Non so... forse sono io che semplifico troppo ma a me sembra piuttosto semplice: dopo la seconda guerra mondiale il mondo è stato attraversato da un brivido di orrore e sulla scia della tragedia e della distruzione ha provato a cercare di archiviare il vecchio paradigma in cui il più forte mena e prende quel che vuole, che è come il mondo funzionava fino a quel momento.Sì, anche io ho questa impressione.
Non riesco a capire tutto, perché l'ordine (o disordine) mondiale è davvero complesso, ma penso che si sia in una fase in cui occorre ridefinire anche la nostra impostazione, cercare di capire che evoluzione stanno avendo anche gli altri paesi e potenze, conoscendo il passato ma senza affidarci solo a quello.
Si è provato a prendere la via del dialogo e della concertazione.
Via via che il tempo è passato, che il ricordo dell'orrore si è affievolito, che la memoria storica si è sbiadita, gli atteggiamenti "muscolari" hanno ripreso vigore. Hanno iniziato prima le nazioni che hanno vissuto meno sulla loro pelle gli orrori e la distruzione, avendo meno contezza di quel che è stato: il tempo necesario a calarsi di nuovo nel paradigma della muscolarità è direttamente proporzionale alla distruzione subita e all'orrore vissuto in prima persona durante la guerra.
In questo gli Stati Uniti sono stati in prima fila e ormai da anni sono assolutamente "leader". Inizialmente, cercavano di mettere ipocritamente un pannicello di condivisione alle loro azioni (cfr. Iraq), adesso hanno perso ogni pudore, avendo un capo senza pudore che invidia i monarchi assoluti.