Ciao
non lo distingui con la testa. Il pensiero non serve a niente. Per distinguere. E' un sapere. Profondo. E' rispondenza fra il dentro e il fuori. Semplicemente. E' sentire che, a prescindere da ogni cosa, IO sono IO. Interamente e semplicemente. E' fluidità. E' non aver bisogno di scegliere nulla. E' fare perchè lo si SA.
Il pensiero se si vuole lo si può utilizzare poi. Per tradurre nel proprio personale linguaggio. Ma è traduzione. Non creazione.
Anzi, più è il pensiero a cercare quel sapere, più ci si autoingabbia, nelle trappole che la mente costruisce per mantenere legati alle proprie sicurezze (belle o brutte che siano, gioiose o dolorose poco conta. Sono sicurezze e la mente vuole quelle. ) La mente produce autosabotaggi. Distorsioni. Mondi. Per permanere nel conosciuto.
E la piena realizzazione di sè è invece esattamente l'opposto. Trovarsi a finis terrae e andare. Senza sapere dove. Senza sapere come. Senza sapere perchè. Semplicemente perchè è assolutamente giusto farlo. Non c'è neanche bisogno di chiedersi alcunchè. Forse non si conosce la meta, la strada. Ma si SENTE che la direzione è quella. Senza alcun dubbio.
La tua mitologia è quella che hai detto tu. Non aver bisogno di niente e di nessuno.
Qualcuno mi ha detto che esiste una grande differenza fra l'isolarsi e essere soli. Aveva pienamente ragione.
Ma quando me l'aveva detto non avevo capito Non potevo.
Ho capito poi. Indagando. Ondivagando. E ancora sto capendo.
Ma dipende da te indagare te stesso o difenderti dai dubbi.
No. Io non sono d'accordo.
In una relazione io porto me. Punto. Faccio attenzione a portarmi sincera. Il più possibile almeno.
Una volta che io porto me,
quello che voglio vedere NON è l'IDEA dell'altro in relazione a me. Ma l'altro. E lo voglio senza veli. E senza miei interventi (che a loro volta creano veli).
Due individui a confronto. Liberi. Di esprimersi. Ad ogni livello.
Che io credo che prima di essere uomo e donna (o quello che si preferisce, poco conta) si è individui.
E libertà è presentarsi interamente. Senza veli. A prescindere dall'altro.
Credo che solo in questo modo ci si possa accordare. Insieme. E non uno per l'altro.
Detto questo..pensare in termini di progetto di normalità (la stabilità economica, il dare sicurezza all'altro e via dicendo...tutti i condizionamenti del mulino bianco insomma) e volerci mettere dentro la libertà di essere anche "strani" penso sia una contraddizione irrisolvibile.
(che poi....strano..siete stati in tre in un letto eh..non ci vedo molta stranezza a dirti il vero.
personalmente trovo strano, ma nel senso di superficiale, farlo senza considerare che in quel letto si dovevano incontrare i desideri di quei tre che erano nel letto. E non mi pare sia andata così. Questo è il nodo problematico. )