I consigli contro le distrazioni servono, ma fino a un certo punto, e far credere che sia solo questione di volontà è parte del problema
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Dal mio punto di vista ben venga. Io ormai quando apro un articolo di giornale salto a pié pari i primi due paragrafi che sono sempre di introduzione.
Se apro un articolo di giornale è perché voglio saperne di più riguardo a quanto c'è scritto nel titolo, non di una serie di minchiate accessorie che poco o nulla hanno a che fare con il punto del discorso.
Idem per i video di Youtube, se apro un video su qual'è la RAM migliore per far girare un modello open-weight, voglio sapere la marca precisa. Non sentire uno che me la mena con una serie di stupidate politically correct... che non c'è una marca migliore di per sé, che dipende, che qui e che là.
Un video di 20 minuti spesso racchiude un contenuto informativo di 3 minuti se va bene.
Per cui ben vengano video di 1 minuto se in quel minuto vanno subito al punto. Il fatto è che il mondo è esponenzialmente più complesso, le cose da sapere tantissime. Non puoi menarmela con contorni poco o nulla rilevanti che mi fanno solo perdere tempo che potrei invece dedicare a assorbire competenze che mi possono servire
Siamo dentro un problema serio di infodemia: troppe fonti, poca autorevolezza, pochissimo approfondimento.
Il video da venti minuti va benissimo se quei venti minuti servono a ragionare. Se ti fanno vedere il percorso, gli angoli, le implicazioni, il modo in cui una persona costruisce un pensiero. È il motivo per cui vado matto per i podcast fatti bene: hai un’ora, entri dentro una conversazione, ti godi il giro, studi anche come si monta un botta e risposta davanti a una telecamera. Non stai rubando contenuto col bugiardino delle medicine in mano. Stai guardando una testa che lavora.
Stessa cosa per le lezioni frontali alla Barbero. Magari il fatto storico lo conosci pure, ma il punto è vedere come lo apparecchia, come tiene il ritmo, come fa respirare il racconto. Con mia figlia, per dire, ho consumato i video cazzoni di Barbascura: personaggio cresciuto insieme a lei, e infatti ha funzionato proprio perché non vende solo nozioni, vende un modo di stare dentro la curiosità.
Il disastro comincia quando parliamo di comunicazione giornalistica generalista. Lì devi togliere la logica della community, quella alla Saviano, Travaglio, Feltri: ognuno predica al proprio pubblico già convertito, gli dà la carezza ideologica, lo rassicura che ha capito tutto e che gli altri sono stronzi. Poi devi togliere la manipolazione base, quella pensata per far sentire ancora centrali i vecchi in un Paese dove soldi e voti stanno in mano agli ultrasessantenni. Poi devi togliere l’editore, che vuole le notizie come fanno comodo a lui.
A quel punto, per trovare tre minuti di fatti chiami l'archeologo. È per questo che i migliori siti di informazione, ormai, sono tematici e a pagamento.
Se invece usi internet come fosse la televisione degli anni Settanta, seduto davanti al flusso aspettando che qualcuno ti spieghi il mondo, finisci inevitabilmente a fare il rettiliano. Però per me un’ora vera, quando c’è pensiero, resta una delle poche cose che ancora ti separano dal ragazzino che fa doomscrolling.