Dici:
è chi passa da un letto all'altro che si accontenta di poco.
Posso pensarla come te per come vivo/vivevo io il matrimonio, ma chi invece si comporta così non la vede di certo come noi.
Forse la parola accontentarsi non è delle più giuste, ma sia Kid che io non ne abbiamo trovate di migliori.
Dò per scontato che lui si sia controllato e volutamente tenuto alla larga nelle situazioni che gli sono capitate perché è lui ad avermelo detto.
Sul fatto che si sia represso ovvio che non ha infierito con me dicendomelo, ma ci arrivo da sola...
Anch'io sono per lui su di un piano molto distante (e privilegiato) rispetto a quella che potrebbe essere una piacevole avventura, non si possono fare confronti del genere.
So anche che non si accontenta di me nel vero senso del termine, quello che voglio dire è che nel matrimonio bisogna giocoforza sempre e comunque "accontentarsi", cioè farsi bastare sempre quello che si ha, ma la mia non-ingenuità acquisita mi fa dire che non è affatto detto che sia così per tutta la vita, ci sono delle fasi in cui uno è vulnerabile, in crisi personale, mosso da qualche impulso, e quant'altro...
Tutti elementi che non sottintendono la fine di un matrimonio, ma che capitano.
Secondo me, chi arriva a riconoscere questo è già ad un buon punto per la salvaguardia del sistema matrimonio, senza considerare che è una ottima difesa anche di se stesso.