Una persona dal passato

danny

Utente di lunga data
Zia, però la pianti con quest’epica da Harmony?

Perché detta così sembra che stiamo parlando di una situazione di altissimo stress, tipo negoziato tra Stati Uniti e Iraq per decidere se sminare lo stretto di Hormuz, con scenari di politica economica multifattoriale e gente che muore se sbagli un aggettivo nella bozza dell’accordo.

Invece no.

Stiamo parlando di una situazione nella quale la femmina media passa ottocento volte prima dei vent’anni: scegli un coglione, capisci che è un coglione, e invece di chiuderlo fuori subito gli dai più credito di quanto si sia meritato. Tutto qua. Non c’è la tragedia greca, non c’è il destino, non c’è “quello che al momento mi serviva”. C’è una gestione sbagliata di una presenza inutile.

Io sto dicendo una cosa molto più asciutta: bisognerebbe adottare come routine il ban preventivo della gente inutile dalla propria vita, prima che si crei la situazione emotivamente esplosiva di cui parli. Perché poi certo, quando hai lasciato entrare uno in salotto, gli hai dato da bere, gli hai fatto vedere dove tieni i bicchieri buoni e magari gli hai pure concesso due giri sulla giostra, diventa tutto più complicato. Ma la complicazione non nobilita l’errore. Lo rende solo più costoso.

Non c’è una dignità particolare nello sbrocco “perché il cuore mi porta lì”. Anzi, onestamente lo trovo abbastanza patetico, ma quelli sono fatti miei. Come non c’è una dignità particolare nel bloccare una persona. Bloccare non è un gesto eroico, non è una dichiarazione d’indipendenza, non è Giovanna d’Arco con lo smartphone in mano.

È manutenzione ordinaria.

Io, quando ho le formiche in cucina, le faccio secche senza convocare un seminario sull’empatia degli insetti. Non è che lascio apposta il pane sulla credenza e poi mi commuovo perché la colonia ha interpretato male i miei bisogni.

Con certe persone funziona uguale: non le devi capire, non le devi educare, non le devi attraversare poeticamente.

Le devi togliere dal cazzo.
Sembra strano ma è stato un argomento toccato oggi a pranzo con la collega.
 

danny

Utente di lunga data
Semplicemente esistono persone a cui non importa di sembrare deboli. Per cui se mi sento di dover chiarire alcune cose prima di chiudere le dico senza farmi le pippe mentali, anche mostrandomi vulnerabile. Questo non vuol dire fare le vittime ma semplicemente esprimersi e non tenersi tutto dentro.
Se non ti importa di sembrare debole probabilmente non lo sei.
È una cosa che ho imparato col karate.
Il grande maestro Kase era piccolo, tarchiato, apparentemente debole.
 

Martina Bianchi

Utente di lunga data
Se non ti importa di sembrare debole probabilmente non lo sei.
È una cosa che ho imparato col karate.
Il grande maestro Kase era piccolo, tarchiato, apparentemente debole.
Ci sono persone che sentono di dover vivere performando: devono dimostrare di essere sempre all'altezza, impeccabili, circondati da tante persone ecc.
Sono persone che si sono sempre sentite in difetto per qualche scelta in particolare o per educazione
 

danny

Utente di lunga data
Ci sono persone che sentono di dover vivere performando: devono dimostrare di essere sempre all'altezza, impeccabili, circondati da tante persone ecc.
Sono persone che si sono sempre sentite in difetto per qualche scelta in particolare o per educazione
Fanno bene, però, perché la maggior parte delle persone confonde la maschera con la persona.
Io un po' di anni mi sono stancato e cerco rapporti in cui posso essere me stesso, altrimenti taglio, resto in superficie.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Lo so!!! Guarda proprio in questo periodo mi sto sforzando di non andare a vedere una cosa...sono curiosa più delle scimmie ma so già che poi sta roba mi farà incazzare quindi sto tenendo botta ma cavolo che fatica!!! E a questo giro non posso neppure bloccare o smettere di seguire che farei troppo rumore...quindi non ho neppure l'aiutino della tecnologia, devo resistere e basta.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Sembra strano ma è stato un argomento toccato oggi a pranzo con la collega.
Non è strano.

Uno dei grandi temi del presente è riscrivere i codici di comunicazione. Telefono, blocco, visualizzato, spunte, silenzi, tempi di risposta: sembrano dettagli tecnici, invece sono gerarchie. Sono confini. Sono accessi.

Chi può arrivarti addosso, chi resta fuori, chi merita risposta, chi merita muro.

È roba enorme, altro che chiacchiera da pranzo.

Quindi per te dovrei guardare?
Anche sì.

Il comportamento esteriore è lo specchio di come stai messa dentro. Se devi guardare, guarda. Almeno sai che cosa ti muove: curiosità, rabbia, vanità, residuo, fastidio, nostalgia.

Fare quella superiore quando dentro hai il criceto che corre sulla ruota serve solo a sembrare composta davanti a un pubblico che non paga il biglietto.

Ci sono persone che sentono di dover vivere performando: devono dimostrare di essere sempre all'altezza, impeccabili, circondati da tante persone ecc.

Sono persone che si sono sempre sentite in difetto per qualche scelta in particolare o per educazione
Questa è la narrazione delle pecore.

Appena uno parla di misura, competizione, livello, selezione, parte subito la diagnosi da divano: performa, compensa, si sente in difetto, deve dimostrare qualcosa. La solita carezza morale per chi sogna un mondo piatto, dove nessuno deve più essere messo davanti al fatto che qualcuno vale di più, regge di più, impara più in fretta, arriva prima.

La performance è l’esibizione davanti a una platea indistinta. È Instagram, è il forum, è la gente che litiga online per sembrare acuta a quaranta avatar con la foto del gatto. È teatro per repressi che hanno fame di confronto e paura del corpo a corpo.

La competizione vera è un’altra cosa. Ha nomi, facce, contesti, odori. È gente specifica, in un perimetro specifico, con cui ti misuri davvero. Il tuo ufficio, la tua vasca, il tuo tribunale, la tua azienda, il tuo spogliatoio. Persone che sanno quando stai vincendo e quando stai facendo cagare.

A me la vita è cambiata quando sono passato dal nuoto alla pallanuoto. Prima ero io contro il cronometro. Pulito, feroce, solitario. Poi eravamo sette contro sette. Lì non potevi raccontartela. C’era quello davanti, in acqua, che voleva il tuo stesso spazio. Dovevi batterlo. Punto.

Nel lavoro funziona uguale. I tuoi pari veri saranno venti, cinquanta, forse meno. Un gruppo che cambia, qualcuno entra, qualcuno esce, qualcuno sale, qualcuno sparisce. Quelli sono i metri di paragone. Non “la gente”. Non il pubblico. Non la folla immaginaria davanti alla quale ti sistemi il colletto e fai il personaggio.

Essere competitivi significa entrare in un contesto reale, anche da ultimo della classe, e spolparlo finché non hai imparato tutto quello che dovevi imparare. Poi cambi stanza, cambi livello, cambi gioco.

Dire “sono meglio di voi” alla massa indistinta è roba da scemi.

Dire a persone precise, reali, con cui hai condiviso una partita vera, che non meritano più il tuo tempo, è selezione.

E la selezione non è arroganza. È igiene.
 

Etta

Utente di lunga data

Etta

Utente di lunga data
Ma uno non può essere sgradevole, antipatico, stronzo e caustico anche se scopa? 😂
Lui lo e’ anche se non scopa.

Io non amo tanto gli animali da compagnia.
Vorrei adottare un'altra Dioanea 🥰
Ci credi che le voglio bene più che alla mia cagnolina?

Comunque io penso che lei sia tutt'altro che scema, è una persona che si protegge...

Fa la finta scema, è diverso
Lassalo fà più che prendere le persone a parolacce non sa fare.
 

Etta

Utente di lunga data
Ma io non gli voglio togliere niente, è lui che parlava di igiene e levare le persone inutili o moleste dalla propria vita. Per cui chiedo chiarimenti
Sono andata a rileggere dove avevi preso il pezzo del suo post ma si riferiva a situazioni personali. Ed io per grande fortuna non ci rientro. Anche perché sul forum non può parlare di “spazi personali” perché è pubblico e chiunque ha diritto di commentare. Se non vuoi ( tu generico ) invasi i tuoi spazi parli in privato. Poi, ok che non perde occasione per sputarmi veleno, ma per una volta che parlava di altro.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma su questo ti dò pienamente ragione!!! Il problema è arrivarci a questa freddezza!!! In alcuni casi sono riuscita ed in altri no, dipende molto dal motivo della rottura e da come ci siamo arrivati... è sicuramente meglio riuscire a farci vedere fredde e distaccate in primis per noi; e comunque come ho detto ad @Arcistufo a me l'avvento degli smartphone con tutto ciò che ha comportato ha veramente messo in difficoltà, prima se chiudevi basta, non lo vedevi più se non volevi, sparivi e ciao, piangevi un po' e tutto passava..adesso c'è questo coso che quando stai male sembra ammiccarti e dirti di andare a vedere che fa tizio (e sprofondi un po' più giù) poi controlli se è on line (e vai ancora più giù) poi magari appare la fatidica frase sibillina sullo stato (e te ad impazzire a cercare di capire) ecc....capisci che è tutto più complicato e a me destabilizza veramente...io avrei bisogno del taglio netto, non vedere niente per un bel po' ma al mondo d'oggi è quasi praticamente impossibile.
Ma io ho capito che tu hai avuto un solo amante che permane tuttora, nonostante i tuoi “buoni propositi“ (simili alla dieta che si inizierà lunedì) e quindi quali ex hai da gestire?
 

CIRCE74

Utente di lunga data
Ma io ho capito che tu hai avuto un solo amante che permane tuttora, nonostante i tuoi “buoni propositi“ (simili alla dieta che si inizierà lunedì) e quindi quali ex hai da gestire?
nessuno al momento, sono problemi che ho dovuto affrontare nel passato, più che altro mi sono resa conto del peggioramento della situazione con l'avvento dello smartphone nei momenti peggiori della storia con l'amante ...volevo comportarmi come avevo sempre fatto e non ci riuscivo perché non potevo evitarlo e basta fisicamente, è qui che mi sono resa conto veramente di quanto fosse cambiato il mondo delle relazioni con l'introduzione della tecnologia nelle nostre vite.
 

Brunetta

Utente di lunga data
nessuno al momento, sono problemi che ho dovuto affrontare nel passato, più che altro mi sono resa conto del peggioramento della situazione con l'avvento dello smartphone nei momenti peggiori della storia con l'amante ...volevo comportarmi come avevo sempre fatto e non ci riuscivo perché non potevo evitarlo e basta fisicamente, è qui che mi sono resa conto veramente di quanto fosse cambiato il mondo delle relazioni con l'introduzione della tecnologia nelle nostre vite.
Ma tu hai generalizzato le tue difficoltà con l’amante (a me sembra un po’ come chi dà la colpa alla Nutella per non aver seguito la dieta) alle tue relazioni in generale, come se ne avessi avute una serie e come se la tua persona ventenne, con relazioni da ventenne con ventenni, fosse la tua persona attuale.
Non capisco.
 

CIRCE74

Utente di lunga data
Ma tu hai generalizzato le tue difficoltà con l’amante (a me sembra un po’ come chi dà la colpa alla Nutella per non aver seguito la dieta) alle tue relazioni in generale, come se ne avessi avute una serie e come se la tua persona ventenne, con relazioni da ventenne con ventenni, fosse la tua persona attuale.
Non capisco.
Non capisco cosa non capisci, io ho conosciuto mio marito più di 25 anni fa, all'epoca i telefoni esistevano ma non avevano certo le funzioni che hanno oggi, non c'era la possibilità di essere sempre reperibili o di poter controllare e vedere quello che faceva la persona con cui stavi.
Nel momento che si chiudeva la relazione bastava evitare fisicamente la persona e il gioco era fatto.
Adesso è tutto più complicato perché è molto più difficile fare uscire del tutto una persona dalla tua vita, hai costantemente sott'occhio quello che fa l'altro e se la chiusura è stata imposta o comunque si è reso necessario chiudere ma il sentimento c'è sempre si fa molta più fatica a non cadere nella tentazione di controllare e l'ansia sale.
Di questa cosa me ne sono resa conto solo nel momento che sono arrivata a chiudere con l'amante e la cosa si è rivelata ben più difficile del passato.
Non avendo avuto altre relazioni l'unico metro di valutazione che ho è questo ma vedendo come si muove mia figlia riconosco che le nuove generazioni hanno la vita molto più complicata di quella che poteva essere la nostra...tutto qui.
 
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