contepinceton
Escluso
Il capitale umano.
Non mi ricordo chi qua dentro ha parlato di questa opera di Virzì.
Fatto sta, che finalmente me lo sono visto, dato che è uscito in allegato a Panorama.
Questo film mi è piaciuto moltissimo, tranne un paio di particolari di pessimo gusto,
Mi è piaciuto moltissimo per come è fatto.
QUesto film spiega a chiarissime lettere, la mia teoria, mutuata da una conferenza di Gianni Celati, che asserisce che noi assistiamo solo alla vita che viviamo in prima persona.
E i vari capitoli di sto film lo spiegano benissimo, perchè lo spettatore è costretto a vedere in maniera diacronica, ciò che avviene in uno spazio sincronico.
Grazie alla figura del'ispettore di polizia si vede la differenza tra verità e sincerità.
Sconvolto dal personaggio di Dino, ma lo apprezzo molto per come è riuscito a trarsi d'impaccio, e lì si vede molto bene cosa io intenda dire, quando dico, sfruttare le opportunità.
Lo scemo alla fine piglia tutto...
Mi dispiace tanto per il finale, che meritava di essere quello, in cui appunto Giovanni Bernaschi ( in piena saga italica, cito Parmalat come esempio), finisce in mutande.
Francamente non ho capito perchè alla fine del film virzì dica quanto fu monetizzato il risarcimento per la vittima dell'incidente.
Il film spiega bene anche come nessuno sia santo.
E che cosa si provi a mettersi nei panni degli altri.
QUando le cose ci capitano tra capo e collo A NOI e non agli altri, di cui appunto erroneamente ci ergiamo a maestri di vita.
Non mi ricordo chi qua dentro ha parlato di questa opera di Virzì.
Fatto sta, che finalmente me lo sono visto, dato che è uscito in allegato a Panorama.
Questo film mi è piaciuto moltissimo, tranne un paio di particolari di pessimo gusto,
Mi è piaciuto moltissimo per come è fatto.
QUesto film spiega a chiarissime lettere, la mia teoria, mutuata da una conferenza di Gianni Celati, che asserisce che noi assistiamo solo alla vita che viviamo in prima persona.
E i vari capitoli di sto film lo spiegano benissimo, perchè lo spettatore è costretto a vedere in maniera diacronica, ciò che avviene in uno spazio sincronico.
Grazie alla figura del'ispettore di polizia si vede la differenza tra verità e sincerità.
Sconvolto dal personaggio di Dino, ma lo apprezzo molto per come è riuscito a trarsi d'impaccio, e lì si vede molto bene cosa io intenda dire, quando dico, sfruttare le opportunità.
Lo scemo alla fine piglia tutto...
Mi dispiace tanto per il finale, che meritava di essere quello, in cui appunto Giovanni Bernaschi ( in piena saga italica, cito Parmalat come esempio), finisce in mutande.
Francamente non ho capito perchè alla fine del film virzì dica quanto fu monetizzato il risarcimento per la vittima dell'incidente.
Il film spiega bene anche come nessuno sia santo.
E che cosa si provi a mettersi nei panni degli altri.
QUando le cose ci capitano tra capo e collo A NOI e non agli altri, di cui appunto erroneamente ci ergiamo a maestri di vita.