L'uomo che ho conosciuto e del quale mi sono innamorata, era comprensivo, dolce e pieno di premure. Vissuto in una famiglia problematica, ha cambiato la sua vita ritrasferendosi nella casa materna quando il padre abbandonò la madre per andare a convivere con un'altra donna. La madre è una persona fredda ed insensibile che ha abbandonato il figlio il giorno del nostro matrimonio e non si è mai interessata a chiedere del bambino in arrivo. Ha interrotto i rapporti con madre e sorella che, a sua volta, ha un matrimonio problematico rappresentato da separazioni e riavvicinamenti. In pratica, non ha mai avuto una vera famiglia. ricordo che il giorno del nostro matrimonio, la sua unica preoccupazione fui io. Scelsi di sposarmi nel paese di lui ed ovviamente obbligai tutti i miei invitati a fare km, organizzò per loro un rinfresco di accoglienza affinchè tutto fosse perfetto per me. Sposavamo alle 16 e alle 15 era ancora fuori il mio giardino ad accertarsi che tutto procedesse per il meglio. Lui non sapeva dove andare, la madre non lo invitò a vestirsi a casa sua, nè tantomeno il padre. Lui decise di andare dalla compagna del padre ( grande donna che rinunciò a partecipare alla cerimonia onde evitare discussioni con la madre di lui) ed uscì di casa solo come un cane. Passò a prendere la madre che si limitò ad accompagnarlo sull'altare. Ricordo che quel giorno piangeva come un bambino e le sue parole, stringendomi la mano, furono:"ce l'abbiamo fatta!!". Mi è sempre stato accanto, mi ha accudito, sapeva che per lavoro uscivo all'alba e rientravo distrutta, per evitarmi delle fatiche puliva e cucinava. Attenzioni non mi sono mancate. Nella vita si è realizzato da solo facendo grandi cose. Ma ho sempre creduto che non abbia una personalità forte come vuole far credere. Dinanzi agli altri appare spavaldo, sicuro, saccente, ma credo che alla fine sia solo un insicuro. Si è lasciato condizionare e si è buttato a capofitto in progetti impegnativi e pericolosi. Molti sono andati in porto rendendogli economicamente. I soldi guadagnati sono stati sempre investiti in altre operazioni, alcune delle quali, assurde.Parlando con lui negli ultimi tempi, ha ammesso di avere sempre avvertito un senso di inferiorità nei mei confronti,forse perchè mi ritiene più bella di lui attirando l'attenzione degli uomini, o forse per la mia educazione. Inoltre, ha sempre voluto dimostrare di poter fare e darmi tutto. Ad un certo punto, si è trovato a vivere la frustrazione per non aver raggiunto determinati obiettivi.Non ha mai nemmeno avuto il coraggio di dire che, determinati progetti di vita, erano troppo ambiziosi o che provasse fatica e paura nella realizzazione.Secondo la sua idea, dovevo vivere sotto una campana di vetro e non preoccuparmi di nulla. Oggi l'atteggiamento è diverso. Non abbiamo rinunciato a quel progetto, ma stiamo lavorando insieme affinchè si realizzi, è qualcosa che andrà a nostro figli

ggi, non ha remore nel confessare le sue paure o i suoi dubbi. Oggi ascolta le mie perplessità un tempo etichettate come "stati ansiosi". Un tempo lo innervosiva ammettere di avere torto e di non aver ben valutato qualcosa, oggi, con difficoltà, riesce ad ammetterlo.Le cure e le attenzioni ci sono. Ha persino il terrore del tel, abbiamo eliminato il pc e quando esce mi porta con sè anche per lavoro ( sono in maternità e lui è libero professionista).Da quando sono ritornata a casa dei miei, ogni volta che chiama mi chiede di tornare,ma trovo sempre qualcosa che mi innervosisce e lo mando al diavolo. E' difficile, casa mia dista da quella dei miei genitori 1 ora di macchina. In quel paese sono sola, ho solo i parenti di lui, anzi, per inciso il padre perchè la madre non la vedo dal giorno del matrimonio.