Non sò se andare via di casa sia l'unica soluzione.
Se tua moglie si è comportata come tu ci ha detto è evidente che si tratta della goccia che ha fatto traboccare il vaso...
Ora è su questa goccia che dovreste fare chiarezza.
Forse lei ha problemi suoi che nemmeno conosce o non accetta, oppure può essere che abbia risentimenti nei tuoi confronti, dettati da comportamenti passati e accantonati.
E' chiaro che avete bisogno di parlarvi, magari anche di urlare.
La matassa è difficile da sbrogliare ma tu sei una persona intelligente e devresti proporti.
Capisco che tu possa essere stanco e magari sfiduciato... ma mettiti nei suoi panni... lei ha sempre avuto il tuo aiuto e proabilmente lo stà aspettando anche ora.
Non sò quanto c'è di vero nel dirti: "te ne devi andare".
Secondo me lei ti stà mettendo alla prova... forse non si sente amata (non dico sia colpa tua, forse lei è in questo stato e nemmeno sà il perchè... nel senso che non è cosciente del reale problema, ma avverte questo malessere... che ripeto potrebbe essere solo suo).
Lei a mio avviso aspetta una tua mossa... secondo me è " un urlo di aiuto".
Da un certo punto di vista credo anche io che mia moglie abbia lanciato un grido di aiuto, ma è anche vero che è drammaticamente risoluta e decisa nel chiedermi di allontanarmi.
Io non sono poi così cretino da pensare di non avere colpe: ho sicuramente sbagliato, di sicuro l'evoluzione naturale del nostro rapporto è stata impostata male tanto da me quanto da lei.
Ammetto che ultimamente, ed intendo questi ultimi 3-4 anni, sono stato progressivamente sempre meno presente per le cose quotidiane, cercando di delegare sempre lei alla conduzione del menage quotidiano, figli inclusi.
Ma è anche vero che se l'ho fatto, è stato solo ed esclusivamente per problemi di lavoro: fino a due anni fà lavoravo in proprio e mi rendevo conto anche io che stavo per sposare il lavoro e non la famiglia.
Capisco quanto possa essere frustrante per una donna avere accanto un compagno che esce di casa alle 6 del mattino e ritorna alle 21:00, talmente stanco da riuscire solo a farsi una doccia e trascinarsi a letto.
Capisco anche io cosa voglia dire desiderare di avere accanto un compagno quando bisogna portare la bambina a fare una visita specialistica ed io non ci sono perchè non posso ( o non riesco, o non voglio ) staccarmi dal lavoro.
Però sarebbe più giusto che lei le cose me le dicesse chiare e tonde: perchè si è chiusa in una apatìa sentimentale progressiva fino al punto di rifiutarsi di fare l'amore con me? Ha deciso di colpirmi in questo modo? perchè accettare di ricominciare tutto per due mesi e poi dare un taglio netto, senza spiegazioni?
Mi domando e dico: non essere innamorata più di me, non provare più niente per me è una cosa che potrei anche accettare, a patto che mi sia detta in faccia con sincerità.
Non provare più attrazione fisica per me lo potrei anche accettare, ma allora perchè non dirmelo?
secondo me lo vive davvero un malessere, e non nasce da una cosa sola ma da un insieme di cose evidentemente trascinate troppo a lungo, ma al tempo stesso stà sfuggendo dalla sua metà di responsabilità perchè è più comodo scaricare tutte le colpe su di me.
E poi c'è l'argomento sesso: ma come posso accettare io di sentirmi tacciato di essere un erotomane quando voglio solo fare l'amore con la donna che amo? Vi rendete conto di quale turbine di pensieri, di dubbi, di frustrazione si scatena in un uomo davanti ad una cosa del genere?
preferirei sentirmi dire che sono uno str.onzo piuttosto.
Non sò come muovermi, da una parte mi sento ferito, feritissimo e vorrei fargliela pagare, dall'altra sono sinceramente innamorato di lei ma non riesco a mettere a fuoco quale possa essere il modo giusto per riallacciare un dialogo.
nel dubbio, attendo gli sviluppi.