Unità d'Italia?

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Mari'

Utente di lunga data
Unità d'Italia?

Unità d'Italia?
Intervista a Giovanni Fasanella - 17 Marzo 2011



http://www.cadoinpiedi.it
Intervista al giornalista e autore di "1861. La storia del Risorgimento che non c'è sui libri di storia. L'Italia di ieri che racconta l'Italia di oggi"

http://www.youtube.com/watch?v=TyoWW1oFqic


Un Paese governato da un partito secessionista. A Salerno c'è chi sogna un Regno autonomo. La storia di un'unità che nessuno ci ha raccontato

Il 17 marzo 1861, esattamente 150 anni fa, nacque il Regno d'Italia. Oggi che il vento secessionista spira con forza c'è da porsi delle domande sulla festa odierna. Ne abbiamo parlato con lo scrittore Giovanni Fasanella.

Festeggiare o no i 150 anni dell'Italia unita, il 17 marzo?

Più che festeggiare, sarebbe necessario, salutare e patriottico convocare un consulto di medici al capezzale di un paziente in agonia, l'Italia. Questa era l'occasione migliore per farlo. Ma la politica è distratta. Le istituzioni, se si eslcude la Presidenza della Repubblica, che fa quel che può, sono assenti. La cultura e la storiografia ufficiale sembrano impacciate, se non imbarazzate. Stampa e Tv, salvo rare eccezioni, fanno il resto, annegando l'evento fondamentale della nostra storia in un mare di inutile retorica. Ancora una volta si celebra, invece di raccontare. L'unico dato confortante è il numero impressionante di libri scritti da autori non "autorizzati", divulgatori non di professione che tentanto di riempire i vuoti impressionanti lasciati dalla storiografia ufficiale.

Che l'Italia non goda di buona salute, lo si vede a occhio nudo. Ma che cosa c'entra questo con il Risorgimento?

C'entra, eccome! Una forza politica come la Lega ha messo radici al Nord puntando sulla rottura territoriale del paese e su sentimenti xenofobi e antimeridionali. Al Sud, per reazione, si sta sviluppando sempre più un fenomeno speculare e opposto. Gli shutzen sudtirolesi si dichiarano fieramente austriaci. E il presidente della provincia di Salerno ha la bella pensata di proporre una nuova regione che si chiami "principato di Salerno". E' un caso, se gli italiani non sono d'accordo neppure sulla necessità di festeggiare il loro centocinquantesimo compleanno? No, non lo è: stanno esplodendo tutte le contraddizioni irrisolte della nostra storia unitaria.

E di quale malattia soffrirebbe, dunque, l'Italia?

Sindrome da stress post traumatico. Il rimosso che torna in superficie. Per un secolo e mezzo nessuno ha davvero raccontato agli italiani com'è che sono diventati un Paese unito. Nessuno ha mai detto che l'idea unitaria, per quanto radicata, apparteneva soltanto a un'élite intellettuale, aristocratica e borghese. Che è stata imposta dall'alto attraverso una guerra di conquista, il massacro di civili innocenti -donne, vecchi e bambini-, l'uso sistematico della corruzione, i brogli nei plebisciti per l'annessione, l'uso della malavita organizzata in Sicilia e a Napoli. E ancora, e soprattutto, che l'Italia unita fu il frutto di un progetto geopolitico di una potenza straniera, l'Inghilterra, che aveva bisogno di una sua "colonia" nel Mediterraneo in vista dello scavo del Canale di Suez, che avrebbe aperto una via nuova e più veloce per i traffici con i suoi possedimenti in Oriente. Per questo gli inglesi crearono e finanziarono il "mito" di Garibaldi attraverso la massoneria, la diplomazia, l'intelligence e i loro apparati di propaganda e informazione. Nessuno ci ha mai detto che gran parte delle patologie che affliggono oggi l'Italia hanno una radice proprio nel suo dna, nel modo in cui venne realizzata l'unità.

Dunque, per paradosso, se ne dovrebbe trarre la conclusione che forse era meglio non farla, l'Italia?

Non ho detto questo. Ho detto che forse L'Italia poteva nascere in un altro modo e crescere meglio. Comunque avevamo il diritto di sapere per metabolizzare i traumi della nostra storia. Io credo nel mito unitario. Detesto invece la retorica che lo ha ingessato e oggi rischia di ucciderlo. Le ferite della nostra storia, di tutte le epoche, sono state coperte in malo modo. non si sono mai chiuse davvero, anzi si sono infettate e l'Italia oggi rischia di morire di setticemia. Dobbiamo riaprirle, quelle ferite, pulirle bene, disinfettarle, curarle e ricucirle, se vogliamo arrivare a festeggiare i nostri 200 anni.
http://www.cadoinpiedi.it/2011/03/17/litalia_da_raccontare.html#anchor


:up:
 

Nausicaa

sfdcef
Ma intanto la mia piccola sbandiera il nostro Tricolore e canta con me l'inno, che per quanto possa essere brutto è il nostro inno.
Lei di certo non soffre di come è stata unita l'Italia, e spero venga su una buona Italiana.
:)
 

Mari'

Utente di lunga data
Ma intanto la mia piccola sbandiera il nostro Tricolore e canta con me l'inno, che per quanto possa essere brutto è il nostro inno.
Lei di certo non soffre di come è stata unita l'Italia, e spero venga su una buona Italiana.
:)
Perche' e' piccola, una bambina innocente ... aspetta che cresca :rolleyes:

:p:)
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Direi che dopo tanto sia arrivato il tempo di considerarsi uniti. Perché quando fa comodo, si è sempre pronto a dire la propria nazionalità. Bisogna farsi una ragione e proclamarsi cittadino della terra richiede nominare il luogo in cui si vive.

Mi è più facile identificarmi come Bavarese, ma da una ventina di anni anche come Tedesco, perché alla fine conta quel che si fa, e non tanto la storia di un paese.

Certo di aver sollevato un polverone, torno a nascondermi :mrgreen:
 

Mari'

Utente di lunga data
Direi che dopo tanto sia arrivato il tempo di considerarsi uniti. Perché quando fa comodo, si è sempre pronto a dire la propria nazionalità. Bisogna farsi una ragione e proclamarsi cittadino della terra richiede nominare il luogo in cui si vive.

Mi è più facile identificarmi come Bavarese, ma da una ventina di anni anche come Tedesco, perché alla fine conta quel che si fa, e non tanto la storia di un paese.

Certo di aver sollevato un polverone, torno a nascondermi :mrgreen:
Questo discorso dovresti farlo a quelli della Lega :cooldue: ... ma conoscere la propria storia/origini (quella vera) e', oltre ad un diritto, un dovere.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Più che Lega si dovrebbe chiamare Slega :rotfl:
 

Mari'

Utente di lunga data
Viva l’Italia! Nonostante tutto

Scrisse Antonio Gramsci nel 1920, sull’Ordine Nuovo, queste parole: “Lo stato italiano è stato una dittatura feroce, che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti”.

Aveva ragione. Ed è anche vero che il Risorgimento non fu per niente una “rivoluzione di popolo”, e che fu usato dalla monarchia sabauda per costruire sì uno stato unitario, ma nell’interesse di una borghesia gretta e ottusa, subito pronta ad allearsi con i latifondisti meridionali, reazionari e sanfedisti. Il fascismo nacque, figlio carnale, da quella alleanza.

Eppure l’Italia non è stata solo il risultato di questa storia. E potrebbe ancora essere, dopo 150 anni, una cosa diversa dall’immonda decadenza cui è stata costretta, o (per quelli che hanno chinato la testa) a cui si è assoggettata. Lo prova la Costituzione di cui si è dotata, dopo la caduta del fascismo.

E poiché vedo, con raccapriccio, chi sono coloro che oggi insultano il tricolore, i lanzichenecchi della Lega; e poiché vedo chi è, e di che pasta è fatto, l’eversore che guida il governo d’Italia, contro la Costituzione, allora non posso che stare dalla parte del tricolore (anche se non mi piace l’inno di Mameli) e della Resistenza, che quella Costituzione promosse.

Festeggio dunque il 150esimo anniversario del nostro paese: per difendere la sua unità (contro gli organizzatori potenziali della guerra civile) ; la sua democrazia (anche se così tanto minacciata); quel poco di giustizia sociale che ancora resta (anche se così tanto offesa).

Tornando a Gramsci: è un “casamatta”, nella quale difenderci e dalla quale, appena possibile, riorganizzare la controffensiva.

Giulietto Chiesa

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/17/viva-litalia-nonostante-tutto/98312/


:bravooo::bravooo::bravooo:

Molto vero questo articolo di Giulietto Chiesa, bravo.
 

Mari'

Utente di lunga data
150 anni, Berlusconi fischiato in Basilica: “Vergogna, vergogna”. Ed esce dal retro



Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, insieme alle più alte cariche dello Stato, ha reso omaggio stamane all’Altare della Patria nel giorno delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia.
Insieme al Capo dello Stato erano presenti i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, oltre che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Presente anche il presidente della Corte Costituzionale, Ugo De Siervo, che in queste settimane non ha lesinato stoccate al premier per le sue parole sulla Consulta. Dopo aver passato in rassegna lo schieramento delle forze armate, il Capo dello Stato ha intonato l’inno nazionale accompagnato dalla banda della Polizia. A chiudere la cerimonia, il volo delle Frecce Tricolori.

Contestato Berlusconi prima al Gianicolo e poi a Santa Maria degli Angeli - Fischi e cori di disapprovazione hanno accolto questa mattina all’uscita Silvio Berlusconi, dopo la visita al Museo della Repubblica Romana, al Gianicolo, nel quadro delle celebrazioni per il 150esimo dell’Unità d’Italia. Praticamente senza distinzioni, a quanto hanno potuto constatare i cronisti presenti, la folla che si era raccolta nello slargo antistante il piccolo museo di Monteverde ha contestato il presidente del Consiglio, con slogan ritmati “dimissioni, dimissioni”, proseguiti anche quando il corteo di auto blu si è allontanato, al termine dell’impegno.

http://www.youtube.com/watch?v=L3TMpP7Vke4

Stessa accoglienza quando il premier è giunto alla Basilica di Santa Maria degli Angeli. Il presidente del Consiglio è stato fischiato in piazza della Repubblica, appena sceso dall’auto per entrare nella chiesa dove ad attenderlo c’era il Capo dello Stato per assistere insieme ad altre autorità alla celebrazione religiosa presieduta dal cardinal Angelo Bagnasco. “Dimettiti, dimettiti” è stato lo slogan gridato da un gruppo di cittadini. Altri fischi e un ‘vergogna, vergogna’ sono stati urlati anche quando Berlusconi è entrato nella Basilica. Al termine della cerimonia religiosa, il Cavaliere è stato l’unico tra le autorità ad uscire dal retro della basilica. Diversi fischi sono stati indirizzati nei confronti del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, appena uscita sulla piazza.

Anche in questa occasione, invece, come al Gianicolo la gente ha rivolto una calorosissima accoglienza e un’ovazione al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, salutato da applausi e incitamenti ad ogni tappa della lunga giornata romana.

Gli incitamenti al Capo dello Stato nelle varie tappe della celebrazione hanno un po’ fatto ombra alle esternazioni odierne del premier che, comunque, non so mancate. “Vado avanti, non lascio il paese in mano ai comunisti“, è stata la frase pronunciata da Silvio Berlusconi ad un gruppo di cittadini presenti alle celebrazioni dell’Unità d’Italia a Piazza Venezia.

A poche centinaia di metri da piazza Venezia, a Montecitorio, fervono i preparativi per le celebrazioni del pomeriggio con il Presidente Napolitano. Proiezioni di luci tricolore e simboli che ricordano la bandiera si vedono un po’ dappertutto nel palazzo che ospita il Parlamento. Il presidente della Camera Gianfranco Fini si è complimentato con gli organizzatori “è’ tutto molto bello” ma non entra nella polemica sui leghisti “abbiate pazienza, parlerò dopo” esclama ai cronisti. Intanto fuori dal palazzo, nella Galleria Colonna di Largo Chigi, un gruppo di ragazzi ha organizzato un flash mob: “C’è una festa alla quale non siamo stati invitati” è lo slogan di uno striscione srotolato da un gruppo di giovani precari.

C’è poi un’altra Italia che lavora costantemente per fronteggiare l’emergenza e che non dimentica, però, di lanciare un tributo al Paese. Sono gli ufficiali della guardia costiera italiana impegnati sulle coste di Lampedusa con l’aumento degli sbarchi di queste settimane. Oggi a mezzogiorno le motovedette suoneranno le proprie sirene per onorare la ricorrenza dei 150 anni. Ma a Lampedusa non mancano le polemiche. Innescate dal sindaco dell’isola, Bernardino De Rubeis, ”l’Italia, che oggi dovrebbe essere unita, non ci è vicina, per questo tengo la bandiera a mezz’asta, in segno di protesta”, dichiara il primo cittadino, che aggiunge “c’è sofferenza degli operatori turistici dell’isola a causa della presenza di oltre tremila immigrati, che dovrebbero essere trasferiti altrove”.

Anche le “Snorq” ci tengono a lasciare un segno della loro presenza in questo 150mo anniversario. Un gruppo di una ventina di donne del comitato “Se non ora quando?” si sono riunite sotto il monumento di Anita Garibaldi e hanno affisso un lungo striscione con la scritta: “Le donne sono il nuovo Risorgimento”. Poi il gruppo di attiviste ha dato il via ad un flash mob. “Abbiamo messo in scena questo flash-mob – racconta Claudia Bella – perché vogliamo farci sentire ancora. Non vogliamo disperdere l’esperienza del 13 febbraio, ma radicarla sul territorio romano per affrontare i tanti problemi di questa città. Nel centocinquantenario dell’Unità d’Italia – continua – siamo sempre di più il motore per il futuro del Paese e di Roma”.

L’Unità d’Italia è stata celebrata anche da molti dei nostri connazionali all’estero. I frati cappuccini in missione nel centro-Africa hanno voluto inviare alle redazioni dei giornali italiani un loro messaggio: ”Cappuccini d’Italia. Fratellidel mondo. Auguri, Italia, Grande Paese”. Una didascalia su una grande foto che ritrae sullo sfondo una capanna in paglia, a Bouar, nella Repubblica Centrafricana e cinque frati cappuccini che, sorridenti, innalzano la bandiera dell’Italia per festeggiare la giornata dell’Unità. Anche in Cina è stato ricordato il 150mo anniversario dell’unità d’Italia con una serie di iniziative organizzate dall’ambasciata Italiana a Pechino. Convegni, proiezioni di film a tema, concerti sono stati allestiti a Shanghai e nella vicina Suzhou, dove sarà la cucina italiana a farla da padrone.

Emanuele Filiberto di Savoia, nipote dell’ultimo re d’Italia, ringrazia “tanto” il capo dello Stato quanto il presidente del Consiglio per aver reso omaggio stamani al Pantheon, al “padre della patria”. L’unità d’Italia, dice Emanuele Filiberto “oggi si sente tutta”. “Sei mesi fa tutti dicevano che i festeggiamenti sarebbero stati sottotono e invece non è affatto così – ha aggiunto – l’Italia oggi la sento mia e la sentono così anche tutti gli italiani”. Ai figli, questa giornata, dice di averla raccontata così: “L’anniversario della creazione dell’Italia unita, liberale, patria”. “E’ una bella cosa rivedere la storia – ha concluso – e questo ci darà il valore stabile per andare avanti”.

Bagnasco: “I colpi bassi non aiutano il Paese” - Assistiamo in questi mesi a ad “un gioco tra poteri, fortemente personalizzati, fatto di colpi bassi che demoliscono la fiducia nella democrazia e fanno il gioco del nichilismo, anche quando a parole si afferma il contrario”. Lo denuncia il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, che esorta a svelenire il clima pur restando convinto che “chiunque accetta di assumere un mandato politico deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che esso comporta”. ”Alimentare lo scontro – spiega però in un’intervista a Il Corriere – può essere una strategia per interessi che non sono quelli del Paese”. Secondo il porporato, nell’Italia di oggi “la politica è diventata strumentale, sembra priva di grandi idee dopo la stagione per niente invidiabile delle ideologie, autoreferenziale e in difficoltà ad ascoltare il Paese, ad intercettare i bisogni e le speranze delle persone”. Ed è “sempre meno il luogo della mediazione dei conflitti e degli interessi in funzione del bene comune”. Occorrerebbe invece affrontare i problemi veri: “il cambiamento demografico, la crisi economica, la fatica a uscire dai particolarismi e a promuovere le mediazioni necessarie per perseguire il bene comune”. E soprattutto quello dei giovani, che rappresentano il futuro del Paese: “nessuna società – infatti – può prosperare senza investire nell’educazione dei suoi giovani”. Bagnasco conferma l’apertura della Cei sul federalismo, che se “maturo non può voler dire localismo” e consente invece di “realizzare il principio di sussidiarietà, intersecando quello di solidarietà”. In tema di giustizia, il cardinale registra posizioni “più possibiliste rispetto al ‘niet’ assoluto” a ogni ipotesi di riforma e considera questo “un segnale di onesta’”. Esorta però a un’”estrema cautela” nel modificare la Costituzione, pur convenendo con il governo sull’esistenza di “situazioni di carattere strutturale che hanno bisogno di essere riviste”.

La Russa: “Inaccettabile la posizione della Lega” – Questa mattina il titolare della Difesa ha commentato la posizione della Lega sulle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia: ”A volte c’è un po’ di folklore in alcune esternazioni degli esponenti del Carroccio”, ma “non sono accettabili atti di scorrettezza e di ostilità”. La Russa, ha invocato “un passo in avanti” del Carroccio: “Dobbiamo avere la pazienza di aspettare che termini un percorso: dalla richiesta di secessione a un federalismo solidale”. “Campate in aria”, secondo La Russa, alcune dichiarazioni di esponenti leghisti, come quelle di Borghezio e Speroni: per il coordinatore del Pdl “sarebbe un errore” se la Lega inseguisse “posizioni estremiste solo per non perdere i voti di una parte minoritaria del partito”. Il ministro definisce poi “strumentali” le polemiche della sinistra e si chiede “dov’erano Bersani e D’Alema” quando sono state ricordate le foibe. “I suoi esponenti – aggiunge La Russa – per mettere in difficoltà Berlusconi hanno detto ‘noi siamo quelli dell’inno nazionalè anche se dovrebbero impararne le parole”. “La scelta da parte della Lega del Nabucco – conclude – è la prova che il Carroccio è una tessera del mosaico più bello del mondo, l’Italia”. Ieri sera in piazza Venezia il ministro della Difesa è stato fischiato. Dopo aver preso il microfono in diretta televisiva con Raiuno in occasione dell’esibizione della banda militare Interforze, dalla folla si sono anche levate grida quali “vergognati” e “dimettiti”. La Russa, parlando dall’Altare della Patria, ha espresso il suo “orgoglio di essere italiano”. Poi, ha ringraziato i militari che si trovano “nei posti lontani, come l’Afghanistan, che ogni giorno fanno qualcosa per il nostro paese”.

La ‘Notte tricolore’ - ”Stiamo rivivendo l’orgoglio di essere stati la prima capitale italiana”. Dal palco dello spettacolo musicale in piazza Vittorio Veneto, a Torino, il sindaco Sergio Chiamparino, ha ringraziato “le torinesi e i torinesi, le tante persone venute dal Piemonte e da tutta l’Italia per festeggiare il 150/o anniversario della nostra nazione”. La ‘Notte tricolore’ inizia un lungo programma di celebrazioni che nel capoluogo piemontese si protrarrà fino al prossimo autunno. “In questi sei mesi – è stato l’invito di Chiamparino – aiutiamo l’Italia di oggi a trovare l’orgoglio di essere l’Italia del futuro”. Anche nella Capitale, la ‘Notte tricolore’ ha raccolto un’affluenza ”eccezionale”. “Agli eventi hanno partecipato circa 100 mila persone”. A fare le prime stime di partecipanti è stato l’assessore capitolino alla Cultura Dino Gasperini che ha snocciolato i dati per le varie location. Sono stati 20 mila i visitatori ai musei, 18 mila i presenti a piazza Venezia, 5 mila al Quirinale, 9 mila alla stazione Termini, 5 mila in Campidoglio, 20 mila ai Fori Imperiali, rispettivamente 8 mila a Castel Sant’Angelo e in via del Corso con la Galleria Alberto Sordi. “Un successo straordinario – ha detto Gasperini – nonostante le difficoltà causate dal tempo e lo spostamento al coperto di alcuni eventi”.

Il tributo di Barack Obama - ”Io Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, in virtù del potere che la Costituzione e la legge americana mi affida, proclamo il 17 marzo la giornata di celebrazione del 150/mo anniversario dell’Unità d’Italia”. Il presidente degli Stati Uniti ha scelto la formula più solenne per rendere omaggio al nostro Paese nel giorno in cui tutti gli italiani festeggiano una tappa importante della nostra Patria. Il giorno, in cui, scrive Obama, anche gli Stati Uniti festeggeranno l’Italia e “la sua unificazione in un singolo stato”. All’interno del lungo comunicato diffuso dalla Casa Bianca, Obama cita Garibaldi e illustra le profonde ragioni storiche che spiegano questa giornata di celebrazioni, rendendo onore al “coraggio al sacrificio e alla visione di quei patrioti che fecero nascere la nazione italiana”. E si lascia andare a un parallelo storico di grande valore tra la guerra civile americana e l’impresa dei Mille. “Mentre gli Stati Uniti stavano combattendo per preservare la propria unione, la campagna di Giuseppe Garibaldi per unire l’Italia ispirò molti in tutto il mondo alle prese con le proprie lotte”. Ma dagli Stati Unit non è mancata qualche critica. Con un’analisi durissima del NewYork Times nei confronti dell’unità d’Italia: “Nonostante oggi si celebri il 150mo anniversario dell’unità della Nazione, l’Italia resta un Paese più diviso che mai, politicamente, geograficamente ed economicamente”. Il giudizio durissimo del quotidiano americano.

Il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia è stato salutato ieri sera con una grande festa tricolore a Roma. A Piazza Venezia a presentare la serata in diretta tv Manuela Arcuri davanti all’Altare della Patria. Non sono mancati però fischi e cori contro il ministro della Difesa Ignazio La Russa e anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è stato contestato.

http://www.youtube.com/watch?v=eAponvtdBlQ

http://www.ilfattoquotidiano.it/201...aremmo-stati-spazzati-via-dalla-storia/98281/


:rotfl::rotfl::rotfl:
 

Mari'

Utente di lunga data

Mari'

Utente di lunga data
Qualcuno che la "Storia" l'ha studiata/cercata/trovata

Il video tratta delle false flag e dell'unità d'Italia...

Il video è stato presentato come introduzione della tesina all' Esame di Maturità.
Il tema era : "Censura e Corruzione; due facce della stessa medaglia"

http://www.youtube.com/watch?v=w3fU6TLr2CM

:yes:
 

Sterminator

Utente di lunga data
Il video tratta delle false flag e dell'unità d'Italia...

Il video è stato presentato come introduzione della tesina all' Esame di Maturità.
Il tema era : "Censura e Corruzione; due facce della stessa medaglia"

http://www.youtube.com/watch?v=w3fU6TLr2CM

:yes:
E' uno schifo Mari'....

con i soldi della massoneria inglese furono corrotti gli ufficiali borbonici ed i garibaldini sbarcarono senza contrasto delle navi borboniche...ed una delle due carrette savoiarde s'areno' pure e furono recuperati dalle navi inglesi che stavano a sorvegliare che tutto procedesse secondo i piani....

Napoli era una capitale europea a livello di Parigi e di Londra, tanto e' vero che in Italia solo li' c'erano i Rothschild....

I savoiardi erano praticamente falliti tanto e' vero si fotterono l'oro del Banco di Sicilia e del Banco di Napoli che battevano moneta....distrussero e smantellarono le fabbriche piu' grandi d'europa trasferendole al Nord.....prima dell'unita' d'Italia nel sud c'erano 19 universita' mentre dopo sopravvisse solo la Federico II di Napoli....erano talmente alle pezze i merdosi savoiardi che la loro diplomazia si ridusse a convincere Napoleone ad aiutarli, mediante una zoccola...la contessa di Castiglione, cugina di Cavour....

sempre ste zoccole in giro...eccheccazzo...

:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
 

Mari'

Utente di lunga data
E' uno schifo Mari'....

con i soldi della massoneria inglese furono corrotti gli ufficiali borbonici ed i garibaldini sbarcarono senza contrasto delle navi borboniche...ed una delle due carrette savoiarde s'areno' pure e furono recuperati dalle navi inglesi che stavano a sorvegliare che tutto procedesse secondo i piani....

Napoli era una capitale europea a livello di Parigi e di Londra, tanto e' vero che in Italia solo li' c'erano i Rothschild....

I savoiardi erano praticamente falliti tanto e' vero si fotterono l'oro del Banco di Sicilia e del Banco di Napoli che battevano moneta....distrussero e smantellarono le fabbriche piu' grandi d'europa trasferendole al Nord.....prima dell'unita' d'Italia nel sud c'erano 19 universita' mentre dopo sopravvisse solo la Federico II di Napoli....erano talmente alle pezze i merdosi savoiardi che la loro diplomazia si ridusse a convincere Napoleone ad aiutarli, mediante una zoccola...la contessa di Castiglione, cugina di Cavour....

sempre ste zoccole in giro...eccheccazzo...

:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
Purtroppo Stermi' la storia la scrivono i vincitori ... a scuola mi/ci hanno abbuffata/i di bugie ... queste cose non le raccontono mai, e' tutto segregato negli Archivi Stato che ogni tanto salta fuori qualcosa ... dopo 150 anni c'e' ancora censura, forse c'hanno paura? ... una cosa e' sicura, l'infamia perdura.

Tempo fa in una stradina di dove vivo c'era e ci sta ancora scritto su di un muro:
Un popolo senza identita' non e' una societa' ... ed io ho fatto aggiungere: e' gent e merd.

La nostra identita' ce l'hanno scippata.


http://www.youtube.com/watch?v=o8lyxUmjd_k

http://www.youtube.com/watch?v=BS6XSAay7iY


L'ha visto questo film (di quello stronzo di Squitieri)? "Li chiamarono... briganti!"
http://it.wikipedia.org/wiki/Li_chiamarono..._briganti!

Fallo se non lo hai ancora visto ;) .
 

Sterminator

Utente di lunga data
Purtroppo Stermi' la storia la scrivono i vincitori ... a scuola mi/ci hanno abbuffata/i di bugie ... queste cose non le raccontono mai, e' tutto segregato negli Archivi Stato che ogni tanto salta fuori qualcosa ... dopo 150 anni c'e' ancora censura, forse c'hanno paura? ... una cosa e' sicura, l'infamia perdura.

Tempo fa in una stradina di dove vivo c'era e ci sta ancora scritto su di un muro:
Un popolo senza identita' non e' una societa' ... ed io ho fatto aggiungere: e' gent e merd.

La nostra identita' ce l'hanno scippata.


http://www.youtube.com/watch?v=o8lyxUmjd_k

http://www.youtube.com/watch?v=BS6XSAay7iY


L'ha visto questo film (di quello stronzo di Squitieri)? "Li chiamarono... briganti!"
http://it.wikipedia.org/wiki/Li_chiamarono..._briganti!

Fallo se non lo hai ancora visto ;) .
E' cosi' Mari'....

la superiorita' del Nord dei savoia....

:rotfl::rotfl::rotfl:

devo averlo da qualche parte e' il fascista che Squittisce che mi frega...

:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
 

Mari'

Utente di lunga data
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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