Minerva
io
triste è un aggettivo tirato fuori da farfalla rivolto agli uomini e da lì il discorso.appunto dico. Mica ne sto facendo una questione morale, ma di convenienza.
Tu parlavi di vita triste... ma io quella donna mica l'ho vista rimpiangere le sue scelte. Neanche vantarsene.
Free parlava di scarsa intelligenza... e io ho forti dubbi.
Ha fatto una scelta, punto.
L'ha fatta coscientemente e NON ho motivo di pensare che abbia avuto una vita infelice.
Desiderava probabilmente fare un certo tipo di vita(viaggi, bei vestiti, bei locali, bei gioielli) e ha raggiunto il suo scopo.
Oddio... sicuramente non ha trovato la cura per una malattia o preso premi accademici.
Manco io a dire il vero.
Quindi non vedo disvalore nella sua vita.
Perchè altrimenti dovrei vedere disvalore nella vita di chi fa recupero crediti mettendo gente in mezzo ad una strada.
O del tabaccaio che tiene in negozio la slot e vende sigarette che fanno male alla salute.
Una certa fatica l'avrà fatta pure lei immagino: ci saranno state le volte in cui si è divertita, ma ci saranno state le volte in cui l'hanno picchiata, rapinata, umiliata, disgustata: sono i rischi del suo mestiere.
Mestiere di cui c'è sempre grande richiesta, diversamente non si spiega il fatto che importiamo lavoratrici di questo settore pure dall'estero.
E sinceramente io, a livello morale, visto che si parla di adulti consenzienti, giudico più pulita una persona che fa questo lavoro dichiaratamente... a una che lo fa dietro al paravento di un altro ruolo.
E ce ne sono... uomini e donne, che si prostituiscono in tanti modi diversi, in ogni settore.
Se per prostituirsi intendiamo vendere noi stessi come fossimo merce senz'anima per assecondare i desideri di altri.
poi mi aspettavo giusto il paragone con mille altre forme di prostituzione etc per me non congruo.ad ogni modo credo che giustamente ognuno rimarrà della propria idea : se appare un lavoro come un altro significa che si hanno concetti diversi dello stesso.