Voi credete a queste cose?

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Old Airforever

Guest
Favolosa invece!!

Air io capisco che a tutta la tua famiglia dispiacera' per la perdita... ma nei panni di tua nonna io la penserei all stesso modo
Lettry, è pur sempre mia nonna ma, onestamente parlando, nonostante la travagliata vita (tra cui la rottura della spina dorsale a 25 anni e la morte, in 6 anni, di due mariti)...ha comunque goduto di ben 85 anni. Poi il degrado. Ma se penso che ci sono pischellini, neonati, che muoiono dopo la nascita...mi sacrificherei io personalmente, non solo mia nonna.
Marco
 

emmanuelle arsan

Utente di lunga data
Ieri sono andato a trovarla: non mi è sembrata peggiorata dall'ultima volta che l'ho vista. Certo, ho notato anch'io questo gesto di piegare a perfezione il fazzoletto (che ha sempre in mano, per asciugarsi la salivazione che fuoriesce dalla bocca). Le dico: 'Nonna, dai che tra poco è Natale'. Mi risponde, sbarfugliando: 'Sto aspettando la morte, non il Natale'. Mi venivano le lacrime agli occhi e l'ho messa sul ridere, facendo le corna con le mani, aiutandola a fare le corna con le sue, dicendole che le mancano ancora circa 9 anni per andarsene, perchè dobbiamo prendere la sbronza ai 100, festeggiando.
Marco

e' la stessa frase che mi ha detto mia nonna la scorsa settimana, in uno degli ormai sempre più rari momenti di lucidità...Marco si sta spegnendo lentamente, come è naturale che sia ad una certa età. Ti abbraccio forte forte
 
O

Old mirtilla

Guest
Ciao a tutti,
questa domanda la porgo a voi, dopo aver riflettuto su un fatto che mi sta toccando da vicino.
Nonna 91enne, affetta da Parkinson ed arteriosclerosi, immobile in carrozzina, tremori agli arti, momenti di lucidità mixati a quelli d'assenza e via dicendo.
Ieri, parlando con mia madre (che vede la sua, mia nonna, quotidianamente, mentre io una volta la settimana) mi dice che degrada sempre più e ha notato che da poco tempo a questa parte nota in lei dei gesti che, a detta dei vecchi (vecchie generazioni) sono poco rassicuranti, quali in fatto di continuare, in qualche modo, a piegare le cose (vedi il fazzoletto, la coperta che ha sulle ginocchia). La 'tradizione', dice che chi si comporta così ha poco da campare (un po' come quando si dice che, per far apparire velocemente le macchie di una malattia infettiva in corso è opportuno mettere un qualcosa di rosso addosso).
Nel mio scetticismo, mi sento dire che: 'Può essere un caso ma, sia un fratello che una sorella di nonna, poco prima d'andarsene avevano queste gesta (intese quelle di piegare i tessuti). Rimango scettico.
Che dite, amici miei?
Marco

Non lo so air..... Io ho perso tutti e 4 i nonni nel 1994 ed erano giovani, quindi nn saprei..... L'unica cosa che mi sento di raccomandarti è: passa più tempo possibile con loro o quando nn ci saranno più potresti avere il rimpianto di nn averlo fatto. Come è successo a me, solo che nn si può più rimediare.
Un abbraccio grande.
 

Iris

Utente di lunga data
Ciao a tutti,
questa domanda la porgo a voi, dopo aver riflettuto su un fatto che mi sta toccando da vicino.
Nonna 91enne, affetta da Parkinson ed arteriosclerosi, immobile in carrozzina, tremori agli arti, momenti di lucidità mixati a quelli d'assenza e via dicendo.
Ieri, parlando con mia madre (che vede la sua, mia nonna, quotidianamente, mentre io una volta la settimana) mi dice che degrada sempre più e ha notato che da poco tempo a questa parte nota in lei dei gesti che, a detta dei vecchi (vecchie generazioni) sono poco rassicuranti, quali in fatto di continuare, in qualche modo, a piegare le cose (vedi il fazzoletto, la coperta che ha sulle ginocchia). La 'tradizione', dice che chi si comporta così ha poco da campare (un po' come quando si dice che, per far apparire velocemente le macchie di una malattia infettiva in corso è opportuno mettere un qualcosa di rosso addosso).
Nel mio scetticismo, mi sento dire che: 'Può essere un caso ma, sia un fratello che una sorella di nonna, poco prima d'andarsene avevano queste gesta (intese quelle di piegare i tessuti). Rimango scettico.
Che dite, amici miei?
Marco
Secondo te in quelle condizioni, cosa può fare, povera donna, se non gesti semplici e ripetitivi, come piegare i fazzoletti?
 

Bruja

Utente di lunga data
Air

Fa parte della normalità... cadono sia la lucidità mentale che la prontezza e diventa necessario fare in modo ripetitivo certi gesti che danno solidità e concretezza nel timore di perdere la chiarezza mentale.
C'è che piega le cose, chi riordina, chi scrive bigliettini col proprio recapito, e la persona da avvertire in caso di malore infilandoseli nelle tasche... insomma ci si aggrappa alle cose che ci hanno accompagnato nella vita, soprattutto a quelle che riusciamo ancora a fare con una certa facilità.
Quanto al fatto che valga o meno la pena o che, in sé, queste realtà facciano pena... attiene sempre al discorso qualità della vita, ma credo sia talmente normale questa evoluzione cronologica che quello che ci stupisce non é tanto quello che accade quanto fare il raffronto con il passato e la realtà di quella persona per come noi la conoscevamo.
Si dovrebbe poter vivere finché la vita ci lascia vivere e sentiamo di voler vivere, il resto é solo sopravvivenza e, tutto sommato, serve più a chi ci sta intorno che a noi.
Bruja
 
Stato
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