Tradimento e valori tradizionali.

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Diletta

Utente di lunga data
ma dici che si usano ancora? non saprei


Grazie al cielo, no che non si usano ancora...
E' uno dei tanti scandali commessi dalla Chiesa di Roma e di cui la Chiesa stessa si è presa la responsabilità.
Un peccato veniale, a mio avviso, rispetto ad altri...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Caro Giorgio,
la chiave di lettura sta proprio nella parola "sinceramente" che tu hai scritto.
Il cristiano sincero, o meglio, il cattolico sincero, è davvero pentito e si affida alla Confessione con purezza di cuore e onestà intellettuale.
Con questo non dico che non ci siano, purtroppo, tanti cattolici opportunisti che sfruttino il sacramento a proprio vantaggio facendone un comodo mezzo per sdoganare le malefatte e per reiterarle quando ne hanno voglia, tanto c'è la confessione...
Ma questi non sono davvero dei buoni credenti, ma prima ancora non sono delle persone perbene.
Ma che senso ha?
Se uno non crede sta a casa sua.
Se crede fa l'opportunista con Dio?
Cosa dici?!
E' possibile?
Dico dal punto di vista del credente.
 

giorgiocan

Utente prolisso
ma porca di quella puttana troia, ma tu pensi veramente che io non mi sia fatti o mi faccia problemi di coscienza a tradire mio marito?
Già questa risposta la preferisco enormemente alle argomentazioni sui limiti della natura umana. Perchè - io non ti conosco, non conosco la tua storia, non ti leggo con continuità - fino a questo messaggio non avevi fatto alcuna menzione a un tuo giudizio. Nessun accenno al fatto che un qualche giudizio lo operassi. Sembrava che lo demandassi a chi più capace, e basta.

Detto questo, e ribadendo che ho di te lo stesso giudizio che ho di me (in sostanza mi sono comportato allo stesso modo!), inoltre confermando che non ho alcun interesse nè appunto verso la conduzione della tua vita che soltanto te riguarda e tocca, mi permetto di sottolineare che (a meno che non sia in gioco la sicurezza od incolumità tua o di eventuali figli che non so se hai o meno, o il tuo comportamento sia volto in qualche maniera non evidente a tutelare il benessere psicologico della famiglia), probabilmente quella di tradire rimane semplicemente una tua scelta personale e, a quanto mi dici, continuativa. Se il tuo Credo - ed è quello che capisco leggendoti - ti permette di considerare quella di lasciare le cose come stanno come un'opzione valida per te e per la tua famiglia, dico solo che mi sembra abbia un senso diffidare nel relazionarmi a qualcuno con quello stesso Credo.

Ateo, non agnostico. Che tu lo voglia capire o meno.
 

banshee

The Queen
Ma che senso ha?
Se uno non crede sta a casa sua.
Se crede fa l'opportunista con Dio?
Cosa dici?!
E' possibile?
Dico dal punto di vista del credente.
Io ne conosco di credenti praticanti cosi.

Si confessano regolarmente, fanno il rosario e continuano nella reiterazione degli stessi peccati.
Identici.

Allora mi chiedo: c'è il pentimento?
 

giorgiocan

Utente prolisso
Caro Giorgio,
la chiave di lettura sta proprio nella parola "sinceramente" che tu hai scritto.
Il cristiano sincero, o meglio, il cattolico sincero, è davvero pentito e si affida alla Confessione con purezza di cuore e onestà intellettuale.
Con questo non dico che non ci siano, purtroppo, tanti cattolici opportunisti che sfruttino il sacramento a proprio vantaggio facendone un comodo mezzo per sdoganare le malefatte e per reiterarle quando ne hanno voglia, tanto c'è la confessione...
Ma questi non sono davvero dei buoni credenti, ma prima ancora non sono delle persone perbene.
Adesso io te te ci prendiamo un sacco di parole, Diletta! ;)

Io sospendo il giudizio sulle persone, io non sono meglio di nessuno. Ma quel "davvero pentito" secondo me significa attivarsi per cambiare nel concreto e nel quotidiano, altrimenti non fa differenza. Ed è questo il punto. Avere Dio, come avere qualunque profonda motivazione o convinzione, DEVE ispirare la propria vita in una direzione e DEVE fare la differenza. Altrimenti è soltanto etichetta, nonchè ipocrisia.
 

giorgiocan

Utente prolisso
io invece ho rapporti con tutti, dai fascisti alle zecche dei centri sociali passando per gli agnostici.
e mi trovo bene con tutti, direi.
Io no, neanche per idea. Comunque ho sbagliato, non intendevo cattolici praticanti nel senso di "osservanti, coerenti", intendevo cattolici di cartapesta, di comodo. Ora correggo.
 
Ultima modifica:

Sbriciolata

Escluso
Già questa risposta la preferisco enormemente alle argomentazioni sui limiti della natura umana. Perchè - io non ti conosco, non conosco la tua storia, non ti leggo con continuità - fino a questo messaggio non avevi fatto alcuna menzione a un tuo giudizio. Nessun accenno al fatto che un qualche giudizio lo operassi. Sembrava che lo demandassi a chi più capace, e basta.

Detto questo, e ribadendo che ho di te lo stesso giudizio che ho di me (in sostanza mi sono comportato allo stesso modo!), inoltre confermando che non ho alcun interesse nè appunto verso la conduzione della tua vita che soltanto te riguarda e tocca, mi permetto di sottolineare che (a meno che non sia in gioco la sicurezza od incolumità tua o di eventuali figli che non so se hai o meno, o il tuo comportamento sia volto in qualche maniera non evidente a tutelare il benessere psicologico della famiglia), probabilmente quella di tradire rimane semplicemente una tua scelta personale e, a quanto mi dici, continuativa. Se il tuo Credo - ed è quello che capisco leggendoti - ti permette di considerare quella di lasciare le cose come stanno come un'opzione valida per te e per la tua famiglia, dico solo che mi sembra abbia un senso diffidare nel relazionarmi a qualcuno con quello stesso Credo.

Ateo, non agnostico. Che tu lo voglia capire o meno.

Ma che senso ha dire che in base al particolare si diffida di tutte le persone che hanno lo stesso credo? E poi, sai tu quanti e quali siano i più gravi peccati di cui ci si può macchiare? Se ti hanno educato al cristianesimo prima che al cattolicesimo dovresti sapere che ogni percorso di fede passa attraverso il peccato. Studia la vita di Sant'Agostino per dirne una. Il peccato non allontana da Dio e dalla fede. É la ignavia che sconfessa la fede non gli errori con i quali si fanno i conti tutti i giorni.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Ma che senso ha dire che in base al particolare si diffida di tutte le persone che hanno lo stesso credo? E poi, sai tu quanti e quali siano i più gravi peccati di cui ci si può macchiare? Se ti hanno educato al cristianesimo prima che al cattolicesimo dovresti sapere che ogni percorso di fede passa attraverso il peccato. Studia la vita di Sant'Agostino per dirne una. Il peccato non allontana da Dio e dalla fede. É la ignavia che sconfessa la fede non gli errori con i quali si fanno i conti tutti i giorni.
Ma sono completamente d'accordo. Per "quel tipo di Credo" intendo lo stesso per cui un giudizio superiore dovrebbe sollevarmi dalla responsabilità delle conseguenze delle mie scelte.
 

Sbriciolata

Escluso
Caro Giorgio,
la chiave di lettura sta proprio nella parola "sinceramente" che tu hai scritto.
Il cristiano sincero, o meglio, il cattolico sincero, è davvero pentito e si affida alla Confessione con purezza di cuore e onestà intellettuale.
Con questo non dico che non ci siano, purtroppo, tanti cattolici opportunisti che sfruttino il sacramento a proprio vantaggio facendone un comodo mezzo per sdoganare le malefatte e per reiterarle quando ne hanno voglia, tanto c'è la confessione...
Ma questi non sono davvero dei buoni credenti, ma prima ancora non sono delle persone perbene.

Invece i cristiani che percepiscono normale usare un altro essere dotato di sacra anima per sfogare la propria o altrui lussuria come accidenti li chiamiamo?
 

giorgiocan

Utente prolisso
Invece i cristiani che percepiscono normale usare un altro essere dotato di sacra anima per sfogare la propria o altrui lussuria come accidenti li chiamiamo?
Criminali? E una Chiesa rappresentativa del proprio messaggio li consegnerebbe alle autorità.
 

Sbriciolata

Escluso
Ma sono completamente d'accordo. Per "quel tipo di Credo" intendo lo stesso per cui un giudizio superiore dovrebbe sollevarmi dalla responsabilità delle conseguenze delle mie scelte.

Ma non è affatto così. E te lo dice una che prima di allontanarsi dal credo cattolico ci ha ragionato parecchio. Io non solo non mi riconoscevo nella chiesa cattolica ma non avevo fede. E quella fede sapevo cos'era perché l'avevo vista in persone veramente credenti che non hanno mai pensato di sciacquare la coscienza con confessione e acqua santa.
 

Sbriciolata

Escluso

giorgiocan

Utente prolisso
Ma non è affatto così. E te lo dice una che prima di allontanarsi dal credo cattolico ci ha ragionato parecchio. Io non solo non mi riconoscevo nella chiesa cattolica ma non avevo fede. E quella fede sapevo cos'era perché l'avevo vista in persone veramente credenti che non hanno mai pensato di sciacquare la coscienza con confessione e acqua santa.
Mi trovi ancora completamente d'accordo. Ma la prima parte di questo thread è fatta da commenti che in sintesi sostengono la tesi secondo cui "è il messaggio che conta".
 

giorgiocan

Utente prolisso
Parlavo di rapporti postribolari
Allora basterebbe espellerli dal club e costringerli a trovarsi un lavoro. A pensarci, per assurdo mi sembra di ricordare di esponenti della Chiesa che hanno lasciato per questioni di coscienza, ma non di espulsioni per "violazioni" di condotta.
 

Zod

Escluso
Ma sono completamente d'accordo. Per "quel tipo di Credo" intendo lo stesso per cui un giudizio superiore dovrebbe sollevarmi dalla responsabilità delle conseguenze delle mie scelte.
La chiesa disegna il percorso del fedele, ma poi lascia la libero arbitrio. Lo vedi anche dai preti, che possono contraddirsi tra loro. Lo stesso Papa di adesso che vuole far fare la comunione a chi ha infranto un giuramento fatto davanti a Dio. E lo vedi nella vita di tutti giorni quando un prete rifiuta magari il battesimo al figlio di conviventi e questi vanno da un altro prete ottenendo il consenso. Insomma, i testi sacri delineano la strada, poi il singolo decide secondo la sua coscienza e il suo arbitrio. Se poi alcuni fingono poco male, gente che predica bene e razzola male c'è ne tantissima, non solo cattolici e sui temi più svariati. Non a caso si dice che i giovani non hanno bisogno di regole ma semmai di buoni esempi.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io ne conosco di credenti praticanti cosi.

Si confessano regolarmente, fanno il rosario e continuano nella reiterazione degli stessi peccati.
Identici.

Allora mi chiedo: c'è il pentimento?
Ma sono fatti loro.

Quello che mi disturba sono i comportamenti pubblici contrari al principio di carità non i peccati privati. Ma i comportamenti pubblici mi interessano per tutti non certo per amore di coerenza altrui.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Allora basterebbe espellerli dal club e costringerli a trovarsi un lavoro. A pensarci, per assurdo mi sembra di ricordare di esponenti della Chiesa che hanno lasciato per questioni di coscienza, ma non di espulsioni per "violazioni" di condotta.
Ma tu non la conosci per niente la religione che vuoi contestare o riformare, non è chiaro.
 

Eratò

Utente di lunga data
Ma il punto non è la religione,il punto è la persona nei rapporti...la religione delinea la strada ma non ti fa delle trasfusioni di coerenza, onestà o rispetto verso il prossimo.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Ma tu non la conosci per niente la religione che vuoi contestare o riformare, non è chiaro.
Pensa che, fossi capace, mi piacerebbe "provarla".

Comunque, come dice Eratò, il punto non è propriamente la religione (questa o quella), ma la distanza tra appoggiare o fare proprio un sistema di valori.
 
Stato
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