una casa a Biassa è per sempre

perplesso

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Lo so da quando volli mandare le gambe a kid e poi confermato in altra occasione quando mi fu suggerito telegram.
Cmq no. Ma perche tu ce le.hai?
no, ma penso che Desire e Jack si presterebbero volentieri al bis. poi se vuoi vedere la mia panza pelosa da birrafondaio, se ne può parlare. solo che alla fine ti ricoverano perchè si sa che io in realtà non esisto, quindi sarebbe come la foto di un vampiro allo specchio
 
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poppy

Miele e formaggio

Marjanna

Utente di lunga data
Mica lo penso io.
Ho scritto quello che ho dedotto dai colloqui con i genitori.
Le aree tranquille ci sono o non ci sono mai state. Non so cosa si possa intendere per tranquillità.
Io poi parlo di un contesto cittadino di città o hinterland.
Non tutti i genitori vengono dallo stesso ambiente in cui crescono i figli e alcuni sono cresciuti in luoghi più lontani dal traffico.
Ah ok, non avevo capito ti riferivi a Milano o centri cittadini in generale.

I miei coetanei (non cittadini) sono cresciuti giocando all’aperto, standoci senza supervisione dei genitori, si creavano dei gruppetti dove dei bambini creavano dei giochi da soli, senza tutor. E’ vero che sarebbe potuto accadere qualcosa di grave, però io non ne ho ricordo. Non che non capitassero cadute, pianti per qualche orticata, ma niente di estremo. Si ricevano comunque informazioni dagli adulti. Tipo poteva capitare di vedere una sciamatura di un alveare su un albero, ma nessuno si sarebbe sognato di fare azioni stupide. Adesso per fare giocare due bambini -che magari abitano distanti- dei genitori devono per forza darsi un appuntamento, però il tempo è più dei genitori, che dei bambini.
Se la cava meglio chi ha i nonni.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ah ok, non avevo capito ti riferivi a Milano o centri cittadini in generale.

I miei coetanei (non cittadini) sono cresciuti giocando all’aperto, standoci senza supervisione dei genitori, si creavano dei gruppetti dove dei bambini creavano dei giochi da soli, senza tutor. E’ vero che sarebbe potuto accadere qualcosa di grave, però io non ne ho ricordo. Non che non capitassero cadute, pianti per qualche orticata, ma niente di estremo. Si ricevano comunque informazioni dagli adulti. Tipo poteva capitare di vedere una sciamatura di un alveare su un albero, ma nessuno si sarebbe sognato di fare azioni stupide. Adesso per fare giocare due bambini -che magari abitano distanti- dei genitori devono per forza darsi un appuntamento, però il tempo è più dei genitori, che dei bambini.
Se la cava meglio chi ha i nonni.
Ho specificato perché conosco la situazione nei piccoli centri, grazie ad alcuni dei molti progetti a cui ho partecipato per la prevenzione della dispersione e l’aggiornamento didattico.
Le altre raccontavano di una infanzia nella natura liberi di correre ed esplorare.
Per me erano “racconti di orore” con i piedi nella terra e nel fango con insetti minacciosi 😳😂
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Marjanna

Utente di lunga data
Ho specificato perché conosco la situazione nei piccoli centri, grazie ad alcuni dei molti progetti a cui ho partecipato per la prevenzione della dispersione e l’aggiornamento didattico.
Le altre raccontavano di una infanzia nella natura liberi di correre ed esplorare.
Per me erano “racconti di orore” con i piedi nella terra e nel fango con insetti minacciosi 😳😂
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Io capisco che i tempi sono cambiati, però mi fa stranissimo che venga detto a dei bambini come giocare.
I giochi venivano magari insegnati da altri bambini, tipo quelli -per citare qualcosa di noto a tutti- di fare un bracciale con le margherite o delle borsette con le foglie di acero.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io capisco che i tempi sono cambiati, però mi fa stranissimo che venga detto a dei bambini come giocare.
I giochi venivano magari insegnati da altri bambini, tipo quelli -per citare qualcosa di noto a tutti- di fare un bracciale con le margherite o delle borsette con le foglie di acero.
Il vero spazio per i bambini per giocare tra loro senza proposte strutturate è a scuola. Nel tempo pieno, al di là delle indicazioni regolamentari, giocano liberamente mezz’ora di mattina e almeno un’ora dopo pranzo, con la sorveglianza degli insegnanti. In molte scuole, quando il tempo lo consente, in giardino.
Purtroppo non avendo molte esperienze libere, si è in parte interrotta la trasmissione dei giochi tra i bambini di età diversa.
Per cui sono le maestre a insegnare alcuni giochi, che poi i bambini gestiscono autonomamente.
Tipo bandiera o mondo (campana altrove) o anche i percorsi con i tappI ecc.
È all’uscita i genitori (o i delegati 🤭) schizzano per portarli alle varie attività.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Il vero spazio per i bambini per giocare tra loro senza proposte strutturate è a scuola. Nel tempo pieno, al di là delle indicazioni regolamentari, giocano liberamente mezz’ora di mattina e almeno un’ora dopo pranzo, con la sorveglianza degli insegnanti. In molte scuole, quando il tempo lo consente, in giardino.
Purtroppo non avendo molte esperienze libere, si è in parte interrotta la trasmissione dei giochi tra i bambini di età diversa.
Per cui sono le maestre a insegnare alcuni giochi, che poi i bambini gestiscono autonomamente.
Tipo bandiera o mondo (campana altrove) o anche i percorsi con i tappI ecc.
È all’uscita i genitori (o i delegati 🤭) schizzano per portarli alle varie attività.
Ma parli di bambini delle elementari? Niente contro la scuola ma quando sei bambino non esiste uno spazio per giocare, qualsiasi posto è adatto per inventare un gioco per un bambino (ovviamente si escludono casi di pericolo) ma il gioco è espressione creativa, non puoi metterlo dentro dei confini.
So che è inutile parlare del passato perché ormai i tempi sono molto diversi, quindi i bambini giocano come possono e dove possono però non puoi dire che il vero gioco è nella scuola. I giochi che io ricordo erano tutti fuori dalla scuola e in estate anche fuori casa. I genitori urlavano dalle rispettive case i nomi dei figli quando dovevano rientrare per cena. E dopo cena tutti fuori di nuovo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma parli di bambini delle elementari? Niente contro la scuola ma quando sei bambino non esiste uno spazio per giocare, qualsiasi posto è adatto per inventare un gioco per un bambino (ovviamente si escludono casi di pericolo) ma il gioco è espressione creativa, non puoi metterlo dentro dei confini.
So che è inutile parlare del passato perché ormai i tempi sono molto diversi, quindi i bambini giocano come possono e dove possono però non puoi dire che il vero gioco è nella scuola. I giochi che io ricordo erano tutti fuori dalla scuola e in estate anche fuori casa. I genitori urlavano dalle rispettive case i nomi dei figli quando dovevano rientrare per cena. E dopo cena tutti fuori di nuovo.
Ti ho già detto che conosco “i bei tempi andati” dei bambini liberi nella natura, attraverso i racconti di chi è cresciuto altrove, ma non in contesto cittadino.
Per carità, anche quando ero bambina io in città, c’erano bambini in giro da soli. Ma mia mamma se ne guardava bene. Se non era in condizioni di poter avere il controllo, stavo a casa. In compenso ho letto molto 🤭.
Ho letto anche intere biblioteche sullo sviluppo dei bambini e l’importanza del gioco.
In contesto cittadino ora a Milano e hinterland tutti i bambini hanno entrambi i genitori lavoratori e fanno il tempo pieno.
Quando escono è buio o quasi molti mesi e non li lasciano soli ai giardini e per poco tempo chi li ritira da scuola, anche perché ha freddo. Molti fanno il post scuola fino alle 18.
Non resta tempo e spazio per il gioco libero.
Tu avevi fatto un accenno al gioco libero e ti ho risposto che viene più vissuto a scuola che altrove. Il Comune di Milano e a ruota quasi tutti dell’hinterland hanno vietato la proibizione del gioco nei condomini. Ma tanto bambini ce ne sono pochi.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Ti ho già detto che conosco “i bei tempi andati” dei bambini liberi nella natura, attraverso i racconti di chi è cresciuto altrove, ma non in contesto cittadino.
Per carità, anche quando ero bambina io in città, c’erano bambini in giro da soli. Ma mia mamma se ne guardava bene. Se non era in condizioni di poter avere il controllo, stavo a casa. In compenso ho letto molto 🤭.
 

bravagiulia75

Annebbiata lombarda DOCG
Quando escono è buio o quasi molti mesi e non li lasciano soli ai giardini e per poco tempo chi li ritira da scuola, anche perché ha freddo. Molti fanno il post scuola fino alle 18.
Io con i miei figli facevamo chiusura parco scuola quando non lavoravo 🤣🤣
Tornavamo a casa solo quando ormai non si vedeva nulla
Mi accertavo che non te stessa nessun bimbo da solo...
Generalmente oltre ai miei figli restavano 2/3 compagni con fratelli...
Quelli sempre più disagiati onestamente...
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Io con i miei figli facevamo chiusura parco scuola quando non lavoravo 🤣🤣
Tornavamo a casa solo quando ormai non si vedeva nulla
Mi accertavo che non te stessa nessun vino da solo...
Generalmente oltre ai miei figli restavano 2/3 compagni con fratelli...
Quelli sempre più disagiati onestamente...
METTI GLI OCCHIALI!
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io con i miei figli facevamo chiusura parco scuola quando non lavoravo 🤣🤣
Tornavamo a casa solo quando ormai non si vedeva nulla
Mi accertavo che non te stessa nessun bimbo da solo...
Generalmente oltre ai miei figli restavano 2/3 compagni con fratelli...
Quelli sempre più disagiati onestamente...
Corretto ero in spiaggia 🤣🤣
Sotto il sole🤣🤣
Faccio finta di aver capito tutto.
Ma io mica racconto cosa facevo io o cosa sarebbe bene fare.
I miei figli hanno frequentato pochi corsi perché la maggior parte delle proposte erano occasioni di movimento, ma scarsamente utili.
Si divertivano talmente in casa a fare di tutto. Una volta con corda per stendere e lenzuola hanno costruito da soli un meraviglioso labirinto in cameretta (diminutivo inadatto perché grandina) su modello di uno visto e percorso a una mostra del libro per bambini.
Era piaciuto tanto anche a me.
Ma i miei figli e il mio stile genitoriale non sono rappresentativi.
 

jack-jackson

Utente di lunga data
Faccio finta di aver capito tutto.
Ma io mica racconto cosa facevo io o cosa sarebbe bene fare.
I miei figli hanno frequentato pochi corsi perché la maggior parte delle proposte erano occasioni di movimento, ma scarsamente utili.
Si divertivano talmente in casa a fare di tutto. Una volta con corda per stendere e lenzuola hanno costruito da soli un meraviglioso labirinto in cameretta (diminutivo inadatto perché grandina) su modello di uno visto e percorso a una mostra del libro per bambini.
Era piaciuto tanto anche a me.
Ma i miei figli e il mio stile genitoriale non sono rappresentativi.
Noi con le corde facevamo le altalene per tuffarci in acqua.
Aah-eeh-ah-eeh-aaaaaah-eeh-ah-eeh-aaaaah!
 
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