Indovina chi ci guadagna? La lobby dei body scanner
TAGLIO BASSO
CONTROLLO - Un grande sostenitore dei nuovi apparecchi è un ex segretario del direttorato alla sicurezza interna Usa
Indovina chi ci guadagna? La lobby dei body scanner
La parola d'ordine è full body scan, «ispezionare l'intero corpo umano» attraverso una macchina che vede attraverso gli abiti per rivelare eventuali oggetti nascosti sul corpo. Le macchine da «spogliarello digitale», come le chiamano i critici, possono usare due tecnologie (sensori a onde millimetriche o raggi x che si riflettono contro il corpo umano, come in un radar). Lasciano molti dubbi: sulla privacy, sugli effetti del bombardamento di raggi sulla salute umana, e anche sull'efficacia: il quotidiano The Independent di Londra riferiva che «un'azienda di ricerca militare ha trovato le macchine non affidabili nel rivelare materiali a "bassa densità" come plastica, componenti chimiche e liquidi»:
Fattostà che la Transportation Security Administration degli Stati uniti (Tsa, l'ente statale per la sicurezza nei trasporti) ha annunciato questa settimana che ordinerà 300 macchine per body scan, da aggiungere alle 40 già in uso in 19 aeroporti degli Usa. A circa 150mila dollari ciascuna è un ottimo affare per fabbricanti di body scanner («prodotti di formazione di immagini per la sicurezza»). Mother Jones, storico magazine progressista americano, si è presa la briga di elencare i fabbricanti, e soprattutto i loro lobbisti: l'elenco è significativo.
Il primo nome è quello di Michael Chertoff, ex segretario del Dhs, il direttorato alla Homeland Security creato dall'amministrazione Bush per accentrare l'intelligence di sicurezza interna: ora è nel settore privato, presiede il Chertoff Group che possiede una delle principali aziende fabbricanti di macchine per il body scan completo, la Rapiscan Systems. Per parecchi giorni, dopo l'attentato di Natale, Chertoff è intervenuto sui media (come esperto di sicurezza) per sostenere l'efficacia del body scanner - ovviamente senza dichiararsi come proprietario di un'azienda che lo fabbrica.
Il Washington Post nota che Chertoff sostiene questa tecnologia fin da quando era nell'amministrazione Bush: la Homeland Security, ordinò nel 2005 la sua prima fornitura di body scan, tra cui 5 dalla Rapiscan Systems. I contatti del signor Chertoff con la Tsa devono essere rimasti ottimi, perché l'estate scorsa l'agenzia ha comprato 150 macchine dalla Rapiscan, usando 25 milioni di dollari presi dal pacchetto di fondo per il salvataggio dell'economia.
Un altro fabbricante di body scan, la American Science & Engineering, Inc (As&e), ha come lobbisti Tom Blank, ex viceamministratore della Tsa, e Chad Wolf, ex assistente amministratore della stessa Tsa - due esempi di «porta girevole» tra amministrazione statale e impresa privata.
Mother Jones fa notare che la precedente «tecnologia miracolo» della sicurezza era chiamata «explosive trace portal», Etp, una macchina che «soffia» sulla persona per rivelare se ha addosso tracce di esplosivo: dopo l'11 settembre 2001 la Tsa ne ha comprate decine, spendendo oltre 30 milioni di dollari: ma ne ha installate appena il 25% e alla fine le ha dichiarate inutili. L'Ufficio contabilità del governo (equivalente della Corte dei Conti) il mese scorso ha concluso che la Tsa non aveva testato adeguatamente le macchine Etp prima di comprarle.
07.01.2010
http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100107/pagina/09/pezzo/268449/
Quel gran business dei body scanner
È iniziata la corsa ai body scanner. Dopo il fallito attentato del nigeriano in aereo verso Detroit sembra che l’unico modo per scoprire esplosivi nascosti sia di farsi spogliare ai raggi x. Anche l’Italia li comprerà, bilancio permettendo. Ma c’è chi dice, come
James Ridgeway su Mother Jones, che si tratti dell’ennesima colossale bufala. Anche all’Home Office britannico, considerati gli alti costi, hanno dubbi sulla loro reale efficacia. E proprio su questo fronte, negli Stati Uniti, si scoprono coincidenze inquietanti. Le macchine costano circa 150 mila dollari l’una. Giorni dopo l’attentato il valore delle azioni delle compagnie che le producono è già molto cresciuto. Michael Chertoff, ex capo della Homelad Security, ora dirige il Chertoff Group, uno dei principali produttori di body scanner, la Rapiscan Systems. Come esperto di sicurezza ha fortemente sostenuto la loro efficacia, senza però mai ricordare questo dettaglio. Il
Washington Post però se n’è accorto. “Nel 2005 caldeggiò l’acquisto delle prime 5 macchine dalla sua compagnia. Oggi ne sono in uso 40. La Transportation Security Administration ha annunciato questa settimana che ne ordinerà altre 300. Già quest’estate ne aveva comprate 150 sempre dalla Rapiscan per 25 milioni di dollari”. E se non bastasse il
Washington Examiner ha pubblicato una lista degli ex politici che adesso sono diventati parte di quella che chiamano la “lobby dei full-body scanner”. Un gran bel business, non c’è che dire.
http://stagliano.blogautore.repubblica.it/2010/01/07/?ref=hpsbsx