Volpe, Lupo o della mostrizzazione

Brunetta

Utente di lunga data
E, sempre chiacchierando, proseguo.
La ricerca della gioia è un motore importante.
Quando si mostrizza il traditore non lo si fa solo per difendersi, ma per mettere sul piatto che nella coppia quel motore era venuto a mancare.
Molto interessante.
Finalmente un approfondimento.
Vero.
Probabilmente è un modo impulsivo e non consapevole di mettere in comune l’esperienza.
Paradossalmente è più forte e confuso, più precedentemente vi era condivisione, come nel tuo caso.

“Come proprio tu che mi vuoi bene e mi capisci sempre, adesso non mi vuoi capire?!”
 
Perché è un punto di vista.
Mio, sicuramente, ma anche di chi legge.
L'esposizione dei fatti e l'interpretazione sono sempre di parte.
indubbiamente.lo dicevo particolarmente nel tuo caso perchè c'è nell'aria questa sensazione che tua moglie sia l'egoista per antonomasia ,tu la sua vittima e tutti si chiedano: quando la mena? (scherzo...quando la lascia?)
 

danny

Utente di lunga data
indubbiamente.lo dicevo particolarmente nel tuo caso perchè c'è nell'aria questa sensazione che tua moglie sia l'egoista per antonomasia ,tu la sua vittima e tutti si chiedano: quando la mena? (scherzo...quando la lascia?)
Egoista lo sono anch'io. Credevo si notasse. :D
 

Brunetta

Utente di lunga data
consideriamo che qui c'è solo la tua visione delle cose .è normale che qui dentro tutti siano "dalla tua parte" giudicando tua moglie totalmente colpevole di mancanze e carenze nei tuoi riguardi ,
penso però che se anche lei scrivesse ci potrebbe essere una lettura diversa che la renderebbe meno carnefice
Sì, certo.
Ma io tentavo di vedere da una angolazione diversa.
Tutti gli attori coinvolti in un tradimento creano motivazioni per allontanarsi.
Ma questo avviene proprio perché il legame è forte.
Un po’ come in adolescenza si vedono i genitori come vecchietti incapaci di capire. Non sarebbe necessario se il legame fosse debole.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Danny, a costo di essere sgradevole ti dico che se continui solo a chiacchierare e non cominci a pensare concretamente di uscire da quella specie di zona confort che il continuo rimpianto di come eravate con tua moglie ti ha ficcato ti ritroverai oltre che con i cocci della tua vita anche con i cocci "consumati" di quello che resta. Ecco, scusa ma dovevo dirtelo, chiaro poi che come hai stigmatizzato sono affari tuoi.
Guarda che il suo non è come eravamo, ma come ero.
 

danny

Utente di lunga data
Molto interessante.
Finalmente un approfondimento.
Vero.
Probabilmente è un modo impulsivo e non consapevole di mettere in comune l’esperienza.
Paradossalmente è più forte e confuso, più precedentemente vi era condivisione, come nel tuo caso.

“Come proprio tu che mi vuoi bene e mi capisci sempre, adesso non mi vuoi capire?!”
No, è che se stai in una relazione fatta solo di doveri - appesantita, diciamo da essi - dover perdere la leggerezza che hai trovato fuori ti costa in termini emotivi.
Al tradito attribuisci pertanto la colpa della pesantezza della relazione ufficiale e di aver fatto crollare la relazioni extra, di solito leggera e gioiosa, facendo finire il tutto tra l'altro in un clima da Stasi.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Però, senza accanirsi con Danny, non vi pare che lo si faccia un po’ tutti in modo diverso a seconda del ruolo?
La facocera non era la mostrizzazione della amante?
Salvo poi fare di peggio con molto di meno in gioco.
A volte serve da semplice salvagente per salvare la propria autostima. Ci si dice “guarda quanto gli ho abbuonato eppure nemmeno l’ho tradito” se si è traditi e ci si sente buttati in un cassonetto.
Oppure “guarda che elemento noioso ho sopportato senza tradirlo, finora” se si è traditori.

E quante amanti abbiamo letto che spengono la rivalità con la moglie definendola distratta, noiosa, indifferente, per non dire chi ha criticato la casa non troppo pulita.
 

Brunetta

Utente di lunga data
No, è che se stai in una relazione fatta solo di doveri - appesantita, diciamo da essi - dover perdere la leggerezza che hai trovato fuori ti costa in termini emotivi.
Al tradito attribuisci pertanto la colpa della pesantezza della relazione ufficiale e di aver fatto crollare la relazioni extra, di solito leggera e gioiosa, facendo finire il tutto tra l'altro in un clima da Stasi.
È quello che dicevo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
No, è che se stai in una relazione fatta solo di doveri - appesantita, diciamo da essi - dover perdere la leggerezza che hai trovato fuori ti costa in termini emotivi.
Al tradito attribuisci pertanto la colpa della pesantezza della relazione ufficiale e di aver fatto crollare la relazioni extra, di solito leggera e gioiosa, facendo finire il tutto tra l'altro in un clima da Stasi.
Poi ovviamente le cose cambiano in base alle persone coinvolte e il tipo di relazione pregressa, sempre diversa, che può vedere perciò più aguzzino uno o l’altro o entrambi.
 

danny

Utente di lunga data
parlavo di quello che leggo. ...infatti ho espresso le mie riserve sulla "colpevolezza" assoluta di sua moglie.

Ma non è un processo...
Mia moglie si trovava nella situazione in cui sono io ora e in cui finiscono tante coppie.
Trascorreva le giornata all'insegna di una serie di doveri, obblighi, cose da fare, senza emozioni positive.
Non le trovava in famiglia, non le trovava in me, non le trovava negli hobby, non le trovava nel lavoro.
Oltre a questo aveva pure dovuto subire due lutti importanti e traslochi annessi di case di defunti (con l'ultimo di adesso siamo a 5 in 5 anni).
Io trovavo gioia in nostra figlia, negli hobby che avevo e nel desiderio verso mia moglie. Il resto era sì pesante, ma sostenibile. Lei no.
Il tradimento è stato il suo desiderio di avere una gioia nella vita.
L'ho scoperta, è tornato il buio.
Questa sensazione la provo ora io: mia figlia è grande e ha la sua vita, mia moglie è praticamente assente, non abbiamo più una vita sessuale in comune, la vita quotidiana è un susseguirsi di doveri ed obblighi.
Ognuno di noi naturalmente cerca la gioia, non puoi pensare di escluderla senza conseguenze.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
No, è che se stai in una relazione fatta solo di doveri - appesantita, diciamo da essi - dover perdere la leggerezza che hai trovato fuori ti costa in termini emotivi.
Al tradito attribuisci pertanto la colpa della pesantezza della relazione ufficiale e di aver fatto crollare la relazioni extra, di solito leggera e gioiosa, facendo finire il tutto tra l'altro in un clima da Stasi.
Chi mette sul piatto della Bilancia del tradimento la responsabilità nell'aver appesantito la relazione ufficiale normalmente sbaglia. Quando decidi di fare una famiglia con una persona, la pesantezza è automatica e il correlativo sacrificio della propria individualità, quasi scontato. Che senso ha cascare dal pero a cose fatte?
Poi c'è chi prova a recuperare la propria individualità con il legittimo consorte, è chi butta a mare la zavorra. Sono scelte che per me hanno la medesima dignità, visto che vanno pesate sulla base del risultato raggiunto.
 

bluestar02

Utente di lunga data
Qui è noto che spesso il traditore compie una opera di mostrizzazione del tradito.
Per i non abitué sintetizzo: per evitare di riconoscere in modo troppo disturbante che si sta facendo qualcosa contro la coppia che si vuole conservare, si enfatizzano e si ingigantiscono le imperfezioni e i difetti che sono presenti in tutti. Se questo non avviene in modo eclatante nei confronti del personale tradito a causa propria, avviene per gli altri traditi gentilmente definiti i “cornuti”.
Non essendo avvezza a questo termine, ma neppure ai pettegolezzi e neppure non essendo una amante :)mexican:) delle pochade, un tempo mi sembrava un incomprensibile accanimento o semplicemente un linguaggio comune in altre zone o ambienti. Naturalmente mi sembrava impossibile la presenza di tante persone sciatte o noiose o anafettive o trascuranti che non vedevo tra le coppie che conoscevo e nemmeno tra le persone che sapevo fossero state tradite.
Poi (grazie a Tebe, ex utente tradita e traditrice) ho conosciuto questo meccanismo frequente. Direi che si tratta un po’ del meccanismo del LUPO che deve trovare delle colpe nell’AGNELLO per giustificare il fatto di volerselo mangiare.
Inconsapevolmente un utente usava spesso l’espressione “chi pecora si fa, il lupo se la mangia”. Che è l’esplicitazione della colpevolezza della vittima.

Riflettendo sul “nostro” argomento ho capito che anche i traditi, una volta scoperto di essere stati costretti a interpretare questo ruolo, operano spesso una operazione simile.
Può sembrare strano perché dovrebbe bastare di aver scoperto il tradimento per avere motivi per non apprezzare il traditore.
In realtà questa mostrizzazione avviene perché, a meno che la tresca non sia durata meno di 48h, è difficile considerare perfido chi comunque è stato ritenuto apprezzabile e partner affidabile fino alla scoperta. Se venisse riconosciuto che anche il traditore è semplicemente un essere umano che ha seguito il proprio egoismo, magari in qualcosa di “poco serio” come una relazione extraconiugale fatta di mero erotismo, sesso e adolescenziali risate, potremmo riconoscervi qualcosa di noi che abbiamo trovato opportunità di evasione in altre cose (oggettivamente e comunemente considerate lecite) come coltivare un hobby o frequentare luoghi di aggregazione di nostro gusto, dalla discoteca al centro commerciale o culturale, a seconda dei gusti.
Quindi il giorno dopo la scoperta il traditore viene dipinto come scostante, distratto, poco collaborativo, brontolone ecc.
Insomma qui si tratta del meccanismo della VOLPE che deve rinunciare all’UVA.

Similmente moltissimi amanti dipingono il partner del proprio amante come quantomeno tonto se si beve le balle che gli vengono raccontate.

Insomma Fedro ci conosce bene :carneval:
[FONT=&quot]«[/FONT]Giove[FONT=&quot] impose a noi due sacche:[/FONT]
[FONT=&quot]mise quella dei vizi propri dietro la schiena,[/FONT]
[FONT=&quot]quella carica dei vizi altrui davanti al petto»[/FONT]
Non ho mai motorizzato la legittima. Anzi erigo un muro invalicabile tra lei e le mie amanti. Non ne parlo mai nemmeno per
sbaglio.

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danny

Utente di lunga data
Anche fosse manca del tutto quello che sarò, quello che voglio diventare.
Ho due strade davanti che reputo diversamente positive dal mio punto di vista:
separarmi trovando una soluzione che mi consenta di avere una vita dignitosa economicamente e senza impatto per il futuro di mia figlia
stare insieme a mia moglie e fare entrare nella mia vita un'amante

Sono due strade che per varie ragioni comportano difficoltà, ma il cui esito non dipende, ovviamente, solo da me: se fossero agevoli da percorrere in autonomia l'avrei già fatto.
 
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