USA&Israele VS Iran

Barebow

Utente di lunga data
Spero solo che non inizino ad usare bombe nucleari tattiche sull Iran, che come territorio si presta.
 

Angie17

Utente di lunga data
Scusa, ma sei tu quello che è contento di questa iniziativa degli usa e convinto che valeva la pena iniziare con l'azione militare, non difensiva ma preventiva (dicono), perchè in quattro e quatt'otto rovesceranno il regime e faranno i nostri interessi difendendoci.
Quindi, ora devo dire io cosa facciamo se le bombe arrivano? Gli strateghi militari non stanno qui dove sono io, mi pare, quindi dillo tu.
Credo di poter dire a nome di molti qui sopra senza errare, che non sia contento nessuno della guerra intrapresa da Usa e Israele contro l'Iran.
Il mio timore è che sia Trump che il suo entourage non abbiano minimamente l'idea di quanto possa resistere l'Iran e di quante armi e droni abbia ancora per provocare danni qua e là.
È una guerra per mere questioni strategiche, anche perché non c'è né una forza popolare armata, né milizie, né un opposizione interna che possa sovvertire la situazione in Iran, temo che la loro situazione possa solo che peggiorare, per non parlare del rischio di una "polverizzazione" del paese e di una guerra civile.
Spero che Trump nelle elezioni di mid terme esca fortemente ridimensionato, ma ormai il conflitto è partito ed è in corso.

Comunque siamo sotto l'ombrello della NATO, c'è un trattato.
Non ti illudere..
 

Brunetta

Utente di lunga data
Questa ricostruzione è piuttosto fantasiosa: la storia dei ‘40.000 giovani pronti a fare i partigiani in appoggio agli USA’ non ha alcun fondamento verificabile e sembra più uno slogan che un’analisi. Inoltre si dà per scontato che un eventuale intervento debba per forza tradursi in un esercito di occupazione e in una guerra pluriennale, quando questo è solo uno scenario ipotetico tra molti possibili. In sostanza si costruisce una catena di conseguenze su una premessa già tutta da dimostrare.
 

Barebow

Utente di lunga data
"L'apparato militare della NATO si fonda sulla forza combinata dei suoi 32 Paesi membri, coordinati attraverso il NATO Defence Planning Process (NDPP). Questo sistema assicura che ogni nazione contribuisca con capacità specifiche per garantire la difesa collettiva.
Personale e Forze di Terra
L'Alleanza può contare su una forza umana di circa 3,4 milioni di soldati attivi, una cifra che supera di quasi tre volte quella della Russia. Le dotazioni terrestri si concentrano sulla qualità tecnologica più che sulla quantità pura: sono presenti circa 11.500 carri armati da combattimento (MBT), supportati da decine di migliaia di veicoli corazzati e sistemi di artiglieria. La priorità attuale è la creazione di formazioni terrestri di grandi dimensioni pronte al combattimento immediato.
Potenza Aerea e Navale
Il dominio dei cieli è il pilastro della strategia NATO, con oltre 22.000 aeromobili. Questa flotta include caccia di quinta generazione (come l'F-35), aerei per il rifornimento in volo e sistemi radar AWACS. Sul fronte marittimo, l'Alleanza schiera oltre 1.100 unità navali, tra cui portaerei, cacciatorpediniere e sottomarini nucleari e convenzionali, garantendo il controllo delle rotte commerciali e strategiche nell'Atlantico e nel Mediterraneo.
Standardizzazione e Munizioni
Il cuore tecnico della NATO è lo STANAG (Standardization Agreement). Questo protocollo impone calibri uniformi per permettere a un soldato di qualsiasi nazione di utilizzare munizioni fornite da un alleato. Gli standard principali includono il 5,56 mm per i fucili d'assalto, il 7,62 mm per le mitragliatrici, il 9 mm per le pistole e il 155 mm per l'artiglieria pesante.
Nuove Strategie per il 2025
L'Alleanza sta vivendo una fase di profonda trasformazione industriale e strategica:
Investimenti: I Paesi membri puntano ora verso un investimento del 5% del PIL entro il 2035, superando il precedente obiettivo del 2%.
Resilienza Industriale: È in corso un piano d'azione per aumentare la produzione di massa di munizioni e proteggere l'accesso a 12 materie prime critiche (come litio e titanio) necessarie per le tecnologie avanzate.
Difesa Tecnologica: Grande enfasi viene posta sulla difesa aerea e missilistica integrata, sulla cybersicurezza e sui sistemi a lungo raggio per rispondere alle minacce moderne."
 

Barebow

Utente di lunga data
l'Articolo 5 del trattato NATO stabilisce il principio della difesa collettiva:
Un attacco armato contro uno dei paesi membri è considerato come un attacco diretto a tutti.
In tale scenario, ogni membro si impegna ad assistere la parte attaccata, intraprendendo se necessario anche l'uso della forza armata.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Prima di tutto, appoggiare sempre quei pensatori, movimenti, gruppi politici che continuano a difendere l'idea del diritto e della democrazia. Sembra poco, ma le opinioni contano, nessun autocrate sopravvive senza un minimo di consenso.
Sai già la contestazione, vero?
 

cipolino

Utente di lunga data
Già.
l'Europa è cerchiobottista.
L'Europa non esiste.

L'Europa (UE) ha una molto ampia (ma non completa) integrazione economica.
Ha una scarsa integrazione fiscale.
Ha integrazione politica e militare praticamente nulle.

Ne segue che può avere un peso, come unione, solo finché si parla di argomenti economici: per il resto, è del tutto ininfluente, come entità. Al massimo, alcuni stati hanno un loro peso personale (essenzialmente, solo la Francia che ha l'atomica, ora che UK non è più in UE). Il resto è contorno.

Se non ci integriamo realmente, continueremo a restare irrilevanti.

Siamo disposti a farlo, considerato che ci sono personaggi che predicano l'uscita dall'euro e/o dall'unione?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Con Trump nulla è esagerato. Poi ci sono i produttori di armi che gongolano.
Se davvero crediamo che il problema dei file Epstein siano le diciassettenni prostitute, siamo ingenui.
I rapporti ad alto livello non sono amicizie, ma rapporti di affari.
Quali affari? 🧐🤔💣
 

Barebow

Utente di lunga data
Per quanto mi riguarda sì, ma il tempo necessario per vedere una trasformazione oggi non è compatibile con l'attuale situazione.
Di fatto una crisi economica globale nello scenario più sfavorevole decreterebbe anche la dissoluzione dell'Europa.
Si ma non dimentichiamo che l'Europa ha 500 milioni di consumatori e nessuno ha interesse a fargli fare la fame. Che senso ha governare su macerie?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Scusa, ma sei tu quello che è contento di questa iniziativa degli usa e convinto che valeva la pena iniziare con l'azione militare, non difensiva ma preventiva (dicono), perchè in quattro e quatt'otto rovesceranno il regime e faranno i nostri interessi difendendoci.
Quindi, ora devo dire io cosa facciamo se le bombe arrivano? Gli strateghi militari non stanno qui dove sono io, mi pare, quindi dillo tu.
No, io sono quello che non fa psicanalisi in generale, figuriamoci agli stati. Mi limito a osservare che: se il tuo vicino di casa, due case più in là, mette per legge che ti vuole distruggere entro il 2041, se sovvenziona il tuo vicino di casa diretto a buttare merda nel tuo giardino continuamente, se non fa nulla per nascondere che sta preparando bomba fine di mondo, se le agenzie preposte confermano che sta arricchendo uranio per bomba fine di mondo, se ha già un discreto arsenale di missili a corto e medio raggio, che non fa complimenti a usare e che potrebbero montare testata con bomba fine di mondo, ALLORA è altamente probabile che nel tuo rapporto costi/benefici il "rispetto del diritto internazionale" tenda a passare in secondo ordine rispetto a "meglio non aspettare che ci butti bomba fine di mondo in testa per reagire". Quanto sopra, ripeto, a meno che non si ritenga che le minacce dell'Iran, nonostante tutto, siano can che abbaia non morde, che è una posizione legittima visto i dati a nostra disposizione.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma non credo che non si veda lo scenario o che qualcuno parteggi per la Russia o la Cina contro gli Usa. Non è risiko.
Semplicemente si osserva che avere "sdoganato" che le spoglie ce le si divide direttamente a colpi di missili ha, potenzialmente, contraccolpi un po' più gravi rispetto a farlo come veniva fatto prima (un prima che già comportava guerre magari senza il coinvolgimento diretto delle grandi potenze o svolte su territori chiave fuori dall'Occidente).
Il fatto, poi, di attaccare per primi svaluta ogni tentativo di deterrenza/moral suasion verso chi è già propenso ad attaccare per primo.
Si pensa che non abbia valore parlarne perché tanto conta solo la realpolitik, senza mai valutare premesse e legittimità delle azioni.
La storia ha già mostrato che era sbagliato, ma nulla.
Però è anche inutile discutere senza reale possibilità di azioni che possano influenzare davvero i governi.
Abbiamo visto in passato che milioni di persone in piazza in tutte le città europee non avevano avuto alcun seguito.
Non si può pensare di fare pressione su un governo che deve rispettare “alleanze“ inscalfibili.
È deprimente, lo so.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Ma infatti si vuole fare la psicanalisi degli stati, come se fossero individui con traumi infantili, pregressi, rimossi, complessi d'inferiorità, crisi di identità ecc, quando è ben più probabile che si tratti di interessi, vincoli, capacità, risorse.
Ma i cittadini agiscono e votano in base alla propaganda che fa leva sulle emozioni delle persone.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma sai che io faccio fatica con i ragazzi giovani a far capire che anche la Cina è un regime, proprio perché li vedono come gli unici che non ti bombardano addosso a caso? Fatico a far comprendere che l'Occidente ha dei valori da difendere, perché li vedono calpestati proprio dall'Occidente.
Quando parlo di miopia, mi riferisco anche a questo, al discredito che si sta riversando verso quelli che in teoria sono i principi dell'Occidente.
Tra l'altro, se una persona conosce un minimo la storia dell'Iran, non può ignorare che le cause che hanno portato all'instaurazione del regime degli Ayatollah hanno radici ben chiare in occidente, in usa e non solo.
Basterebbe leggersi la Nafisi o uno dei tanti iraniani che sono qui per capire come era anche il prima.
“I valori dell’Occidente“ fa un po’ ridere
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non c'è bisogno di guerre per fare gongolare i produttori di armi.
Le spese militari sono altissime in ogni paese del mondo anche in tempo di pace.
Se investissimo solo per un anno quanto spendiamo in armi, per la ricerca contro i tumori, avremmo risolto il problema.
Ma non gli basta.
 
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