danny
Utente di lunga data
Non lo so, è una sintesi che esclude necessariamente lei come persona, col suo carattere, il suo modo di rapportarsi, la sua volontà.Secondo me relativizzi troppo ...
Ad ogni modo però , la sintesi di quello che dici alla fine è :
Amo mia moglie, lei mi ha tradito ma non è “punibile” (virgolettato) perché l’ha fatto in quanto non le piaccio più . Se ne sarebbe andata ma ha scelto di restare solo per questioni economiche e per la figlia .
Non pensi (ma forse è un’idiozia) di averla messa nelle condizioni, con la tua comprensione, di sostenere la parte della “non punibile” in quanto non più innamorata di te...ma solo per poter sostenere il tuo sguardo?
Per dire - come i punti di vista ci portino agli antipodi, a volte - lei ancora prova insofferenza per il giudizio che io esprimerei sulla sua persona (non per il tradimento, ma anche, a volte, per i programmi che guarda in tv - io odio Real Time e quei reality americani che lei guarda per rilassarsi. Possibile che non ci si riesca a mettere d'accordo per vedere un buon film che piaccia a entrambi?)
Quella comprensione - che è puro esercizio della razionalità in un ambito come questo dove posso permettermelo - che tu vedi a lei evidentemente non risulta nella vita reale.
Perché io non sono stato e non sono comprensivo come lei vorrebbe.
E tempo fa mi confessò che provava anche rancore per come mi ero comportato quando ho scoperto la storia extra, affermando che "avevo esagerato", che potevo lasciarle vivere quella storia che si sarebbe esaurita senza troppo casino, addebitando a me la volontà di volermene andare e via così.
Ma era già andata fuori in quel periodo e da allora spero che abbia cambiato opinione in proposito.
Il problema è che - temo - lei mi addebita parte della sua infelicità.
Ma io non parlerei qui sempre di lei perché, se posso essere esplicito, oltre a non essere corretto verso chi è assente e non può replicare, non risolve nulla per me. Ho capito quel che c'era da capire e l'impegno in questo tempo ce l'ho messo: ora spetta a lei se vuole riavvicinarsi a me rispettando anche le mie condizioni.
E in tema di comprensione, io invece ho compreso il tradimento, ma l'ho fatto per me, l'ho incluso nella mia vita.
Non me ne frega più niente di essere fedele. Penso di avere buttato via qualche occasione in questi ultimi anni per coerenza con me stesso e per stare dietro a mia moglie, ora mi sono stancato. Non sono nato per fare l'amante, lo so, ma neppure per essere schiacciato in una dimensione in cui non ho più quello che voglio. E' brutto a dirsi? Non lo so, non mi interessa definire cosa è giusto o sbagliato, mi interessa capire cosa fare della mia vita e non posso farlo se non ho un confronto reale con il mondo al di fuori.
C'è una scena di Ricordati di me in cui Laura Morante dopo essersi svelata al regista (gay) Lavia, racconta del fallimento del suo matrimonio, delle sue due o tre avventure con altri uomini che "quando si rivestivano e se ne andavano dopo essere stati insieme una volta con me facevano sentire meno disastroso il mio matrimonio".
E' quello che sta fuori che fa comprendere, nel bene e nel male, il valore personale di quello che c'è dentro. Io devo ancora esplorare quello che c'è fuori, ma lo devo fare col mio sguardo e con le mie esigenze e non mi posso più aggrappare ai principi per tenermene lontano.
Ultima modifica: