Ragazze cattive

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Io se dico cosa voterei, poi mi arrestano...

Senti una mia amica anni or sono ebbe il coraggio di votare Fiamma Tricolore...


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ne conosco anche io di fiammisti...ma sono innocui

Mo' che c'entra brugola...deodorante????
 

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ne conosco anche io di fiammisti...ma sono innocui

Mo' che c'entra brugola...deodorante????

vai a leggere nello scannatoio a proposito di come utilizzare il deodorante
 

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Le ragazze delle banlieues
dure, violente e arrabbiate

Fra i 13 e i 16 anni, sono soprattutto nere e figlie di immigrati di prima generazione
dal nostro corrispondente GIAMPIERO MARTINOTTI


PARIGI - "Mettetevi nei nostri panni: quando due bande di ragazzotti si affrontano, è abbastanza facile dividerli, basta picchiarli di santa ragione e alla fine si calmano. Ma quando a battersi sono delle ragazzine? Dobbiamo pestarle come i maschi? É impossibile, ma al tempo stesso diventa più difficile mettere fine a una rissa". L'ufficiale di polizia manifesta i dubbi e lo sconcerto di fronte a un fenomeno nuovo, ancora marginale, eppure in crescita costante: la formazione di bande femminili nelle banlieues. Che come quelle maschili non esitano al confronto fisico, non solo con le mani, ma anche con cacciaviti, coltelli, mazze. Le statistiche, per quanto possano prestarsi a letture diverse, danno una consistenza a questa realtà. Certo, solo una ragazza per sei maschi è stata responsabile di violenze fisiche "gratuite" (cioè non legate a furti o altro) nel 2007, ma in cinque anni il loro numero è aumentato del 140 per cento.

Il fenomeno è preoccupante. Finora, infatti, nelle banlieues esistevano due profili radicalmente diversi a seconda del sesso. Da un lato, i maschi, più violenti, più inclini ad agire in branco, a organizzarsi in bande che controllano "il proprio territorio", abituati fin da piccoli alla baby delinquenza, allo spaccio di droga, alle bagarre. Dall'altro, le ragazze, che frequentano assiduamente le scuole (a differenza dei maschi), che studiano per crearsi una posizione, come si diceva un tempo, sfuggire alle periferie in cui sono cresciute e soprattutto a una cultura familiare che le opprime. Adesso, le cose sono un po' cambiate, non tutte le ragazze credono di poter sfuggire alla loro condizione attraverso la scuola e il lavoro.


Malgrado i francesi siano reticenti (per non dire ambigui), le ragazzine violente appartengono a un gruppo etnico ben definito: sono nere e figlie di immigrati di prima generazione. Alla base, insomma, ci sarebbe un fenomeno di sradicamento. Hanno fra i 13 e i 16 anni, cercano di avere comportamenti da maschiaccio, si vestono in maniera vistosa, pensano che mostrarsi come una "dura" sia indispensabile per imporsi nel quartiere e farsi rispettare. Ripetono insomma i cliché maschilisti. E la loro violenza, spesso, si riversa contro le ragazzine femminili, che si vestono scollate, le "puttanelle" che cercherebbero di rimorchiare i ragazzi del loro quartiere.

L'unica grande rissa femminile finora conosciuta, svoltasi in febbraio a Chelles, nella periferia parigina, aveva infatti questo motivo: una battaglia tra una ventina di ragazzine (armate di cacciaviti e perfino di un coltello da carne proveniente dalla mensa scolastica) a causa di una banale storia di flirt tra giovani che vivono in quartieri diversi. Niente a che fare con una moderna versione dei Capuleti e Montecchi, ma piuttosto una vicenda di "branco", di delimitazione del proprio potere all'interno di un territorio.

Potere seduttivo, fisico, violento. Come fanno i maschi. Secondo lo psicanalista Didier Lauru, le ragazze "s'identificano alla violenza dei maschi sia per difendersi sia per avere un'identità positiva, che non sia quella della vittima, poiché questa posizione violenta dei maschi è quella valorizzata fra gli adolescenti delle borgate". In pratica, la violenza è l'altra risposta a una cultura maschilista, propagata dal rap, in cui le ragazze sono sottomesse e spesso trattate da prostitute. E per sottrarsi a questo cliché adottano i comportamenti maschili, come dimostra il linguaggio di una delle ragazze protagoniste della rissa di Chelles: "Mi capita spesso di picchiarmi. Se una ragazza mi guarda male, se viene dal mio settore, la sfondo, la inc...". Parole che rivelano come le femmine abbiano letteralmente ripreso il comportamento dei maschi.

Di fronte a questa violenza, i genitori sono disarmati. Quasi sempre si tratta di famiglie arrivate da poco, che già si battono per integrarsi, per far propri i valori educativi e culturali europei e che non sanno cosa fare di fronte a ragazze che sfuggono sia ai vecchi canoni africani sia ai nuovi canoni europei. E sono le madri ad affrontare da soli la situazione, visto che i mariti pensano che l'educazione dei figli, in particolare delle ragazze, riguardi esclusivamente le madri.

Del resto, alcuni membri di associazioni che lavorano nelle banlieues tendono a relativizzare il fenomeno: il problema non sarebbe tanto una crescita della violenza femminile, ma piuttosto l'età in cui le ragazzine cominciano ad avere comportamenti delinquenziali. Un problema non molto diverso da quello dei maschi. Ma c'è soprattutto un elemento che sembra differenziare i due sessi: i ragazzi continuano sulla strada della violenza e della piccola criminalità anche una volta diventati adulti. Le ragazze, invece, sarebbero violente durante l'adolescenza e poi rientrerebbero nei ranghi: verso i 18-20 anni vogliono sposarsi, avere un lavoro, fare figli. Ma il fenomeno è troppo recente per trarre conclusione perentorie sui suoi sviluppi.

io son convinta che le donne in casi così siano molto più pericolese degli uomini
La cattiveria che riesce a raggiungere una donna non ha limiti
Razzismo è attribuire a una etnia o , peggio, alle persone che hanno determinate caratteristiche fisiche (che magari accomunano agli occhi degli "altri" persone di provenienza, etnia, cultura e condizioni sociali totalmente diverse ...come me, donne greche, spagnole, francesi, belghe o inglesi...).
Conosco fenomeni simili presso ragazze italiane..e non credo che l'origine meridionale delle famiglie abbia un peso se non per le condizioni di sradicamento familiare e culturale in cui hanno dovuto educare le figlie subendo le pressioni culturali dell'ambiente e massmediologiche.


Non capisco che senso abbia una discussione che degeneri (si degenera anche senza insultarsi pesantemente) nell'accusarsi reciprocamente (come categoria generica, tra l'altro, mentre in un ambito politico/ideologico pensano, si spera, persone diverse con una loro individualità) invece di confrontarsi sul merito...sempre che si ritenga di avere informazioni sufficienti per farlo.
Io mi sento appartenente a un'area di sinistra (credo si sia intuito), ma non credo di potermi essere etichettata in nessun modo perché apprezzo persone completamente diverse (anche come orientamento politico ...molte amiche lo sanno
) non vedo perché etichettare e considerare imbecille una persona solo perché di destra ...qualcuno è solo superficiale di suo e potrebbe esserlo anche se cambiasse area di riferimento
 

MK

Utente di lunga data
Si può scaricare anche in modo diverso
infatti, lo so. Non menando la gente in manifestazione però... vedi Bolzaneto ad esempio.

ps aspetto sempre i polacchi minimalisti io... i nomi, fammi i nomi please...
 

Old unodinoi

Utente di lunga data
infatti, lo so. Non menando la gente in manifestazione però... vedi Bolzaneto ad esempio.

ps aspetto sempre i polacchi minimalisti io... i nomi, fammi i nomi please...

No non intendevo in quel modo e nemmeno caricando la polizia, cercando di entrare in zone off limits o bruciando cassonetti e negozi ... pensavo ad altri modi.

Per gli scrittori te ne cito alcuni:
Marek Haslo, Ryszard Kapuściński, Gabriela Zapolska, Sergiusz Piasecki
sperando che siano di tuo gradimento. Ovviamente in lingua originale
 

Lettrice

Utente di lunga data
Razzismo è attribuire a una etnia o , peggio, alle persone che hanno determinate caratteristiche fisiche (che magari accomunano agli occhi degli "altri" persone di provenienza, etnia, cultura e condizioni sociali totalmente diverse ...come me, donne greche, spagnole, francesi, belghe o inglesi...).
Conosco fenomeni simili presso ragazze italiane..e non credo che l'origine meridionale delle famiglie abbia un peso se non per le condizioni di sradicamento familiare e culturale in cui hanno dovuto educare le figlie subendo le pressioni culturali dell'ambiente e massmediologiche.


Non capisco che senso abbia una discussione che degeneri (si degenera anche senza insultarsi pesantemente) nell'accusarsi reciprocamente (come categoria generica, tra l'altro, mentre in un ambito politico/ideologico pensano, si spera, persone diverse con una loro individualità) invece di confrontarsi sul merito...sempre che si ritenga di avere informazioni sufficienti per farlo.
Io mi sento appartenente a un'area di sinistra (credo si sia intuito), ma non credo di potermi essere etichettata in nessun modo perché apprezzo persone completamente diverse (anche come orientamento politico ...molte amiche lo sanno
) non vedo perché etichettare e considerare imbecille una persona solo perché di destra ...qualcuno è solo superficiale di suo e potrebbe esserlo anche se cambiasse area di riferimento

Persa concorderei con te se non fosse che realta' come quella francese o anche questa olandese stanno realmente alimentando le file razziste... e benche non mi ritenga razzista un poco intollerante rispetto a determinate etnie o culture meglio dire, lo sto diventando pure io!!!
Come dicevo prima manco a sfiorarle la borsetta, o incrociare lo sguardo... che parte subito il "che caxxo vuoi?"... non parlano, urlano e spesso i conduttori le fanno anche scendere dal tram... i ragazzi pure tutt'un programma: non hai il fazzoletto in testa sei automaticamente una troia e si sentono in diritto di fare pesanti commenti... per "cultura" sono famiglia numerose in cui la donna non lavora e mi spiace dirlo pero' mi sono anche rotta di disanguarmi di tasse per mantenere altri che non hanno la MINIMA intenzione di adattarsi!!! E guarda che il governo fa corsi gratuiti di olandese alle donne proprio per in modo che queste si possano integrare... ma sai che succede? Rimangono tra loro creando una comunita' nella comunita'... tra tutte le cose pessime che posso dire degli olandesi sono comunque un popolo aperto con cui e' comunque facile integrarsi, nonostante tutto... ma con tutti i programmi di integrazione non c'e' verso che si adattino... le loro aeree, perche' si sono quasi autoghettizzati non mirando a nessun tipo di educazione o carriera, finiscono nelle case popolari... che son sempre miste nel senso di popolari e non... sembrano aree disastrate con l'immondezza fuori dai cassonetti, ogni sorta di rifiuto accatastato... uno scempio!!!

Scusate pero' che cacchio!!!
 

Old unodinoi

Utente di lunga data
Persa concorderei con te se non fosse che realta' come quella francese o anche questa olandese stanno realmente alimentando le file razziste... e benche non mi ritenga razzista un poco intollerante rispetto a determinate etnie o culture meglio dire, lo sto diventando pure io!!!
Come dicevo prima manco a sfiorarle la borsetta, o incrociare lo sguardo... che parte subito il "che caxxo vuoi?"... non parlano, urlano e spesso i conduttori le fanno anche scendere dal tram... i ragazzi pure tutt'un programma: non hai il fazzoletto in testa sei automaticamente una troia e si sentono in diritto di fare pesanti commenti... per "cultura" sono famiglia numerose in cui la donna non lavora e mi spiace dirlo pero' mi sono anche rotta di disanguarmi di tasse per mantenere altri che non hanno la MINIMA intenzione di adattarsi!!! E guarda che il governo fa corsi gratuiti di olandese alle donne proprio per in modo che queste si possano integrare... ma sai che succede? Rimangono tra loro creando una comunita' nella comunita'... tra tutte le cose pessime che posso dire degli olandesi sono comunque un popolo aperto con cui e' comunque facile integrarsi, nonostante tutto... ma con tutti i programmi di integrazione non c'e' verso che si adattino... le loro aeree, perche' si sono quasi autoghettizzati non mirando a nessun tipo di educazione o carriera, finiscono nelle case popolari... che son sempre miste nel senso di popolari e non... sembrano aree disastrate con l'immondezza fuori dai cassonetti, ogni sorta di rifiuto accatastato... uno scempio!!!

Scusate pero' che cacchio!!!
Oh cazzo! Questo è il punto. E quando lo fanno sotto casa nostra non siamo più tolleranti perchè siamo punti sul vivo.
Voglio aiutarli ma loro devono adattarsi al nostro mondo.
 
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