Segreto rivelato

spleen

utente ?
Mi ero inchiodata sul rosso perchè avevo capito tu intendessi che lo spazio comune, sia lo stesso che viene messo in gioco in una relazione altra.

E sto sostenendo che non è così.

Quello che viene messo in gioco in qualunque relazione, dall'amicizia a quel che vogliamo, parte dall'interiorità, che è proprietà privata dell'individuo e che di volta in volta da quell'interiorità è l'individuo che prende cose, scegliendole, e le condivide.

Per schematizzare e semplificare eh.

Quindi quell'interiorità non può essere rubata da nessuno. Perchè salvo in regime di schiavitù o in caso di abuso, è l'individuo a DECIDERE con chi, come, cosa e perchè giocarsela.

Non è un qualcosa su cui si può allungare la mano. Neanche quando si dice "mia" moglie, "mio" marito, "mio" compagno.

Anzi, io ci aggiungo che spesso e volentieri, proprio per il gioco del possesso non esplicitato si bypassi questo tipo di consapevolezza e ci si "accontenti" di quel mi* fittizio per includere tutta una persona. Non tenendo conto del fatto che quella persona concede sè stessa, e che quella concessione non è scontata nè data una volta per tutte.

E qui mi lego alle promesse. Che fissano l'intenzione di un momento. E la "allungano" nel tempo.
Ma senza la Cura, il camminare insieme, il riconoscimento dell'impermanenza...restano patti vuoti e senza aggancio se non a un contratto che nel tempo si svuota di significato e diviene routine. Spesso zona di confort. Quella che tanto spesso si fatica ad abbandonare, anche a costo di perdere la propria serenità.

E dicevo tutto questo legandomi al fatto che il "terzo" è come un "ladro" che ruba.
Affermando il mio disaccordo.
Nessuno può rubare un qualcosa che è riconosciuto come concessione, innanzitutto a sè.

Io non sento che una terza potrebbe rubarmi G. per il semplice motivo che sono consapevole del fatto che G. si concede a me. Per sua scelta. Quotidiana. E io viceversa a lui.
E siccome lo ritengo intelligente e degno di stima, so che se entrasse una terza avrebbe delle motivazioni fondate per lui.
Può non averle chiare. Può averle chiare e timore di dichiararle. Può non volerle dichiarare.

Ma una cosa che per me è scontata è che lui avrebbe motivazioni valide per lui e per il suo benessere. E questo non è in discussione.

E' anche assunto che non sempre il proprio benessere coincida con quello dell'altro. Anche questo fa parte del gioco relazionale. E quindi l'opzione che ad un certo punto Io smetta di essere fonte di benessere per l'altro è sul tavolo.

Mi piacerebbe se ne parlasse. Ma so anche che questa è una richiesta che anche se faccio, e la faccio, non è detto venga rispettata. E non trovo sensatissimo occuparmene. Se non nei miei confronti. Chiedendolo a me. E solo ed esclusivamente per fedeltà a me stessa. Non per i patti che ho stretto con G. O con chi per lui.

Ecco perchè è proprio l'affermazione "non fidarti" che a me, a noi, rende lo spazio della fiducia. Io mi fido se la possibilità della non fiducia c'è ed è ben chiara sul tavolo. Non esiste fiducia senza sfiducia. Servono entrambe.

Non so....la fiducia assoluta e cieca...per me non esiste. Forse è una lacuna mia. Può benissimo essere.
Ma tant'è.
Io non ho mai, e dico mai, sperimentato fiducia cieca in qualcuno. E neanche vorrei. La mia cecità.

La mia fiducia nell'altro è fondata sulla mia fiducia in me. E quindi in gioco c'è anche il mettere in discussione la fiducia.

Io ci sono cose di cui, nei confronti di G., non mi fido. E' dichiarato.
E anche lui ha le sue riserve su di me.

Reciprocamente ci chiediamo "convincimento" e "dimostrazione" nei fatti.
Lo spazio dei dubbi per me ha la necessità di essere ben delineato.

E proprio a partire dal fatto che per quanto la tensione sia "sei mio" è una tensione mai raggiungibile. Ed è nell'esposizione del dubbio e nella sua verifica che costruisco la fiducia. Anche nel rispetto della parola data.

Non potrei mai fidarmi, e qui lo dico il mai, serenamente, di qualcuno che mi dice fidati di me.
Che cazzo significa?
Su quali basi mi chiedi di fidarmi?
Chi sei?

Puoi garantirmi chi sarai?

Direi che no...quindi non mi fido di te, in quanto te, mi fido di te in quanto giorno per giorno ti impegni a guadagnarti la mia fiducia. E lo stesso chiedi a me.

E tu puoi avere la mia fiducia solo ed esclusivamente se quando sei con te sei lo stesso, o molto somigliante, a quello che sei con me.

Ma anche questa è una tensione. Un percorso.

Secondo me ovviamente.

Non è paura, o meglio, non è solo paura. L'altro è e resta una incognita. A vita.
E io questo lo considero.
Non ci si addomestica mai fino in fondo...il nucleo, e torniamo all'interiorità che è solo di chi la vive in sè, è accessibile solo a chi la sente dentro di sè, spesso non è conoscibile neanche a chi la vive in sè...una parte di sfiducia che si scambia con la fiducia (l'equilibrio degli estremi, se vogliamo) per me è fondamentale. Nella costruzione di una distanza relazionale che non fa cadere a picco in pensieri tipo "mi sei stato rubat*".
Non condivido un'acca stracca della faccenda della fiducia come la descrivi tu.:D
Che mica io ho scritto che la fiducia debba essere cieca e incondizionata eh, perchè quella mica forse esiste nella realtà.
Io credo che tu ci giri tanto attorno ma di G. ti fidi, come io mi fido di I. etc. Perchè secondo me il riporre fiducia non nell' altro, ma nel rapporto che intercorre tra di voi stà alla base del vostro stare insieme. Senno non avresti neanche iniziato a frequentarlo.
Ed è dentro questo contenitore che devi frugare se nell' altro vuoi trovare qualcosa che ti serva. Io sono stanco di frugare e di specchiarmi solo in me stesso, se non avessi la necessità di rapportarmi al prossimo sarei una larva, ma per rapportarmi la devo aprire la porticina, devo correre il rischio di prendermi la fregatura, non posso osservare tutto dagli spalti.
 

marietto

Heisenberg
Razionalmente non ha quasi mai senso prendersela con l'amante.
Devo anche dire che non considero mai l'emotività una giustificazione.
Razionale contro irrazionale, ok....

Razionale vince sempre e ha senso...


Non credo proprio che il razionale vinca sempre, né che dovrebbe... anzi.
La mia frase sopra era un prendere atto delle due tue frasi riportate.

Penso che le spinte emotive, intuitive e impulsive andrebbero sempre ascoltate, in fondo sono segnali che ci possono far capire molto di noi stessi.


Diversamente non credo vadano sempre seguite.


L'inclinazione a seguire le proprie pulsioni varia da persona a persona, e può mutare anche in base al momento che si sta vivendo.
Così come sono diverse l'attitudine introspettiva, le capacità analitiche e autocritiche.


Chiedi quale sia il Razionale di una relazione extraconiugale quando non si intenda lasciare la coppia, come se in ogni agito ci sia sempre una riflessione e una progettualità che vada oltre l'immediato.
Ma così non è.
Tra l'altro, troverei ancora meno sensato un tradimento qualora l'intenzione di lasciare la coppia ci fosse.
Ho sostanzialmente scelto i tuoi post per ribadire un punto. Gli amanti seguono un proprio impulso, che non è razionale, andarsene in giro a scopare, se davvero ci tieni alla tua famiglia e al tuo compagno ufficiale, è del tutto non razionale, iMO.

Mi sta bene accettare che a volte non si riesca a controllare gli impulsi e si finisca in determinate situazioni. Mi sta meno bene che si pretenda, dall'altra parte una lucidità e un autocontrollo totale.
Cioè che non si riconosca che il cedere agli impulsi, da parte del tradito non è differente del cedere agli impulsi del traditore.

Aspettarsi che si reagisca in modo perfettamente razionale a qualcosa che razionale non è, significa non usare lo stesso metro.

I coinvolti in un tradimento sono tutti adulti e vaccinati e hanno la stessa responsabilità verso la razionalità delle proprie azioni.

A questo tendeva la mia domanda, che era sostanzialmente retorica...

Io qui leggo spesso cose che mi fanno pensare agli amanti come agli animali che si incontrano al parco; obbediscono ai propri istinti, si annusano le parti basse e poi si zompano, se ne hanno modo, che ci vuoi fare, sono animali...

A fronte di questo, che ci puo' anche stare, il tradito deve, sempre secondo quello che si legge qui, comportarsi come una giubba rossa a Buckingham Palace, usando tatto, logica e razionalità esemplari.

A me sembra un po' sbilanciato, si usano due metri diversi. Tra l'altro il tradito ha appena preso una tranvata, subendo una porcata tra le peggiori che si possano subire (almeno nella top ten), quindi sarebbe, al limite e a mio parere, ben più giustificato per una mancanza di autocontrollo, specie nell'immediato...

....

Sull'ultima parte, io sono perfettamente d'accordo con te. E' una cattiveria spesso inutile.

Mi riferivo a chi magari ha già deciso di lasciare un rapporto e, tramite una relazione extra, verifica di avere qualcosa pronto dall'altra parte, per sicurezza economica o altri motivi.

Cinico e tremendamente cattivo, ma innegabilmente razionale...
 

trilobita

Utente di lunga data
La mia frase sopra era un prendere atto delle due tue frasi riportate.



Ho sostanzialmente scelto i tuoi post per ribadire un punto. Gli amanti seguono un proprio impulso, che non è razionale, andarsene in giro a scopare, se davvero ci tieni alla tua famiglia e al tuo compagno ufficiale, è del tutto non razionale, iMO.

Mi sta bene accettare che a volte non si riesca a controllare gli impulsi e si finisca in determinate situazioni. Mi sta meno bene che si pretenda, dall'altra parte una lucidità e un autocontrollo totale.
Cioè che non si riconosca che il cedere agli impulsi, da parte del tradito non è differente del cedere agli impulsi del traditore.

Aspettarsi che si reagisca in modo perfettamente razionale a qualcosa che razionale non è, significa non usare lo stesso metro.

I coinvolti in un tradimento sono tutti adulti e vaccinati e hanno la stessa responsabilità verso la razionalità delle proprie azioni.

A questo tendeva la mia domanda, che era sostanzialmente retorica...

Io qui leggo spesso cose che mi fanno pensare agli amanti come agli animali che si incontrano al parco; obbediscono ai propri istinti, si annusano le parti basse e poi si zompano, se ne hanno modo, che ci vuoi fare, sono animali...

A fronte di questo, che ci puo' anche stare, il tradito deve, sempre secondo quello che si legge qui, comportarsi come una giubba rossa a Buckingham Palace, usando tatto, logica e razionalità esemplari.

A me sembra un po' sbilanciato, si usano due metri diversi. Tra l'altro il tradito ha appena preso una tranvata, subendo una porcata tra le peggiori che si possano subire (almeno nella top ten), quindi sarebbe, al limite e a mio parere, ben più giustificato per una mancanza di autocontrollo, specie nell'immediato...

....

Sull'ultima parte, io sono perfettamente d'accordo con te. E' una cattiveria spesso inutile.

Mi riferivo a chi magari ha già deciso di lasciare un rapporto e, tramite una relazione extra, verifica di avere qualcosa pronto dall'altra parte, per sicurezza economica o altri motivi.

Cinico e tremendamente cattivo, ma innegabilmente razionale...
Un verde tipo campo di golf.....
 

marietto

Heisenberg

marietto

Heisenberg

marietto

Heisenberg
Il vicino fa il pusher?
Qui i vicini fanno un po' di tutto, ma non mi risulta che qualcuno faccia quel mestiere... :rotfl:

Era quel "verde" associato alle relazioni extra che mi ha tratto in inganno... :)
 

Lostris

Utente Ludica
La mia frase sopra era un prendere atto delle due tue frasi riportate.



Ho sostanzialmente scelto i tuoi post per ribadire un punto. Gli amanti seguono un proprio impulso, che non è razionale, andarsene in giro a scopare, se davvero ci tieni alla tua famiglia e al tuo compagno ufficiale, è del tutto non razionale, iMO.

Mi sta bene accettare che a volte non si riesca a controllare gli impulsi e si finisca in determinate situazioni. Mi sta meno bene che si pretenda, dall'altra parte una lucidità e un autocontrollo totale.
Cioè che non si riconosca che il cedere agli impulsi, da parte del tradito non è differente del cedere agli impulsi del traditore.

Aspettarsi che si reagisca in modo perfettamente razionale a qualcosa che razionale non è, significa non usare lo stesso metro.

I coinvolti in un tradimento sono tutti adulti e vaccinati e hanno la stessa responsabilità verso la razionalità delle proprie azioni.

A questo tendeva la mia domanda, che era sostanzialmente retorica...

Io qui leggo spesso cose che mi fanno pensare agli amanti come agli animali che si incontrano al parco; obbediscono ai propri istinti, si annusano le parti basse e poi si zompano, se ne hanno modo, che ci vuoi fare, sono animali...

A fronte di questo, che ci puo' anche stare, il tradito deve, sempre secondo quello che si legge qui, comportarsi come una giubba rossa a Buckingham Palace, usando tatto, logica e razionalità esemplari.

A me sembra un po' sbilanciato, si usano due metri diversi. Tra l'altro il tradito ha appena preso una tranvata, subendo una porcata tra le peggiori che si possano subire (almeno nella top ten), quindi sarebbe, al limite e a mio parere, ben più giustificato per una mancanza di autocontrollo, specie nell'immediato...

....

Sull'ultima parte, io sono perfettamente d'accordo con te. E' una cattiveria spesso inutile.

Mi riferivo a chi magari ha già deciso di lasciare un rapporto e, tramite una relazione extra, verifica di avere qualcosa pronto dall'altra parte, per sicurezza economica o altri motivi.

Cinico e tremendamente cattivo, ma innegabilmente razionale...
No. Non si voglia.
Nessuna attenuante e nessuna pretesa/attesa dall'altra parte.

Possibilmente sono per usare un unico metro.
:)
 

marietto

Heisenberg

marietto

Heisenberg
L'ho dato io un verdone :)
e gliene avrei dati tanti per quante volte ha dovuto spiegare un concetto così chiaro, ma travisato in mille salse diverse...
;) Grazie... qualcuno se n'è accorto...

A me sta benissimo che ci siano opinioni diverse, anche diametralmente opposte a quelle che esprimo io, però un minimo-minimo di coerenza...
 

Fairman

Utente di lunga data
Non c'è più la morale di una volta, adesso non si può neanche fare un bel tradimento senza dover rendere conto a qualcuno.
Ma che fine ha fatto la libertà individuale, la libertà di scegliere di fare ciò che si vuole in barba a tutti?

Io proporrei la nascita di una fondazione che potremmo chiamare ANTDT
Associazione Nazionale per la Tutela dei Diritti dei Traditori, o in alternativa un sindacato.
 

trilobita

Utente di lunga data
Non c'è più la morale di una volta, adesso non si può neanche fare un bel tradimento senza dover rendere conto a qualcuno.
Ma che fine ha fatto la libertà individuale, la libertà di scegliere di fare ciò che si vuole in barba a tutti?

Io proporrei la nascita di una fondazione che potremmo chiamare ANTDT
Associazione Nazionale per la Tutela dei Diritti dei Traditori, o in alternativa un sindacato.
Esiste già,dicesi "Salottino"
 

francoff

Utente di lunga data
La mia frase sopra era un prendere atto delle due tue frasi riportate.



Ho sostanzialmente scelto i tuoi post per ribadire un punto. Gli amanti seguono un proprio impulso, che non è razionale, andarsene in giro a scopare, se davvero ci tieni alla tua famiglia e al tuo compagno ufficiale, è del tutto non razionale, iMO.

Mi sta bene accettare che a volte non si riesca a controllare gli impulsi e si finisca in determinate situazioni. Mi sta meno bene che si pretenda, dall'altra parte una lucidità e un autocontrollo totale.
Cioè che non si riconosca che il cedere agli impulsi, da parte del tradito non è differente del cedere agli impulsi del traditore.

Aspettarsi che si reagisca in modo perfettamente razionale a qualcosa che razionale non è, significa non usare lo stesso metro.

I coinvolti in un tradimento sono tutti adulti e vaccinati e hanno la stessa responsabilità verso la razionalità delle proprie azioni.

A questo tendeva la mia domanda, che era sostanzialmente retorica...

Io qui leggo spesso cose che mi fanno pensare agli amanti come agli animali che si incontrano al parco; obbediscono ai propri istinti, si annusano le parti basse e poi si zompano, se ne hanno modo, che ci vuoi fare, sono animali...

A fronte di questo, che ci puo' anche stare, il tradito deve, sempre secondo quello che si legge qui, comportarsi come una giubba rossa a Buckingham Palace, usando tatto, logica e razionalità esemplari.

A me sembra un po' sbilanciato, si usano due metri diversi. Tra l'altro il tradito ha appena preso una tranvata, subendo una porcata tra le peggiori che si possano subire (almeno nella top ten), quindi sarebbe, al limite e a mio parere, ben più giustificato per una mancanza di autocontrollo, specie nell'immediato...

....

Sull'ultima parte, io sono perfettamente d'accordo con te. E' una cattiveria spesso inutile.

Mi riferivo a chi magari ha già deciso di lasciare un rapporto e, tramite una relazione extra, verifica di avere qualcosa pronto dall'altra parte, per sicurezza economica o altri motivi.

Cinico e tremendamente cattivo, ma innegabilmente razionale...

ragionamento perfetto , ragionevole e pieno di buon senso..
 

brenin

Utente
Staff Forum
Già E torna il tempo. :)

Ma forse, come si diceva con Brenin, è proprio il tempo trascorso e l'accettazione di quel che è accaduto nel tempo, che rende la libertà di guardare nello specchio la propria immagine. Immagine mostruosa inclusa.

Che poi, se penso a me, ho comunque perso tutto...ed è stato assolutamente liberatorio lasciar andare...

E ritrovarmi con me. Fra il piangere e il ridere.
Ritorno brevemente sul " tempo " ....
Quando c' è qualcosa che non va,che ci provoca ansia o dolore, una sensazione di fastidio o malessere che non passa.... quando si cerca di riequilibrare in noi le sensazioni ( negative, od anche positive talvolta ) che ci creano tutto questo, entra il gioco il " tempo " , necessario affinchè si possa "riequilibrare" in noi le sensazioni, affinchè la nostra omeostasi ( l’attitudine propria dei viventi a mantenere intorno a un livello prefissato il valore di alcuni parametri interni, disturbati di continuo da vari fattori esterni e interni ) si "riassesti" consentendo così che le resistenze naturali a ciò che ci provoca malessere vengano gradualmente riassorbite, con il tempo necessario , dal nostro sistema nervoso centrale e poi dal sistema endocrino ( i tempi di risposta,ovviamente,sono estremamente soggettivi ). Perchè, delle volte, lo star male può dipendere molto dal nostro mancato " equilibrio" che si è venuto a creare a causa di accadimenti "esterni " successi e pertanto non più "gestibili" da parte nostra.
 

Lostris

Utente Ludica
Io dico quello che mi pare,non ti ho nominato,non ti ho.tirato in ballo.
Se non ti sta bene il mio post,passa oltre no problem,ma mochela lo dici a qualcuno con cui mangi abitualmente.
Non mi risulti tra i miei abituali commensali,quindi..
Non è che se non mi nomini non mi possa dar fastidio ciò che scrivi.
Il mio fastidio l'ho espresso in questo modo, non ti ho mica insultato.

Abitualmente mangio con persone gradevoli.
 
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