Gandhi, San Francesco, il Cristo, M.L.King, per citarne 4: se trascendiamo la religione, erano tutti grandi comunicatori volti al bene.
Messaggi semplici, obbiettivamente impossibile non condividerli, almeno all'apparenza.
Io ho una visione piuttosto cinica però.
Là dove c'è il bene... c'è il male(ok... ma non sono buddista.

) Anche oggi in rete assistiamo a fenomeni di 'predicazione' ... che vengono sfruttati.
La comunicazione ha una condizione imprescindibile: è corretta solo quando il soggetto ricevente ha percepito per intero e ha inteso perfettamente il messaggio del trasmettitore. Questo avviene di rado. Internet è solo un mezzo più veloce ed efficace di altri per trasmettere... ma siamo noi a dover ricevere. E successivamente elaborare, per rispondere correttamente, in modo da terminare correttamente la comunicazione. E' questo il passaggio che manca: quasi sempre intendiamo solo ciò che ci fa comodo, elaboriamo superficialmente o stravolgendo il messaggio ricevuto e rispondiamo come più ci conviene.
Perchè il processo di comunicazione di massa non è analitico, non può esserlo.
Poi ... la rete ha mille connessioni che chiunque può usare per i suoi fini.
Il male è sempre in agguato per scoprire la vulnerabilità del bene, d'altro canto... il bene invece non esisterebbe senza il male.