:carneval::carneval:
La mia collega, oggi, citando una barzelletta che ci siamo raccontati in ufficio (è il nostro lavoro), ha detto che il libro degli uomini che racconta quello che capiscono le donne è il più sottile al mondo.
Le ho risposto che è sicuramente vero, che ne occorrebbe una molto grande per descrivere quello che si potrebbe sapere sulle donne.
"Eh, ma le donne gli uomini non le capiranno mai. Siamo troppo complicate"
"E noi?"
"Voi siete semplici, più o meno vi assomigliate tutti", confortata dall'altra collega.

Io credo che anche le donne non capiscano granché degli uomini.
L'unica costante che hanno imparato dalla vita è che l'uomo mediamente
ama la figa ed è disposto a fare molto per averla.
La loro presunzione di conoscenza del mondo maschile si basa sull'esternazione del desiderio virile, cosa che non sempre fanno col loro.
Su quello aggiornano i loro comportamenti in accordo col loro carattere, l'aderenza o meno a modelli competitivi, le loro possibilità di portare a successo aspettative e obiettivi, il tutto però senza comprendere la natura maschile.
Non si affannano a indagare l'animo maschile perché possono ottenere i risultati sperati semplicemente gestendo le opportunità offerte dal desiderio sessuale maschile.
Ma questo non vuol dire conoscere l'"uomo".
Vuol dire aver ben chiaro il valore del sesso e usarlo ANCHE a scopo strumentale. Un tipico esempio sono le "Profumiere", genere femminile assai diffuso. Fa il pari con i "latin lover", ovvero quel genere di uomini che hanno imparato le quattro regolette per far capitolare la donna di turno e portarla a letto, ma che non possono dirsi fini indagatori dell'animo femminile.