi fortunatamente non saprei cosa risponderti... a istinto posso solo sentire, che tutto vorrei ascoltare dalla mia donna tranne i particolari delle scopate col suo amante. Tu dici che il cazzo è una dotazione comune... vero, ma non quello di un altro dentro di lei.
Penso che se decidessi di superare un tradimento e di restarle accanto, le chiederei altro... i motivi per cui lo ha fatto, cosa l'ha portata a cercare fuori casa quello che non trovava più con me, e soprattutto: perchè non ne ha parlato...
Ripeto, se decidessi di continuare il rapporto... cosa che conoscendomi non trovo credibile, perchè quando perdo la fiducia in una persona (compagna o amico che sia), la perdo per sempre. Forse è un mio limite, non parlo di perdono, a quello con fatica posso anche arrivarci (che poi odio questa parola), diciamo che posso arrivare a capire. Ma l'indifferenza per me è l'unica vendetta e l'unico perdono.
Tanto di cappella!:up:
 

lolapal

Utente reloaded
Ho imparato da tempo che per avere un'idea di cosa possa essere una data situazione bisogna provarla sulla propria pelle, quindi fortunatamente non saprei cosa risponderti... a istinto posso solo sentire, che tutto vorrei ascoltare dalla mia donna tranne i particolari delle scopate col suo amante. Tu dici che il cazzo è una dotazione comune... vero, ma non quello di un altro dentro di lei.
Penso che se decidessi di superare un tradimento e di restarle accanto, le chiederei altro... i motivi per cui lo ha fatto, cosa l'ha portata a cercare fuori casa quello che non trovava più con me, e soprattutto: perchè non ne ha parlato...
Ripeto, se decidessi di continuare il rapporto... cosa che conoscendomi non trovo credibile, perchè quando perdo la fiducia in una persona (compagna o amico che sia), la perdo per sempre. Forse è un mio limite, non parlo di perdono, a quello con fatica posso anche arrivarci (che poi odio questa parola), diciamo che posso arrivare a capire. Ma l'indifferenza per me è l'unica vendetta e l'unico perdono.
L'indifferenza fa molto più male dell'odio. E non è perdono, ma distacco totale.
 

Nobody

Utente di lunga data
L'indifferenza fa molto più male dell'odio. E non è perdono, ma distacco totale.
intendevo l'unico perdono, perchè per essere realmente indifferente devi aver superato la fase della rabbia e devi aver cicatrizzato la ferita. Quando è vera (e spesso non lo è, ma è solo una posa), l'indifferenza ti fa stare in pace con te stesso, e anche con l'altro.
 

lolapal

Utente reloaded
intendevo l'unico perdono, perchè per essere realmente indifferente devi aver superato la fase della rabbia e devi aver cicatrizzato la ferita. Quando è vera (e spesso non lo è, ma è solo una posa), l'indifferenza ti fa stare in pace con te stesso, e anche con l'altro.
Non capisco. Per me perdono significa accoglienza, non c'è accoglienza nell'indifferenza...
 

andrea53

Utente di lunga data
Bel tema...

Quante volte l'abbiamo letto?
A un certo punto della storia la passione finisce, sopraggiunge un'altra persona e ci si sorprende di riscoprire sensazioni sopite.
La meravigliosa sensazione di sentirsi amati. Ancora.
Statisticamente, una storia più femminile che maschile, almeno su queste pagine.
Raccontata a volte da donne, a volte da uomini. Da traditrici e da traditi.
Mia moglie non fu da meno. Disse che non mi amava più da tempo, quando mi stava ancora tradendo. Le chiesi cosa significasse per lei l'amore.
"Se per amore intendi passione, quella non c'è. Se è bisogno dell'altro, quello sì. Io ho bisogno di te." disse.
Non così tanto, all'epoca, da non desiderare l'altro. E fin qui siamo nell'ovvietà. Leggendo tante altre storie su questo forum ho trovato innumerevoli punti in comune con la mia. Un cliché che si ripete, come fosse un canovaccio, con le inevitabili varianti. C'è quella sensazione a un certo punto della vita di coppia: ricordi la passione di un tempo e la confronti con l'assenza del momento, e ti stupisci di questo. E senti il bisogno di riempire questo vuoto. Dare un senso alla tua vita. Conosco uomini che questo senso l'hanno trovato sul divano, con in mano il telecomando di Sky. Oppure trovando sfogo negli hobby. Nel collezionismo. Alle fiere, che frequentiamo entrambi come coppia, trovi infatti per la maggior parte individui di sesso maschile. O nell'attività politica. Tante donne nei figli, invece. Perché quello che dovrebbero ricordarci ogni momento della nostra vita è che tutto prima o poi finisce. Anche la passione. E' inevitabile, normale, succede per tutti.
Non dovrebbe esservi sorpresa. Dovremmo anzi essere preparati a questo evento e pensare come superarlo.
Invece...
Se ci si innamora giovani e belli a 25, ci si sposa a 30, a 40 ci si troverà a convivere con un marito con meno capelli, a 50 con problemi di prostata, a 70 si dovranno fare i conti con il diabete, una mitocondrite che ti lascia su una sedia a rotelle, un tumore alla vescica. E nel frattempo si dovrà lavorare e faticare, allevare e educare i figli, passare notti insonni con un neonato che piange, o in attesa di un adolescente in discoteca.
Questa è la vita che probabilmente ci aspetta se si decide a un certo punto di "mettere su famiglia": e il nostro lavoro quotidiano dovrebbe essere quello di accumulare piccole gioie e sforzarsi di trovarne giorno per giorno per superare questa fatica, inevitabile, perché non si è giovani e sani in eterno. E non si è felici o innamorati ogni istante della nostra vita.
E qui arriviamo al significato dell'amore, che implica il donare se stessi a qualcun altro.
Non si dichiara amore solo per essere amati. Non ci si sposa solo per godere del corpo di un altro. Della compagnia di una bella donna o di un bell'uomo. Della passione che ci anima in quel momento. Non ci si sposa solo per quello, perché rischiamo di dare valore solo all'effimero. E di amare noi stessi e continuare a farlo piuttosto che imparare ad amare l'altro. Che è una cosa che si apprende, perché questa capacità di amare la dobbiamo trovare dentro di noi, quando superiamo il nostro innato egoismo. Quello che ci spinge a dimenticarci degli altri quando non se ne ha più bisogno.
Oscuro ha detto una cosa interessante in un post in un altro thread. Ha citato l'egoismo di questa società.
E' profondamente vero. Continuamente ci arrivano messaggi che ci portano a privilegiare il nostro io a scapito del noi. Un noi che può essere una coppia, come gruppi più ampi. Una società che ci vuole tutti individui soli, rassegnati a cercare soddisfazioni effimere, come possono essere brevi relazioni, o gli oggetti più di moda, o la comunicazione dei social network, i complimenti sui forum, su instagram, su Facebook. Ma ci fa dimenticare delle esigenze e dei problemi di chi ci è accanto. Ci fa dimenticare che un padre e una madre sono importanti per un figlio. Che siamo tutti responsabili dei dolori di qualcun altro. Che si invecchia tutti, ci si ammala tutti, che si muore. Che non si è eternamente giovani. E che non c'è niente di peggio che trovarsi soli senza aver capito cosa voglia dire amare qualcuno veramente.
http://www.youtube.com/watch?v=caT9PdYZBHs&feature=kp
Bel tema la passione, se e come o quanto e quando sia effimera oppure stabile. Per la mia esperienza (e per quello che vale) credo che noi tutti abbiamo avuto o che siamo destinati ad avere più vite (dipende dagli anni che abbiamo alle spalle). A un certo punto non siamo più ragazzi, poi non siamo più giovani, poi diventiamo adulti e alla fine anziani. E in queste fasi i nostri coinvolgimenti cambiano con l'esperienza e con gli eventi che nella vita, volenti o nolenti, ci induriscono e ci rendono meno esposti alle emozioni e agli entusiasmi. Sono stato una persona da ragazzo, un'altra da giovane, un'altra ancora da adulto. Sono ancora io, sono cambiato e sono rimasto lo stesso. Ecco, col tempo cambia anche il nostro modo di condividere la vita con le persone più vicine a noi. Possono morire i sentimenti, nel tempo. Dobbiamo esserne consapevoli. Sinceramente mi ritrovo ad invidiare le coppie di anziani che passeggiano in strada: le guardo e penso che hanno avuto la fortuna e la capacità di restare insieme tanti anni, di lasciarsi cambiare dal tempo riuscendo a non perdersi di vista. Forse ogni fase della vita ha bisogno delle proprie passioni e - se si vuole rimanere insieme - bisogna essere capaci di condividerle con chi ci è vicino.
 

Sterminator

Utente di lunga data
Ho imparato da tempo che per avere un'idea di cosa possa essere una data situazione bisogna provarla sulla propria pelle, quindi fortunatamente non saprei cosa risponderti... a istinto posso solo sentire, che tutto vorrei ascoltare dalla mia donna tranne i particolari delle scopate col suo amante. Tu dici che il cazzo è una dotazione comune... vero, ma non quello di un altro dentro di lei.
Penso che se decidessi di superare un tradimento e di restarle accanto, le chiederei altro... i motivi per cui lo ha fatto, cosa l'ha portata a cercare fuori casa quello che non trovava più con me, e soprattutto: perchè non ne ha parlato...
Ripeto, se decidessi di continuare il rapporto... cosa che conoscendomi non trovo credibile, perchè quando perdo la fiducia in una persona (compagna o amico che sia), la perdo per sempre. Forse è un mio limite, non parlo di perdono, a quello con fatica posso anche arrivarci (che poi odio questa parola), diciamo che posso arrivare a capire. Ma l'indifferenza per me è l'unica vendetta e l'unico perdono.
Ma essere indifferenti non e' mica facile...lo puoi essere piu' facilmente se gia' te ne sbattevi il cazzo dell'autore/rice...ma se ce copulavi insieme al punto da mette su no' straccio de famija, essere indifferenti e non esplodere invece de rabbia a me me pare 'na roba da extraterrestri...

:D:D:D
 

Nobody

Utente di lunga data
Non capisco. Per me perdono significa accoglienza, non c'è accoglienza nell'indifferenza...
sai cosa, io penso che per entrare nella fase dell'accoglienza verso qualcuno che ti ha fatto veramente male, devi necessariamente passare per la fase del distacco totale che può darti solo la vera indifferenza. Indifferenza che devi raggiungere prima di tutto verso il tuo dolore... devi ricucire la ferita, e lasciarla guarire. Quando il dolore è passato, puoi guardare la cicatrice e chi te l'ha inferta con indifferenza vera. Solo da lì si può capire se davvero si desidera ripartire incontro al nostro carnefice.
Ad altri tipi di perdono, non credo. Ovviamente vale solo per me, per come son fatto.
 

Nobody

Utente di lunga data
Ma essere indifferenti non e' mica facile...lo puoi essere piu' facilmente se gia' te ne sbattevi il cazzo dell'autore/rice...ma se ce copulavi insieme al punto da mette su no' straccio de famija, essere indifferenti e non esplodere invece de rabbia a me me pare 'na roba da extraterrestri...

:D:D:D
mica ho detto che è facile... se quello di cui ti fidavi ti da una coltellata all'improvviso, non è per niente facile. La rabbia, anzi la furia, va atttraversata... non diventi indifferente di colpo :D
 

lolapal

Utente reloaded
sai cosa, io penso che per entrare nella fase dell'accoglienza verso qualcuno che ti ha fatto veramente male, devi necessariamente passare per la fase del distacco totale che può darti solo la vera indifferenza. Indifferenza che devi raggiungere prima di tutto verso il tuo dolore... devi ricucire la ferita, e lasciarla guarire. Quando il dolore è passato, puoi guardare la cicatrice e chi te l'ha inferta con indifferenza vera. Solo da lì si può capire se davvero si desidera ripartire incontro al nostro carnefice.
Ad altri tipi di perdono, non credo. Ovviamente vale solo per me, per come son fatto.
L'indifferenza come la descrivi tu è uno sforzo razionale notevole. Siamo fatti anche del dolore che abbiamo provato.
E poi c'è carnefice e carnefice...
 

Nobody

Utente di lunga data
L'indifferenza come la descrivi tu è uno sforzo razionale notevole. Siamo fatti anche del dolore che abbiamo provato.
E poi c'è carnefice e carnefice...
no non è razionale... in quel campo la razionalità non funziona. E' uno stato d'animo da raggiungere dopo aver passato tutte le emozioni più forti, come dicevo a stermi. Quando ti fanno male, prima di tutto ti incazzi e reagisci.
Si vero, soprattutto c'è ferita e ferita... più che carnefice e carnefice.
 

lolapal

Utente reloaded
no non è razionale... in quel campo la razionalità non funziona. E' uno stato d'animo da raggiungere dopo aver passato tutte le emozioni più forti, come dicevo a stermi. Quando ti fanno male, prima di tutto ti incazzi e reagisci.
Si vero, soprattutto c'è ferita e ferita... più che carnefice e carnefice.
Passare per le emozioni forti e riuscire a chiuderle in qualche modo, per me, significa consapevolezza razionale... altrimenti restano meccanismi che altri eventi fanno scattare, sempre...
 

Nobody

Utente di lunga data
Passare per le emozioni forti e riuscire a chiuderle in qualche modo, per me, significa consapevolezza razionale... altrimenti restano meccanismi che altri eventi fanno scattare, sempre...
siamo diversi... per me invece quando le vivo, poi piano piano si sciolgono da sole come neve al sole. La consapevolezza razionale arriva solo dopo.
 

lolapal

Utente reloaded
siamo diversi... per me invece quando le vivo, poi piano piano si sciolgono da sole come neve al sole. La consapevolezza razionale arriva solo dopo.
Ma arriva. Poi, in ognuno fa la sua strada, tortuosa più o meno...
 

lolapal

Utente reloaded
vero, tanto alla fine portano tutte nello stesso posto...
Ok, ti lascio l'ultima parola, perché questo posto potrebbe essere un posto poco piacevole... :D

:smile:
 

Simy

WWF
Ho imparato da tempo che per avere un'idea di cosa possa essere una data situazione bisogna provarla sulla propria pelle, quindi fortunatamente non saprei cosa risponderti... a istinto posso solo sentire, che tutto vorrei ascoltare dalla mia donna tranne i particolari delle scopate col suo amante. Tu dici che il cazzo è una dotazione comune... vero, ma non quello di un altro dentro di lei.
Penso che se decidessi di superare un tradimento e di restarle accanto, le chiederei altro... i motivi per cui lo ha fatto, cosa l'ha portata a cercare fuori casa quello che non trovava più con me, e soprattutto: perchè non ne ha parlato...
Ripeto, se decidessi di continuare il rapporto... cosa che conoscendomi non trovo credibile, perchè quando perdo la fiducia in una persona (compagna o amico che sia), la perdo per sempre. Forse è un mio limite, non parlo di perdono, a quello con fatica posso anche arrivarci (che poi odio questa parola), diciamo che posso arrivare a capire. Ma l'indifferenza per me è l'unica vendetta e l'unico perdono.
da incorniciare :up:
 
Stato
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